a cura di Veronica Cireneo
Per la rubrica: "Miracoli Eucaristici" offriamo alla vostra attenzione spirituale questo prodigio, relativamente recente, accaduto in india nel 2013 e riconosciuto dalla Chiesa il 9 maggio 2025: all'indomani dell'elezione di Papa Leone XIV.
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(...) Il 9 maggio 2025, la Santa Sede ha riconosciuto il miracolo eucaristico avvenuto nella chiesa di Cristo Re a Vilakkannur (nello Stato indiano del Kerala), dove il 15 novembre 2013, un venerdì, durante la Messa del mattino, all’atto della consacrazione, il volto di Gesù si è impresso sull' Ostia Magna tenuta da padre Thomas Pathickal.
L’annuncio del riconoscimento vaticano è stato dato da monsignor Joseph Pamplany, arcivescovo di Tellicherry, nel corso di una cerimonia svoltasi nella stessa chiesa dove undici anni e mezzo prima era avvenuto il miracolo eucaristico (…..)
Mons. Pamplany, come riferito da "Catholic Vote" , ha detto che per la Santa Sede questo miracolo contribuisce ad accrescere la fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. E in effetti, fin dall’inizio, ci sono stati grandi frutti spirituali. Allo stesso tempo l’arcivescovo ha ricordato che la Presenza Reale è dottrina cattolica, la cui verità prescinde dal verificarsi o meno di miracoli. Si tratta a tutti gli effetti di un dogma, fondato sulle parole di nostro Signore; e la stessa transustanziazione – cioè la conversione (al momento della consacrazione) di tutta la sostanza del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù – è un miracolo in sé, per quanto non visibile ai nostri sensi, come afferma, nel solco del Concilio di Trento, il Catechismo della Chiesa Cattolica:
«Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero» (CCC, n. 1374).
Eppure, da duemila anni, questo dogma è oggetto di scetticismo anche da parte di tanti battezzati e addirittura del clero. Ma in questi duemila anni il Signore ha concesso molte conferme del fatto che le Sue Parole («questo è il mio corpo», «questo è il mio sangue») non sono meri simboli, bensì attestano proprio la Sua Presenza Reale nell’Eucaristia.
E alla divina sapienza, nei secoli, è piaciuto che questi miracoli eucaristici rafforzassero la fede non solo della gente comune, ma appunto anche di coloro che agiscono in persona Christi, ossia i sacerdoti.
Ce lo ricordano, su tutte: il miracolo di Lanciano (VIII secolo) e poi quello di Bolsena (1263), al quale fece seguito, un anno più tardi, sotto Urbano IV, l’istituzione della solennità del Corpus Domini.
Quello avvenuto a Vilakkannur si aggiunge ad altri miracoli eucaristici dei giorni nostri. Tra quelli recenti ricordiamo i più noti e in particolare tre, avvenuti a Buenos Aires negli anni Novanta del secolo scorso (1992, 1994, 1996), quello di Tixtla, in Messico, nel 2006, e quelli nelle città polacche di Sokółka e Legnica, rispettivamente nel 2008 e 2013 (miracoli, questi, sulla cui documentazione si sofferma il libro del dottor Franco Serafini, intitolato: "Un cardiologo visita Gesu . I miracoli eucaristici alla prova della scienza". Edizioni Studio Domenicano, 2018.
Per arrivare al riconoscimento del miracolo, la Chiesa cattolica si basa su una procedura rigorosa, che include la dovuta custodia dell’Eucaristia oggetto del miracolo e la costituzione – da parte del vescovo – di una commissione d’indagine che valuti sia l’aspetto teologico che scientifico (cfr. le ultime Norme del Dicastero per la Dottrina della Fede, per discernere presunti fenomeni soprannaturali).
Nella maggior parte dei casi il miracolo ha riguardato il sanguinamento dell’Ostia. E ogni volta che le analisi sui campioni eucaristici hanno rilevato il gruppo sanguigno, si è trovato sempre lo stesso risultato: AB. Lo stesso medesimo gruppo emerso dai test sulla Sindone di Torino.
Tornando al caso di Vilakkannur, l’allora parroco della chiesa di Cristo Re, il già citato padre Pathickal, aveva spiegato a suo tempo, che...:
"Al momento dell’elevazione ho notato una macchia sull’Ostia Magna appena consacrata, che diventava sempre più grande e luminosa finché si è delineato un volto"
Il sacerdote aveva quindi deciso di tenere da parte quella Particola e proseguire la Messa con un’altra Ostia conservata nel Tabernacolo. A celebrazione eucaristica conclusa, mostrò l’Ostia miracolosa al sacrestano, che gli disse che quello era il Volto di Gesù.
Padre Pathickal mise quindi l’Ostia in un ostensorio e La espose sull’altare, per l’adorazione dei fedeli. Intorno alle 11 del mattino del 15 novembre 2013, seguendo le istruzioni dell’allora arcivescovo di Tellicherry, mons. George Valiamattam, ripose l’Ostia nel Tabernacolo.
Con la diffusione della notizia del miracolo, migliaia di persone raggiunsero il villaggio di Vilakkannur. La folla di persone e veicoli fu tale da bloccare la strada per Paithalmalan, una località turistica, e richiedere l’intervento di alti funzionari della polizia.
L’arcidiocesi prese in custodia l’Ostia, indagando sull’accaduto sia dal punto di vista scientifico che teologico. Dal settembre 2018 al gennaio 2020, la Particola era stata restituita alla chiesa di Cristo Re di Vilakkannur per permetterne l’adorazione pubblica. E poi era stata consegnata all’allora nunzio apostolico, Giambattista Diquattro e (...) il riconoscimento del miracolo da parte della Santa Sede, fu annunciato, appena un giorno dopo l’elezione di Leone XIV, da mons. Joseph Pamplany il 9 maggio 2025.
Dal web
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23 gennaio a.D.2026
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