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martedì, agosto 04, 2026

Il Concilio Vaticano II e la notte della chiesa. Un discorso da fare e due utili fonti: Monsignor Gherardini, don Claudio Crescimanno


di Veronica Cireneo 

Non si può non prendere atto, della gravità dello stato in cui versa la chiesa, nell'aspetto concernente l'istituzione e l'organizzazione umana, che ha preso, con gravi reiterati scandali, la via della deriva, abbandonando la retta.

Al centro dei numerosi dibattiti che intenderebbero cercare il bandolo della matassa della crisi nella chiesa, si pone sempre più prepotentemente il tema del Concilio Vaticano II, citato sempre e ovunque, come un tormentone. 

Fu un evento che realmente funse da spartiacque. Momento culminante, e punto di non ritorno, di una crisi che rodeva da tempo la religione Cattolica se costrinse, già nei primi anni del '900, Papa Pio X a scrivere il giuramento antimodernista. Introdotto inizialmente col documento Sacrorum Antistitum e poi con l'enciclica Pascendi Dominici gregis, il giuramento, redatto in lingua latina, fu imposto a tutti i membri del clero con compiti di ministero, magistero o di giurisdizione ecclesiastica e a quanti aspirassero a diventare parte del clero.

Ma oggi, a distanza di oltre mezzo secolo dal Concilio, la situazione è totalmente ribaltata e qualche domanda sorge spontanea e condivisa da più parti:

Come mai non è più richiesto il giuramento anti modernista a tutto il clero, e in particolare a chi celebra la Messa riformata, dove è "lecito (?)" : la Comunione in mano, i canti e i balletti nelle chiese, le donne sull'altare anche fatte prete, dove la Messa è apparecchiata come per una cena al ristorante e dove si celebrano "matrimoni" omosessuali (!), come se non fossero in abominio a Dio?

C'è  qualcuno a cui compete che si occupi di verificare se tutto ciò sia o no compatibile con la fede Cattolica?

Come mai oggi, non solo non si chiede più il giuramento anti- modernista, ma si pretende, anzi, l' adesione totale al Magistero Riformato, in nome dello "spirito del Concilio" senza  l'accettazione del quale scatta  la scomunica

Che cos' è esattamente questo spirito del Concilio con il quale si vorrebbe imporre ogni scandalosa o quanto meno curiosa stravaganza religiosa, come fosse un dogma? Peraltro il Concilio stesso non fu dogmatico, ma solo pastorale. Quindi se la pastorale dovesse diventare dogma, saremmo legittimati a sospettare di esserci imbattuti in una dittatura fanta-teologica, oppure no? Ad ogni modo, va ribadito con forza che i cattolici sono tenuti a conoscere e ad obbedire ad un solo spirito: lo Spirito Santo e Santificatore, Terza persona della Santissima Trinità, indipendentemente dalle mode ideologiche... Altra domanda:

Il Concilio, è stata una mannaia posta volontariamente alle radici del cattolicesimo per decretarne la fine, come dicono alcuni o è vero , come sostengono altri, che i danni, numerosi e fatali, attuati nel periodo post- conciliare,  sono stati il frutto di una cattiva interpretazione dei suoi documenti?

Tra tutte le domande poste sopra, quest'ultima è piuttosto faziosa giacché, risultati alla mano, è ormai evidente che: sia che lo fosse nella sostanza, sia che lo fosse nell'interpretazione quell'evento storico ha segnato marcatamente un giro di boa nella storia del cattolicesimo, quale triste spartiacque e punto di non ritorno.

Dove trovare risposte sapienti a tutti questi interrogativi?

La materia è ardua e di libri e contributi a tema ne esistono a iosa. In questa sede suggeriamo due fonti: un libro e un ciclo di trasmissioni YouTube.

Il libro che riteniamo utile per farsi un'idea un po' più chiara sull'argomento è il testo intitolato: "Concilio Vaticano II. Un discorso da fare." di Monsignor Gherardini, sacerdote pratese al servizio della Santa Sede dal 1960  al 1995

Monsignor Brunero Gherardini 

Nato il 10 febbraio del 1925 a Prato e scomparso alla veneranda età di 92 anni, è stato al servizio della Santa Sede come ordinario di Ecclesiologia ed Ecumenismo presso la Pontificia Università Lateranense. In Vaticano: ha ricoperto la carica di Canonico della Basilica di San Pietro ed è stato Direttore della rivista internazionale di studi teologici Divinitas. Riconosciuto come figura di spicco, è celebre per i suoi studi approfonditi sul luteranesimo e per le sue posizioni teologiche tradizionaliste in merito al Concilio Vaticano II.

Perche tra i tanti esistenti consigliamo proprio questo?

Perché è un libro obiettivo: né a favore, né contro. Frutto di un’ analisi critica dei documenti del Concilio, dove il Monsignore conduce il lettore verso la comprensione del fenomeno attraverso dei passaggi chiari e nevralgici. I seguenti:

• Inserisce il Vaticano II nella storia della Chiesa insieme ai 20 Concili che lo precedettero, in contrasto con l'idea postconciliare che vorrebbe invece assolutizzarlo come l’unico Concilio rilevante, cosa che causa la legittimazione di gravi errori della cultura contemporanea fino a produrre "creative" avventure ecumeniche, insostenibili

Afferma che non fu un Concilio dogmatico. ma pastorale 

• Afferma che la rottura con la tradizione non è auspicabile e

• Chiede l' intervento chiarificatore della Santa Sede, per far venire al pettine i nodi delle questioni dottrinali postconciliari.

Questo ultimo punto, anche recentemente ribadito dai Cardinali Burke e Sarah, come riportato sopra, corrisponde allo stesso desiderio impellente e condiviso da quanti riconoscono il livello  sconcertante raggiunto dal mondo in cui viviamo. Mondo che continua a vagare totalmente smarrito nel fango della confusione dottrinale e morale, sempre più  fosca e disordinata. Sì che necessiterebbe invece di un argine, posto a difesa della nostra Santa Religione, proprio da chi nella storia della Famiglia Umana ha da sempre avuto il ruolo di opporsi al mondo, al maligno e alla carne: la Chiesa.

Ciclo di trasmissioni sul CVII di don Claudio Crescimanno

Chiesa che invece al momento sta vivendo la sua notte più nera, come spiega molto dettagliatamente il sacerdote don Claudio Crescimanno autore della seconda fonte che suggeriamo: la serie delle sue 24 trasmissioni raccolte sul canale YouTube Stella Maris in questa playlist . È un ciclo di catechesi che può anche non essere completamente condiviso, ma che riteniamo degno di nota, a motivo dell'apprezzabile lavoro di approfondimento svolto e per l' intenzione palese di fare chiarezza in nome della Verità. Colpisce altresì , che per il raggiungimento di questi obiettivi, non vengano fatti sconti a nessuno, fosse anche solo per controbilanciare il piatto fasullo dell' osanna modernista. Buona lettura quindi e buon ascolto.

Per ìl resto che dire? Quando il Signore verrà, troverà la Fede sulla Terra? Facciamo attenzione a non smarrire la nostra fede personale! Salvezza e dannazione sono fatti individuali, non premi di maggioranza! È così importante questo aspetto che, faremo seguire questo articolo da un altro contenente i suggerimenti/comandi di padre Pio per non smarrirsi in tempo di apostasia.

E la chiesa? Quando ritroverà la chiesa la sua originaria e sempiterna vocazione? Oremus. Il Signore abbia pietà della Sua Sposa e ci custodisca all'ombra delle Sue Sante Ali.

Mater Ecclesiae ora pro nobis. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Veronica Cireneo 

martedì 4 agosto 2026

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Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.

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