lunedì, febbraio 02, 2026

Il cardinal Cupich favorevole alle adozioni g@y si dice contrario alla Messa Tridentina. Che strano!



a cura di Veronica Cireneo 

Qualcuno ha provato a fingere stupore senza successo, quando ha saputo che un cardinale, Cupich, favorevole alle adozioni gay e certo che gli @mosex abbiano molto da dare alla Chiesa sia poi contrario alla messa Tridentina.

Si dividono i compiti i nemici di Dio, e come in una staffetta fanno un pezzetto per uno nell'oltraggio contro il Salvatore e la Sua Santissima Madre Corredentrice! Riusciranno i nostri eroi a distruggere la Chiesa di Cristo?

Che strano l'uomo! Vedere come si dia tanto da fare proprio laddove non ha alcuna garanzia di successo! 

§§§


Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di LifeSiteNews, che ringraziamo per la cortesia. Il card. Cupich, uno dei prelati della filiera del predatore di seminaristi McCarrick, e che è stato di recente nominato in un un organismo vaticano da Leone XIV, prende spunto dal controverso documento del card. Roche. Buona lettura e diffusione.

§§§

Il cardinale Cupich sostiene la soppressione della messa in latino, citando un documento del recente concistoro


La citazione del Quo Primum da parte dei cardinali Blase Cupich e Arthur Roche per giustificare la soppressione della Messa tradizionale è disonesta, perché la bolla del 1570 autorizzava la Messa tradizionale “in perpetuo”.

 

Immagine in evidenza

 

Un ritratto di Papa Francesco è sull’altare mentre il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, presiede una messa nella cattedrale del Santo Nome in onore del defunto papa il 23 aprile 2025 a Chicago, Illinois Scott Olson/Getty Images
Emily Mangiaracina 

LifeSiteNews ) — Mercoledì il cardinale Blase Cupich ha pubblicato una riflessione a sostegno dell’obiettivo di Papa Francesco di sopprimere la tradizionale messa in latino, sostenendo che l’esistenza di un solo “rito” è una questione di “unità”.

“Accettare la riforma autorizzata dalla Chiesa è una questione di preservare l’unità della Chiesa, come ha affermato San Papa Pio V, una verità ricordata dal defunto Papa Francesco”, ha scritto Cupich, riferendosi a uno dei principali “concetti” di un documento sulla liturgia distribuito dal cardinale Arthur Roche al concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV all’inizio di questo mese.

Cupich fece riferimento alla citazione di Papa Pio V fatta dallo stesso Roche, che il vescovo Athanasius Schneider in seguito sottolineò essere stata estrapolata dal contesto: “Come nella Chiesa di Dio c’è un solo modo di recitare i salmi, così dovrebbe esserci un solo rito per celebrare la Messa”, scrisse Pio V mentre emanava il Messale Romano del 1570.

L’arcivescovo di Chicago ha esplicitamente utilizzato questo principio di “unità” come giustificazione per la Traditionis Custodes , che ha soppresso il TLM . Cupich ha sottolineato che Francesco considerava la “riforma” liturgica del Concilio Vaticano II – ovvero il Novus Ordo Missae – come “l’espressione unica della ‘lex orandi’ del Rito Romano”.

Favorire il Novus Ordo sopprimendo la Messa latina tradizionale è quindi “in linea con il suo predecessore San Papa Pio V”, perché “deve esserci un solo rito come mezzo per preservare l’unità della Chiesa”, secondo Cupich.

Il prelato ortodosso Schneider ha recentemente sottolineato che Roche ha fatto riferimento in modo selettivo al Quo Primum nel suo documento di concistoro, citando l’affermazione secondo cui “dovrebbe esserci un solo rito per celebrare la Messa”.

La realtà è che, ha sottolineato Schneider, il Quo Primum in realtà “permette esplicitamente a tutte le varianti del Rito Romano che sono state in uso ininterrottamente per almeno 200 anni di continuare legittimamente”, compresi i riti ambrosiano e domenicano. “Unità non significa uniformità, come attesta la storia della Chiesa”, ha osservato Schneider.

Fare riferimento al Quo Primum in questo caso è disonesto da parte di Roche e Cupich, perché la bolla del 1570 contraddice chiaramente il loro punto principale autorizzando fermamente il TLM “in perpetuo”.

Il Quo Primum afferma che “questo Messale deve essere d’ora in poi seguito in modo assoluto, senza alcun scrupolo di coscienza o timore di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, e può essere usato liberamente e legittimamente. Né i superiori, gli amministratori, i canonici, i cappellani e gli altri sacerdoti secolari o religiosi, di qualsiasi titolo designati, sono tenuti a celebrare la Messa diversamente da come da Noi ingiunto. Allo stesso modo dichiariamo e ordiniamo… che il presente documento non può essere revocato o modificato, ma rimane sempre valido e conserva tutta la sua forza”.

§§§

Per aiutare Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Nessun commento:

Post in evidenza

Reverendissima Abbadessa, salviamo il Monastero di Mazara. Flash mob di supplica

di Veronica Cireneo  Carissimi lettori, con questa nuova iniziativa, si chiede il vostro supporto, affinché il Monastero di San Michele, a M...