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venerdì, ottobre 02, 2026

Quattro donne straordinarie tra i Dottori della Chiesa.


a cura di Veronica Cireneo 

La Chiesa cattolica annovera tra i Suoi Santi:  38 Dottori della Chiesa, tra cui 4 donne delle quali il presente articolo, offre utili spunti per approfondirne la conoscenza. Oltre ad esse ci sono altri tre nomi di Sante, candidate allo stesso titolo, per l'influenza che hanno avuto sulla Chiesa dal punto di vista delle rivelazioni, degli scritti e delle visioni teologiche: Santa Faustina Kowalska, Santa Edith Stein e Santa Margherita Maria Alacoque.  Buona lettura.

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Nel corso di quasi nove secoli, quattro donne straordinarie, vissute in epoche e luoghi molto diversi tra loro, sono diventate alcune delle più grandi maestre spirituali della storia della Chiesa. Sono le uniche quattro donne ad aver ricevuto il titolo di Dottore della Chiesa.

Santa Ildegarda di Bingen, ( Germania) teologa, musicista e visionaria, fu una delle personalità più sorprendenti del Medioevo. La profondità della sua fede e la vastità delle sue conoscenze continuano ancora oggi ad affascinare e ispirare.

Santa Caterina da Siena (Italia) visse il suo profondo amore per Cristo nel cuore delle grandi crisi del suo tempo. Con coraggio e determinazione arrivò persino a svolgere un ruolo importante nel ritorno di Papa Gregorio XI a Roma, dopo quasi settant’anni di permanenza dei Pontefici ad Avignone.

Santa Teresa d’Avila (Spagna) rinnovò profondamente la vita carmelitana e divenne una delle più grandi maestre di preghiera della Chiesa, indicando a generazioni di cristiani un cammino per entrare sempre più profondamente nell’amicizia con Dio.

Santa Teresa di Lisieux  (Francia) visse  appena 24 anni, ma la sua “piccola via” ha mostrato al mondo un percorso verso la santità alla portata di tutti: fidarsi di Dio, vivere con umiltà e compiere con amore anche i gesti più piccoli della vita quotidiana.

Quattro donne molto diverse tra loro, unite dalla stessa certezza: una vita completamente affidata a Cristo può lasciare un segno capace di attraversare i secoli.

Fonte MiL - Messa in Latino

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venerdì 2 ottobre 2026

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sabato, settembre 26, 2026

Se i presenti rimangano edificati da come assistiamo alla Santa Messa. Corrado Gnerre


a cura di Veronica Cireneo 

Sull'importanza del comportamento più virtuoso da assumere durante il tempo della nostra permanenza in chiesa, torna a riflettere in questo articolo il professor Corrado Gnerre de Il Cammino dei 3 sentieri, al fine della reciproca edificazione. Nella parte finale riporta delle semplici istruzioni dettate da Padre Pio, da applicare durante la Santa Messa. Volentieri, lo diffondiamo consapevoli della responsabilità personale che abbiamo di fronte a Dio e di quanto l'esempio batta fiumi di parole,  in termini di efficacia, persuasione ed emulazione. Grazie a MiL- Messa in Latino  per la cortese segnalazione. Buona lettura e diffusione. 

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Ci siamo mai posti la domanda se i presenti rimangono edificati da come assistiamo alla Messa?



1. Ci sono due gravi errori da evitare riguardo al comportamento esteriore del cristiano.

2. Da una parte c’è l’errore del formalismo, quello di credere un po’, anzi un bel po’ ipocritamente che basterebbe la forma o il puro adempimento di rituali per essere a posto. Ciò avviene, per esempio, nelle possibilità di lucrare le indulgenze.
Cioè si crede che basterebbe fare ciò che la Chiesa chiede di fare esteriormente, senza però convertire se stessi, né senza impegnarsi ad abbandonare l’affezione al peccato. Ed ecco perché, nelle indulgenze, una volta che si è adempiuto esattamente ciò che è prescritto, si ha la speranza di averla lucrata, ma mai la certezza, in quanto è sempre Dio che decide, in quanto solo Lui può scrutare -come si dice- in foro interno.

3. Ma - dicevamo - c’è anche un altro errore che attiene ad una prospettiva spiritualista oggi molto in voga, ovvero che la forma e l’adempimento dei rituali siano secondari, se non addirittura inutili. 
Spiritualista, perché una tale condizione sottende che l’uomo non debba far partecipare una parte di sé - il corpo - al culto e all’adorazione di Dio.

Insomma, come se il corpo non contasse nulla, quando invece anche attraverso i nostri gesti, e non solo attraverso le nostre convinzioni o intenzioni, possiamo edificare o scandalizzare gli altri.

4. A tal riguardo leggiamo cosa scrive san Pio da Pietrelcina alla figlia spirituale Annita Rodote:
 
“Assistendo alla Santa Messa e alle sacre funzioni, usa molta gravità nell’alzarti, nell’inginocchiarti, nel metterti a sedere; e compi ogni atto religioso con la più grande devozione. Sii modesta negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce; non ridere per riverenza al luogo santo ed anche per riguardo a chi ti sta vicino; studiati di non profferire parola con chi che sia, a meno che la carità, ovvero una stretta necessità, non lo esiga. (…). Insomma, diportati in modo che tutti i presenti ne rimangano edificati e siano per mezzo tuo spinti a glorificare e ad amare il Padre Celeste“.

Corrado Gnerre
22 agosto 2026

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sabato 26 settembre 2026

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martedì, settembre 08, 2026

L'importanza delle "dita unite" dopo la Consacrazione del Pane Eucaristico. D. Bossoni


Notare l'unione di pollice ed indice

a cura di Veronica Cireneo 

Grazie a MiL- Messa in Latino  per questi sostanziali spunti sull'importanza degli atti liturgici.  Il presente  brano tratta delle “dita unite” del sacerdote, dopo la consacrazione dell'Ostia, come della condizione essenziale per impedire la dispersione involontaria dei frammenti eucaristici. Dettaglio tutt'altro che trascurabile, da ripristinare durante la Santa Messa, assolutamente ovunque e sempre, come già accaduto fino a Benedetto XVI. Buona lettura e diffusione.

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Tra le riforme e le semplificazioni del Rito Romano seguite al Concilio Vaticano II, una delle mutazioni più rilevanti nella gestualità del celebrante riguarda l’abolizione dell’obbligo di tenere uniti i pollici e gli indici delle mani subito dopo la Consacrazione fino alle abluzioni purificatrici.

Se per una lettura superficiale o meramente funzionale della Liturgia si tratta di un insignificante dettaglio rubricale, per la teologia del Sacrificio e per la custodia del Dogma della Transustanziazione, questa omissione ha segnato una ferita profonda e devastante nella percezione del Sacro.

Difatti, nel Ritus servandus in celebratione Missæ del Missale Romanum del 1962, dal momento preciso in cui le parole della Consacrazione operano la Transustanziazione del pane nel Corpo di Cristo, le dita del sacerdote che hanno toccato l’Ostia Consacrata non toccano più nulla che non sia il Corpo del Signore.

Ciò avviene fino alla purificazione con vino e acqua al termine della Comunione; sino a quel momento infatti, il Celebrante sostiene la patena, gira le pagine del Messale e apre il tabernacolo mantenendo pollici e indici congiunti.

Questo uso non nasceva da una mania scrupolosa o da un vuoto formalismo medievale, bensì da una logica teologica ineccepibile: la fede nell’effettiva e reale Presenza di Cristo in ogni singolo, minimo frammento dell’Ostia Consacrata.

Pertanto, custodire le dita unite significava impedire la dispersione involontaria anche della più infinitesimale particella del Corpo di Cristo sul corporale, sulle vesti o sui libri liturgici, esprimendo visivamente a tutto il popolo la certezza che tra quelle dita c’era Dio medesimo.

Con l’introduzione della Nuova Forma Ordinaria e la contestuale scomparsa di questa prescrizione rubricale, le mani del sacerdote sono state restituite alla loro ordinaria operatività:

-voltano le pagine del messale ad ampie mani, 

-gesticolano durante le preghiere,

- toccano il calice e gli arredi, senza più alcuna riserva.

L’esito pratico e spirituale di questo cambiamento è stato drammatico: la perdita quasi totale della percezione del pericolo di profanazione o di dispersione dei frammenti eucaristici.

Gesti che un tempo comunicavano ai fedeli, con la sola evidenza del linguaggio corporeo, la maestà tremenda del Mistero, sono stati sostituiti da una disinvoltura profana.

Se le dita che hanno consacrato il Re dell’Universo possono subito dopo sfogliare foglietti o toccare la microfonia senza particolare cautela, quale messaggio viene trasmesso al popolo di Dio se non l’idea sottile che quel Pane non sia poi così diverso da un comune simbolo?

La crisi della fede nella Transustanziazione – oggi tragicamente attestata da sondaggi e dalla prassi comune – non nasce da grandi dispute filosofiche, ma dalla quotidiana perdita dei segni del rispetto liturgico.

Il ripristino, anche personale, della custodia dei pollici e degli indici dopo la Consacrazione rappresenta per ogni sacerdote un atto di altissima testimonianza e di riparazione spirituale.

Restituire valore e sacralità alle mani del presbitero significa riaffermare che l’Eucaristia non è un pasto comunitario tra i tanti, ma il vero Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, da adorare e custodire con ogni fibra del nostro essere.

P.S. : È da notare che tutti i Papi, fino a Benedetto XVI, mantennero la pratica di tenere uniti indici e pollici anche nelle celebrazioni in Novus Ordo.

Diego Bossoni

5 settembre 2026

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mercoledì, luglio 23, 2025

MiL RIAPRE I BATTENTI: il reintegro ufficiale del blog da parte di Google


di Veronica Cireneo 

Un breve comunicato per informare che il blog MiL-Messainlatino.it  è stato riabilitato.

La protesta legale presentata al  Tribunale di Imperia , lo scontento social generalizzato, diffuso a random da più siti internet, il tam-tam popolare trasversale - per Gràzia ricevuta -  hanno sortito l'effetto sperato!

Con l'autorizzazione ufficiale di Google che l'aveva oscurato,  MiL riapre i battenti. 

Una brutta esperienza finita bene!

Buon lavoro ai redattori: i lettori vi stavano aspettando! Deo gratias 

Veronica Cireneo 

Mercoledì 23 luglio 2025

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domenica, luglio 20, 2025

VERITÀ E TRADIZIONE FANNO PAURA. Riflessioni sul caso di MiL. Giuseppe Aiello


a cura di Veronica Cireneo 

Cari lettori offriamo alla vostra attenzione queste riflessioni dell'amico Giuseppe Aiello circa la mannaia della censura che si è scagliata contro il blog MiL-Messainlatino e già pubblicate sul sito ComunicazionePC, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura

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Verità e tradizione fanno paura. Ecco perché, probabilmente, il blog “Messa in Latino” è stato rimosso dal Web

È una notizia di quelle che lasciano l’amaro in bocca. Il blog Messa in Latino è stato rimosso da Google con un colpo di spugna. La motivazione della rimozione da parte del colosso tecnologico mondiale è stata un laconico “Hate speech“.

Se cerchiamo il significato di tale termine leggiamo che esso indica una violazione delle norme di Blogger (piattaforma gratuita utilizzata dalla redazione di Messa in Latino per pubblicare gli articoli) circa l’incitamento all’odio, la violenza e la discriminazione verso persone (razza, sesso, genere etc).

Faccio una piccola premessa dicendo che trovo una cosa sensata “mettere a tacere” un blog che pubblica contenuti che ledono e offendono, ma in questo caso stiamo parlando di un blog che tratta argomenti inerenti la Fede Cattolica Cristiana e che da molti anni offre contenuti apprezzati e ben articolati, che certamente non contengono elementi che possono essere considerati di natura offensiva, né tantomeno violenta.

Detto questo, è davvero difficile pensare che Messa in Latino sia stato rimosso per Hate Speech. E allora quale potrebbe essere il motivo per cui BigG ha deciso di rimuovere Messa in Latino? La risposta a questa domanda è semplice. Google (o chi per lui) ha deciso di “intervenire” probabilmente perché Messa in Latino dal lontano 2007 si occupa di diffondere contenuti che hanno come intenzione quella di difendere la Chiesa e la sana dottrina legata alla tradizione.

Il problema è proprio questo. Dopo il Concilio Vaticano II è iniziata una vera battaglia all’interno della Chiesa proprio contro la tradizione. Una tradizione odiata dai cosiddetti modernisti i quali, aiutati da uno stato dichiaratamente laico, hanno avuto terreno fertile nell’iniziare ad ammorbidire e smantellare tutte quelle verità che non vogliono più essere considerate tali in quanto troppo scomode.

Parliamoci chiaro. Il Vangelo di Gesù Cristo è diventato troppo “pesante da digerire” e per questo motivo si cerca di colpire senza pietà tutti quelli che invece lo difendono, sostengono e diffondono per la salvezza delle anime.

La “colpa” di Messa in Latino, per Google, è stata proprio quella di non essersi mai minimamente discostata dal difendere la tradizione. Con ottimi articoli, interviste e contributi ha sempre cercato di difendere la verità.

Anziché ricevere un encomio per l’ottimo servizio prestato, Messa in Latino si trova oggi con un blog rimosso e con esso anche i contenuti, che poi sono la cosa più importante. Che dire, posso solo comprendere l’amarezza di chi dopo tanti anni ha dovuto subire questa ingiustizia. Anni di pubblicazioni (si spera che questi siano stati salvati dalla redazione) mandati in frantumi con un semplice termine che non spiega nulla, perché semplicemente non significa nulla.

Colgo l’occasione per ribadire con forza lo sconcerto che ha provocato in me la decisione di Google di rimuovere il blog Messa in Latino. Con questa rimozione Google rischia di creare un precedente che potrebbe colpire in futuro tutte quelle voci che risultano essere “fuori dal coro”.

Invito tutti i movimenti Cattolici a fare il possibile affinché Google torni sui suoi passi, perché Messa in Latino deve ritornare al suo posto senza se e senza ma.

Affido la mia personale preghiera a Nostro Signore Gesù Cristo affinché Messa in Latino riceva la giustizia che merita, in quanto voce di verità in un mare di menzogne e falsità.

Giuseppe Aiello, Catania 

Domenica 20 luglio 2025

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sabato, luglio 19, 2025

MIL PORTA GOOGLE IN TRIBUNALE. La Giustizia giusta faccia il suo corso


a cura di Veronica Cireneo 

Bei tempi e bei luoghi quelli meritocratici - qualche volta la storia li ha avuti - in cui portare alla luce la verità era considerato gesto lodevole, da premiare! Non così oggi, quando, nel tempo dell'inganno universale, constatiamo come rivelare la verità sia gesto eroico, che si paga caro. Rientra a pieno titolo in questo contesto il caso dell'apprezzato blog cattolico MiL-Messainlatino.it , proprietario di oltre 22.000 articoli pubblicati e centinaia di altri programmati in bozze, oscurato senza preavviso, senza trasparente motivazione e attraverso l'esercizio di una serie di violazioni, da parte di Google: intelligente colosso telematico/ artificiale, contro il quale in data 18 luglio è stato inevitabile presentato ricorso d'urgenza al Tribunale di Imperia, dagli interessati, gravemente offesi e danneggiati. Di seguito la sintesi del ricorso, comparsa su Informazione Cattolica, che ringraziamo per la cortesia.  Buona lettura. 

Tribunale di Imperia

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SINTESI DEL RICORSO DEL BLOG MESSAINLATINO CONTRO GOOGLE

Con ricorso d’urgenza depositato il 18 luglio 2025 al Tribunale di Imperia (sede competente essendo il foro del ‘consumatore’, ossia del fondatore del sito) abbiamo lamentato l’ingiusta, improvvisa ed immotivata chiusura del blog Messainlatino da parte del gestore Google.

Ricordiamo che la decisione è stata presa senza alcun preavviso e con questa scarna e genericissima motivazione: “Your content has violated our Hate speech policy”.

• Gli argomenti fatti valere nel ricorso sono in estrema sintesi i seguenti:

1) Violazione del Digital Services Act (DSA), Regolamento europeo con forza di legge che, in casi come questi, obbliga i provider a: fornire ‘una motivazione chiara e specifica per le restrizioni imposte’, che deve precisare ‘i fatti e le circostanze su cui si basa la decisione adottata’, compresi i dettagli degli eventuali flag di materiale inappropriato e, nel caso, anche l’identità del segnalante; tali informazioni devono essere ‘il più precise e specifiche’ e devono specificare la ‘base giuridica invocata’ o ‘la clausola contrattuale invocata e una spiegazione delle ragioni per cui le informazioni sono ritenute incompatibili’ (art. 17 DSA). Inoltre è imposto ai provider di dare un ‘avviso preventivo’ in cui sia specificata la frequenza delle violazioni riscontrate e il loro numero e il provvedimento restrittivo dev’essere proporzionato sia a tale frequenza, sia alla proporzione di tali violazioni rispetto alla massa totale delle pubblicazioni sul sito (art. 23 DSA; e ricordiamo che si tratta di un blog online da quasi vent’anni e con oltre 22.000 post in archivio!). Ancora: Google non ha predisposto un adeguato sistema di reclamo interno contro i provvedimenti restrittivi, pur imposto dall’art. 20 DSA, né per quanto si sappia verifica l’attendibilità dei segnalatori, come prescrive invece l’art. 16 DSA.

2) Violazione delle Condizioni generali di contratto imposte dallo stesso Google, che prevedono in casi come questi un preavviso da parte di Google di almeno sette giorni, ‘per spiegare il motivo del nostro provvedimento e dare all’utente la possibilità di risolvere il problema’ . Come detto, non è stato dato alcun preavviso e men che meno spiegato il motivo in modo da consentire la risoluzione del problema.

3) Appropriazione della proprietà intellettuale. Tutti i 22.000 post pubblicati ed altri 250 già pronti per la pubblicazione, con le migliaia di fotografie originali, sono ora inaccessibili non solo al pubblico, ma anche ai titolari e gestori della relativa proprietà intellettuale, messi nell’impossibilità di utilizzarli o di trasferirli altrove.

4) Violazione del diritto costituzionale alla libera manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.). Questo è il profilo più grave. Google si arroga il potere, senza incorrere in responsabilità e senza dare ragione e motivazione del come e perché lo esercita, di conculcare uno dei più importanti diritti fondamentali previsti dalla nostra Carta Costituzionale, realizzando lo scenario distopico denunziato proprio in questi giorni alla Camera dei Deputati (il 15 luglio 2025) dal Garante della Privacy, che chiedeva interventi a tutela degli utenti perché: «Alle piattaforme si rischia altrimenti di delegare la definizione delle libertà e l’esercizio della democrazia, ridisegnando una verticale del potere».

Sabato 19 luglio a. D. 2025

Mese del Preziosissimo Sangue

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