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giovedì, ottobre 02, 2025

I MITI EREDITERANNO LA TERRA. PER RICOSTRUIRLA. Le dolenti parole di speranza per Gaza del Cardinal P. Pizzaballa


a cura di Veronica Cireneo 

Alla veglia: "Pace per Gaza", del 23 settembre in Roma, il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinal Pierbattista Pizzaballa, ha inviato un Videomessaggio dove ricorda che verrà il momento in cui il potere della violenza fallirà. E che toccherà ai miti, silenti, ma presenti , a ricostruire ciò che la ferocia ha distrutto. Parole buone da custodire nel cuore. Buona lettura.

 §§§ 

"Noi vogliamo appartenere ai miti: i beati che erediteranno la Terra”

In questi mesi di dolore dove tutto quello che è il contrario della mitezza sembra predominare il mondo ed ereditare la terra, questa beatitudine mi colpisce. Sembra una contraddizione. Anche se poi capisco, ogni giorno di più, che è proprio vera. 

Penso alla Terra Santa (...) siamo affranti. Siamo profondamente feriti da questa situazione, da quello che stiamo vivendo, dal clima di odio che ha creato questa violenza e che a sua volta crea altro odio in un circolo vizioso che non si riesce a spezzare, ahimè. 

E come ho detto altre volte, abbiamo lasciato il campo agli estremisti dell’una e dell’altra parte. 

Però vedo anche tanti miti, vedo tante persone che si mettono in gioco, che amano la giustizia, che fanno giustizia,  pagando anche un prezzo personale: sono israeliani, palestinesi, ebrei, cristiani, musulmani - quindi non è questione di appartenenza, ma di umanità, innanzitutto. 

Bene, e questo per me fa Sperare, mi fa sperare anche qui. Non so come, non so quando. Questo è il tempo (...) della violenza, del dolore, della forza, ma i miti, che per loro natura non fanno chiasso, ci sono. 

Ecco: noi vogliamo appartenere ai miti! 

E insieme a loro, i miti di tutte le appartenenze possibili, poco alla volta creare quel tessuto su cui poco alla volta poi si potrà ricostruire per il futuro. É la mia Speranza. 

Il momento è duro, io sono qui da 35 anni. Un momento così duro, non l’ho mai visto. Però dobbiamo, come tutti i miti, sperare nel Signore e continuare a fare la giustizia. Fare la verità con amore presso tutti. 

A quello siamo chiamati (...) in qualche modo cercare di difendere la giustizia, la verità e  anche l’amore per tutti. 

Sapendo che verrà il momento, quando il linguaggio del potere e della forza fallirà, quando tutto questo castello di violenza crollerà, in quel momento noi dovremo essere pronti! 

Verrà il momento in cui noi dovremo, con la nostra parola e con la nostra testimonianza, portare la forza di questa mitezza. 

E ricostruire. Perché tutti possano ereditare, nella bellezza, nell’amore e nella mitezza, la Terra che Dio ci ha donato.

Pierbattista Pizzaballa, Cardinale 

22 settembre 2025 

Fonte Videomessaggio

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giovedì, luglio 31, 2025

APPELLO, CON INVITO, PER LA PACE IN PALESTINA. Liberi in Veritate



a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo questo condivisibile, accorato, appello per la pace in Palestina, dagli amici di Liberi in Veritate, che invita a favorire tutte le iniziative rivolte al sostegno del popolo palestinese - posto dal Nemico del genere umano e dai suoi scagnozzi nelle condizioni della disperazione più totale - anche aderendo alla posizione del Patriarca di Gerusalemme: il Cardinal Pizzaballa.

§§§

Quello che accade a Gaza dal 7 ottobre 2023 rappresenta una delle più preoccupanti emergenze umanitarie della storia recente. Questa tragedia non può lasciare indifferenti, e in particolare sollecita le nostre coscienze in quanto cristiani. 
Di fronte alla morte di migliaia di innocenti, oltre che per atti bellici anche per la fame indotta da una carestia, non ci possono essere scuse. 
  
Il sostegno e l'aiuto a tutti i civili, al popolo sofferente e in particolare ai cristiani che vivono in Terra Santa, è stato sollecitato anche dal Patriarca di Gerusalemme, il Cardinale Pizzaballa e dal nuovo pontefice, Papa Leone XIV.

Sappiamo che in una parte dell'opinione pubblica l'esprimersi a favore della cessazione degli atti violenti e dell'assedio di Gaza fa scattare reazioni contraddittorie, a volte scomposte ed aggressive, in primo luogo con l'accusa di avere simpatie verso i terroristi di Hamas. Questa accusa va decisamente respinta.

Gli abitanti di Gaza, ma anche della Cisgiordania e di tutti coloro che vivono in Terra Santa sono esseri umani che hanno diritto al rispetto della loro vita e dignità.

Questo è ciò che ci muove.

Nessuna connivenza col terrorismo. Tuttavia non ci si può nascondere di fronte alle violazioni dei diritti umani da parte dell'attuale governo israeliano, guidato da un personaggio discusso e discutibile come Benjamin Netanyhau e composto anche da soggetti dichiarati e non graditi per le loro posizioni razziste e violente di espresso incitamento alla pulizia etnica, che rappresenta peraltro solo una parte della popolazione ebraica. Moltissimi ebrei, in Israele e nel mondo, chiedono infatti che questo conflitto trovi una risoluzione pacifica.

L'altra vergognosa accusa che viene mossa a chi chiede rispetto per la popolazione della Terra Santa è quella di anti-semitismo.

Vogliamo ribadire con forza che criticare l'attuale governo israeliano non significa avere sentimenti di ostilità nei confronti del popolo ebraico.

Nell'attuale contesto, il termine "antisemita" è surreale, dal momento che anche i palestinesi in quanto arabi sono semiti. Quindi chi offende e chi fa violenza a un palestinese è anti-semita, non chi li difende.

Come Comitato Liberi in Veritate rivolgiamo il presente appello: appoggiare incondizionatamente, senza se e senza ma, la  posizione del Patriarcato di Gerusalemme e della diplomazia pontificia, invitando tutti i cristiani, sia singolarmente sia in forma associata, ad aderire a tutte le iniziative aventi come obiettivo l'aiuto alla popolazione sofferente di Gaza, cristiani che vivono in Terra Santa, sostenendo le manifestazioni di solidarietà ad esso e le richieste da rivolgere ai governanti.

Infine, invitiamo alla preghiera di conversione affinchè la Terга Santa, là dove si è compiuta la storia della salvezza per tutti, possa avere pace.

Milano, 31 luglio 2025, Sant'Ignazio di Loyola

LIBERI IN VERITATE

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sabato, luglio 19, 2025

GAZA: COLPITA LA CHIESA DELLA SACRA FAMIGLIA. COLLOQUIO TELEFONICO TRA PAPA LEONE E NETANYAHU



a cura di Veronica Cireneo

Il Papa a Castel Gandolfo è stato raggiunto da una telefonata del Primo Ministro israeliano Nethaniahu, dopo il bombardamento della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, dove spiegava che si è trattato di un errore. Esito dell'"errore": tre morti e diversi feriti tra cui il parroco Romanelli ( qui la sua testimonianza: Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!"). Mentre di questo "errore" il Segretario di Stato Vaticano, Cardinal Parolin non è molto persuaso, sui toni intercorsi nella telefonata di un'ora circolano  versioni contrastanti.


§§§

Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede: Colloquio telefonico del Santo Padre con il Primo Ministro di Israele. 18 luglio 2025

Nella mattinata, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto, nella residenza di Castel Gandolfo, una telefonata da parte di S.E. il Sig. Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele, in seguito all’attacco militare dell’esercito israeliano avvenuto ieri che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, causando la morte di tre persone e ferendone altre, tra cui alcune gravemente.

Durante il colloquio, il Santo Padre ha rinnovato il Suo appello affinché venga ridato slancio all’azione negoziale e si raggiunga un cessate il fuoco e la fine della guerra. Ha espresso nuovamente la Sua preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate.

Infine, il Santo Padre ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina ed Israele.

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Traduzione in lingua inglese

This morning, in his residence at Castel Gandolfo, His Holiness Pope Leo XIV spoke by telephone with His Excellency Benjamin Netanyahu, Prime Minister of Israel, following yesterday’s military attack by the Israeli army that struck the Church of the Holy Family in Gaza, killing three people and injuring others, including some seriously.

During the conversation, the Holy Father repeated his appeal for a renewed push for negotiations, a ceasefire and an end to the war. He again expressed his concern about the tragic humanitarian situation of the population in Gaza, whose children, elderly and sick are paying an agonizing price.

Finally, His Holiness reiterated the urgent need to protect places of worship and, especially, the faithful and all people in Palestine and Israel.


Fonte  qui

Sabato 19 luglio 2025

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sabato, marzo 29, 2025

PROTEGGIAMO GLI INNOCENTI. Gaza: l'appello di Monsignor Strickland al Presidente Trump per il cessate il fuoco immediato.


a cura di Veronica Cireneo 

Mentre invitiamo  ad una preghiera incessante, e all'offerta quotidiana del Sacrificio Eucaristico, tutti i cattolici di buona volontà, chiamati a vivere in questi tempi apocalittici, per averla ricevuta, pubblichiamo doverosamente questa lettera aperta che Monsignor Strickland, Vescovo Emerito, ha inviato al Presidente Trump per invocare il cessate il fuoco su Gaza. "Il tributo di sangue versato dai piccoli civili innocenti ha raggiunto livelli così intollerabili da non poter più tacere (...)

Papa Pio XII: 

"la guerra spesso crea mali 

più gravi di quanti ne elimini".

§§§

Egregio Signor Presidente,

Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, vi scrivo come successore degli Apostoli, spinto dal mio dovere di dire la verità nella carità e nella giustizia. Il peggioramento della crisi in Medio Oriente, dalla guerra a Gaza ai crescenti conflitti regionali, comprese le azioni militari statunitensi nello Yemen, richiede un'urgente riflessione morale. 

Come pastore di anime, non posso rimanere in silenzio mentre migliaia di persone soffrono le conseguenze dell'escalation della violenza.

La Chiesa cattolica sostiene la sacra dignità di ogni vita umana, creata a immagine di Dio. 

Il Catechismo ci insegna che:  "le azioni deliberatamente contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali sono crimini" (Catechismo della Chiesa Cattolica 2313). Ciò si applica a tutte le parti impegnate in una guerra, siano esse nazioni, gruppi militanti o coalizioni. Mentre una nazione ha il diritto di difendersi e proteggere il suo popolo, tali azioni devono rimanere entro i limiti della giustizia, della proporzionalità e della legge morale.

A Gaza, l'uccisione indiscriminata di civili, tra cui donne e bambini, ha raggiunto una portata intollerabile. La popolazione palestinese, molti dei quali non hanno alcuna affiliazione con organizzazioni terroristiche, soffre immensamente. La guerra non può essere condotta senza riguardo per gli innocenti. 

Lo stesso vale per lo Yemen, dove le azioni militari statunitensi contro gli Houthi rischiano di infiammare una situazione già instabile. Ogni missile lanciato, ogni bomba sganciata, minaccia di spingere la regione ulteriormente nel caos, con conseguenze umanitarie incalcolabili.

Il principio della guerra giusta è chiaro: la guerra deve essere l'ultima risorsa, condotta solo per difesa, con una forza proporzionale e senza mai colpire i civili. Non deve mirare alla conquista o alla rappresaglia, ma al ripristino di una pace giusta. 

Papa Pio XII ha avvertito che la guerra spesso "crea mali più gravi di quanti ne elimini". Oggi, mentre i conflitti si moltiplicano in Medio Oriente, temo che stiamo assistendo a questa tragica verità dispiegarsi davanti ai nostri occhi.

Esorto questa amministrazione a riconsiderare il suo percorso. 

Se l'America desidera essere una forza per il bene nel mondo, deve agire non con un'aggressione militare incontrollata, ma con giustizia, prudenza e una sincera ricerca della pace. 

Una nazione non può rivendicare un primato morale, mentre contribuisce all'escalation della sofferenza umana. 

Vi invito a cercare soluzioni diplomatiche, a chiedere la fine immediata della distruzione a Gaza e ad affrontare la crisi in Yemen con moderazione, affinché i fuochi della guerra non consumino ancora più vite innocenti.

Gli Stati Uniti sono stati a lungo plasmati dai principi cristiani, eppure si trovano a un bivio. Sceglieranno la via della giustizia e della pace o permetteranno che il ciclo di violenza continui senza controllo? 

Prego che i nostri leader cerchino la saggezza di Cristo, il Principe della Pace, e lavorino per una giusta risoluzione che rispetti la dignità di tutti i popoli.

Rispettosamente in Cristo,

Monsignor Joseph E. Strickland, Vescovo emerito

28 marzo 2025

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