giovedì, ottobre 01, 2026

L' Adorazione Eucaristica. Vero antidoto contro ogni profanazione. Sergio Russo


a cura di Veronica Cireneo 

Cari amici e lettori, riceviamo e volentieri condividiamo questo articolo dell'amico Sergio Russo, fedele Alleato dell' Eucarestia, che si sofferma a considerare i mali del nostro tempo: tempo così degenerato e nichilista da riuscire ad etichettare col nome di diritto ogni delitto. Il nostro, individua nell'Adorazione Eucaristica l'unico antidoto contro ogni profanazione e conclude con il suggerimento di un sussidio cartaceo dedicato  ai veri adoratori, che l'autore Padre Pablo Martin Sanguiao, ha voluto realizzare per gli  apostoli degli ultimi tempi. Buona lettura 

§§§

 ADORAZIONE vs PROFANAZIONE


 “L'Adorazione Eucaristica è il segreto che trasformerà  il mondo".  (San Giovanni Paolo II)


«La nostra battaglia, infatti, 

non è contro creature fatte di sangue e di carne, 

ma contro i Principati e le Potestà, 

contro i dominatori di questo mondo di tenebra, 

contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti". (Ef 6,12)


La nostra società contemporanea è connotata da una caratteristica, che la differenzia da qualsiasi altra epoca storica e che la sta conducendo, “a grandi passi” (Lucia di Fatima), verso la soglia della sua “propria autodistruzione” (Joseph Ratzinger). 

E tale caratteristica – come già detto, “autodistruttiva” – ha un suo proprio termine che la definisce: profanazione.

   Ma non si pensi che questo termine abbia un significato esclusivamente sacrale, bensì esso si riferisce a tutto ciò che, essendo umano, possiede però valore, nobiltà, verità…

   La profanazione pertanto viene esercitata in molteplici ambiti e a più livelli:

 - vi è la profanazione della vita umana, e che è riuscita a penetrare – e ciò è vero, ahimè, alla lettera – nell’utero delle donne, attraverso bisturi e chimica, per uccidere vite innocenti, che stanno formandosi, assolutamente indifese, e che prende il nome di aborto volontario; 

 - vi è la profanazione, sempre della vita umana, che è riuscita ad insinuarsi nel letto delle persone anziane, dopo una vita spesa nel lavoro e nel servizio, però considerate oramai alla stregua di strumenti usurati e di nessuna utilità sociale, ed anzi percepiti quale onere economico, che prende il nome di eutanasia, o anche “suicidio assistito”;

 - vi è la profanazione, ancora della vita umana, che è riuscita ad entrare negli ospedali, nelle sale operatorie, per prelevare gli organi di persone ancora vive, ma di cui uno strumento testifica il loro “non riuscire più a pensare”, definendolo “piatto” e che prende il nome di predazione degli organi.

   Comprendo che sono cose dure da leggere – come d’altronde scriverne! – oltre ad essere orribili ma, pur tuttavia, questa è la (triste) realtà dei fatti, di quello che accade oggi, davvero…

 - a seguire vi è la profanazione che si esercita nella sostituzione dell’intelligenza umana, libera e creativa, con la tal altra sedicente intelligenza artificiale; mentre i robot, sempre più invasivi e prolifici, osano “rubare” il lavoro agli umani, i quali ne hanno bisogno (...) non tanto per guadagnare, quanto piuttosto per realizzarsi… in una parola: qui la profanazione prende il nome di transumanesimo;

 - la profanazione poi, ha ancora altri nomi: educazione sessuale, a bambini e fanciulli, al fine di violarne l’innocenza; droga liberalizzata, per tarpare le ali, i sogni e i desideri alla giovinezza della vita; vandalismo, fisico e/o verbale, sia nei luoghi della memoria, come nel bel mezzo dei discorsi degli anziani, degli adulti, dei giovani, e qui prende il nome di: libertà di espressione.

•Cosa dunque può contrastare efficacemente la profanazione?

   La sua antitesi! Di cui anzi, la profanazione stessa non ne è che una parodia, rovesciata ed operante in senso contrario, e tale è l’Adorazione: con l’Adorazione, infatti, piego le ginocchia (“con le ginocchia della mente inchine”, come direbbe il Petrarca) dinanzi all’Unico degno, alla cui Presenza è molto profittevole genuflettersi…

   Inutile dire che oggi tanti individui si inginocchiano, viceversa, di fronte ai potenti del mondo, come lo vediamo fare da: giornalisti, politici, magistrati, medici, burocrati e via discorrendo, restando invece, orgogliosamente in piedi di fronte alla Verità, anzi, decisamente opponendosi ad essa…

  L’Adorazione al vero Dio (quello cristiano, specificatamente cattolico) è oggi il solo e vero antidoto al “non serviam” (non servirò, non ubbidirò, non mi inginocchierò, appunto) di luciferina memoria.

   L’Adorazione Eucaristica è dunque veramente quel “segreto” capace di trasformare il mondo: solamente tale Adorazione, infatti, è in grado di debellare la profanazione, di devitalizzarla, di ricacciarla nell’abisso di morte, dal quale è fuoriuscita, in questi “ultimi tempi”, al fine – Iddio permettendo – di purificare nel crogiuolo i veri adoratori, e così distinguerli dai falsi adoratori di idoli vani e inconsistenti…

• Mors e Vita duello conflixere mirando

Morte e Vita si sono affrontate in un duello straordinario.

Tale è la sfida apocalittica, da cui una delle due deve necessariamente uscire vittoriosa: la Vita non può morire, mentre la Morte… è già morta in se stessa!

Sergio Russo

P.S. È appena stato pubblicato un libro, intitolato: " I veri adoratori" , che è un ottimo sussidio per l'Adorazione Eucaristica. Contiene meditazioni inedite, sicure fonti di ispirazione e di rinnovate rinascite spirituali. Antidoto al nichilismo imperante, è dedicato ai veri uomini e donne e, in una parola, agli apostoli degli ultimi tempi.

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Storia breve di un sacerdote zuccone. Di don Franco Pagano


a cura di Veronica Cireneo  

Una breve storiella molto significativa che parla della grandezza spirituale che raggiunge quel  sacerdote che usi consumarsi le ginocchia davanti al Tabernacolo, così come santamente ebbe a fare il Santo Curato d'Ars, con i risultati che conosciamo. Un gradevole brano di don Franco Pagano, che ringraziamo di cuore. Buona lettura

§§§


STORIA BREVE DI UN SACERDOTE ZUCCONE


C'era una volta,

un uomo ignorante e misero che voleva essere sacerdote, ma era talmente poco intelligente che non riusciva a superare gli esami necessari per ottenere l'ordinazione.

Era proprio uno zuccone!

Del latino non riusciva ad imparare proprio nulla, veniva continuamente bocciato agli esami!

Tuttavia non si arrendeva davanti a niente.

Insisteva, insisteva, insisteva.

Il Vescovo, per liberarsi di questo zuccone insistente, decise di ordinarlo sacerdote, ma preoccupato per la sua ignoranza, decise di spedirlo nel più piccolo villaggio della diocesi e di non concedergli la facoltà di confessare.

Praticamente fu spedito a fare il curato in un villaggio sperduto con appena 200 parrocchiani, per di più bestemmiatori incalliti.

Quando il novello sacerdote seppe che le anime a lui affidate erano più di 200 scoppiò in lacrime! Erano troppe le anime da salvare per un povero sacerdote come lui!

Allora decise di fare l'unica cosa che era riuscito ad imparare: METTERSI IN GINOCCHIO!

Prese Gesù dal Tabernacolo pieno di ragnatele, Lo espose, si mise in ginocchio e lì rimase per giorni e giorni.

Si, proprio giorni e giorni.

Ad un certo punto un uomo gli si avvicinò e gli chiese:

"COSA SIETE VENUTO A FARE QUI. PER QUESTA PARROCCHIA NON C'È PIÙ NIENTE DA FARE. SE NE VADA".

Il Sacerdote rispose:

"PROPRIO PERCHÉ NON C'È PIÙ NULLA DA FARE, HO TUTTO DA RIFARE."

E riprese l'Adorazione Eucaristica senza preoccupazione alcuna.

Pian piano la gente iniziò a frequentare la Messa domenicale, ma siccome inizialmente non sapeva fare le omelie diceva:

"NON SO DIRVI NULLA PIÙ DI QUESTO.....

          LÌ C'È DIO, ED È VIVO" 

Ed indicava il Tabernacolo.

Qualche tempo dopo, quel piccolo borgo sperduto divenne uno dei centri di spiritualità più frequentati di tutta la Francia.

Quel sacerdote sottovalutato da tutti aveva capito tutto senza aver imparato nulla!

Non sapeva il latino, ma aveva capito che per condurre le anime a Dio BISOGNAVA sbucciarsi  semplicemente le ginocchia.

Quel sacerdote quasi analfabeta senza facoltà di confessare è oggi il PATRONO DEI PARROCI E DEI CONFESSORI.

Il suo nome è San Giovanni Maria Vianney meglio conosciuto come il SANTO CURATO D'ARS.


• MORALE DELLA STORIA:

Dio usa le pietre scartate dagli uomini, per manifestare la Sua Gloria.

Dio usa i fallimenti umani per conseguire vittorie divine.

Dio si nasconde dietro un fallimento, uno scarto, una delusione umana per giocare il Suo meraviglioso asso nella manica.

Don Franco Pagano
 

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giovedì 1 ottobre 2026

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mercoledì, settembre 30, 2026

Sulla perdita della Fede nella Presenza Reale di Cristo nell' Ostia. Breve analisi di R. L. Cardinal Burke



a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori, di seguito, un piccolo stralcio dell' analisi sull'Eucarestia che Raymond Leo Cardinal Burke  ha rilasciato nell' ambito del dibattito sul Sinodo della famiglia, pubblicata da "Il Foglio" , il 14 novembre del 2015. Significativo il riferimento alla sua personale esperienza, quando da sacerdote insegnava il Catechismo ai bambini della Prima Comunione. Nella sua analisi il Cardinale individua nella superficialità della preparazione sacerdotale e nel fraintendimento della Dottrina, la causa della perdita della Fede nella Presenza Reale di Cristo nell' Ostia Santa, sia da parte del popolo, che dei consacrati stessi. Buona lettura.

§§§

«Secondo me, la principale causa della perdita di Fede Eucaristica e di tutte le offese offerte al Signore nella Sua Presenza Reale nel Santissimo Sacramento, è una Catechesi vacua e perfino erronea che ha pervaso la Chiesa negli Stati Uniti, per almeno gli ultimi quarant’anni.

Non posso pronunciarmi sulla situazione della Catechesi in altri paesi. Già al tempo della mia ordinazione, nel 1975, ho scoperto che i testi di Catechesi sull’Eucaristia erano gravemente mancanti.

Ho insegnato ai bambini ( il Catechismo) , preparandoli per la Prima Comunione e ho dovuto – fronteggiando anche la resistenza di certi catechisti – lavorare molto per insegnare loro la Dottrina essenziale sull’Eucaristia e il dovuto comportamento al momento della Santa Comunione e davanti al Santissimo Sacramento.

Mi ricordo che, nel primo anno, quando domandai ai candidati per la Prima Comunione che cosa fosse la Sacra Ostia, la risposta comune (imparata dai testi del catechismo) fu che è: ‘Pane speciale’.

Quando ho tentato di precisare che, se anche la Sacra Ostia ha l’apparenza di pane, non è più pane, ma è il Corpo di Cristo, i bambini rimanevano stupefatti: era una cosa che non avevano mai sentito!"

§§§

Veronica Cireneo 

Mercoledì 30 Settembre 2026

Fonte:"Il Foglio", 14-10-2015 / 1, 2, 3

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De Futuro Impiorum Statu. Sulla differenza tra empi e peccatori. Silvio Brachetta

 

Trattato teologico del domenicano Giovanni Vincenzo Patuzzi, pubblicato per la prima volta nel 1764

a cura di Veronica Cireneo 

Cari lettori, offriamo alla vostra attenzione spirituale questo sintetico brano del teologo Silvio Brachetta, che qui affronta una serie di considerazioni circa il destino ultraterreno di chi ha vissuto nel peccato, soffermandosi con particolare cura sulla sostanziale differenza tra "empi"  e "peccatori" . Buona lettura 

§§§


De Futuro Impiorum Statu:

sulla differenza tra empi e peccatori


• "Futuro impiorum stato" si traduce in italiano come "pensa al futuro degli empi" o "rifletti sulla fine dei malvagi".

Il verbo latino "stato"  (futuro del verbo stare) viene qui usato in senso figurato nel latino cristiano ed ecclesiastico, per indicare la "condizione", la "sorte" o il "destino finale".

Di conseguenza, l'espressione è un monito solenne a meditare sulla punizione eterna o sulla rovina, che attende chi vive senza Dio o agisce con malvagità.

• Impiorum: precisazione della differenza tra empi e peccatori.

(...) «Empio» e «peccatore» possono anche essere sinonimi, ma, in teologia, sono spesso utilizzati per definire concetti diversi.

Per capire la questione con semplicità, consideriamo l’Ave Maria.

C’è scritto:

«Prega per noi peccatori» e 

non: «Prega per noi empi».

In genere:

- il peccatore è il penitente, mentre 

- l’empio è il peccatore impenitente.

Satana è empio, Giuda è empio, il Faraone è empio, non in quanto peccatori, ma in quanto impenitenti.

L’empio è chi pecca contro lo Spirito Santo.

•Il penitente dice: «Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati».

Non dice: «Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore delle mie empietà».

Il penitente dice:

« O Dio, abbi pietà di me, peccatore».

Non dice:

«O Dio, abbi pietà di me empio».


Detto questo, l'empio è chiamato a conversione.


Silvio Brachetta, teologo

mercoledì 30 settembre 2026

Fonte 

§§§

Cenni biografici sull'autore.

Silvio Brachetta diplomato in Scienze Religiose, teologo, esegeta. giornalista e collaboratore dell’Osservatorio Cardinal Van Thuan è anche autore del testo intitolato La città fondata in Dio che gli interessati potranno ordinare scrivendo al seguente indirizzo ordini.ossvanthuan@gmail.com



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martedì, settembre 29, 2026

Che cosa si ottiene pregando Dio regolarmente? Don Franco Pagano


a cura di Veronica Cireneo 

Cari amici cattolici, giunga gradita alla vostra formazione spirituale questa breve storia sul valore della perseveranza nella preghiera, scritta da don Franco Pagano, che ringraziamo di cuore. Buona lettura.

§§§

Una volta chiesero a un vecchio:

       "Cosa ottieni pregando Dio, regolarmente?" 

Rispose:

       ′′Di solito non vinco niente, ma perdo cose".

E citò tutto ciò che perse pregando Dio regolarmente:

 Ho perso l'orgoglio.

 Ho perso l'arroganza.

 Ho perso l'avidità.

Ho perso l' invidia.

Ho perso la rabbia.

Ho perso la lussuria.

Ho perso il piacere di mentire.

Ho perso il gusto per il peccato.

Ho perso l'impazienza, la disperazione e lo sconforto.

A volte, preghiamo, non per vincere qualcosa, ma per perdere cose che non ci permettono di crescere spiritualmente.

La preghiera educa, rafforza e sana.

La Preghiera è il canale che

ci collega direttamente con Dio!

Amen.


Don Franco Pagano 

Fonte

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martedì 29 settembre 2026

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La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle.(2' parte). Un seminarista


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, ricevute dal nostro seminarista queste riflessioni sulla Mariologia, lavoro che consta di due parti (qui la prima ), offriamo alla vostra attenzione la seconda parte riguardante la parabola della Spiritualità Mariana a partire dal Concilio. Buona lettura.

§§§

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle.

(2' parte: La Mariologia nel post Concilio)

Come accennato nella prima parte del mio studio, la spiritualità mariana conobbe una grave inversione di marcia, nel periodo postconciliare: epoca intrisa di minimalismo mariano di “cattolicesimo  adulto” , oppositore delle “devozioni secondarie”, secondo il pensiero creativo dei neo-modernisti.

Quello dei neo-modernisti è un minimalismo mariano che non conosce freno nella sua corsa a spogliare Maria Santissima delle sue Glorie e dei santi Titoli con cui  la Tradizione e il Magistero L'hanno sempre onorata. Lo vediamo fin troppo bene, addirittura intensificarsi, anche nelle notizie della più recente cronaca.

Cosi andò che mentre la ricerca teologica e di approfondimento della spiritualità mariana interessava le grandi universita’ pontificie ed i seminari, la battaglia intestina del virus  neo-modernista era latente, ferveva ed avrebbe visto la sua piena manifestazione, e ahinoi!, il suo  successo durante il Concilio, con una clamorosa sconfitta per la sana spiritualità mariana e l’annesso impegno teologico di approfondimento del mistero di Maria e quindi di tutta la Teologia cattolica.

C'è da dire che il Concilio iniziò i suoi lavori nel modo piu benedetto possibile. In principio infatti la piega degli eventi sembrava molto favorevole alle attese dei massimalisti (tradizionalisti che che sulla scia dei precedenti Dogmi avrebbero voluto che alla Madonna venisse attribuito il titolo - 5' Dogma - di Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie) poi però  i fatti presero un'altra direzione, purtroppo.

Si verificò dapprima una serrata discussione, poi un feroce scontro ed infine una dolorosa spaccatura tra i Padri Conciliari  "massimalisti" e i modernisti, cosiddetti " minimalisti" che fecero naufragare la discussione.

“Un segno infausto per il Concilio” commentò a posteriori  il famoso Teologo Laurentin. Gli fece eco in qualche modo Papa Paolo VI con la nota espressione del: “ fumo di Satana nella Casa di Dio”, quando incalzando ebbe a dire:

 “ Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È invece venuta una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza” ( Paolo VI omelia 29 Giugno 1972)

Tuttavia la Provvidenza ha provato a mettere più volte delle grosse toppe, dopo che molti mariologi buoni avevano nominato il Post Concilio “l’ era glaciale mariana” tra cui il Laurentin che la dichiara “ridotta ad uno scheletro o ad un ectoplasma”(... )

Dal punto di vista dell’ approfondimento della Mariologia quello di Papa Wojtyla è stato un pontificato grandioso per la promozione della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, sia personale, che Mondiale ecc, sotto il motto leggendario: “Totus Tuus” - anche grazie alle indicazioni avute da Suor Lucia, veggente di Fatima. Anche Paolo VI ha dato segni di lucidità con la Marialis Cultus, ma gli anni posteriori al Concilio videro una grande disillusione circa gli ipotetici frutti del post-conciliari.

E se anche nella liturgia non furono registrati grandi risultati me lo spiego con  le parole pronunciate recentemente dal Cardinal Burke - parafrasandole: 

“I Papi sono uomini. A volte parlano e agiscono da uomini, a volte  parlano e agiscono da Papi”

Ossia, non sempre sono docili alle ispirazioni dello Spirito Santo, anche se non pretendiamo certamente di sapere la misura della corrispondenza dei singoli Papi con la Terza Persona della Santissima Trinità, perché non è un mestiere nostro giudicare come fa Dio.

Ma è ovvio che raffreddata la pietà, nel cuore della chiesa, anche lo studio nei seminari e nelle università pontificie ne risente, e quindi nei luoghi dove si formeranno i nostri attuali sacerdoti e Vescovi, viene meno questo slancio mariano.

Non possiamo fare altro che constatare, a fatti avvenuti, il grave declino e la grande ignoranza che serpeggia tra i prelati ed il clero riguardo la speculazione sulla loro Celeste Madre. Come diceva infatti padre Pio, riferendosi alle cause dei mali nella Chiesa:

“Quando il pesce puzza…. puzza dalla testa”.

La Provvidenza non rimase con le mani in mano: nel 1988 la Congregazione per l’ Educazione Cristiana emanò una lettera circolare per arginare la grave emorragia mariana, con la lettera:" La Vergine nella formazione intellettuale e spirituale" (qui)

La lettera affermava con veemenza che: 

“Lo studio della Mariologia tende come  sua ultima metà all ‘acquisto di una solida spiritualità mariana, aspetto essenziale della spiritualità cristiana. Nel suo cammino verso il raggiungimento della piena maturità di Cristo, il discepolo del Signore, consapevole della missione che Dio ha affidato alla Vergine nella storia della Salvezza e nella vita della Chiesa latina,  La assume come  “madre e maestra” di vita spirituale. Con Lei e come Lei, alla luce dell'Incarnazione e della Pasqua, imprime alla propria esistenza un deciso orientamento verso Dio, per  Cristo e nello Spirito, per vivere nella Chiesa la proposta radicale della buona novella e, in particolare il comandamento dell’ amore”( nr. 36, pag. 232)

Fu molto lodevole,  ma corrispose ad un timido tentativo di raddrizzare una situazione che ormai aveva preso una piega storta, se non addirittura diabolica, come oggi vediamo. Lo studio della sana Mariologia nei seminari ed Atenei pontifici, infatti, si rarificherà sempre più, come l' ossigeno ad alta quota, raggiungendo il “minimo sindacale”.

Parlare poi oggi di Spiritualità Mariana in  molti degli ambienti ecclesiali pare come parlare della peste nera agli occhi del “cattolicesimo adulto”  nemico di quelli che chiamano : i “devozionalismi esagerati”.

L' ideologia modernista ha spogliato di fatto l’ Augusta Madre dei Suoi piu bei Titoli e glorie. Degradare Maria dei suoi onori per dialogare coi protestanti e renderci simili a loro è l’iter  “della chiesa di oggi” che tradisce quella di Cristo. Ma dove è finito il grande insegnamento morale di “evitare le cattive compagnie?” Sembra, al contrario, che vogliano a tutti i costi portarci a rassomigliare al cattivo compagno...

Non più la:

“Sublimis inter Sidera”, la Regina, la Mediatrice-Corredentrice ed Avvocata, la “Tota Pulchra”,

ma la:

“donna feriale”, la “semplice discepola”, la “madre dubbiosa, ignorante e “sempliciotta”, che non conosce il Mistero della Divinità di Suo Figlio, “l’ umile  casalinga innamorata” di San Giuseppe, ecc..."

No! Tutte queste minimizzazioni e demitizzazioni rasentano la bestemmia, scoronando Maria e saccheggiandola di tutti gli onori che Le si devono e  che non saranno mai troppi,  riconoscendoLa Quale Ella è: Figlia del Suo Figlio, come diceva Dante,  e pur sempre umile e alta più che creatura.

Allo stesso modo, parallelamente, non più: Sant' Agostino, San Bonaventura, San Tommaso e Sant' Ambrogio. Padri e Dottori della Chiesa relegati nell’ oblio. 

Bensì ben vengano sul piedistallo: Karl Rahner, il Cardinal Martini,  Monsignor Don Tonino Bello e compagnia cantante, della squadra neo-modernista.

Resta il fatto che non c'è paragone tra il miele della pura e sana dottrina cattolica e la cera delle novità minimaliste mariane, che ci risultano davvero indigeste.

Un seminarista

martedì 29 settembre 2026

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lunedì, settembre 28, 2026

Mazara del Vallo. Esposizioni sconvenienti in Cattedrale. Un sudario non devozionale. Iustitia in Veritate


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori, riceviamo e diffondiamo, volutamente astenendoci dal commentarlo se non per dire che cristallizza la sostituzione della Fede con l'idolatria, questo articolo pubblicato dagli amici di Iustitia in Veritate, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura

§§§

A proposito di un “Sudario” esposto nella  Cattedrale di Mazara del Vallo


Ci siamo già occupati della Diocesi di Mazara del Vallo quando, nel dicembre 2024 (link), venne portato in venerazione un pezzo di legno come reliquia. Non immaginavamo una replica più in grande stile.

Come riportano le cronache (qui), un grande telo bianco lungo circa 25 metri e largo 8, su cui compaiono i nomi di 18 mila bambini palestinesi che, secondo i dati, sono morti dopo i fatti del 7 ottobre 2023 nella striscia di Gaza, ha occupato per l’intera domenica, 20 settembre 2026, la Cattedrale di Mazara del Vallo.

È il cosiddetto  “sudario di Gaza”, realizzato dal collettivo di Carnia per la pace per Gaza di Tolmezzo, che gira in Italia e, ora, con una vera e propria trasformazione “devozionale”, proposto come occasione di preghiera ai fedeli, anche con il Vescovo.

E così, ancora una volta, ingenerando confusione sui principi della fede, avallando il convincimento che tutto sia lecito, come dimostra il plauso sui social che l’iniziativa ha avuto.

Occorre allora precisare alcune cose.

Nel Codice di Diritto Canonico (CIC) non esiste un canone specifico, né una definizione giuridico-tecnica precisa per l’espressione “sudario”, ma nella disciplina delle Sacre Reliquie (Can. 1190 CIC) tale termine viene usato solo per indicare reliquie insigni o oggetti di grande venerazione popolare, tanto che il Diritto Canonico applica loro una tutela rigida.

Viene infatti vietato il commercio o la vendita delle sacre reliquie (Can. 1190 §1) e, ad esempio, nel contesto funerario del cd  (cosiddetto) Diritto Esequiale e Liturgico (Cann. 1176–1185 CIC) il Codice di Diritto Canonico disciplina in modo preciso la dignità delle esequie ecclesiastiche, la sacralità del corpo e le disposizioni sulla sepoltura o la cremazione (Can. 1176).

È quindi illecito usare il termine “sudario” per un oggetto e, addirittura, utilizzarlo per costruire un evento religioso, pur essendo lecito dal punto di vista strettamente giuridico e linguistico l’uso metaforico o politico della parola in un contesto laico e sul piano civile della libertà di espressione.

Possibile che nella Diocesi di Mazara del Vallo nessuno abbia fatto notare al Vescovo che in ambito canonico ed ecclesiale l’abuso del termine con tale iniziativa possa creare confusione con una vera reliquia, favorendo un inganno e, di fatto, ridicolizzando ciò che è proprio utilizzare come simbolo della fede?

Come mai l’autorità ecclesiastica che dovrebbe intervenire con un giudizio morale o una nota chiarificatrice per tutelare i fedeli da forme di strumentalizzazione o profanazione, ne diventa addirittura promotrice?

Nel Diritto Canonico e nella disciplina liturgica della Chiesa Cattolica, non è lecito incentrare un atto di culto o una funzione religiosa su un oggetto di natura politica o puramente laica.

Ciò perché esiste il divieto di venerazione di oggetti (Cann. 1186–1190 CIC) in quanto il culto pubblico della Chiesa (atti di venerazione, esposizione, processioni) può essere rivolto esclusivamente a Dio, alla Vergine Maria, ai Santi e alle reliquie o immagini sacre approvate dall’autorità ecclesiastica e, dunque, un oggetto laico o politico che non possiede alcun carattere di sacralità non può diventare l’oggetto centrale di una celebrazione liturgica o di un pio esercizio.

Proprio per evitare tale rischio, infatti, il canone 1210 CIC stabilisce che in un luogo sacro (chiese, cappelle, oratori) è permesso solo ciò che serve all’esercizio o alla promozione del culto, della pietà e della religione, espressamente vietando così tutto ciò che è discordante con la santità del luogo, comprese manifestazioni di carattere politico, ideologico o laico che non abbiano finalità direttamente religiose.

Forse che la Basilica del Santissimo Salvatore di Mazara del Vallo è stata scelta come piattaforma per modificare il diritto canonico e implementare, per l’appunto, nuove reliquie?

L’esposizione svoltasi all’interno della stupenda Cattedrale di Mazara con il beneplacito delle autorità religiose, ponendo al centro di un evento questo “sudario” è contraria ai principi della nostra fede.

Trasformare un oggetto laico o politico sfigurando il concetto stesso di “sudario” rende illecita l’organizzazione di un rito religioso, liturgico o di un qualsiasi atto di culto che ponga tale oggetto al centro della celebrazione o ne faccia un simulacro di venerazione.

E, come si capisce, non è solo una questione di linguaggio.

Iustitia in Veritate si augura che non ci sia un terzo round con un altro “oggetto”, e assicura preghiere per il Vescovo e i Suoi collaboratori, affinché ci si adoperi per una riparazione e per promuovere solo ciò che serve veramente a rafforzare la fede.


Milano, sabato 26 settembre 2026  

Santi Cosma e Damiano

Iustitia in Veritate

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