giovedì, ottobre 29, 2026

I veri adoratori.Adoreranno il Padre in Spirito e Verità. Meditazioni Eucaristiche di padre Pablo Martin Sanguiao.



a cura di Veronica Cireneo 

Cari amici cattolici, riceviamo e volentieri condividiamo questo breve comunicato e la proposta dell'amico Sergio Russo, riguardante l'uscita del nuovo libro di padre Pablo Martin Sanguiao -  il sacerdote scelto dalla Provvidenza per dare inizio alla lacrimazione di Sangue della Madonnina di Civitavecchia - che avevamo già accennato in questo articolo preparatorio. Si tratta di un'opera a carattere spirituale, di sicura utilità nei momenti dell' Adorazione Eucaristica. Buona lettura e diffusione.

§§§

Ai Catechisti, Parroci e fedeli tutti.

"Carissimi, propongo alla vostra attenzione questo libretto, intitolato: "I Veri Adoratori", dedicato all'adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento.

Contiene delle meditazioni inedite, a firma di padre Pablo Martin, le quali saranno senz'altro fonte di grandi ispirazioni, per coloro che sono innamorati del Maestro e che trovano dolce riposo "stando ai Suoi Piedi".

Meditazioni  spirituali tutte orientate verso l' attesa del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria nel Mondo.

Il volume, di 130 pagine, ha il prezzo di € 10 (€ 9,90 su Amazon) per ogni singola copia, ma in questa sede vi proponiamo una scaletta di scontistica proporzionata alla quantità dei volumi ordinati, con avrà in omaggio la spedizione gratuita: 

➤ € 8,50 a copia per un minimo di 3  (sconto 15%);

➤ € 7,50 per un minimo di 10 copie (sconto 25%);

➤ € 6,50 per un minimo di 30 copie (sconto 35%).

L'ordinazione può essere fatta emplicemente per mail scrivendo a info@pergamene.net, oppure via whatsapp inviando un messaggio al numero 380.3151974, contenente nome ,  indirizzo di consegna e numero delle copie desiderate, che verranno saranno recapitate a domicilio, nel giro di 7/10 giorni. Grazie per l'attenzione. Laudetur Jesus Christus. 

Sergio Russo

giovedì 29 ottobre 2026

                                 §

Don Paolo Martin Sanguiao

Chiesetta di Sant'Agostino, che custodisce la Madonnina delle Lacrime di Sangue 
•••

Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.  

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)

                   

© 2026. All rights reserved.

Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.


 










Continua a leggere »

mercoledì, ottobre 28, 2026

Sulla carenza di esorcisti. L'analisi di un'emergenza sociale in un video di don Marcello Stanzione


di Veronica Cireneo 

• Si avvicina la festaccia di fine ottobre e già da tempo si accavallano richieste e offerte di partecipazione agli orridi eventi ornati di demoni e zucche. Mammine pericolosamente ingenue si affannano a cercare la più bella mascherina da mostro che c'è, perché non sia mai che il figlio resti indietro a qualcuno, nella corsa verso cosa (?!)...nessuno lo sa.

Dall'altro canto monta insistente la voce di coloro che vorrebbero mettere in guarda gli sprovveduti dai rischi che si corrono ad osannare il diavolo anche per scherzo e anche per un solo giorno. Non sono parole inventate da improbabili detrattori. Ma la logica conseguenza di affermazioni di "esperti dell'occulto" come sostiene Anton S.A.Lavey fondatore della Chiesa di Satana. Feste che comportano conseguentemente l'impennata delle richieste di liberazione spirituali.


• Recentemente affrontammo In questo articolo il tema dell'aumento vertiginoso delle richieste di liberazione, che facemmo seguire da un appello ai vescovi finalizzato ad ottenere molte nuove nomine di esorcisti, dato il numero esiguo rispetto all'emergenza sociale, perché chiunque sia nel bisogno possa trovare il necessario soccorso, a differenza dei tanti attualmente abbandonati a loro stessi, per mancanza di esperti.

Per lo stesso motivo, nel mese di marzo u.s. si svolgeva in Vaticano un'udienza privata concessa da Papa Leone XIV al Presidente dell' Associazione Internazionale Esorcisti Mons Karel Orlita e al vicepresidente padre Francesco Bamonte.

Don Marcello Stanzione, angelologo 

• In questa sede - su suggerimento di un amico che si pregia di conoscere personalmente il sacerdote - vogliamo offrire alla vostra attenzione la conferma dell'emergenza sociale costituita dalla carenza di esorcisti, raccontata dettagliatamente in questo breve VIDEO realizzato da don Marcello Stanzione, angelologo e parroco della Parrocchia di Santa Maria La Nova in Campagna (SA), che afferma:

"In molte diocesi gli esorcisti scarseggiano, mentre crescono le richieste di aiuto spirituale, e spesso i fedeli si ritrovano senza un sostegno concreto" .

Don Marcello non è un esorcista ufficiale. Limita la sua funzione alla recita di preghiere di liberazione, eppure riceve ogni giorno decine di richieste di aiuto. Insieme al suo viceparroco, dedica anche 40 minuti o più ad ogni persona per cercare di stare al passo con la gravità, via via, manifestata nei casi individuali.

Il sacerdote auspica vivamente che la Santa Sede voglia ottenere per il popolo di Dio, quanto domandatole  dall’Associazione Internazionale degli Esorcisti e cioè che:

- ogni Diocesi abbia almeno un esorcista ben formato perché il dono della liberazione possa essere più accessibile a chiunque ne abbia bisogno.

- i seminaristi imparino a riconoscere il male alla luce del Vangelo - ricordando che nel mondo ci sono poco più di 400 esorcisti in tutto, con l’Italia in testa che ne conta circa 240.

Invocazione a San Michele, in latino

Don Marcello, angelologo, riterrebbe altresì essenziale il ripristino, alla fine di ogni Santa Messa, dell'antica invocazione a San Michele ed invita tutti a ricorrervi spesso anche nelle devozioni private.

Invocazione a San Michele, in italiano
• Chi desideri ulteriori informazioni o necessiti  incontrare don Marcello Stanzione, che riceve solo su appuntamento scriva:

- un SMS al numero +39 333 6300481 (segreteria)
-oppure una mail a donmarcellostanzione@tiscali.it .

​•Altro collegamento per il video di cui sopra https://youtu.be/1Aqqe7bkB0I?is=_nN9wwc1l-BgGNRb


P.S: questo articolo verrà fatto seguire da un altro che spiega nei dettagli i rischi fisici e spirituali che si corrono partecipando alla festa pagana di Halloween 


Veronica Cireneo,

docente, saggista, amanuense,co-fondatrice del movimento degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo https://t.me/alleanza3 

Mercoledì 28 ottobre 2026

••• ​

Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.  

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)

                   

© 2026. All rights reserved.

Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.


 









Continua a leggere »

martedì, ottobre 27, 2026

Quel diabolico pregiudizio contro il latino. Sull'utilità di tornare alla lingua madre della Chiesa. P. Giuseppe Agnello


a cura di Veronica Cireneo 

Dati e constatati i fatti del "gran rifiuto" nelle tre giornate di Roma, che, alla stregua delle storiche cinque giornate di Milano, hanno visto barricate in Piazza San Pietro per impedire l'accesso in Basilica ai pellegrini del 15' Summorum Pontifucum, difensori della Tradizionale Cattolica, offriamo alla vostra attenzione, spirituale, queste riflessioni di Padre Giuseppe Agnello sulla necessità di ritornare al latino nella liturgia e nella devozione privata. La lingua madre della Chiesa da secoli usata per: " onorare il Fíglio di Dio con un “proprium” linguístico comune, provvidenziale e sovranazionale". Buona lettura e diffusione.

Roma: il gran rifiuto. Domenica 25 ottobre 2026

§§§


LATINORUM O LÍNGUA ETERNA?


• Esiste un pregiudízio diabòlico da abbàttere, quando parliamo del latino. Questo pregiudízio contraddice tutta la stòria della Chiesa e spiega male anche quella piaga ecclesiale della mano sinistra (divisione nel culto tra clero e fedeli) che il beato Antònio Rosmini Serbati proponeva di sanare con accorgimenti molto pràtici.

Questo pregiudízio è che il latino sia una língua morta, divisiva, elitària, e quindi da usare il meno possíbile, per mantenere il Vangelo “popolare” e il culto comprensíbile a tutti.

Sappiamo dalla stòria che anche il greco bíblico è stato una língua comune non letterària, la cui sacralità è crollata appena si è spiegato che l’ispirazione dei libri sacri non è affatto meccànica.

Quando però il greco divenne língua elitària, colta e dei ricchi, anche la liturgia cattòlica, che lo conservò fino agli inizî del III sècolo, nonostante in greco fosse scritto il Nuovo Testamento, cessò di usarlo e volle “parlare” il latino, come testimòniano le due traduzioni latine che precèdono la Vulgata di san Giròlamo e sono dette “prische versioni”: l’Ítala e l’Afra, che risàlgono al II sècolo.

• Dunque il latino cristiano spunta presto, ma la latinizzazione della liturgia romana è un processo lentíssimo che sappiamo compiuto alla fine del III sècolo. Dalla Chiesa africana e dal pòpolo romano di úmili, doveva dunque arrivare quella novità che per l’Impero era un “sermo cotidianus”, ma per la Chiesa diventerà strumento único di espressione e modo di onorare il Fíglio di Dio con un “proprium” linguístico comune, provvidenziale, sovranazionale, non imposto per decreto, ma divenuto importante, perché:

- si predicava in latino,

- si rifletteva sulle verità di fede in latino,

- si componèvano Inni e canti in latino, e 

- tutta la vita ecclesiàstica nel III sècolo era vissuta in latino.

A ciò si aggiunga che d’ora innanzi il latino ecclesiàstico avrà una potenza simbòlica che gli resterà per sempre:

- è la língua dei vinti che sono diventati vincitori, 

- dei martirizzati che hanno dato la loro bella testimonianza a Cristo (Cfr Acta martyrum Scillitanorum);

- dell’Eterna che diventa Cristiana.

• Quindi le accuse mosse al latino, piuttosto che ad esso si potrèbbero muòvere ad ogni língua sconosciuta che si impone come veícolo di trasmissione non richiesta, non necessària, non insegnata e svelata, ma onnipresente (penso a tutti i foresterismi ed esotismi che sovrabbòndano senza motivo nell’italiano di alcune discipline e anche dell’uomo comune).

Il latino, però, se da língua popolare è diventato via via sconosciuto, non ha mai perso la sua vocazione ad èssere necessàrio per unire, illuminare, ed elevare il pòpolo di Dio oltre ogni differenza nazionale, e fare accèdere in modo sicuro all’antichità e alla Tradizione, non come vi accede uno snob, ma come vi accede l’erede che ha diritti incontestàbili sull’eredità.

• Si pensa che sia retòrico l’adàgio “Língua latina, língua aeterna”, ma è pròprio l’eternità del dogma che spiega il latino nella Chiesa non come relitto museale, ma come freschezza intatta della fede.

La Chiesa sa bene che la Sacra Scrittura non le è stata dettata in latino da Dio in persona o da un suo àngelo, come pènsano dei proprî testi sacri altre religioni; sa che può tradurre i testi sacri in perfetta sintonia con l’agire di Dio che si è incarnato ed è entrato nella stòria di un ben preciso pòpolo; ma sa altresí che il depòsito della fede è stato meditato, sviscerato e pregato in una língua che da popolare è divenuta ecclesiale, litúrgica e condivisa senza fare torto a nessuno, ma arricchendo tutti.

Bisogna però istruire i fedeli, perché è sempre “l’ignoranza” della pròpria fede il problema di tutte le derive moderniste e neomoderniste.

Istruire per fare quindi gustare, capire, e difèndere una língua ufficiale e litúrgica, che, pròprio perché “della Chiesa” e non di chi ad essa non appartiene, è sacra e pregnante di significati altrimenti traditi o annacquati.

Tradurre costantemente, com’è necessàrio nelle língue volgari, se da una parte favorisce un appròccio immediato al comprendònio, dall’altra allontana le nuove generazione dallo stesso senso che alle parole hanno dato le precedenti generazioni.

• Se màncano l’annúncio, le catechesi, la mistagogia, anche le parole piú comuni del rito pòssono restare un mistero o un fatto intuitivo in una cerimònia ripetitiva. 

Chi sa che “Osanna” vuol dire “rendi salvo”; “Allelúia” vuol dire “Lodate Dio”; “Amen” corrisponde ad “è vero”; e “Kyrie eleison” a “Signore, pietà”, non dice queste parole come il pappagallo ripete ciò che ha sentito, ma prega con la consapevolezza dei contenuti della preghiera. Lo stesso lo si può dire per “Dominus vobicum” (= Il Signore sia con voi), “Sursum corda” (= in alto i cuori), e per una Messa intera celebrata in latino.

• Basta avere i messalini bilíngue (in latino e nelle língue volgari) o traduzioni interlineari, se non si è studiato il latino e non lo si conosce. Anche in questo caso, come vale per ogni cosa, è l’amore che muove verso il concreto superamento degli ostàcoli reali o supposti. Ma è pròprio questo che manca!

• E non dirò che manca l’amore al latino, perché questo riporterebbe il latino a una delle tante língue che si pòssono imparare o non imparare “secondo gusto e utilità”; ma manca l’amore alla Sposa di Cristo, che per mezzo di papi e di santi ha costantemente raccomandato di impararlo. L’amore a sé stessi e l’individualismo feroci, entrati pure nei seminarî, condúcono infatti a rèndere léttera morta ogni raccomandazione ed esortazione, ogni precetto e indicazione del Diritto canònico, sicché la pigrízia si giustífica con il superamento richiesto dal tempo presente.

Non elencherò tutti i documenti magisteriali che pàrlano con chiarezza del latino, della sua importanza, dei suoi mèriti e vantaggî.

• Vòglio ricordare anzitutto una contraddizione evidente di tutti coloro che invòcano il Concílio Vaticano II per i proprî fini di rottura, ma lo tradíscono allegramente quando è chiaro su ciò che loro non garba, in questo caso il latino.

Cito per questo un passàggio del libro-intervista di Vittòrio Messori a Joseph Ratzinger: "Rapporto sulla fede (Ediz. Paoline, Alba 1985) :

" Per lui, pròprio nel campo litúrgico  ̶ sia negli studî degli specialisti che in certe applicazioni concrete ̶  si constaterebbe «uno degli esempî piú vistosi di contrasto tra ciò che dice il testo autèntico del Vaticano II e il modo con cui  è stato poi recepito e applicato».

Esèmpio fin troppo famoso, si sa (ed esposto al ríschio di strumentalizzazioni), è quello dell’impiego del latino, sul quale il testo conciliare è esplícito:

«L’uso della língua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini» (Sacrosanctum Concilium n.36).

Piú avanti i Padri raccomàndano:

«Si àbbia cura che i fedeli sàppiano recitare e cantare insieme, anche in língua latina, le parti dell’Ordinàrio della messa che spèttano ad essi» (n.54).

 Piú avanti ancora, nello stesso documento:

 «Secondo la secolare tradizione del rito latino, per i chièrici sia conservata nell’Uffício divino la língua latina» (n.101). 

Scopo del collòquio col cardinale Ratzinger, dicevamo all’inízio, non era certo méttere in rilievo il nostro punto di vista, bensí riferire quello dell’intervistato.

…È un fatto oggettivo che, anche solo limitàndosi all’uso della língua litúrgica, balza agli occhî il contrasto tra i testi del Vaticano II e le successive applicazioni concrete. Non si tratta di recriminare ma di sapere, da una voce autorévole, come mai questo gap si sia verificato.

Lo vedo scuòtere il capo:

«Che vuole, anche questo è tra i casi di una sfasatura  ̶ purtroppo frequente in questi anni ̶  tra il dettato del Concílio, la struttura autèntica della Chiesa e del suo culto, le vere esigenze pastorali del momento e le risposte concrete di certi settori clericali. Eppure la língua litúrgica non era affatto un aspetto secondàrio.

All’orígine della frattura tra l’Occidente latino e l’Oriente greco c’è anche una questione di incomprensione linguística. È probàbile che la scomparsa della língua litúrgica comune possa rafforzare le spinte centrífughe tra le vàrie àree cattòliche».

Aggiunge però súbito:

«Per spiegare il ràpido e quasi totale abbandono dell’antica língua litúrgica comune bisogna in verità anche rifarsi a un mutamento culturale dell’istruzione púbblica in Occidente. Come professore, ancora agli inízio degli anni Sessanta potevo perméttermi di lèggere un testo in latino a gióvani provenienti dalle scuole secondàrie tedesche. Oggi questo non è piú possíbile»» (p 125-127).

Ci rassegniamo al tramonto o alla fine? La Chiesa non lo fa, il cardinale intervistato e poi divenuto papa nel 2005 non lo fa; e nemmeno noi lo facciamo. Papa Benedetto XVI, nell’esortazione post-sinodale Sacramentum Caritatis, dice:

«… Piú in generale, chiedo che i futuri sacerdoti, fin dal tempo del seminàrio, síano preparati a comprèndere e a celebrare la santa Messa in latino, nonché a utilizzare testi latini e a eseguire il canto gregoriano; non si trascuri la possibilità che gli stessi fedeli síano educati a conóscere le piú comuni preghiere in latino, come anche a cantare in gregoriano certe parti della liturgia» (n.62).

 


• Concludo con una conferma sui frutti di questa raccomandazione laddove sia accolta.

Nella conversione del comunista Giovanni Lindo Ferretti, che di recente si è raccontato nella sua biografia: “Ora et labora. Difendi, conserva, prega” (Ediz. Compagnia editoriale Aliberti, pp 32-33), il latino emerge come língua della preghiera memorizzata e capita, benché non nella língua madre, che per lui e i suoi era il dialetto, né nella língua dell’Itàlia unificata che per tutti è l’italiano.

Scrive:

«Nella mia vita, prima del perché si prega, c’è stato il come si prega, l’ho imparato secondo un cànone, appartengo ad una tradizione religiosa. Ne ringràzio Dio» (p.14).

«Si prega in latino, bisogna memorizzarlo, imparare cosa vuol dire, impararlo in italiano» (p.24).

«La rècita del Rosàrio è stato, negli anni della vecchiàia e malattia di mia madre, la nostra àncora di salvezza.

Quando ha cominciato a pèrdere pezzi di sé, i mèdici parlàvano di Alzheimer, consigliàvano psicofàrmaci, sedativi; era sul finire del giorno che tutto precipitava ed è stato sul finire del giorno che io e lei, rifacèndoci alla nostra tradizione, abbiamo ripreso in mano le corone: lei la sua che non usava da tempo; io quella di mia nonna che avevo conservato. Abbiamo riscoperto la potenza del Rosàrio e fino all’último giorno ne abbiamo usufruito.

̶ Mamma, si fa búio: è ora di dire il Rosàrio.

̶ Sí, bravo. Ma lo comandi tu che io sono un po’ confusa.

̶ Non ti preoccupare, cominciamo, poi viene da sé.

Deus, in adiutorium meum intende…» [= O Dio, vieni a salvarmi…] (pp 32-33).

• Questa testimonianza mi dà una speranza: dove non potérono i pontéfici, potranno i fedeli col santo rosàrio in latino.

Padre Giuseppe Agnello 

ottobre a D. 2026

•••

Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.  

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)

                   

© 2026. All rights reserved.

Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.


 







Continua a leggere »

venerdì, ottobre 23, 2026

Il sogno di una Chiesa. Per combattere la buona battaglia della Fede. Il nuovo libro del professor Giovanni Zenone.



di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, offriamo alla vostra attenzione spirituale la notizia dell'uscita di un nuovo libro: "Il sogno di una Chiesa. Memorie e speranze di un cattolico"  dal titolo, sottotitolo e contenuto davvero accattivanti.
Ci pregiamo di trattare l'argomento,  in questo momento un po' speciale, vedremo di seguito il motivo, come speciale è l'autore stesso dell'opera che andiamo presentando: il professore Giovanni Zenone. 
 
• Dichiarazione d'apertura.
Per cominciare usiamo la dichiarazione d'apertura del libro, siglata dall'autore, che esprime inequivocabilmente l'intento dell'opera:

«Questo libro rappresenta il sogno della chiesa che porto nel cuore. Non pretende di essere un modello esclusivo per tutti. È solo una prospettiva personale e occasione per il lettore di riflettere sul proprio modo di vivere la fede e di amare la Chiesa".

• Descrizione dell'opera.
Per tracciare a grandi linee la sinossi del testo, diremo che si tratta di un libro di genere autobiografico-intimistico che rivela il cuore di una testimonianza spirituale. È una storia  di amore e di fede, autentica e combattiva, nata nel protagonista fin dai tempi dell'infanzia, quando da bambino era solito frequentare oratori e chiese antiche. Partendo dalla memoria indelebile delle candele, degli incensi, dei confessionali in legno, della vita dei santi,  ci conduce all'approdo in seminario - dove comincia a toccare con mano la crisi ecclesiale - fino alla successiva conversione vocazionale al matrimonio, felicemente coronato da una nutrita prole.
Accennando alla malattia che lo ha recentemente colpito - e imploriamo il Cielo che lo voglia perfettamente risanare - il Nostro  consegna al lettore l'esperienza di un fedele vissuto all'ombra del grembo di una Madre, che però ha assunto spesso i tratti della Matrigna: la Santa Madre Chiesa.
E ci confida dolorosamente il sapore amaro delle  battaglie che in essa ha dovuto affrontare per mantenere intatta la propria Fede personale.
Ma insieme ai dolori, alle disillusioni e alle ferite, Zenone individua nella speranza lo strumento più virtuoso per non soccombere nella battaglia. La Speranza: virtù così necessaria, specie in questi tempi tribolati, che vede spesso, anche molti tra noi, costretti a vivere il rapporto con la chiesa più come Croce, che come Delizia.

"Si può continuare ad amare la Chiesa anche quando è proprio la Chiesa a ferirci?  si chiede l'autore.

E la risposta, anche evidentemente praticata nella vita concreta del protagonista, e che motiva con le parole che seguono, è positiva:

" Sì. Perché le ferite possono mettere alla prova l’appartenenza alla chiesa, senza spezzarla. Possono anzi trasformare la sofferenza in una fedeltà più profonda" risponde.

Un percorso di fede genuino e appassionato  che riflette inevitabilmente, pur partendo da un'esperienza personale, il macrocosmo critico ecclesiastico attuale. 

Che questa opera possa fungere da bussola per chiunque si trovi incerto, per la retta via, sul passo da compiere e che possa contemporaneamente rivelarsi quale incoraggiante sprone per le nuove generazioni è stato, al tempo stesso, ed e' motore e scopo dell'autore e della sua opera.


• Dove trovare il libro.

Il libro del professor Zenone uscirà ufficialmente il 9 novembre, ma chi vuole riceverlo prima di quella data, potrà ordinarlo, fin da ora, cliccando su questo link . Sistema attraverso il quale lo riceverà in casa propria anche corredato di dedica autografata. 


Oppure potrà essere acquistato di persona, il 7 Novembre p v. , a Peschiera del Garda, in occasione del XIII Festival di Fede & Cultura: momento in cui alla presenza di altri illustri ospiti,  il libro verrà presentato dall'amico Luigi Casalini, noto curatore del blog MiL- Messainlatino.


• Come partecipare al Festival di Fede & Cultura

Ricordiamo che la partecipazione al Festival è subordinata alla prenotazione del proprio posto tramite l'acquisto di un biglietto, che si può ottenere cliccando  su questo link


• L'autore presenta il suo libro in un questo video

Mentre ci auguriamo vivamente, e l'aggiornamento odierno sulle sue attuali condizioni di salute lo lasciano ben sperare, che sia lo stesso Zenone a condurre come al solito il Festival e che possa lasciare presto e in perfetta forma l' ospedale in cui è momentaneamente ricoverato per un delicato intervento chirurgico, ascoltiamo dalla voce del professore la presentazione del suo libro in questo breve video,  che lo stesso ha voluto realizzare per noi,  il 21 ottobre u.s. giorno prima del ricovero. Video che sul  Canale telegram di Fede & Cultura, dove ogni giorno alle 12 viene recitato l'Angelus, ha voluto far precedere da questo breve scritto:

"Prima di dover rientrare in ospedale ecco il mio nuovo libro che forse un giorno parlerà al posto mio. Il sogno di una Chiesa è il mio messaggio nella bottiglia per le prossime generazioni: una testimonianza di fede, di amore, di sofferenza e di speranza. Spero di poter continuare a vivere e a raccontarvi tante altre storie, ma desidero affidarvi fin da ora la storia che mi sta più a cuore. Perché - come scrive Tolkien -  le radici profonde non gelano" .

 

Il sogno di una chiesa: una vera novità per chi è a caccia di storie vere di fede vissuta.
Un libro di memorie e speranze sgorgato dalla penna di un uomo fiero della propria Fede cattolica, guerriero capace di proteggerla e diffonderla con determinazione ed eccellenti preparazione e competenze specifiche, nel modo così incisivo e tagliente che, in Giovanni Zenone,   abbiamo tutti avuto modo di apprezzare.

Grazie al professore per questa incoraggiante ed appassionata fatica, che affidiamo insieme al suo autore e ai lettori, al Santo del giorno: Giovanni da Capestrano, fervente difensore della Fede, ché ci assista nella battaglia in tutte le nostre necessità materiali e spirituali.

Arrivederci al Festival e buona lettura a tutti. 

Lodiamo il Signore!

Veronica Cireneo, collaboratori e Alleati tutti. 
venerdì 23 ottobre a D. 2026

•••

 Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.  

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)

                   

© 2026. All rights reserved.

Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.


 






Continua a leggere »

mercoledì, ottobre 21, 2026

La Comunione sulla mano? Frutto di un abuso legittimato.



a cura di Veronica Cireneo 

Ringraziamo di cuore l'amico Michele per aver estrapolato il testo che segue da un video che qualche giorno fa abbiamo rilanciato, dal web, sul canale YouTube degli Alleati dell'Eucarestia  - testo che è stato da noi arricchito con qualche link per eventuali approfondimenti. L'immediato crescente numero di like , commenti e visualizzazioni che il video ha raggiunto, fin da subito, ci ha suggerito come opportuna l'idea di fornire ai nostri followers anche il testo scritto, strumento certamente indispensabile per l'approfondimento e la meditazione estemporanea: Verba volont, Scripta manent! Alleghiamo in calce il video, corredato da una serie di interessanti commenti da visionare, con i quali suggeriamo di interagire. A tutti... buona lettura, ascolto e diffusione 

§§§

i

• Per un cattolico non c'è tesoro più grande dell'Eucaristia.

Eppure mai come oggi il Santissimo Sacramento viene profanato in ogni modo: 

- sacrilegi dei satanisti,

- cambiamenti della stessa dottrina della Santa Messa.

- possibilità per i pubblici peccatori di ricevere la Comunione senza alcun pentimento...

Sono soltanto alcuni degli attacchi che subisce Gesù sacramentato, (specialmente) a seguito dell'emergenza coronavirus.

Poi in molte chiese si è imposta forzosamente la Comunione sulla mano, motivandola con ragioni igieniche e alquanto opinabili, visto che molti scienziati sostenevano che riceverLa sulla lingua non era affatto più pericoloso, anzi! Occorre però essere chiari:

• nessuno può impedire di ricevere l'Eucaristia in bocca, nemmeno il Papa.

Nell'Ostia santa c'è realmente e sostanzialmente nostro Signore Gesù Cristo Vivo e Vero nel Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Dunque non si può ricevere come qualsiasi altra cosa.

Dovrebbe essere ovvio per ogni cattolico che Cristo dopo la sua transustanziazione durante la Santa Messa, è presente in ogni frammento anche il più piccolo dell'Ostia consacrata.

Quindi è responsabilità dei ministri e dei fedeli rendere la dovuta venerazione ad ogni frammento del Pane Eucaristico che è veramente il Corpo di Cristo.

Per i fedeli della Chiesa cattolica, l'amministrazione tradizionale del Santissimo Sacramento è importante anche per ridurre al minimo il verificarsi di situazioni in cui le persone che ricevono l'Ostia sulla mano non la mangino, ma la utilizzino per altri scopi o la mettano a disposizione di altre persone portando a casi di profanazione del Corpo di Dio, conosciuti e descritti dai media.

• La Comunione sulla mano è nata come un abuso. Negli anni 60 nei paesi dell'Europa settentrionale, ovvero quelli con un episcopato ed un clero marcatamente progressista e disobbediente, si introdusse in maniera del tutto arbitraria tale modo di ricezione dell'Eucaristia.

Di fronte al fatto compiuto e alla volontà da parte degli artefici del cambiamento di proseguire su questa strada, la sacra congregazione per il culto divino rispose con l'istruzione "Memoriale Domini"  del 28 maggio del 1969, documento voluto ed approvato da Papa Paolo VI che ribadisce quanto segue:

”Il modo di distribuire la Santa Comunione in bocca deve essere conservato non soltanto perché si appoggia sopra un uso trasmesso da una tradizione di molti secoli, ma principalmente perché esprime la riverenza dei fedeli cristiani verso l'Eucaristia".

Cambiare poteva rappresentare un pericolo. L'istruzione vaticana, infatti, paventava che si arrivasse a una minore riverenza verso l'augusto Sacramento dell'altare, alla profanazione dello stesso Sacramento e alla adulterazione della retta Dottrina.

Soltanto un ingenuo non vede che quelli che allora apparivano solo dei rischi sono divenuti terribili realtà.

Nonostante ciò i responsabili di tale scempio e i loro allievi, anziché vergognarsi e ritirarsi in silenzio, continuano a dare lezioni. Ebbene, la memoriale domini conclude affermando che:

" La Sede Apostolica esorta vementemente i vescovi, sacerdoti e fedeli a sottomettersi diligentemente alla legge ancora in vigore, ovvero la Comunione in bocca". (...)

• Purtroppo, nonostante le buone intenzioni, il documento apre però una falla nella diga, rivelatasi ben presto fatale.

Infatti l'istruzione dice pure che laddove non sia possibile frenare la pratica della comunione sulla mano, con le dovute condizioni, la Santa Sede concederà un indulto a patto però che venga ribadita nella catechesi la verità dogmatica sull'Eucaristia.

Questa deleteria apertura ha fatto sì che a poco a poco quasi tutte le Conferenze Episcopali del mondo chiedessero l'indulto imponendo di fatto il nuovo modo di agire per puro spirito di conformismo ai tempi.

E la Santa Sede ha sempre avallato le richieste dei vescovi. In Italia, ad esempio, per un solo voto di scarto, uno solo, la Comunione in mano venne introdotta nel luglio del 1989.

• La Comunione in mano, tanto amata dai protestanti, è stata pensata proprio per ridurre il Santissimo Sacramento a mero simbolo, attaccando così il dogma cattolico sull'Eucaristia (...)

• (...) come spiega Monsignor Nicola Bux, lo spezzare il pane, da cui il nome dato alla messa dagli Atti degli Apostoli, non significa che il sacramento sia stato dato in mano ai discepoli (...) Un boccone di pane intinto non può essere dato in mano, ma solo in bocca. Ma se anche Gesù durante l'Ultima Cena avesse dato il pane e il vino in mano agli apostoli, bisogna tener presente che questi erano i primi vescovi.

• Il sacerdote ha le mani consacrate (come afferma ancora Monsignor Bux ) con l'unzione ed è per questo che è l'unico ad avere il privilegio e il grave compito di toccare le Specie Eucaristiche.

Oltretutto, al contrario di quanto falsamente sostenuto da innovatori, nei casi in cui nei primi secoli si riceveva la Comunione in mano, lo si faceva con ogni riguardo e riverenza, spesso senza toccarla direttamente, non come accade adesso.

E come scriveva il passionista padre Enrico Zoffoli (...) fin dal secondo secolo sotto Papa San Sisto I 115-125 ai laici fu proibito persino di toccare i vasi sacri.

In ogni frammento del pane consacrato c'è tutto nostro Signore ed è una profanazione lasciare che anche uno solo di questi frammenti cada a terra e venga calpestato.

Tant'è che nella cosiddetta Messa Tridentina, dopo la consacrazione, il sacerdote non separa più il pollice e l'indice delle mani, finché non arriva il momento della purificazione, terminata la distribuzione della Comunione.

• Oggi (...) la Fede Eucaristica si è tragicamente persa anche tra i sacerdoti. I fedeli poi sembra vadano a ricevere la caramella.

Tutti si comunicano, ma ben pochi si confessano. In pratica, quello che fino agli anni 60 era un abuso, una disobbedienza, un attacco alla verità cattolica, oggi è divenuto la normalità.

Eppure l'istruzione della Congregazione del Culto Divino era accompagnata da una lettera pastorale in cui veniva nitidamente evidenziato che:

 " (..) la nuova maniera di comunicarsi non dovrà essere imposta in modo che escluda l'uso tradizionale" .

• Solo da un ritorno generale al modo tradizionale di ricevere Gesù sacramentato in bocca ed in ginocchio, potranno sgorgare grazie abbondanti e si tornerà ad avere una primavera della Chiesa.

Pertanto i laici non debbono stancarsi di chiedere questo ai pastori e di comunicarsi solo in bocca, perché questa è ancora oggi e nonostante tutto la norma della Chiesa. L'assalto organizzato contro il dogma eucaristico tende a colpire il sacerdozio e in esso a sopprimere la gerarchia per demolire la Chiesa come società visibile istituita da Cristo, propagata dagli apostoli, presieduta da Pietro e successori nella sede di Roma.

Ora, eliminata la Chiesa, resterebbe dissolto il cristianesimo ridotto ad uno dei tanti discutibili orientamenti religiosi dello spirito umano, esattamente secondo il programma del mondialismo massonico.

Se il Mistero Eucaristico è la sintesi di tutte le verità di fede, compresa quella della natura della Chiesa e costituisce la profonda essenza della liturgia che lo esprime e celebra, segue che offendere il culto eucaristico equivale a tradire la fede.

I nemici del cristianesimo oggi hanno preferito colpire l'Eucaristia insinuando e anche imponendo a livello liturgico delle novità, le quali contro la lettera e lo spirito della riforma inaugurata dal Vaticano II mirano ad estinguere insensibilmente nei fedeli la più illuminata e omorosa venerazione del Santissimo.

Contro tale congiura insorge la coscienza cristiana di un popolo. spesso ignoraro, timido, passivo.

Se Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo, proprio per questo, secondo Pascal, durante questo tempo non bisogna dormire.

• La missione dei laici, riconosciuta solennemente dal Concilio, impone ad essi il dovere di scuotersi per salvare la Chiesa, come già in altri tempi, e difenderla soprattutto dai suoi nemici interni, i quali, sedotti dal peggiore ecumenismo, tentano di abbatterla trascinandola nel vortice di una esegesi biblica inquinata di storicismo e agnosticismo. Questo è un pensiero di padre E. Zoffoli ( 1915-1996).

• Come ricevere dunque la Santa Comunione?

La postura più appropriata in cui dovremmo ricevere la Santa Comunione è quella in ginocchio. (...) con la Comunione in bocca, riduciamo il rischio di profanare il Santissimo Corpo di Gesù. La situazione migliore è quando il cherichetto con la patena accompagna il sacerdote che distribuisce la Comunione (...)

Ricevere la comunione in mano porta alla dispersione di un gran numero di frammenti.

Invece, facendo attenzione alla più piccola briciola, avendo cura nel pulire i vasi sacri, non toccando l'Ostia con mani sudate, diventa (...) una Professione di Fede nella Presenza Reale di Gesù, anche nelle più piccole parti (...) consacrate.

Non importa quanto piccolo sia il Frammento dell'Ostia, perché l'Essenza è la stessa: 

È Lui.

È Gesù.


SEMPER LAUDETUR 

Mercoledì 21 ottobre a. D. 2026

Fonte: video integrale ⬇️

https://youtu.be/h33UNMYbbxgis=Jpj3GAVDZVwzURXW 

•••

Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.  

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)

                   

© 2026. All rights reserved.

Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.


 






Continua a leggere »

Post in evidenza

I veri adoratori.Adoreranno il Padre in Spirito e Verità. Meditazioni Eucaristiche di padre Pablo Martin Sanguiao.

a cura di Veronica Cireneo  Cari amici cattolici, riceviamo e volentieri condividiamo questo breve comunicato e la proposta dell'amico S...