sabato, giugno 27, 2026

Lettera di don Bux al Papa: non rendiamo irreparabile la frattura con la FSSPX


Don Nicola Bux

a cura di Veronica Cireneo 

Ancora qualche giorno e siamo al 1' luglio. Padre Nicola Bux scrive a Papa Leone XIV implorando che venga fatto con urgenza tutto il possibile per colmare le divergenze con la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Fraternità che si esclude da sola dalla Comunione con la Chiesa quando e se sostiene, in spregio all'intero clero ed ai fedeli del Corpo Mistico di Cristo , che le sole Messe valide siano quelle da loro stessi celebrate. È evidente come possa essere  insopportabile per un Papa, e non solo, della Chiesa Cattolica apprendere tali eresie,  ma è anche vero che i fedeli trovano altrettanto insopportabile veder crescere in carriera, anziché spodestati, sacerdoti di dubbia moralità e fede. Tanto ciò premesso diciamo pure che suona un po' sinistro questo rifiuto all'incontro con la Fraternità San Pio X da parte di una Chiesa che si vanta di dialogare col mondo intero, compresi quelli che alla Chiesa non appartengono.  E se vengono continuamente costruiti ponti per giungere ad accordi condivisi con rappresentanti delle religioni del mondo intero, come mai sembra impossibile conciliarsi proprio con quelli di Casa ? Buona lettura. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Viva Maria 

§§§

In vista del Concistoro cardinalizio di questa settimana, padre Nicola Bux, stretto collaboratore del defunto Papa Benedetto XVI, ha scritto un appello filiale ma fermo a Papa Leone XIV, esortandolo a "risolvere rapidamente nella verità – e solo nella verità – le numerose 'polarizzazioni' che attraversano il corpo ecclesiale".

In una lettera aperta firmata in occasione della festa della nascita di San Giovanni Battista, padre Bux esorta in particolare il Papa a costruire un ponte con la Fraternità Sacerdotale San Pio X prima che questa consacri nuovi vescovi senza mandato papale il 1° luglio. Scrive:

«Ora che abbiamo acquisito esperienza nel dialogo con persone e gruppi al di fuori della Chiesa, non dovremmo forse, e soprattutto, impegnarci nel dialogo anche all'interno delle nostre fila, facendo tutto il possibile affinché nessuno di quei fratelli e sorelle che il Signore ci ha affidato vada perduto?" 

Padre Bux, sacerdote della diocesi di Bari ed ex consultore del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero delle Cause dei Santi, esorta inoltre Papa Leone a intraprendere altre tre azioni fondamentali: "rivedere" il motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI , che liberalizzava la liturgia romana tradizionale, ma che Papa Francesco ha abrogato nel 2021; garantire che il "Cammino sinodale" tedesco non si pronunci su questioni di dottrina, morale e pratica sacramentale; e dare una risposta ai dubbi (domande formali di chiarimento) sollevati dai cardinali durante il pontificato di Papa Francesco, ma ai quali Francesco non ha risposto o, secondo i cardinali, ha risposto in modo insoddisfacente.

«I fedeli hanno bisogno di essere confermati nella verità, nella stabilità e nella sostanziale immutabilità della fede», scrive padre Bux, aggiungendo che «devono poter ascoltare dal Successore di Pietro, dopo più di un decennio di confusione, che lo Spirito Santo fa davvero nuove tutte le cose, ma nel senso che le porta al loro compimento finale ( novus ), in armonia – e non in contrasto – con ciò che è stato ispirato fino ad oggi».

«Vi prego, Santo Padre, agite con prontezza», scrive padre Bux in conclusione. «Non permettiamo che lo scisma di fondo diventi irreparabile».


La lettera integrale.

Santissimo Padre,

È con sentimenti di profonda e filiale devozione che oso rivolgere a Voi questo accorato appello, dopo aver avuto la grazia di collaborare con il Cardinale Joseph Ratzinger e successivamente con il Santo Padre Benedetto XVI, e aver trascorso questi ultimi tredici anni in preghiera, sacrificio personale e un lavoro discreto ma costante per l’unità della Chiesa.

La Chiesa è il ponte tra Dio e l’umanità, di cui il Papa è il pontefice ; essa è infatti sinonimo della pace che Cristo ha posto come confine: edificare la Chiesa non è altro che edificare la pace; separare le due cose significa minare la missione del Vangelo. Perciò, prego Santità di proseguire in questa ‘unica’ direzione, per risolvere nella verità – e solo nella verità – le molte ‘polarizzazioni’ che attraversano il corpo ecclesiale. Ora che abbiamo maturato esperienza nel dialogo con persone e gruppi esterni alla Chiesa, non dovremmo forse impegnarci anche, e soprattutto, nel dialogo al nostro interno, facendo tutto il possibile affinché nessuno di quei fratelli e sorelle che il Signore ci ha affidato vada perduto?

Riferendomi in particolare alla seria azione annunciata dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, La invito a riconsiderare il “ponte” concepito da Benedetto XVI con il Motu Proprio Summorum Pontificum e, di conseguenza, con la revoca della scomunica. Guardando alla realtà di tanti vescovi che, con equilibrio, hanno realizzato l’armonia liturgica nelle proprie diocesi, Santità potrebbe dare un esempio: concedendo a tutta la Chiesa la possibilità di celebrare, accanto al nuovo rito, l’antico rito romano, riaffermando al contempo la validità della riforma liturgica e l’inviolabilità del Concilio Vaticano II, come di ogni altro Concilio Ecumenico.

Riguardo dunque al “Cammino sinodale” tedesco, imploro il Santo Padre di chiarire che il “cammino sinodale” non può deliberare su questioni di dottrina, morale e pratica sacramentale, e che la cura pastorale non può essere separata da queste; altrimenti, il cosiddetto “accompagnamento” non condurrà mai alla necessaria conversione: il peccatore, infatti, non verrebbe allontanato dal peccato, ma – al contrario – condotto alla sua conferma e persino al suo riconoscimento istituzionale. Santità ha già affermato che certe questioni divisive “ non possono essere oggetto di deliberazioni o decisioni da parte di una Chiesa particolare ”, ma certamente Lei è consapevole che questa grave spaccatura potrebbe estendersi ad altri episcopati. La Chiesa è inclusiva solo se coloro che desiderano entrarvi si sottopongono all’iniziazione sacramentale e coloro che desiderano ritornarvi percorrono il cammino penitenziale.

Santità, infine, La imploro di rimuovere un altro ostacolo alla verità e alla comunione, ovvero la mancanza, o l’insufficienza, di risposta ai Dubia dei Cardinali sulle questioni dottrinali e pastorali dei recenti Sinodi. Molti fedeli in tutto il mondo attendono questa risposta, non però sotto forma di intervista – le interviste riducono le parole e il magistero del Papa a una sola opinione tra le tante – ma sotto forma di un documento di pari o maggiore autorità.

I fedeli hanno bisogno di essere confermati nella verità, nella stabilità e nell’immutabilità sostanziale della fede, poiché lo Spirito Santo non può rinnegare ciò che ha ispirato nella Chiesa nel corso dei suoi duemila anni di storia. I fedeli hanno bisogno di riscoprire, con sant’Ireneo, che Cristo ha portato tutto ciò che è nuovo portando se stesso, e che non c’è altro di nuovo da aspettarsi, se non la sempre nuova proclamazione del Vangelo di Cristo.

I fedeli devono poter ascoltare dal Successore di Pietro, dopo più di un decennio di confusione, che lo Spirito Santo fa davvero nuove tutte le cose, ma nel senso che le porta al loro compimento finale ( novus ), in armonia – e non in contrasto – con ciò che è stato ispirato fino ad oggi.

In virtù dell’indispensabile prerogativa del munus petrino , prego Santità di dichiarare chiaramente cosa sia la verità e cosa sia l’errore: tutta la Chiesa deve così conformarsi alla Sua parola. Lei ha giustamente affermato che seguire Cristo richiede la conversione e che dovremmo cercare il modo di edificare la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna . Ora, Santità, l’unico modo che conosciamo per realizzare tutto ciò è proprio e unicamente quello di difendere la verità. La prego di agire prontamente, Santo Padre, La imploro. Non permettiamo che lo scisma di fondo diventi irreparabile.

Preghiamo per Lei, Santità, nella ferma speranza che in seno al Concistoro Lei possa avviare e guidare una proficua discussione su queste questioni urgenti.

In Domino Jesu,

Padre Nicola Bux

24 giugno 2026,

Festa della Natività di San Giovanni Battista

Sorgente

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Apologia della famiglia naturale. Appuntamento oggi a Verona per Corteo e Rosario


 di Veronica Cireneo

Carissimi Alleati dell'Eucarestia e fedeli cattolici tutti, un breve post per informare di un evento che si svolgerà oggi pomeriggio, nel  Nord Italia, a Verona, in linea con la Marcia per la vita di Roma e il rosario di riparazione in piazza San Pietro, svoltisi entrambi, per lo stesso scopo, pochi giorni or sono nella Capitale.

È una marcia, anche questa di Verona, in difesa della famiglia naturale, organizzata da chi non intende permettere che la legge naturale e divina venga soffocata  dal tumulto che si vanta di ostentare nudità e atti osceni in luoghi pubblici...

E giungono sempre con estrema gioia queste notizie, che costituiscono un segnale urgente condiviso circa la necessità di contrastare la deriva della putrefazione morale in atto, da parte di un'importante fetta della popolazione.  La confusione generale da cui le ideologie nascono e prosperano è così grave e generalizzata da sfiorare il delirio collettivo e l' avvelenamento delle anime della famiglia umana. Salviamo la nostra Fede!

Poca cosa forse è una Marcia, come questa, al cospetto dell'impura fiumana sfilata per le vie delle massime città  del mondo nel mese tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, ulteriore sberleffo, scandalizzando grandi e piccoli.

Poca cosa, ma non solo in Italia finalmente, c'è chi si oppone, come può, alla menzogna spacciata per vero. Tra le iniziative  conosciute, reputiamo degna di nota l'iniziativa greca di un monaco ortodosso che sdraiatosi a terra con le braccia spalancate davanti ad un camion (Video),  ha interrotto per circa 30 minuti l'inopportuna sfilata. Ci fossero state con lui molte altre persone, forse l'esito sarebbe stato più incisivo. Ne riparliamo il prossimo anno, a Dio piacendo...

Per ribadire quindi quel naturale istintivo rifiuto di ogni esibizione oscena e blasfema in luogo pubblico e per difendere la famiglia naturale, così come Dio l'ha concepita, fondamento e origine della società, ben venga questo nuovo appuntamento:

- oggi sabato pomeriggio 27 giugno, a Verona.
- partenza dall’Arco dei Gavi, in Corso Cavour alle ore 14:00.
- il Corteo sfilerà fino a piazza San Zeno, dove verrà recitato  il Santo rosario. 
- Si prega di portare con sé un'immagine sacra: simbolo della nostra appartenenza e dei nostri valori religiosi e sociali non negoziabili e intramontabili, come la Verità Stessa, nostro Signore Gesù Cristo, dice di Se Stesso. Così sia.

Partecipiamo numerosi.


Cor Jesu Sacratissimum miserere nobis

Veronica Cireneo 

sabato 27 giugno 2026

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mercoledì, giugno 24, 2026

M@schio e F7mmina Dio li creo'. Resoconto e replica del Rosario di riparazione in San Pietro. Ma l'AI non Io sa...



a cura di Veronica Cireneo

Carissimi, riceviamo e condividiamo questo breve resoconto riguardante lo svolgimento, in piazza San Pietro, del Santo Rosario di riparazione, che gli Alleati dell' Eucarestia  avevano qui annunciato, svoltosi  Domenica 21 giugno, nonostante il caldo torrido. Lo facciamo anche per informare gli interessati che: l'evento si ripeterà ogni fine mese a partire da Settembre. In calce una nota curiosa. Buona lettura.

§§§


Piazza San Pietro. Domenica 21 giugno 2026

"Domenica 21 giugno, il giorno dopo il g@y Pr7de  di Roma, un gruppetto di una trentina di persone si è riunita a piazza San Pietro, per recitare il Santo Rosario.
Sentivamo il bisogno di testimoniare in un luogo simbolico la Verità della natura umana, così come voluta dall' Eterno Padre, Uno e Trino Creatore.

 
É stata una vera e propria impresa, perché in piazza facevano 41 gradi, cosa che ha scoraggiato molti altri ben intenzionati. Con il sole a picco è stato per puro miracolo se siamo riusciti a portare a compimento la missione. Un sacerdote si è avvicinato benedicendo tutti e ciascuno.

La recita del rosario si è svolta con il Pater Noster in latino, onde evitare i problemi che con la nuova dizione si sono generati tra rosarianti e con l'Ave Maria in italiano, per agevolare la partecipazione di tutti i presenti. 

Molto edificanti le meditazioni pronunciate, che abbiamo volentieri ascoltato in un'atmosfera di profonda commozione.

L'esperienza del Rosario pubblico comunitario in Piazza San Pietro, culla del cristianesimo (Qui un breve video relativo all'evento) ci è apparsa così spiritualmente efficace e significativa che vorremmo diventasse un appuntamento fisso.

Ci ritroveremo nello stesso luogo, dove vi aspettiamo numerosi, ogni ultima domenica del mese, Dio sa se ce n'è bisogno, a partire da settembre, quando il caldo torrido sarà solo un ricordo. A presto, dunque. Lodiamo il Signore".

Dina Nerozzi

Mercoledì 24 giugno 2026

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lunedì, giugno 22, 2026

La Fraternità di San Pietro (FSSP): cenni storici e record di ordinazioni sacerdotali.




di Veronica Cireneo 

Cenni storici. La Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP), Società di Vita Apostolica di diritto Pontificio, nonostante sia di recente istituzione - 1988 - nutre spiritualmente con il suo servizio tutti i continenti della Terra.

La sua missione è duplice e contempla:

- la formazione e la santificazione dei sacerdoti secondo la liturgia tradizionale latina  e

- l'assistenza e la cura spirituale dei fedeli attraverso le parrocchie e le opere di carità. 

La FSSP,  presente anche in Italia nelle tre città di: Vicenza, Venezia e Roma,  possiede due Seminari Internazionali di certa Dottrina Cattolica Tradizionale:  uno si trova a Denton , in Nebraska, negli USA ed uno - quello di San Pietro, che è il seminario storico della Fraternità -   è ubicato in Germania, a Wigratzbad.

• Il Seminario di San Pietro . Quello di Wigratzbad è un Seminario Internazionale ed  è stato il primo della Fraternità omonima.  Situato nella bassa Germania,  sul confine austro-svizzero, è luogo di elezione in cui furono accolti ospiti illustri, come i cardinali: Ratzinger, Mayer, Gagnon e Stickler,  oltre a numerosi arcivescovi e vescovi.

• I seminaristi: Mentre si assottigliano le vocazioni sacerdotali e molti seminari storici chiudono a causa di un numero insufficiente di  candidati, il seminario principe della FSSP  ospita attualmente più di cento seminaristi, provenienti da quasi venti paesi.

La FSSP è  certamente meta sicura, oltre che per i fedeli,  per tutti coloro che sentendosi chiamati alla vita consacrata intendano formarsi seriamente sui fondamenti genuini e autentici della Fede Cattolica ( la Fraternità ha l'autorizzazione di usufruire nella liturgia del Messale in uso nel 1962).

Il seminario, prima di concedere l'accesso al richiedente,  valuta attentamente i requisiti e la vocazione stessa del candudato, perché le nuove sante leve siano in grado di trasmettere, alle generazioni che verranno, la Fede Cattolica così come dagli Apostoli ci è stata tramandata. 

Ordinazione del 20 giugno 2026

Le ordinazioni di giugno in Germania:  Sabato 20 giugno: 13 di questi seminaristi sono stati ordinati sacerdoti nella chiesa parrocchiale di Lindenberg, dal  vescovo francese di Bayonne Marc Aillet, Tra di loro ci sono tre francesi, due portoghesi,  due cechi,  un austriaco, un croato,  un ungherese, un italiano, un polacco e uno svedese.   

Le ordinazioni di maggio in America: L'ordinazione precedente, invece,  ha consacrato altri 12 nuovi sacerdoti il 28 maggio nella Cattedrale di Omaha, negli Stati Uniti. Per un totale di 25 nuovi sacerdoti in un mese: cifra da record

Fraternità in continua fioritura: la FSSP conta attualmente un numero superiore alle 400 unità sacerdotali. Numero, visti i tempi anticristici in corso, molto significativo!

Il Signore non si fa e non ci fa mancare i Suoi Eletti!!

Li raccomandiamo al Cielo perché la Santissima Trinità e l'Immacolata Vergine Maria , tanto da essi consolati in questi tempi oltraggiosi, vogliano confermarli e moltiplicarli

Messa Solenne Domenicale.Roma
Lo supplichiamo dal più profondo del cuore il Cielo, noi che tanto bene abbiamo ricevuto dalla partecipazione ai momenti di formazione spirituale e alle Solenni celebrazione liturgiche della FSSP.
La profondità della preparazione dei sacerdoti di appartenenza , unita alla perfezione materiale e spirituale delle loro celebrazioni eucaristiche hanno infuso nelle nostre anime Notizie, Cibi e Bevande sublimi, di cui le nostre anime mai sono sazie. Li ringraziamo. E rendiamo grazie a Dio.
Processione del Corpus Domini 2026. Roma 

Un esempio di qualità :Video Solennità 40 ore. Roma

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.Anrn Viva Maria

Veronica Cireneo 

22 giugno a.D. 2026

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Per contattare il seminario tedesco:

Priesterseminar Sankt Petrus

Kirchstrasse 16

D - 88145 OPFENBACH-WIGRATZBAD

Tel.: (00 49) (0) 83 85 92 21 0

Fax: (00 49) (0) 83 85 92 21 

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La Comunione in bocca è Volontà di Dio e non può essere negata a nessuno (1/3). Mauro Bonaita

a cura di Veronica Cireneo 

 "La Comunione in mano è Volontà di Dio o volontà di satana?" Con questa domanda retorica, il nostro motto, gli Alleati dell'Eucarestia intendono escludere in toto che sia Volontà di Dio Essere afferrato con le mani. Non solo e non tanto per intuizione personale, quanto per adesione alla fede di sempre e alla Legge Universale della Chiesa, mai abrogata, che ordina che la Comunione in bocca non può essere negata a nessuno, Vedremo tre articoli su questo argomento. Il primo è il presente studio,  parte della rubrica: "Il catechismo del buon esempio", dove l'amico Mauro Bonaita, che ringraziamo di cuore, affronta e dimostra, documenti ufficiali alla mano, che ancora oggi la Chiesa ritiene la Comunione in bocca il modo più virtuoso di ricevere l'Eucarestia. Trovate qui le sei parti precedenti. In calce  ìl link al PDF per chi desideri stampare e diffondere ìl volantino relativo . Buona lettura.

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EDUCHIAMO I PICCOLI CON IL BUON ESEMPIO: È IL CATECHISMO PIÙ VIRTUOSO 


 IL MODO PIU’ DEGNO DI RICEVERE L’EUCARESTIA

 

Per una vicinanza storica degli avvenimenti, il più delle persone sono convinte che il modo di ricevere l’Eucarestia sulla mano sia frutto della riforma liturgica del Concilio Vaticano II; in realtà, non c’è nulla di più falso e per salvaguardare la nostra fede, comprendere questo aspetto è di fondamentale importanza.

A seguito di reiterati abusi Eucaristici compiuti da alcune chiese particolari (Belgio, Germania e Olanda) che in disobbedienza alle disposizioni della Chiesa Cattolica di allora volevano ricevere l’Eucarestia sulla mano, nel modo che oggi, purtroppo, tutti conosciamo, Paolo VI scrisse l’istruzione Memoriale Domini.

La questione degli abusi venne sottoposta al Pontefice Paolo VI che sottomise la questione a tutti i Vescovi della Chiesa con tre domande. Leggiamo quanto raccolto nel sondaggio relativo:

“1) Si ritiene opportuno accogliere la petizione che, oltre al modo tradizionale di ricevere la Comunione, sia pure consentito di riceverla in mano?

        Sì: 567. No: 1233. Sì con riserva: 315. Schede nulle: 20

-2) Si è favorevoli a eventuali esperimenti di questo nuovo rito in piccole comunità, con l’assenso dell’ordinario del luogo?

Sì: 751. No: 1215. Schede nulle: 70.

- 3) Si pensa che i fedeli, dopo una ben condotta catechesi preparatoria, accetteranno volentieri questo nuovo rito?

Sì: 835. No: 1185. Schede nulle: 128.

Dalle risposte date risulta chiaramente il pensiero della grande maggioranza dei Vescovi: la disciplina attuale (cioè sulla lingua - Ndr) non deve subire mutamenti; anzi un eventuale cambiamento si risolverebbe in un grave disappunto per la sensibilità dell’orientamento spirituale dei Vescovi e di moltissimi fedeli.

[…] il Sommo Pontefice NON ha ritenuto opportuno cambiare il modo tradizionale con cui viene amministrata ai fedeli la santa Comunione.

Pertanto la Sede Apostolica esorta caldamente Vescovi, Sacerdoti e fedeli a osservare con amorosa fedeltà la disciplina in vigore, ora ancora una volta confermata”. [1]

Nella parte a seguire il Pontefice, piuttosto che procedere con una scomunica, volle disporre l’indulto di ricevere l’Eucarestia sulla mano SOLO per quelle chiese particolari dove l’abuso veniva già compiuto. Ma continuiamo a leggere:

Se poi in qualche luogo fosse stato già introdotto l'uso contrario, quello cioè di porre la santa Comunione nelle mani dei fedeli, la sede apostolica, nell'intento di aiutare le Conferenze Episcopali a compiere il loro ufficio pastorale, reso non di rado ancor più difficoltoso dall’attuale situazione, affida alle medesime conferenze il compito di vagliare attentamente le eventuali circostanze particolari, purché sia scongiurato ogni pericolo di mancanza di rispetto all'eucaristia o di deviazioni dottrinali su questo Santissimo Sacramento, e sia eliminato con cura ogni altro inconveniente.[2]”

Considerando il modo di ricevere l’Eucarestia sulla mano addirittura un “inconveniente”, l’’intento di Paolo VI era quello di ri-convertire quei fedeli, con azioni pastorali, a tornare a ricevere l’Eucarestia nel modo più degno: sulla lingua. Si continui a leggere:

In questi casi, per un'opportuna normativa del nuovo uso (Eucarestia sulla mano – Ndr), le Conferenze Episcopali, esaminata con prudenza la cosa, prenderanno le loro deliberazioni con votazione segreta, a maggioranza di due terzi, e presenteranno poi il tutto alla Santa Sede, per averne la necessaria conferma, allegandovi una accurata esposizione dei motivi che le hanno indotte alle deliberazioni stesse. [3]”

Qui sopra si chiese alle Conferenze Episcopali di valutare quei singoli casi di chiese particolari (singole diocesi) con estrema prudenza e perizia.

Ciò che avvenne successivamente fu un totale fraintendimento degli intenti del Pontefice da parte delle Conferenze Episcopali, che intrapresero un processo di indulgenza indiscriminato verso tutte le Diocesi a loro affidate e nelle intere nazioni e non singolarmente distinguendo caso per caso e la prima nazione ad applicare l'indulto, a tutto raggio, fu il Belgio, nel 1969

Per i dettagli si raccomanda la lettura di due volumi illuminanti: il primo del Vescovo Juan Rodolfo Laise (“Comunione sulla mano: Documenti e storia”) e il secondo volume, con prefazione del Card. Robert Sarah, scritto da don Federico Bortoli (“La distribuzione della Comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali.”)

L’Eucarestia sulla mano dunque è tollerata sotto un labile indulto che potrebbe essere ritirato in qualsiasi momento per volontà di un qualsiaso Vescovo di una qualsiasi chiesa particolare (si prenda in esame il caso del Vescovo della diocesi di Oruro in Colombia nel 2016).

Mentre, a motivo di quanto riportato sopra si ribadisce con certezza che l’Eucarestia sulla lingua, è il modo più degno, più fruttuoso e rispettoso per la Fede di sempre e non può essere cambiato.

Non fu un caso se proprio Papa Montini nel 12972 cito' la famosa frase:

Si direbbe che da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”.[4]

Non passarono neppure sei mesi da questa sua famosa frase che Paolo VI fece pubblicare alcune precisazioni circa la devozione dovuta alla Santissima Ostia raccolte nell’istruzione “Immensae Caritatis” del 29.01.1973 sotto la sezione: ”DEVOZIONE E RISPETTO VERSO IL SANTISSIMO SACRAMENTO QUANDO IL PANE EUCARISTICO VIENE DEPOSTO NELLA MANO DEL FEDELE”. Tale istruzione impartisce le seguenti raccomandazioni:

- Attenzione ai frammenti sia da parte del ministro che del fedele

- Impartire specifiche catechesi sulla “presenza reale” di Cristo

- Necessità di adorazione e culto di latria verso le specie sacramentali al pari di Dio

- Impartire specifiche catechesi sui beni e i frutti della Santa comunione

Già per il solo fatto che non siano necessarie tali precisazioni quando si ricevere l’eucarestia in bocca dovrebbe far rigettare a tutti i fedeli questo modo.

Un altro aspetto da tenere presente circa il modo più degno di ricevere l’Eucarestia, è la postura di adorazione del corpo; all’istruzione [90.] della “Redemptionis Sacramentum” troviamo scritto:

«I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi»,e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».[6]

Come già abbiamo illustrato alla catechesi numero 2 circa l’inginocchiarsi come atteggiamento di ”adorazione” durante la consacrazione, tanto più sarà dovuto tale atteggiamento quando ci accostiamo al Corpo di Cristo affinché il nostro corpo sia armoniosamente assoggettato alle Verità di fede comunicate al nostro intelletto e ai sinceri sentimenti della nostra anima verso Dio.

Quindi, il modo più degno che la Chiesa Cattolica ancora oggi conferma e raccomanda è di stare in ginocchio e di ricevere il Corpo di Cristo sulla lingua.

Mauro Bonaita,  Reggio Emilia 

Lunedì 22 giugno 2026

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Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[1] – Memoriale Domini (Paolo VI – 29.05.1969)
[2] – Ibidem
[3] – Ibidem
[4] – Omelia di Paolo VI del 29.06.1972
[5] – “Immensae Caritatis” (Paolo PP. VI – 29.01.1973)

•  Link al PDF (utile a chi voglia stampare e diffondere in parrocchia

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sabato, giugno 20, 2026

Furto del Tabernacolo. Non solo sdegno, ma Messe di riparazione. S.E.R. Cardinal Reina al clero di Roma



a cura di Veronica Cireneo

A seguito del furto del Tabernacolo  , contenente Ostie consacrate, divelto dalla Cappella dell'Ospedale Aurelia Hospital di Roma, il 16 giugno scorso, il Card. Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la stessa Diocesi, fa giungere al clero di Roma l' espressione del suo dolore insieme all'urgente richiesta di organizzare momenti di  preghiera e di adorazione e di celebrare Messe di riparazione per il grave sacrilegio compiuto contro  Nostro Signore Gesù Cristo. Ciò non bastante, l'organizzatissima squadra dei nemici di Dio, oggi sfilerà orgogliosamente seminuda -  quale sarebbe il vanto prima o poi si capirà! - per le vie di Roma, capitale del Cattolicesimo. Ennesimo affronto che grida vendetta e maledizione dal Cielo. Opponiamoci a tali pericolose  insensatezze radunandoci numerosi domani in piazza San Pietro alle ore 10,45 presso l'obelisco per recitare insieme un Santo Rosario di riparazione. In allegato il bellissimo testo di SER Cardinal Reina. Buona lettura e meditazione. Dio abbia pietà di noi. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen . Viva Maria.

 §§§

VICARIATO DI ROMA

Ai Parroci, agli Amministratori parrocchiali, ai Rettori delle chiese e ai Cappellani della Diocesi di Roma

Carissimi,

• con profondo dolore desidero raggiungervi a seguito del grave episodio avvenuto due giorni fa presso la cappella dell'Aurelia Hospital, dove è stato sottratto il tabernacolo contenente le Sacre Specie. Non siamo dinanzi soltanto a un furto commesso in un luogo sacro, ma a un atto sacrilego che offende il Signore presente nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia e ferisce profondamente la fede del popolo cristiano.

Il dolore è reso ancora più acuto dal fatto che tale sacrilegio sia avvenuto in una cappella ospedaliera, luogo nel quale molti malati, familiari, medici, infermieri e operatori sanitari trovano consolazione, silenzio, preghiera e speranza. A questa comunità desidero esprimere la vicinanza affettuosa della Chiesa di Roma.

Dinanzi a un fatto cosi grave non possiamo limitarci allo sdegno. Come popolo di Dio siamo chiamati anzitutto alla preghiera e alla riparazione.

Ogni offesa arrecata all'Eucaristia ci chiede di rinnovare la nostra fede nella presenza reale del Signore, di prestare la massima vigilanza ai luoghi santi e di lasciarci ricondurre al centro della nostra vita cristiana: Gesù Cristo vivo e presente nel Sacramento dell'altare.

Il nostro pensiero si rivolge anche a chi ha commesso questo sacrilegio; senza attenuare in nulla la gravità del gesto, chiediamo che il Signore tocchi i loro cuori perché possano riconoscere il male commesso, pentirsi sinceramente, intraprendere un cammino di conversione e compiere quanto è necessario per riparare l'offesa arrecata a Dio e alla comunità ecclesiale.

Baldassarre Cardinal Reina

Chiedo che in tutte le parrocchie, rettorie e comunità della Diocesi, nelle Messe di domenica prossima, 21 giugno 2026, il popolo santo di Dio sia invitato a vivere un momento di preghiera per questo sacrilegio. Si inserisca una particolare intenzione nella preghiera dei fedeli (....).

Auspico inoltre che, nel corso della prossima settimana, in ogni comunità si celebri un'ora di Adorazione Eucaristica per la medesima intenzione.


Affidiamo al Signore la comunità dell'Aurelia Hospital, i malati e tutti coloro che in quella cappella trovano conforto. Chiediamo che la Chiesa di Roma da questa ferita sia capace di far scaturire un amore più grande per l'Eucaristia, una fede più viva e un rinnovato desiderio di santità.


La Vergine Maria, Salus Populi Romani, accompagni il nostro cammino di conversione e di riparazione

Con affetto paterno

Baldassare Card. Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

Roma, 19 giugno 2026

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venerdì, giugno 19, 2026

Incontro nazionale adoratori. Save the date: ottobre, Roma S. Pietro.



a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi Alleati dell'Eucarestia, adoratori e fedeli cattolici tutti: con questo post estendiamo l'invito, ricevuto da Don Antonio Pitetto, referente nazionale, a partecipare all' Incontro degli Adoratori, che avrà luogo presso la Basilica di San Pietro in Roma , il giorno di venerdì 23 ottobre p.v.
Iniziativa sublime che in qualità di Alleati dell' Eucarestia sposiamo in toto, per sensibilizzare circa la Presenza Reale di Cristo nell'Ostia e perché ogni ginocchio torni a piegarsi davanti a nostro Signore Gesù Cristo, prigioniero dei Tabernacoli Viventi così incredibilmente Abbandonati.
Dell'iniziativa verranno comunicati solo più avanti maggiori dettagli programmatici, ma intanto la diffondiamo con largo anticipo per dare a tutti l'opportunità di organizzarsi per tempo. Save the date e ci vediamo numerosi.  Buona lettura e massima condivisione. Grazie. Lodiamo il Signore!

§§§

"Tutta  l'Italia davanti a Gesù Eucaristia.." 

Comunicato ed invito.  

Carissimi Adoratori,

sono felice di informarvi che il prossimo 23 ottobre ci ritroveremo a Roma, ad un anno dalla Giornata Giubilare degli Adoratori del 2025, per una giornata di riflessione, adorazione e testimonianza di fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. 

Quest’anno avremo l’onore di essere ospitati nella Basilica di San Pietro: un dono straordinario che ci conferma nel legame con il Santo Padre e rafforza il nostro cammino di adoratori. 

In questo luogo unico al mondo ascolteremo voci autorevoli e preziose testimonianze che accompagneranno la nostra riflessione e la nostra preghiera davanti a Gesù Eucaristia. 

Con gioia vi inviamo fin d’ora la locandina dell’evento, che vi chiediamo di diffondere nelle vostre cappelle e nelle vostre parrocchie.

Nelle prossime settimane condivideremo il programma dettagliato della giornata e tutte le informazioni necessarie per la partecipazione. 

Vi ringrazio fin da ora per la collaborazione e per l’impegno con cui continuate a custodire e promuovere l’adorazione eucaristica. 

In attesa di ritrovarci a Roma, vi assicuro il mio ricordo nella preghiera davanti a Gesù Eucaristia. Sia lodato Gesù Cristo.

Don Antonio Pitetto

Referente Incontro Nazionale Adoratori Basilica di San Pietro - Roma

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venerdì 19 giugno 2026

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giovedì, giugno 18, 2026

Se i preti sono santi noi siamo salvi. L'appello ai sacerdoti del SdD Enrico Medi.


di Veronica Cireneo

È trascorsa solo da qualche giorno la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e nel rosario meditato guidato dal reverendo don Suscipe, tenuto sul canale telegram degli Alleati dell'Eucarestia abbiamo rammentato come nelle apparizioni,  tra le richieste costanti che il Sacro Cuore fa ai Suoi Figli prediletti, i mistici, ci sia sempre la preghiera per i sacerdoti: Pupille dei Suoi occhi.

Ricordava, il sacerdote, che alla Beata Maria Bolognesi, ella stessa vittima di incomprensioni da parte di uomini di chiesa -  motivo che la portò ad impegnarsi ancora di più a pregare per loro - Gesù lo chiedeva piangendo, di pregare per i suoi eletti.

Nella meditazione finale, don Suscipe riportava anche la frase: "Se i preti sono santi, noi siamo salvi " . Frase

Enrico Medi

tratta da una preghiera del Servo di Dio, lo scienziato, Enrico Medi

La riportiamo di seguito per intero, auspicando una massiccia diffusione, giacché è una tra le più belle e pregnanti poesie spirituali che mente umana abbia mai concepito. E' indirizzata ai consacrati a cui lo scienziato rivolge un accorato appello, dopo averne osannato grandezza e sacralità. Buona lettura e meditazione.

§§§

"Sacerdoti, io non sono un prete, e non sono stato mai degno di poterlo diventare.

Come fate a vivere dopo aver celebrato la Messa?

Ogni giorno avete il figlio di Dio nelle vostre mani!
Ogni giorno avete una potenza,
che Michele Arcangelo non ha.

Con la vostra bocca voi trasformate
la sostanza del pane in quella del Corpo di Cristo.
Voi obbligate il Figlio di Dio a scendere sull’Altare.

Siete grandi! Siete creature immense!
Le più potenti che possano esistere.

Sacerdoti, ve ne scongiuriamo, siate Santi!
Se siete santi voi, noi siamo salvi.
Se non siete santi voi, noi siamo perduti.

Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’altare.

A costruire opere, fabbricati e giornali
siamo capaci noi.

State accanto all’altare.
Andate a tenere compagnia al Signore!

Preghiera e Tabernacolo: Tabernacolo e Preghiera!

Abbiamo bisogno di quello.
Nostro Signore è solo, è abbandonato.

Le Chiese si riempiono soltanto per la Messa.
Cosa stupenda!

Ma Gesù (nel Tabernacolo) ci sta 24 ore su 24. Chiama le anime (e dice):


"Tienimi compagnia. Dimmi una parola.
Dammi un sorriso. Ricordati che ti amo”

Gesù chiama “Te” , Sacerdote.

§§§


Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen . Viva Maria                                   
Veronica Cireneo 
Giovedì 18 giugno 2026

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