mercoledì, ottobre 07, 2026

Le 15 promesse della Madonna a chi recita con Fede il Santo Rosario. Il Beato Alano de la Rupe


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, il mese di ottobre , tradizionalmente dedicato al sacratissimo Rosario, è l'occasione buona per approfondire la conoscenza di questa che, tra tutte, è la preghiera cattolica per eccellenza. Nel brano che segue, oggi 7 ottobre, quando la Chiesa fa Memoria della Regina della Vittoria nella battaglia di Lepanto, riportiamo le promesse dedicate a chi recita devotamente il Sacratissimo Rosario ((qui il video) Le riferisce il monaco domenicano padre Alano della Rupe, così come ricevute dalla Madonna Stessa, in un'apparizione avvenuta intorno alla metà del XV secolo. Buona lettura e meditazione. 

§§§ 

La Regina del Rosario appare al Beato Alano

La tradizione racconta che, nella seconda metà del XV secolo, la Vergine Maria apparve al Beato domenicano Alano de la Rupe, autore del celebre libro:  “De Dignitate Psalterii” (Sulla dignità del Salterio di Maria), nel quale narra della richiesta che la Madonna fece a San Domenico di Guzmán di diffondere la recita del Santo Rosario.

Secondo il Beato Alano, quelle che seguono sono le promesse che la Madonna fa a tutti coloro che recitano frequentemente e con devozione questa preghiera mariana:

• Chi recita con grande fede il Rosario riceverà grazie speciali.

• Prometto la mia Protezione e le Grazie più grandi a chi reciterà il Rosario.

• Il Rosario è un’arma potente contro l’inferno: distruggerà i vizi, libererà dal peccato e ci difenderà dalle eresie.

• Farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!

• Colui che si affida a me con il Rosario non perirà.

• Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi Misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Se peccatore, si convertirà; se giusto, crescerà in Grazia e diverrà degno della vita eterna.

• I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.

• Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.

• Libererò molto prontamente dal Purgatorio le anime devote del mio Rosario.

• I veri figli del mio Rosario godranno di una grande Gloria in Cielo.

• Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.

• Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.

• Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i Santi del Cielo.

• Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.

• La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.


7 ottobre a.D. 2026

Madonna della Vittoria

Fonte ewtn.it

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martedì, ottobre 06, 2026

Giornata nazionale degli Adoratori. Aggiornamento n.2


S. Em. Cardinale Baldassare Reina

a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo e volentieri diffondiamo questo secondo aggiornamento circa la giornata nazionale degli Adoratori, che si terrà presso la Basilica di San Pietro, in Roma, venerdì 23 ottobre.  Alle notizie già comunicate nei precedenti articoli (qui e qui) aggiungiamo la nota che vedrà al sacro evento, anche la partecipazione del Cardinal Reina. Di Sua Eminenza avemmo di parlare in occasione del furto del Tabernacolo divelto in giugno dalla Cappellina dell'Aurelia Hospital, quando tempestivamente organizzò, e invito' i sacerdoti ad organizzare, preghiere e Messe di riparazione in tutta la Diocesi romana. Buona lettura, partecipazione e diffusione.

§§§

Carissimi,

con gioia condividiamo un nuovo dono che si aggiunge al cammino di preparazione della Giornata Nazionale degli Adoratori: la presenza di Sua Eminenza il cardinale Baldassare Reina, venerdì 23 ottobre 2026, nella Basilica di San Pietro.

Il cardinale Reina è Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma: affianca il Santo Padre, Vescovo di Roma, nella guida pastorale della diocesi. È inoltre Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma.

La sua presenza è un dono prezioso: come Vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma, il cardinale ci accompagnerà nella riflessione su come l’Eucaristia nutre la santità nella vita di ogni giorno.

Il Cardinal Reina alle ore 14,30 terrà la seconda riflessione sul tema:

«L’Eucaristia che genera santità nella vita quotidiana».

P.S. Vi ringraziamo per le tante adesioni! Invitiamo chi non lo ha ancora fatto a versare quanto prima il contributo di partecipazione alla Giornata, necessario per completare l’iscrizione. Grazie 


Don Antonio Pitetto

e l’équipe della Giornata Nazionale degli Adoratori

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martedì 6 ottobre 2026

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venerdì, ottobre 02, 2026

Quattro donne straordinarie tra i Dottori della Chiesa.


a cura di Veronica Cireneo 

La Chiesa cattolica annovera tra i Suoi Santi:  38 Dottori della Chiesa, tra cui 4 donne delle quali il presente articolo, offre utili spunti per approfondirne la conoscenza. Oltre ad esse ci sono altri tre nomi di Sante, candidate allo stesso titolo, per l'influenza che hanno avuto sulla Chiesa dal punto di vista delle rivelazioni, degli scritti e delle visioni teologiche: Santa Faustina Kowalska, Santa Edith Stein e Santa Margherita Maria Alacoque.  Buona lettura.

§§§

Nel corso di quasi nove secoli, quattro donne straordinarie, vissute in epoche e luoghi molto diversi tra loro, sono diventate alcune delle più grandi maestre spirituali della storia della Chiesa. Sono le uniche quattro donne ad aver ricevuto il titolo di Dottore della Chiesa.

Santa Ildegarda di Bingen, ( Germania) teologa, musicista e visionaria, fu una delle personalità più sorprendenti del Medioevo. La profondità della sua fede e la vastità delle sue conoscenze continuano ancora oggi ad affascinare e ispirare.

Santa Caterina da Siena (Italia) visse il suo profondo amore per Cristo nel cuore delle grandi crisi del suo tempo. Con coraggio e determinazione arrivò persino a svolgere un ruolo importante nel ritorno di Papa Gregorio XI a Roma, dopo quasi settant’anni di permanenza dei Pontefici ad Avignone.

Santa Teresa d’Avila (Spagna) rinnovò profondamente la vita carmelitana e divenne una delle più grandi maestre di preghiera della Chiesa, indicando a generazioni di cristiani un cammino per entrare sempre più profondamente nell’amicizia con Dio.

Santa Teresa di Lisieux  (Francia) visse  appena 24 anni, ma la sua “piccola via” ha mostrato al mondo un percorso verso la santità alla portata di tutti: fidarsi di Dio, vivere con umiltà e compiere con amore anche i gesti più piccoli della vita quotidiana.

Quattro donne molto diverse tra loro, unite dalla stessa certezza: una vita completamente affidata a Cristo può lasciare un segno capace di attraversare i secoli.

Fonte MiL - Messa in Latino

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venerdì 2 ottobre 2026

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giovedì, ottobre 01, 2026

L' Adorazione Eucaristica. Vero antidoto contro ogni profanazione. Sergio Russo


a cura di Veronica Cireneo 

Cari amici e lettori, riceviamo e volentieri condividiamo questo articolo dell'amico Sergio Russo, fedele Alleato dell' Eucarestia, che si sofferma a considerare i mali del nostro tempo: tempo così degenerato e nichilista da riuscire ad etichettare col nome di diritto ogni delitto. Il nostro, individua nell'Adorazione Eucaristica l'unico antidoto contro ogni profanazione e conclude con il suggerimento di un sussidio cartaceo dedicato  ai veri adoratori, che l'autore Padre Pablo Martin Sanguiao, ha voluto realizzare per gli  apostoli degli ultimi tempi. Buona lettura 

§§§

 ADORAZIONE vs PROFANAZIONE


 “L'Adorazione Eucaristica è il segreto che trasformerà  il mondo".  (San Giovanni Paolo II)


«La nostra battaglia, infatti, 

non è contro creature fatte di sangue e di carne, 

ma contro i Principati e le Potestà, 

contro i dominatori di questo mondo di tenebra, 

contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti". (Ef 6,12)


La nostra società contemporanea è connotata da una caratteristica, che la differenzia da qualsiasi altra epoca storica e che la sta conducendo, “a grandi passi” (Lucia di Fatima), verso la soglia della sua “propria autodistruzione” (Joseph Ratzinger). 

E tale caratteristica – come già detto, “autodistruttiva” – ha un suo proprio termine che la definisce: profanazione.

   Ma non si pensi che questo termine abbia un significato esclusivamente sacrale, bensì esso si riferisce a tutto ciò che, essendo umano, possiede però valore, nobiltà, verità…

   La profanazione pertanto viene esercitata in molteplici ambiti e a più livelli:

 - vi è la profanazione della vita umana, e che è riuscita a penetrare – e ciò è vero, ahimè, alla lettera – nell’utero delle donne, attraverso bisturi e chimica, per uccidere vite innocenti, che stanno formandosi, assolutamente indifese, e che prende il nome di aborto volontario; 

 - vi è la profanazione, sempre della vita umana, che è riuscita ad insinuarsi nel letto delle persone anziane, dopo una vita spesa nel lavoro e nel servizio, però considerate oramai alla stregua di strumenti usurati e di nessuna utilità sociale, ed anzi percepiti quale onere economico, che prende il nome di eutanasia, o anche “suicidio assistito”;

 - vi è la profanazione, ancora della vita umana, che è riuscita ad entrare negli ospedali, nelle sale operatorie, per prelevare gli organi di persone ancora vive, ma di cui uno strumento testifica il loro “non riuscire più a pensare”, definendolo “piatto” e che prende il nome di predazione degli organi.

   Comprendo che sono cose dure da leggere – come d’altronde scriverne! – oltre ad essere orribili ma, pur tuttavia, questa è la (triste) realtà dei fatti, di quello che accade oggi, davvero…

 - a seguire vi è la profanazione che si esercita nella sostituzione dell’intelligenza umana, libera e creativa, con la tal altra sedicente intelligenza artificiale; mentre i robot, sempre più invasivi e prolifici, osano “rubare” il lavoro agli umani, i quali ne hanno bisogno (...) non tanto per guadagnare, quanto piuttosto per realizzarsi… in una parola: qui la profanazione prende il nome di transumanesimo;

 - la profanazione poi, ha ancora altri nomi: educazione sessuale, a bambini e fanciulli, al fine di violarne l’innocenza; droga liberalizzata, per tarpare le ali, i sogni e i desideri alla giovinezza della vita; vandalismo, fisico e/o verbale, sia nei luoghi della memoria, come nel bel mezzo dei discorsi degli anziani, degli adulti, dei giovani, e qui prende il nome di: libertà di espressione.

•Cosa dunque può contrastare efficacemente la profanazione?

   La sua antitesi! Di cui anzi, la profanazione stessa non ne è che una parodia, rovesciata ed operante in senso contrario, e tale è l’Adorazione: con l’Adorazione, infatti, piego le ginocchia (“con le ginocchia della mente inchine”, come direbbe il Petrarca) dinanzi all’Unico degno, alla cui Presenza è molto profittevole genuflettersi…

   Inutile dire che oggi tanti individui si inginocchiano, viceversa, di fronte ai potenti del mondo, come lo vediamo fare da: giornalisti, politici, magistrati, medici, burocrati e via discorrendo, restando invece, orgogliosamente in piedi di fronte alla Verità, anzi, decisamente opponendosi ad essa…

  L’Adorazione al vero Dio (quello cristiano, specificatamente cattolico) è oggi il solo e vero antidoto al “non serviam” (non servirò, non ubbidirò, non mi inginocchierò, appunto) di luciferina memoria.

   L’Adorazione Eucaristica è dunque veramente quel “segreto” capace di trasformare il mondo: solamente tale Adorazione, infatti, è in grado di debellare la profanazione, di devitalizzarla, di ricacciarla nell’abisso di morte, dal quale è fuoriuscita, in questi “ultimi tempi”, al fine – Iddio permettendo – di purificare nel crogiuolo i veri adoratori, e così distinguerli dai falsi adoratori di idoli vani e inconsistenti…

• Mors e Vita duello conflixere mirando

Morte e Vita si sono affrontate in un duello straordinario.

Tale è la sfida apocalittica, da cui una delle due deve necessariamente uscire vittoriosa: la Vita non può morire, mentre la Morte… è già morta in se stessa!

Sergio Russo

P.S. È appena stato pubblicato un libro, intitolato: " I veri adoratori" , che è un ottimo sussidio per l'Adorazione Eucaristica. Contiene meditazioni inedite, sicure fonti di ispirazione e di rinnovate rinascite spirituali. Antidoto al nichilismo imperante, è dedicato ai veri uomini e donne e, in una parola, agli apostoli degli ultimi tempi.

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Storia breve di un sacerdote zuccone. Di don Franco Pagano


a cura di Veronica Cireneo  

Una breve storiella molto significativa che parla della grandezza spirituale che raggiunge quel  sacerdote che usi consumarsi le ginocchia davanti al Tabernacolo, così come santamente ebbe a fare il Santo Curato d'Ars, con i risultati che conosciamo. Un gradevole brano di don Franco Pagano, che ringraziamo di cuore. Buona lettura

§§§


STORIA BREVE DI UN SACERDOTE ZUCCONE


C'era una volta,

un uomo ignorante e misero che voleva essere sacerdote, ma era talmente poco intelligente che non riusciva a superare gli esami necessari per ottenere l'ordinazione.

Era proprio uno zuccone!

Del latino non riusciva ad imparare proprio nulla, veniva continuamente bocciato agli esami!

Tuttavia non si arrendeva davanti a niente.

Insisteva, insisteva, insisteva.

Il Vescovo, per liberarsi di questo zuccone insistente, decise di ordinarlo sacerdote, ma preoccupato per la sua ignoranza, decise di spedirlo nel più piccolo villaggio della diocesi e di non concedergli la facoltà di confessare.

Praticamente fu spedito a fare il curato in un villaggio sperduto con appena 200 parrocchiani, per di più bestemmiatori incalliti.

Quando il novello sacerdote seppe che le anime a lui affidate erano più di 200 scoppiò in lacrime! Erano troppe le anime da salvare per un povero sacerdote come lui!

Allora decise di fare l'unica cosa che era riuscito ad imparare: METTERSI IN GINOCCHIO!

Prese Gesù dal Tabernacolo pieno di ragnatele, Lo espose, si mise in ginocchio e lì rimase per giorni e giorni.

Si, proprio giorni e giorni.

Ad un certo punto un uomo gli si avvicinò e gli chiese:

"COSA SIETE VENUTO A FARE QUI. PER QUESTA PARROCCHIA NON C'È PIÙ NIENTE DA FARE. SE NE VADA".

Il Sacerdote rispose:

"PROPRIO PERCHÉ NON C'È PIÙ NULLA DA FARE, HO TUTTO DA RIFARE."

E riprese l'Adorazione Eucaristica senza preoccupazione alcuna.

Pian piano la gente iniziò a frequentare la Messa domenicale, ma siccome inizialmente non sapeva fare le omelie diceva:

"NON SO DIRVI NULLA PIÙ DI QUESTO.....

          LÌ C'È DIO, ED È VIVO" 

Ed indicava il Tabernacolo.

Qualche tempo dopo, quel piccolo borgo sperduto divenne uno dei centri di spiritualità più frequentati di tutta la Francia.

Quel sacerdote sottovalutato da tutti aveva capito tutto senza aver imparato nulla!

Non sapeva il latino, ma aveva capito che per condurre le anime a Dio BISOGNAVA sbucciarsi  semplicemente le ginocchia.

Quel sacerdote quasi analfabeta senza facoltà di confessare è oggi il PATRONO DEI PARROCI E DEI CONFESSORI.

Il suo nome è San Giovanni Maria Vianney meglio conosciuto come il SANTO CURATO D'ARS.


• MORALE DELLA STORIA:

Dio usa le pietre scartate dagli uomini, per manifestare la Sua Gloria.

Dio usa i fallimenti umani per conseguire vittorie divine.

Dio si nasconde dietro un fallimento, uno scarto, una delusione umana per giocare il Suo meraviglioso asso nella manica.

Don Franco Pagano
 

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giovedì 1 ottobre 2026

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mercoledì, settembre 30, 2026

Sulla perdita della Fede nella Presenza Reale di Cristo nell' Ostia. Breve analisi di R. L. Cardinal Burke



a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori, di seguito, un piccolo stralcio dell' analisi sull'Eucarestia che Raymond Leo Cardinal Burke  ha rilasciato nell' ambito del dibattito sul Sinodo della famiglia, pubblicata da "Il Foglio" , il 14 novembre del 2015. Significativo il riferimento alla sua personale esperienza, quando da sacerdote insegnava il Catechismo ai bambini della Prima Comunione. Nella sua analisi il Cardinale individua nella superficialità della preparazione sacerdotale e nel fraintendimento della Dottrina, la causa della perdita della Fede nella Presenza Reale di Cristo nell' Ostia Santa, sia da parte del popolo, che dei consacrati stessi. Buona lettura.

§§§

«Secondo me, la principale causa della perdita di Fede Eucaristica e di tutte le offese offerte al Signore nella Sua Presenza Reale nel Santissimo Sacramento, è una Catechesi vacua e perfino erronea che ha pervaso la Chiesa negli Stati Uniti, per almeno gli ultimi quarant’anni.

Non posso pronunciarmi sulla situazione della Catechesi in altri paesi. Già al tempo della mia ordinazione, nel 1975, ho scoperto che i testi di Catechesi sull’Eucaristia erano gravemente mancanti.

Ho insegnato ai bambini ( il Catechismo) , preparandoli per la Prima Comunione e ho dovuto – fronteggiando anche la resistenza di certi catechisti – lavorare molto per insegnare loro la Dottrina essenziale sull’Eucaristia e il dovuto comportamento al momento della Santa Comunione e davanti al Santissimo Sacramento.

Mi ricordo che, nel primo anno, quando domandai ai candidati per la Prima Comunione che cosa fosse la Sacra Ostia, la risposta comune (imparata dai testi del catechismo) fu che è: ‘Pane speciale’.

Quando ho tentato di precisare che, se anche la Sacra Ostia ha l’apparenza di pane, non è più pane, ma è il Corpo di Cristo, i bambini rimanevano stupefatti: era una cosa che non avevano mai sentito!"

§§§

Veronica Cireneo 

Mercoledì 30 Settembre 2026

Fonte:"Il Foglio", 14-10-2015 / 1, 2, 3

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De Futuro Impiorum Statu. Sulla differenza tra empi e peccatori. Silvio Brachetta

 

Trattato teologico del domenicano Giovanni Vincenzo Patuzzi, pubblicato per la prima volta nel 1764

a cura di Veronica Cireneo 

Cari lettori, offriamo alla vostra attenzione spirituale questo sintetico brano del teologo Silvio Brachetta, che qui affronta una serie di considerazioni circa il destino ultraterreno di chi ha vissuto nel peccato, soffermandosi con particolare cura sulla sostanziale differenza tra "empi"  e "peccatori" . Buona lettura 

§§§


De Futuro Impiorum Statu:

sulla differenza tra empi e peccatori


• "Futuro impiorum stato" si traduce in italiano come "pensa al futuro degli empi" o "rifletti sulla fine dei malvagi".

Il verbo latino "stato"  (futuro del verbo stare) viene qui usato in senso figurato nel latino cristiano ed ecclesiastico, per indicare la "condizione", la "sorte" o il "destino finale".

Di conseguenza, l'espressione è un monito solenne a meditare sulla punizione eterna o sulla rovina, che attende chi vive senza Dio o agisce con malvagità.

• Impiorum: precisazione della differenza tra empi e peccatori.

(...) «Empio» e «peccatore» possono anche essere sinonimi, ma, in teologia, sono spesso utilizzati per definire concetti diversi.

Per capire la questione con semplicità, consideriamo l’Ave Maria.

C’è scritto:

«Prega per noi peccatori» e 

non: «Prega per noi empi».

In genere:

- il peccatore è il penitente, mentre 

- l’empio è il peccatore impenitente.

Satana è empio, Giuda è empio, il Faraone è empio, non in quanto peccatori, ma in quanto impenitenti.

L’empio è chi pecca contro lo Spirito Santo.

•Il penitente dice: «Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati».

Non dice: «Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore delle mie empietà».

Il penitente dice:

« O Dio, abbi pietà di me, peccatore».

Non dice:

«O Dio, abbi pietà di me empio».


Detto questo, l'empio è chiamato a conversione.


Silvio Brachetta, teologo

mercoledì 30 settembre 2026

Fonte 

§§§

Cenni biografici sull'autore.

Silvio Brachetta diplomato in Scienze Religiose, teologo, esegeta. giornalista e collaboratore dell’Osservatorio Cardinal Van Thuan è anche autore del testo intitolato La città fondata in Dio che gli interessati potranno ordinare scrivendo al seguente indirizzo ordini.ossvanthuan@gmail.com



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martedì, settembre 29, 2026

Che cosa si ottiene pregando Dio regolarmente? Don Franco Pagano


a cura di Veronica Cireneo 

Cari amici cattolici, giunga gradita alla vostra formazione spirituale questa breve storia sul valore della perseveranza nella preghiera, scritta da don Franco Pagano, che ringraziamo di cuore. Buona lettura.

§§§

Una volta chiesero a un vecchio:

       "Cosa ottieni pregando Dio, regolarmente?" 

Rispose:

       ′′Di solito non vinco niente, ma perdo cose".

E citò tutto ciò che perse pregando Dio regolarmente:

 Ho perso l'orgoglio.

 Ho perso l'arroganza.

 Ho perso l'avidità.

Ho perso l' invidia.

Ho perso la rabbia.

Ho perso la lussuria.

Ho perso il piacere di mentire.

Ho perso il gusto per il peccato.

Ho perso l'impazienza, la disperazione e lo sconforto.

A volte, preghiamo, non per vincere qualcosa, ma per perdere cose che non ci permettono di crescere spiritualmente.

La preghiera educa, rafforza e sana.

La Preghiera è il canale che

ci collega direttamente con Dio!

Amen.


Don Franco Pagano 

Fonte

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martedì 29 settembre 2026

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