sabato, marzo 14, 2026

Rubrica: "Il catechismo del buon esempio" .Volantino n. 2: insegnamo ai piccoli ad inginocchiarsi. M.Bonaita



a cura di Veronica Cireneo 

Perché inginocchiarsi ed insegnare anche agli altri a fare così? Cosa dicono i documenti ufficiali della Chiesa? Un piccolo excursus realizzato dall'amico Mauro Bonaita, in questa seconda parte ( qui potete trovare la prima) riguardante l'Adorazione eucaristia da indirizzare ai piccoli del catechismo. In fondo all'articolo, il PDF da stampare e diffondere in tutti i luoghi opportuni e non opportuni. Buona lettura 

§§§

NON SCANDALIZZIAMO I “PICCOLI” DEL CATECHISMO: EDUCHIAMOLI COL BUON ESEMPIO.
“Il catechismo del Buon esempio è il più virtuoso”
 L' ADORAZIONE EUCARISTICA, FIN DALLA CELEBRAZIONE LITURGICA
L’Ordinamento Generale del Messale Romano, circa il momento della Consacrazione, cita quanto segue:
S’inginocchino poi alla consacrazione, a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi. Quelli che non si inginocchiano alla consacrazione, facciano un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione.”
 
Poi continua:
 
“Dove vi è la consuetudine che il popolo rimanga in ginocchio dall’acclamazione del Santo fino alla conclusione della Preghiera eucaristica e prima della Comunione, quando il sacerdote dice Ecco l’Agnello di Dio, tale uso può essere lodevolmente conservato. [1]”
 
Già Sant' Agostino aveva detto:
«Nemo autem illam carnem manducat, nisi prius adoraverit; peccemus non adorando – Nessuno mangia questa carne senza prima adorarlapeccheremmo se non la adorassimo». Nell'Eucaristia, infatti, il Figlio di Dio ci viene incontro e desidera unirsi a noi; l'adorazione eucaristica non è che l'ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in sé stessa il più grande atto d'adorazione della Chiesa [2].”
 
“Così la carità ci porta a rendere a Dio ciò che in tutta giustizia gli dobbiamo in quanto creature. La virtù della religione ci dispone a tale atteggiamento". [3]
 
Della virtù della religione, l'adorazione è l'atto principale. Adorare Dio è riconoscerlo come Dio, come Creatore e Salvatore, Signore e Padrone di tutto ciò che esiste, Amore infinito e misericordioso. «Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai» (Lc 4,8), dice Gesù, citando il Deuteronomio (Dt 6,13)" . [4]
 
Il peccato di tentare Dio
Tra i peccati più gravi che si possono commettere, infatti, vi sono i peccati di “irreligione”, perché sono contro il primo comandamento. Tra i peccati di irreligione c’è l’azione di tentare Dio, che supponendo di avere un rapporto speciale con Lui, si ritiene di essere autorizzati a renderGli irriverenza:
 
L'azione di tentare Dio consiste nel mettere alla prova, con parole o atti, la sua bontà e la sua onnipotenza. È così che Satana voleva ottenere da Gesù che si buttasse giù dal Tempio obbligando Dio, in tal modo, ad intervenire. Gesù gli oppone la parola di Dio: «Non tenterai il Signore Dio tuo» (Dt 6,16). La sfida implicita in simile tentazione di Dio ferisce il rispetto e la fiducia che dobbiamo al nostro Creatore e Signore. In essa si cela sempre un dubbio riguardo al suo amore, alla sua provvidenza e alla sua potenza".[5]
 
Anche noi, quando sfidiamo la riverenza dovuta a Dio, non riconoscendoLo come tale, è come se volessimo farlo scendere nuovamente nella nostra umanità (come invitarlo ancora a buttarsi giù dal Tempio), quando invece Dio ci chiede di elevare noi stessi per immergerci nei Suoi Misteri. Questo ribaltamento della Divina Volontà fa supporre che se Cristo scendesse nuovamente tra noi uomini, lo metteremmo ancora in Croce.
 
• Il sacrilegio
Il sacrilegio consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i sacramenti e le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi consacrati a Dio. Il sacrilegio è un peccato grave soprattutto quando è commesso contro l'Eucaristia, poiché, in questo sacramento, ci è reso presente sostanzialmente il Corpo stesso di Cristo".[6]
 
Secondo il canone 1364 - § 1:
"(…..)non riconoscere il Corpo di Cristo nelle specie Eucaristiche ci allontanerebbe dall’unità della Chiesa in un atto di scomunica latae sententiae, per eresia".
 
Fu l’Apostolo Paolo a dire:
“(.….) chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna" . (1Cor 11,29)
 
La profanazione
Trattare Gesù Cristo, sotto le Specie del Pane e del Vino, alla pari, come si evince nell'atto di restare in piedi alla Comunione, accantonando la Sua Divinità, a Lui unita ipostaticamente, è un vero e proprio atto di profanazione verso l’Eucarestia.
 
• L' Adorazione 
Inginocchiarsi dinnanzi al nostro Dio Creatore, Salvatore e Santificatore, che è morto in Croce per la nostra salvezza è un atto di Adorazione giusto e dovuto, così come anche è insegnato dal  Catechismo della Chiesa Cattolica che al 1378 cita quanto segue:
 
Nella liturgia della Messa esprimiamo la nostra  Fede nella presenza reale di Cristo sotto le Specie del Pane e del Vino... con la genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il Signore. La Chiesa cattolica professa questo culto latreutico al sacramento eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le Ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani, portandole in processione con gaudio della folla cristiana “. [7]
 
Infine ricordiamo il passo dell’Invitatorio che ogni Pastore d’anime è tenuto a recitare quotidianamente alla prima ora del giorno:
 
Venite, prostrati adoriamoin ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.”

 

 
Mauro Bonaita, Reggio Emilia
14 marzo a. D.  2026

 •••
- Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[2] – Sacramentum Caritatis [66.] – (Benedictus PP XVI - 22.02.2007)
[3] – Catechismo Chiesa Cattolica [2095.]
[4] – Catechismo Chiesa Cattolica [2096.]
[5] – Catechismo Chiesa Cattolica [2119.]
[6] – Catechismo Chiesa Cattolica [2120.]
[7] – Catechismo Chiesa Cattolica [1378.]
 
 
- LINK AL PDF (da stampare e diffondere)



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martedì, marzo 10, 2026

Caro don, sei in viaggio e non sai dove celebrare la Messa? La porta di casa mia è aperta! Alleati per la Messa Antica: Brescia e Genova



di Veronica Cireneo 

Nuove province disponibili:
Brescia e Genova 

Se un' Ave Maria è una sberla in faccia a Satana, tanto più lo è la Celebrazione del Santo Sacrificio. Moltiplichiamo le Sante Messe! E perché il sacerdote in viaggio non resti senza Messa gli Alleati dell'Eucarestia si dispongono ad aprire le porte delle proprie case, per la celebrazione della Messa Tridentina.

Gli Alleati e la Messa Antica. Perché la Messa Tridentina? Perché gli Amici o Alleati dell' Eucarestia sanno di essere nati per conoscere ed adorare Dio con tutte le proprie forze materiali e spirituali.  Che voi sappiate, quale luogo e momento esiste sulla faccia della Terra che presenti Dio, Lo esalti, Lo ringrazi, Lo supplichi e Lo adori  meglio di quanto accade nella Messa Apostolica? Non cercate! Non esiste occasione migliore per conoscere ed amare Dio,  che la Messa di sempre...

• Gli Alleati dell' Eucarestia sono nati per difendere i diritti di Dio e dei fedeli che vogliono ricevere l'Ostia, dal sacerdote, in ginocchio e in bocca, diritto che si vedono spesso negato nelle Messe riformate, ma amano il rito antico in cui più facilmente si percepisce il Sacro Mistero farsi presente. 

• Essendo un movimento concreto, che vuole operare sia intimamente, che nella realtà territoriale e data l'insistente richiesta da parte di alcuni, che non hanno la Messa Antica a portata di mano, ma  ne sentono maggiormente la necessità spirituale, per l'anno in corso e per tutti quelli che Nostro Signore Gesù Cristo e la Sua Santissima Madre vorranno, intendiamo organizzare incontri in presenza tra fedeli, nelle case, per raggiungere un triplice scopo:

• attivare catechesi con sacerdoti locali. Chiediamo ai sacerdoti  di accompagnarci a comprendere e amare sempre più il Sacrificio Eucaristico e i temi fondamentali della nostra Fede, dottrinali e magisteriali, attraverso incontri formativi domestici in presenza, possibilmente a cadenza regolare.

• realizzare Cenacoli di Preghiera, incontri organizzati in presenza, nelle nostre case per la recita del santo Rosario quotidiano o settimanale. Meglio se presieduti da un consacrato, ma se impossibile si pratichi anche senza. È la Madonna che desidera che il Rosario venga recitato nelle case: chiese domestiche.

• celebrare Messe Antiche domestiche con sacerdoti di passaggio, provenienti  da qualsiasi Diocesi.

- I sacerdoti desiderosi di celebrare in rito antico fuori dalla propria Diocesi,  scriveranno una maìl all'indirizzo del referente di zona, al momento presenti in 9 province, che elenchiamo di seguito, per accordarsi sul giorno e l’orario dell'arrivo e della celebrazione. Il celebrante sarà solo pregato di esibire il celebret valido. 

- Se ci sono chiesette private fuori mano o luoghi idonei per poter celebrare, tanto meglio, ma vanno benissimo anche le case . Per offrire ospitalità scrivere alla Redazione a questo indirizzo alleatimessaecenacoli3@gmail.com

- Con questi appelli cerchiamo anche  di reclutare un certo numero di fedeli interessati alla Messa di sempre, per la riduzione delle spese liturgiche, per le pulizie e per il vitto e alloggio del sacerdote. I fedeli interessati scrivano anch'essi una mail ai referenti locali, riportati, come dicevamo, nell'elenco in calce.

Aggiornamento elenco
Messa e Cenacoli

• Al momento gli Alleati che hanno messo gentilmente a disposizìone la propria abitazione per Messe Tridentine, cenacoli e/o catechesi, a cui può scrivere sia il sacerdote di passaggio, proveniente da altre Diocesi,  che il fedele interessato a partecipare alle pie attività programmate, sono presenti in queste 9 aree. Notare che, agli indirizzi precedentemente pubblicati in altri articoli, se ne sono aggiunti due nuovi: uno in provincia di Brescia e un altro in provincia di Genova .


1) Area PADOVA
Luca
Cell:  348 4360088  


2) Area BIELLA
Maria
alleati.messaantica@yahoo.com


3) Area ADRIA-ROVIGO
Matteo
  matteo.rda@protonmail.com 


4) Area MÈSSINA
Angela
angelamaggiolino@gmail.com 


5) Area CAMPOBASSO
 Guido
riccimario81@gmail.com
  

6) Area CIVITAVECCHIA/VITERBO
Piera


8) Area BRESCIA
Pietro
disalvoptr@gmail.com


9) Area GENOVA
Laura
Willisignori.lw@gmail.com



Riepilogando :

A) i sacerdoti interessati inviino, per sicurezza, una mail  alla Redazione alleatimessaecenacoli3@gmail.com per avere info certe sui referenti locali, poi ai referenti stessi per accordi logistici;

B) I fedeli che vogliano unirsi ai gruppi già costituiti scrivano ai referenti sopra citati;

C) Chi intende ospitare Messa e/o Cenacoli in casa propria, scriva alla Redazione alleatimessaecenacoli3@gmail.com indicando i propri dati anagrafici, telefono, provincia di residenza e un ìndirizzo mail per essere contattati dai fedeli (chi vuole essere contattato per telefono può farlo, indicandolo).
Nel successivo appello di reclutamento la nuova città verrà inserita in questo elenco.
I dati personali resteranno ovviamente riservati e solo presenti nell'archivio della Redazione Alleati.


P S:
- nel prossimo aggiornamento pubblicheremo la bella testimonianza di un amico Alleato del Nord, che ha recentemente avuto l'onore e la Grazia di veder celebrata la Messa Tridentina in casa propria.

- i referenti locali avranno cura di aggiornare regolarmente la Redazione sull'andamento delle sacrosante attività al fine di agevolare tempistiche, strumenti e metodi della nostra missione apostolica. Grazie.

Sia lodato e ringraziato in ogni momento Gesù nel Santissimo Sacramento dell' Altare

Veronica Cireneo 
10 marzo a D. 2026

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lunedì, marzo 09, 2026

Nella Solennità del Sacro Cuore di Gesù: proiezione contemporanea del docufilm in tutte le Sale italiane


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venerdì, marzo 06, 2026

Rubrica: "Il Catechismo del buon esempio". Volantino n.1: Obbedienza alla liturgia. Mauro Bonaita


Volantino n.1: Obbedienza Liturgica

a cura di Veronica Cireneo 

"Finalmente è arrivato il momento..."  direbbe un fervente genitore, in tempi normali, all' inizio del catechismo per il proprio figlio. Frase che non può essere pronunciata ora, che in ragione della dilagante confusione morale e dottrinale questa occasione rappresenta più causa di preoccupazione, che di giubilo. Ma cosa potrebbe fare un genitore che per le ragioni più disparate non fosse in condizioni di rivolgersi a qualche fraternità tradizionale, né di optare per il catechismo in casa? L'amico Mauro Bonaita, capogruppo degli Alleati di Reggio Emilia, ha escogitato un sistema, per combattere il " creativismo dottrinale", che intende proporre a qualsiasi genitori o fedele che abbia a cuore la difesa della sana dottrina cattolica e ce ne affida la diffusione. Ha realizzato sette volantini, contenenti sintetiche catechesi sui rudimenti della nostra fede, arricchiti da note di approfondimento su documenti ufficiali della Chiesa, e che qui, a Dio piacendo, presenteremo singolarmente e in successione, secondo il seguente ordine:

1. OBBEDIENZA LITURGICA (l'articolo presente), 2) L' ADORAZIONE EUCARISTICA, 3. LA PACE, 4. Il SACERDOZIO, 5. IL SILENZIO, 6. IL MODO PIU DEGNO DI RICEVERE L'EUCARESTIA ed infine 7). LA SANTA MESSA.

I volantini sui vari temi, scaricabili dal PDF che troverete in fondo ad ogni articolo sono da diffondere in forma cartacea nelle parrocchie e nelle chiese. Da distribuire a mano, da allegare ai messali, da inserire nel libro dei canti e in qualsiasi altro luogo pertinente e possibile.

"Come già è nel dna degli Alleati e nel loro Vademecum, finalizzato a riorientare soprattutto gli  adulti, questo strumento si presenta perfettamente in linea con il nostro stile concreto del buon esempio e intende configurarsi come guida soprattutto per i piccoli, che muovono i primi passi sulla Via della Salvezza"  - ha detto Mauro. Così sia

Buona lettura e diffusione del cartaceo nelle vostre Parrocchie e Diocesi di appartenenza.  Lodiamo il Signore

 

§§§


OBBEDIENZA ALLA LITURGIA BEN CELEBRATA 

 ( Catechesi  introduttiva )


Nel Sacrosantum Concilium si invitano i pastori d’anime a curare con zelo la formazione liturgica:

non solo con la parola ma anche con l'esempio” [1].

Il Sinodo dei Vescovi ha raccomandato di:

 “ (.…) curare nei fedeli l'intima concordanza delle disposizioni interiori con i gesti e le parole. Se questa mancasse, le nostre celebrazioni, per quanto animate, rischierebbero la deriva del ritualismo. Pertanto occorre promuovere un'educazione alla fede eucaristica che disponga i fedeli a vivere personalmente quanto viene celebrato [2].”

Si deve innanzitutto affermare che «la migliore catechesi sull'Eucaristia è la stessa Eucaristia ben celebrata». Per natura sua, infatti, la liturgia ha una sua efficacia pedagogica nell'introdurre i fedeli alla conoscenza del mistero celebrato.”

La comunità cristiana è chiamata ad intraprendere un itinerario introduttivo e preparatorio per immergersi nel mistero pasquale, in cui devono essere tenuti presenti tre elementi:

• La corretta interpretazione dei riti alla luce degli eventi salvifici;

• deve introdurre alla comprensione dei segni e dei gesti che, uniti alla parola, costituiscono il rito.

• deve mostrare il significato dei riti in relazione alla vita cristiana.

“Un segnale convincente dell'efficacia che la catechesi eucaristica ha sui fedeli, può essere verificato attraverso specifiche manifestazioni di riverenza verso l'Eucaristia. Si pensi, in senso generale, all'importanza dei gesti e della postura, come l'inginocchiarsi durante i momenti salienti della preghiera eucaristica [3].”

Primo passo fra tutti è dimostrare obbedienza ai riti così come richiesti dall’ORDINAMENTO GENERALE DEL MESSALE ROMANO, che cita quanto segue:

Si dovrà prestare attenzione affinché le norme stabilite da questa Introduzione Generale e dalla prassi secolare del Rito romano, contribuiscano al bene spirituale comune del popolo di Dio, più che al gusto personale o all’arbitrio. L’atteggiamento comune del corpo, da osservarsi da tutti i partecipanti, è segno dell’unità dei membri della comunità cristiana riuniti per la sacra Liturgia: manifesta, infatti, e favorisce l’intenzione e i sentimenti dell’animo di coloro che partecipano. [4]”

Lo stesso Gesù disse: 

Chi non mi ama, non osserva le mie parole” (Gv. 14, 24)

 

Mauro Bonaita, Reggio Emilia

6 marzo 2026 , III venerdì di Quaresima 

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Per approfondire: 
[1] – Sacrosantum Concilium [19.] – (Paolo VI - 4.12.1963)
[2] – Sacramentum Caritatis [64.] – (Benedictus PP XVI - 22.02.2007)
[3] – Sacramentum Caritatis [65.] – (Benedictus PP XVI - 22.02.2007)


VOLANTINO in PDF da scaricare,stampare, diffondere

              ⬇️ ⬇️ ⬇️

https://drive.google.com/file/d/1xSh-bf9SMRFlidr_SfVPiK2UGHBS4tSE/view?usp=drive_link

 

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lunedì, marzo 02, 2026

Partecipi alla Messa Tridentina? Per qualcuno sei scismatico. Ma si sbaglia...




a cura di Veronica Cireneo 

Deve essere molto triste  la vita di un pastore che abbia perso la fede! Anche l'abito potrebbe farsi più pesante se indossato da un consacrato come lo indossano le maschere di carnevale. Ciò premesso non stupisce come possano spingersi tanto contro la Messa Apostolica, che dovrebbe essere invece loro ottimo interesse, vanto e sostegno, Vescovi come il brasiliano Mons Pereira, che considerando erroneamente scismatici coloro che amano la Messa di sempre, fa più il paio col confratello di Bahia che ad agosto promosse un macumba in chiesa, che altro. L'articolo precedentemente comparso su Stilum Curiae costituisce un vero e proprio segno dei tempi. Oremus

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Marco Tosatti. Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Infovaticana, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.

§§§

Prima diocesi al mondo a scomunicare i fedeli che partecipano alla messa tradizionale, perché ritenuti "scismatici"Mons. Carlos Alberto Breis Pereira OFM

L’Arcidiocesi di Maceió (Brasile) ha rilasciato una dichiarazione ufficiale affermando che celebrare la Messa secondo il Messale di San Pio V al di fuori dell’unico luogo autorizzato sarà considerato un “atto di scisma pubblico” e comporterà la scomunica automatica dei fedeli presenti, ai sensi dei canoni 751 e 1364 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il testo, autorizzato dal Vescovo Carlos Alberto Breis Pereira OFM, afferma inoltre che la Messa in rito antico è consentita solo nella Cappella di San Vincenzo de’ Paoli una volta alla settimana e non è autorizzata “in nessun altro luogo”, né religioso né laico, né nelle associazioni civili.

La questione non è meramente disciplinare. Limitare un luogo di celebrazione è una cosa; etichettare come scismatici coloro che partecipano a celebrazioni non autorizzate e associare tale partecipazione alla pena più severa prevista dal diritto canonico è tutt’altra cosa. Parlare di scisma e di scomunica automatica non è retorico: colloca specifici individui nella sfera penale più estrema, con conseguenze spirituali e legali devastanti.

È importante chiarire questi concetti. Il canone 751 definisce lo scisma come il rifiuto di sottomettersi al Romano Pontefice o il rifiuto di essere in comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti. In altre parole, lo scisma non è “fare qualcosa senza permesso”, né “preferire un rito”, né tantomeno “disobbedire” su un punto specifico. È una rottura formale ed effettiva della comunione con l’autorità del Papa o con la comunione ecclesiale. È una categoria eccezionale perché descrive una frattura nel vincolo visibile della Chiesa.

Il canone 1364 § 1 stabilisce che l’apostata, l’eretico o lo scismatico incorre nella scomunica latae sententiae, cioè automaticamente, per il fatto stesso di commettere il reato. Tuttavia, affinché esista un “reato”, non è sufficiente che un superiore ecclesiastico lo affermi in una nota. Nel diritto canonico valgono i principi classici: stretta conformità alla definizione legale del reato, interpretazione restrittiva delle pene, imputabilità del soggetto e, ordinariamente, condotta oggettivamente idonea a causare la rottura della comunione descritta dalla norma.

Identificare la celebrazione del rito antico al di fuori di un luogo autorizzato come scisma solleva quindi un problema fondamentale. Un illecito disciplinare, anche grave, non diventa automaticamente scisma, tanto meno quando coinvolge i fedeli. Per parlare di scisma, occorre dimostrare che l’atto implichi, per sua natura o per l’intenzione di chi lo compie, un rifiuto di sottomissione al Papa o una rottura della comunione. Senza questa intenzione di separazione, l’etichetta penale diventa espansiva e arbitraria. E quando una pena automatica viene estesa attraverso l’interpretazione oltre la definizione legale del reato, ciò che emerge è l’incertezza giuridica.

Ciò ha immediate conseguenze pastorali. L’autorità episcopale, per sua stessa natura, è ordinata all’edificazione e alla salvezza delle anime. L’uso del linguaggio penale più severo in un conflitto liturgico produce l’opposto: inquietudine, confusione, timore del peccato e scandalo pubblico. Se ai fedeli viene detto che possono essere scomunicati “automaticamente” per aver partecipato a una celebrazione di rito antico al di fuori di un luogo specifico, si introduce una pressione spirituale inappropriata per la legge, che dovrebbe proteggere le persone da applicazioni sproporzionate del potere punitivo.

Didatticamente, la distinzione cruciale è questa: una celebrazione può essere illecita senza essere scismatica. Un atto può essere disobbediente senza costituire una rottura della comunione con il Romano Pontefice. E una pena così estrema come la scomunica non può diventare un ordinario meccanismo di controllo disciplinare, né può essere applicata per estensione concettuale. La scomunica è pensata per i casi in cui la comunione viene interrotta in modo reale e formale, non per risolvere controversie attraverso una scorciatoia penale.

Se parliamo anche di scomunica automatica (latae sententiae) , il rigore deve essere ancora maggiore. La scomunica automatica non dipende da una dichiarazione amministrativa; dipende dall’oggettiva sussistenza del reato nei termini rigorosi della legge. Proprio per questo motivo, la tradizione giuridica della Chiesa ha insistito nell’interpretare queste pene in modo restrittivo e nell’impedire che i fedeli fossero in balia di letture massimaliste del codice penale. Quando la scomunica automatica viene invocata in una questione controversa, il rischio di ingiustizia e di abuso di coscienza si moltiplica.

La Santa Sede, garante dell’unità e del corretto uso del diritto universale, dovrebbe chiarire con urgenza la portata di questo tipo di comunicazioni ufficiali. Se si afferma l’idea che celebrare o assistere al rito antico al di fuori di un luogo autorizzato sia “di per sé” un atto scismatico, l’erosione della certezza del diritto canonico raggiunge livelli estremamente gravi. Non si tratta di una disputa liturgica: è la soglia stessa tra disciplina e rottura ecclesiale, tra correzione pastorale e sanzione penale estrema.

O Roma corregge e definisce con precisione questa classificazione, oppure si normalizzerà un modello pericoloso: l’uso dell’autorità episcopale per seminare inquietudine e scandalo nei cuori delle persone attraverso minacce di pene massime senza una definizione rigorosa del reato.

Nella Chiesa, l’autorità ha lo scopo di salvaguardare la comunione, non di svuotare la nozione di scisma del suo contenuto giuridico o di banalizzare la scomunica.

Quando la legge viene usata come arma e non come garanzia, la ferita non è subita solo da un gruppo di fedeli: è la credibilità della giustizia della Chiesa e la fiducia nel governo pastorale stesso a soffrirne.

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2 marzo 2026

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