martedì, giugno 30, 2026

Don Pagliarani risponde al Santo Padre: le Consacrazioni ci saranno. Ci benedica. Non è troppo tardi


a cura di Veronica Cireneo 

Giunge prontamente da Econe, dove attualmente si trova, la risposta del Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani, alla lettera di Leone XIV , che invita Sua Santità a rivedere la Sua posizione prima di prendere qualsiasi decisione sulla Fraternità. Gli chiede la benedizione e si affida a Santa Rita: la santa delle cause impossibili. Mater ecclesiae, ora pro Nobis!

§§§

La lettera ufficiale integrale

Il Superiore Generale

A Sua Santità

Santo Padre Leone XIV

Ecône, 30 giugno 2026


Beatissimo Padre,

La ringrazio moltissimo per la lettera che mi ha indirizzato.

Sono toccato dalla Sua sollecitudine paterna.

Da tempo avrei desiderato avere l’occasione di incontrarLa, per esprimerLe e manifestarLe personalmente il nostro desiderio sincero di servire la Chiesa. Purtroppo, non c’è stata l’occasione.

Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, che non è per nulla fittizia. Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, prima di prendere una decisione sulla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi.

Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa Romana: al contrario, la vogliamo servire attraverso mezzi eccezionali, come una Madre in difficoltà, che ha bisogno di un aiuto particolare, che non è capito da tutti. Ma sono certo che il Santo Padre potrebbe capirlo.

La Santa Sede ha dato prova di poter capire situazioni molto complesse, di saper prendere tempo.

Mi permetto di chiederLe filialmente di prendere il tempo necessario per questo discernimento.

Se le mie parole non fossero sufficienti, Le chiederei di riflettere su due fatti molto semplici. In primo luogo, la Fraternità è già stata dichiarata scismatica nel 1988, per ragioni e in circostanze assolutamente analoghe a quelle attuali; eppure, dopo tanti anni, ci stiamo parlando come un padre a suo figlio, Sua Santità mi sta esortando paternamente ad evitare uno scisma che – teoricamente – c’è già stato. Non pensa che forse questo Suo stesso atteggiamento, di cui apprezzo la sollecitudine, sia la prova che la Fraternità non sia scismatica né ostile alla Chiesa?

In secondo luogo, anni fa, la Santa Sede affidò a due vescovi della Chiesa il compito di interloquire con la Fraternità San Pio X, Mons. Vitus Huonder, all’epoca Vescovo di Coira, ora deceduto, e Mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare di Astana. Entrambi, dopo aver preso il tempo necessario, hanno constatato lo spirito profondamente cattolico della Fraternità e lo hanno testimoniato pubblicamente.

Ma soprattutto, mi permetto di rivolgermi a Lei in nome di migliaia di anime che hanno ritrovato la fede cattolica e la pratica religiosa grazie all’apostolato della Fraternità. E’ un fatto di cui i Suoi predecessori hanno preso atto. Queste anime non hanno che un desiderio: quello di salvarsi attraverso questo strumento che la Provvidenza ha messo a loro disposizione. Hanno sofferto e sono sincere. Sono sicuro che il Suo cuore paterno di pastore universale sarà sensibile a questa situazione molto particolare. Un giorno tutte le difficoltà tra la Santa Sede e la Fraternità si risolveranno. Un gesto di comprensione da parte Sua, invece di nuocere all’unità, non potrà che manifestare davanti al mondo e tutti i cristiani la Sua preoccupazione per l’unità e la Sua bontà di padre.

Lascio questo alla Sua considerazione. Rinnovo la mia preghiera per Lei.

Da tanto tempo, sin da prima della Sua elezione, prego Santa Rita per la questione attuale: ho visto un segno di speranza nell’elezione di un papa agostiniano. Sono sicuro che la Santa interverrà. Non è mai troppo tardi.

Per favore, ci benedica.

Colgo l’occasione per confermarmi devotissimo nel Signore.

Don Davide Pagliarani

martedì 30 giugno 2026

(Fonte: Casa Generalizia FSSPX)

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Lettera del Santo Padre alla FSSPX: non lo fate!


a cura di Veronica Cireneo 

Qualche giorno fa gli Alleati dell'Eucarestia   pubblicavano la lettera che Monsignor Bux aveva indirizzato al Santo Padre circa la questione delle Consacrazione Episcopali. Torniamo oggi doverosamente sull'argomento per riportare integralmente la lettera aperta redatta dal Santo Padre e indirizzata al Superiore Generale della Fraternità don Davide Pagliarani. Lettera in cui Leone XIV afferma di apprezzare della Fraternità Sacerdotale San Pio X: l' attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di  fedeltà alla Tradizione, ma, stridendo come una contraddizione, non li autorizza a procedere nelle imminenti nomine vescovili previste per domani 1 luglio ad Econe. Auxilium christianorum, ora pro nobis!

§§§

LETTERA INTEGRALE DEL SANTO PADRE LEONE XIV

Papa Leone XIV


Al Reverendo

Don Davide Pagliarani

Superiore Generale

della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Don Davide Pagliarani

§§§

Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro.

La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato.

Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione.

La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo.

Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio.

LEONE PP. XIV

29 giugno 2026: Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

Copyright © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana

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30 giugno 2026

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Richieste di liberazione in aumento, ma mancano gli esorcisti. La drammatica testimonianza di una mamma.


a cura di Veronica Cireneo 

Un  argomento poco trattato, che richiederebbe invece la massima attenzione a tutela dei giovani e delle loro famiglie, le quali spesso si rivolgono agli Alleati dell'Eucarestia chiedendo un intervento riparatore e di denuncia, è il satanismo strisciante. Oltre all'immoralità assurta a dogma e alle trappole esoteriche per il facile accalappiamento di giovani e bambini tramite social ed altro, è risaputo che molti tra preti e vescovi non credono più nell' esistenza del diavolo e dell'inferno - eppure Nostro Signore Gesù Cristo ha affermato il contrario! - motivo per cui certe Diocesi sono totalmente sprovviste di esorcisti, proprio ora che a giudicare dai dati le richieste di liberazione crescono drasticamente. Riceviamo confidenze di famiglie che raccontano della difficoltà di rintracciare esorcisti disponibili e preparati per la liberazione di un congiunto e con quale facilità altre vengano abbandonate a se stesse, dopo aver visto - succede molto spesso - classificato come caso clinico, il proprio caso. Narrativa che parla di una vera e propria piaga sociale quella che segue: la drammatica testimonianza di una mamma che scrive dal Sud Italia la sua denuncia. Doverosamente la ospitiamo, nella speranza di suscitare una maggiore sensibilità verso un tema così urgente, critico e delicato. Regina familiae, ora pro Nobis!

 §§§

Secondo la mia personale esperienza famigliare, ho un congiunto vittima di satana, accompagnata da un' attenta analisi di testi e testimonianze di esorcisti famosi, ormai non più in vita ( p Amorth, p Tomaselli, p Amantini ecc), devo purtroppo affermare che oggi gli esorcisti, oltre ad essere pochi, superficialmente preparati e raramente disponibili , si concentrano troppo spesso e troppo facilmente sull’aspetto psichico e psichiatrico, anziché su quello  spirituale come dovrebbero, liquidando facilmente situazioni abbastanza gravi come problematiche di carattere medico. Il demonio ovviamente lo sa e confonde continuamente le acque. Prova ne è la recente dichiarazione degli esorcisti siciliani:

La pratica dell’esorcismo è ( ...) diminuita perchè sono aumentate le diagnosi di carattere psichico e psicologico” https://arcidiocesi.siracusa.it/2024/05/29/decreto-su-esorcismi-dei-vescovi-di-sicilia/

Nulla di più ingannevole, perché il demonio è molto più furbo di noi e se intuisce che il sacerdote propende per l’aspetto psichiatrico, ne approfitta. Tant’è che don Amorth disse che durante gli esorcismi il diavolo dichiarò che le cliniche/strutture psichiatriche sono piene di sue vittime.

Particolarmente in Sicilia, almeno per quel che so, è stato istituito un bel carrozzone fatto di psichiatri, psicologi e medici che studiano i vari casi. E questo sta facendo scuola a tutti i nuovi esorcisti che, loro malgrado, sono introdotti in percorsi di formazione che rimarcano costantemente l’aspetto psichiatrico, sminuendo di fatto gli eventuali problemi spirituali, quasi del tutto trascurati.

Così a noi povere famiglie resta - oltre alla sofferenza derivante  dai problemi, a volte atroci e insostenibili, che quotidianamente viviamo tra le mura di casa e non solo – un drammatico senso di impotenza e l’amaro in bocca per il tradimento da parte dei Ministri di Santa Madre Chiesa che nella più totale indifferenza lasciano i suoi figli permanere costantemente in un vicolo cieco assolutamente arduo da vivere.

Quando ci si rivolge ai sacerdoti e quindi alla Chiesa ci si aspetterebbe innanzitutto un sostegno spirituale, indipendentemente dal fatto che ci sia o no il demonio, invece è ormai prassi fare i conti con sacerdoti che fanno diagnosi psichiatriche, che indirizzano ai vari specialisti quasi sperando nella conferma della presenza di psicopatologie o semplicemente fanatismi o addirittura attendendo, quasi senza mostrare nessuna autonomia, conferma dal medico che si tratti di un male spirituale.

Un circolo vizioso che non si chiude maiNon deve essere il medico a dire se è presente un male spirituale; è il sacerdote che deve occuparsi di questo, facendo gli esorcismi magari insistendo e magari indirizzando ad un autentico percorso di conversione. Allora sì che il demonio fuggirebbe a gambe levate!

Inoltre mi chiedo, considerato l'assenza di una via di fuga specifica dal problema , per quale motivo i sacerdoti (tutti i sacerdoti , non solo gli esorcisti) non praticano regolarmente preghiere di guarigione, magari comunitarie come ha fatto il Cardinal Simoni qualche giorno fa a Medjugorje ? Che male farebbe? Non si rendono conto della grande necessità sociale di benedire i fedeli o non credono più nemmeno alla potenza delle preghiera di guarigione? Eppure Gesù non ha detto che chi ha fede avrebbe fatto cose più grandi di Lui?

Rileggiamo il Vangelo. Matteo 17-14-20.L` epilettico guarito.

Appena ritornati presso la folla, si avvicinò a Gesù un uomo che, gettatosi in ginocchio, gli disse:

"Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell`acqua; l`ho già portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo".

E Gesù rispose:

"O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui".

E Gesù gli parlò severamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero:

"Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?".

Ed egli rispose:

"Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile".

• Dov'è la vostra fede sacerdoti? Con quale coraggio lasciate le famiglie in queste condizioni?

A noi resta la supplica confidente nella Pietà del Signore, ma voi non state esercitando correttamente la vostra chiamata. E di questo dovrete rendere conto fino all'ultimo spicciolo a Nostro Signore. Non abbandonate le pecorelle più bisognose di cure! Perché non fate con noi ciò che farebbe il Buon Pastore?! Sempre sia lodato!


Lettera firmata

martedì 30 giugno a. D. MMXXVI

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sabato, giugno 27, 2026

Lettera di don Bux al Papa: non rendiamo irreparabile la frattura con la FSSPX


Don Nicola Bux

a cura di Veronica Cireneo 

Ancora qualche giorno e siamo al 1' luglio. Padre Nicola Bux scrive a Papa Leone XIV implorando che venga fatto con urgenza tutto il possibile per colmare le divergenze con la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Fraternità che si esclude da sola dalla Comunione con la Chiesa quando e se sostiene, in spregio all'intero clero ed ai fedeli del Corpo Mistico di Cristo , che le sole Messe valide siano quelle da loro stessi celebrate. È evidente come possa essere  insopportabile per un Papa, e non solo, della Chiesa Cattolica apprendere tali eresie,  ma è anche vero che i fedeli trovano altrettanto insopportabile veder crescere in carriera, anziché spodestati, sacerdoti di dubbia moralità e fede. Tanto ciò premesso diciamo pure che suona un po' sinistro questo rifiuto all'incontro con la Fraternità San Pio X da parte di una Chiesa che si vanta di dialogare col mondo intero, compresi quelli che alla Chiesa non appartengono.  E se vengono continuamente costruiti ponti per giungere ad accordi condivisi con rappresentanti delle religioni del mondo intero, come mai sembra impossibile conciliarsi proprio con quelli di Casa ? Buona lettura. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Viva Maria 

§§§

In vista del Concistoro cardinalizio di questa settimana, padre Nicola Bux, stretto collaboratore del defunto Papa Benedetto XVI, ha scritto un appello filiale ma fermo a Papa Leone XIV, esortandolo a "risolvere rapidamente nella verità – e solo nella verità – le numerose 'polarizzazioni' che attraversano il corpo ecclesiale".

In una lettera aperta firmata in occasione della festa della nascita di San Giovanni Battista, padre Bux esorta in particolare il Papa a costruire un ponte con la Fraternità Sacerdotale San Pio X prima che questa consacri nuovi vescovi senza mandato papale il 1° luglio. Scrive:

«Ora che abbiamo acquisito esperienza nel dialogo con persone e gruppi al di fuori della Chiesa, non dovremmo forse, e soprattutto, impegnarci nel dialogo anche all'interno delle nostre fila, facendo tutto il possibile affinché nessuno di quei fratelli e sorelle che il Signore ci ha affidato vada perduto?" 

Padre Bux, sacerdote della diocesi di Bari ed ex consultore del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero delle Cause dei Santi, esorta inoltre Papa Leone a intraprendere altre tre azioni fondamentali: "rivedere" il motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI , che liberalizzava la liturgia romana tradizionale, ma che Papa Francesco ha abrogato nel 2021; garantire che il "Cammino sinodale" tedesco non si pronunci su questioni di dottrina, morale e pratica sacramentale; e dare una risposta ai dubbi (domande formali di chiarimento) sollevati dai cardinali durante il pontificato di Papa Francesco, ma ai quali Francesco non ha risposto o, secondo i cardinali, ha risposto in modo insoddisfacente.

«I fedeli hanno bisogno di essere confermati nella verità, nella stabilità e nella sostanziale immutabilità della fede», scrive padre Bux, aggiungendo che «devono poter ascoltare dal Successore di Pietro, dopo più di un decennio di confusione, che lo Spirito Santo fa davvero nuove tutte le cose, ma nel senso che le porta al loro compimento finale ( novus ), in armonia – e non in contrasto – con ciò che è stato ispirato fino ad oggi».

«Vi prego, Santo Padre, agite con prontezza», scrive padre Bux in conclusione. «Non permettiamo che lo scisma di fondo diventi irreparabile».


La lettera integrale.

Santissimo Padre,

È con sentimenti di profonda e filiale devozione che oso rivolgere a Voi questo accorato appello, dopo aver avuto la grazia di collaborare con il Cardinale Joseph Ratzinger e successivamente con il Santo Padre Benedetto XVI, e aver trascorso questi ultimi tredici anni in preghiera, sacrificio personale e un lavoro discreto ma costante per l’unità della Chiesa.

La Chiesa è il ponte tra Dio e l’umanità, di cui il Papa è il pontefice ; essa è infatti sinonimo della pace che Cristo ha posto come confine: edificare la Chiesa non è altro che edificare la pace; separare le due cose significa minare la missione del Vangelo. Perciò, prego Santità di proseguire in questa ‘unica’ direzione, per risolvere nella verità – e solo nella verità – le molte ‘polarizzazioni’ che attraversano il corpo ecclesiale. Ora che abbiamo maturato esperienza nel dialogo con persone e gruppi esterni alla Chiesa, non dovremmo forse impegnarci anche, e soprattutto, nel dialogo al nostro interno, facendo tutto il possibile affinché nessuno di quei fratelli e sorelle che il Signore ci ha affidato vada perduto?

Riferendomi in particolare alla seria azione annunciata dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, La invito a riconsiderare il “ponte” concepito da Benedetto XVI con il Motu Proprio Summorum Pontificum e, di conseguenza, con la revoca della scomunica. Guardando alla realtà di tanti vescovi che, con equilibrio, hanno realizzato l’armonia liturgica nelle proprie diocesi, Santità potrebbe dare un esempio: concedendo a tutta la Chiesa la possibilità di celebrare, accanto al nuovo rito, l’antico rito romano, riaffermando al contempo la validità della riforma liturgica e l’inviolabilità del Concilio Vaticano II, come di ogni altro Concilio Ecumenico.

Riguardo dunque al “Cammino sinodale” tedesco, imploro il Santo Padre di chiarire che il “cammino sinodale” non può deliberare su questioni di dottrina, morale e pratica sacramentale, e che la cura pastorale non può essere separata da queste; altrimenti, il cosiddetto “accompagnamento” non condurrà mai alla necessaria conversione: il peccatore, infatti, non verrebbe allontanato dal peccato, ma – al contrario – condotto alla sua conferma e persino al suo riconoscimento istituzionale. Santità ha già affermato che certe questioni divisive “ non possono essere oggetto di deliberazioni o decisioni da parte di una Chiesa particolare ”, ma certamente Lei è consapevole che questa grave spaccatura potrebbe estendersi ad altri episcopati. La Chiesa è inclusiva solo se coloro che desiderano entrarvi si sottopongono all’iniziazione sacramentale e coloro che desiderano ritornarvi percorrono il cammino penitenziale.

Santità, infine, La imploro di rimuovere un altro ostacolo alla verità e alla comunione, ovvero la mancanza, o l’insufficienza, di risposta ai Dubia dei Cardinali sulle questioni dottrinali e pastorali dei recenti Sinodi. Molti fedeli in tutto il mondo attendono questa risposta, non però sotto forma di intervista – le interviste riducono le parole e il magistero del Papa a una sola opinione tra le tante – ma sotto forma di un documento di pari o maggiore autorità.

I fedeli hanno bisogno di essere confermati nella verità, nella stabilità e nell’immutabilità sostanziale della fede, poiché lo Spirito Santo non può rinnegare ciò che ha ispirato nella Chiesa nel corso dei suoi duemila anni di storia. I fedeli hanno bisogno di riscoprire, con sant’Ireneo, che Cristo ha portato tutto ciò che è nuovo portando se stesso, e che non c’è altro di nuovo da aspettarsi, se non la sempre nuova proclamazione del Vangelo di Cristo.

I fedeli devono poter ascoltare dal Successore di Pietro, dopo più di un decennio di confusione, che lo Spirito Santo fa davvero nuove tutte le cose, ma nel senso che le porta al loro compimento finale ( novus ), in armonia – e non in contrasto – con ciò che è stato ispirato fino ad oggi.

In virtù dell’indispensabile prerogativa del munus petrino , prego Santità di dichiarare chiaramente cosa sia la verità e cosa sia l’errore: tutta la Chiesa deve così conformarsi alla Sua parola. Lei ha giustamente affermato che seguire Cristo richiede la conversione e che dovremmo cercare il modo di edificare la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna . Ora, Santità, l’unico modo che conosciamo per realizzare tutto ciò è proprio e unicamente quello di difendere la verità. La prego di agire prontamente, Santo Padre, La imploro. Non permettiamo che lo scisma di fondo diventi irreparabile.

Preghiamo per Lei, Santità, nella ferma speranza che in seno al Concistoro Lei possa avviare e guidare una proficua discussione su queste questioni urgenti.

In Domino Jesu,

Padre Nicola Bux

24 giugno 2026,

Festa della Natività di San Giovanni Battista

Sorgente

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Apologia della famiglia naturale. Appuntamento oggi a Verona per Corteo e Rosario


 di Veronica Cireneo

Carissimi Alleati dell'Eucarestia e fedeli cattolici tutti, un breve post per informare di un evento che si svolgerà oggi pomeriggio, nel  Nord Italia, a Verona, in linea con la Marcia per la vita di Roma e il rosario di riparazione in piazza San Pietro, svoltisi entrambi, per lo stesso scopo, pochi giorni or sono nella Capitale.

È una marcia, anche questa di Verona, in difesa della famiglia naturale, organizzata da chi non intende permettere che la legge naturale e divina venga soffocata  dal tumulto che si vanta di ostentare nudità e atti osceni in luoghi pubblici...

E giungono sempre con estrema gioia queste notizie, che costituiscono un segnale urgente condiviso circa la necessità di contrastare la deriva della putrefazione morale in atto, da parte di un'importante fetta della popolazione.  La confusione generale da cui le ideologie nascono e prosperano è così grave e generalizzata da sfiorare il delirio collettivo e l' avvelenamento delle anime della famiglia umana. Salviamo la nostra Fede!

Poca cosa forse è una Marcia, come questa, al cospetto dell'impura fiumana sfilata per le vie delle massime città  del mondo nel mese tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, ulteriore sberleffo, scandalizzando grandi e piccoli.

Poca cosa, ma non solo in Italia finalmente, c'è chi si oppone, come può, alla menzogna spacciata per vero. Tra le iniziative  conosciute, reputiamo degna di nota l'iniziativa greca di un monaco ortodosso che sdraiatosi a terra con le braccia spalancate davanti ad un camion (Video),  ha interrotto per circa 30 minuti l'inopportuna sfilata. Ci fossero state con lui molte altre persone, forse l'esito sarebbe stato più incisivo. Ne riparliamo il prossimo anno, a Dio piacendo...

Per ribadire quindi quel naturale istintivo rifiuto di ogni esibizione oscena e blasfema in luogo pubblico e per difendere la famiglia naturale, così come Dio l'ha concepita, fondamento e origine della società, ben venga questo nuovo appuntamento:

- oggi sabato pomeriggio 27 giugno, a Verona.
- partenza dall’Arco dei Gavi, in Corso Cavour alle ore 14:00.
- il Corteo sfilerà fino a piazza San Zeno, dove verrà recitato  il Santo rosario. 
- Si prega di portare con sé un'immagine sacra: simbolo della nostra appartenenza e dei nostri valori religiosi e sociali non negoziabili e intramontabili, come la Verità Stessa, nostro Signore Gesù Cristo, dice di Se Stesso. Così sia.

Partecipiamo numerosi.


Cor Jesu Sacratissimum miserere nobis

Veronica Cireneo 

sabato 27 giugno 2026

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mercoledì, giugno 24, 2026

M@schio e F7mmina Dio li creo'. Resoconto e replica del Rosario di riparazione in San Pietro. Ma l'AI non Io sa...



a cura di Veronica Cireneo

Carissimi, riceviamo e condividiamo questo breve resoconto riguardante lo svolgimento, in piazza San Pietro, del Santo Rosario di riparazione, che gli Alleati dell' Eucarestia  avevano qui annunciato, svoltosi  Domenica 21 giugno, nonostante il caldo torrido. Lo facciamo anche per informare gli interessati che: l'evento si ripeterà ogni fine mese a partire da Settembre. In calce una nota curiosa. Buona lettura.

§§§


Piazza San Pietro. Domenica 21 giugno 2026

"Domenica 21 giugno, il giorno dopo il g@y Pr7de  di Roma, un gruppetto di una trentina di persone si è riunita a piazza San Pietro, per recitare il Santo Rosario.
Sentivamo il bisogno di testimoniare in un luogo simbolico la Verità della natura umana, così come voluta dall' Eterno Padre, Uno e Trino Creatore.

 
É stata una vera e propria impresa, perché in piazza facevano 41 gradi, cosa che ha scoraggiato molti altri ben intenzionati. Con il sole a picco è stato per puro miracolo se siamo riusciti a portare a compimento la missione. Un sacerdote si è avvicinato benedicendo tutti e ciascuno.

La recita del rosario si è svolta con il Pater Noster in latino, onde evitare i problemi che con la nuova dizione si sono generati tra rosarianti e con l'Ave Maria in italiano, per agevolare la partecipazione di tutti i presenti. 

Molto edificanti le meditazioni pronunciate, che abbiamo volentieri ascoltato in un'atmosfera di profonda commozione.

L'esperienza del Rosario pubblico comunitario in Piazza San Pietro, culla del cristianesimo (Qui un breve video relativo all'evento) ci è apparsa così spiritualmente efficace e significativa che vorremmo diventasse un appuntamento fisso.

Ci ritroveremo nello stesso luogo, dove vi aspettiamo numerosi, ogni ultima domenica del mese, Dio sa se ce n'è bisogno, a partire da settembre, quando il caldo torrido sarà solo un ricordo. A presto, dunque. Lodiamo il Signore".

Dina Nerozzi

Mercoledì 24 giugno 2026

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lunedì, giugno 22, 2026

La Fraternità di San Pietro (FSSP): cenni storici e record di ordinazioni sacerdotali.




di Veronica Cireneo 

Cenni storici. La Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP), Società di Vita Apostolica di diritto Pontificio, nonostante sia di recente istituzione - 1988 - nutre spiritualmente con il suo servizio tutti i continenti della Terra.

La sua missione è duplice e contempla:

- la formazione e la santificazione dei sacerdoti secondo la liturgia tradizionale latina  e

- l'assistenza e la cura spirituale dei fedeli attraverso le parrocchie e le opere di carità. 

La FSSP,  presente anche in Italia nelle tre città di: Vicenza, Venezia e Roma,  possiede due Seminari Internazionali di certa Dottrina Cattolica Tradizionale:  uno si trova a Denton , in Nebraska, negli USA ed uno - quello di San Pietro, che è il seminario storico della Fraternità -   è ubicato in Germania, a Wigratzbad.

• Il Seminario di San Pietro . Quello di Wigratzbad è un Seminario Internazionale ed  è stato il primo della Fraternità omonima.  Situato nella bassa Germania,  sul confine austro-svizzero, è luogo di elezione in cui furono accolti ospiti illustri, come i cardinali: Ratzinger, Mayer, Gagnon e Stickler,  oltre a numerosi arcivescovi e vescovi.

• I seminaristi: Mentre si assottigliano le vocazioni sacerdotali e molti seminari storici chiudono a causa di un numero insufficiente di  candidati, il seminario principe della FSSP  ospita attualmente più di cento seminaristi, provenienti da quasi venti paesi.

La FSSP è  certamente meta sicura, oltre che per i fedeli,  per tutti coloro che sentendosi chiamati alla vita consacrata intendano formarsi seriamente sui fondamenti genuini e autentici della Fede Cattolica ( la Fraternità ha l'autorizzazione di usufruire nella liturgia del Messale in uso nel 1962).

Il seminario, prima di concedere l'accesso al richiedente,  valuta attentamente i requisiti e la vocazione stessa del candudato, perché le nuove sante leve siano in grado di trasmettere, alle generazioni che verranno, la Fede Cattolica così come dagli Apostoli ci è stata tramandata. 

Ordinazione del 20 giugno 2026

Le ordinazioni di giugno in Germania:  Sabato 20 giugno: 13 di questi seminaristi sono stati ordinati sacerdoti nella chiesa parrocchiale di Lindenberg, dal  vescovo francese di Bayonne Marc Aillet, Tra di loro ci sono tre francesi, due portoghesi,  due cechi,  un austriaco, un croato,  un ungherese, un italiano, un polacco e uno svedese.   

Le ordinazioni di maggio in America: L'ordinazione precedente, invece,  ha consacrato altri 12 nuovi sacerdoti il 28 maggio nella Cattedrale di Omaha, negli Stati Uniti. Per un totale di 25 nuovi sacerdoti in un mese: cifra da record

Fraternità in continua fioritura: la FSSP conta attualmente un numero superiore alle 400 unità sacerdotali. Numero, visti i tempi anticristici in corso, molto significativo!

Il Signore non si fa e non ci fa mancare i Suoi Eletti!!

Li raccomandiamo al Cielo perché la Santissima Trinità e l'Immacolata Vergine Maria , tanto da essi consolati in questi tempi oltraggiosi, vogliano confermarli e moltiplicarli

Messa Solenne Domenicale.Roma
Lo supplichiamo dal più profondo del cuore il Cielo, noi che tanto bene abbiamo ricevuto dalla partecipazione ai momenti di formazione spirituale e alle Solenni celebrazione liturgiche della FSSP.
La profondità della preparazione dei sacerdoti di appartenenza , unita alla perfezione materiale e spirituale delle loro celebrazioni eucaristiche hanno infuso nelle nostre anime Notizie, Cibi e Bevande sublimi, di cui le nostre anime mai sono sazie. Li ringraziamo. E rendiamo grazie a Dio.
Processione del Corpus Domini 2026. Roma 

Un esempio di qualità :Video Solennità 40 ore. Roma

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.Anrn Viva Maria

Veronica Cireneo 

22 giugno a.D. 2026

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Priesterseminar Sankt Petrus

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D - 88145 OPFENBACH-WIGRATZBAD

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La Comunione in bocca è Volontà di Dio e non può essere negata a nessuno (1/3). Mauro Bonaita

a cura di Veronica Cireneo 

 "La Comunione in mano è Volontà di Dio o volontà di satana?" Con questa domanda retorica, il nostro motto, gli Alleati dell'Eucarestia intendono escludere in toto che sia Volontà di Dio Essere afferrato con le mani. Non solo e non tanto per intuizione personale, quanto per adesione alla fede di sempre e alla Legge Universale della Chiesa, mai abrogata, che ordina che la Comunione in bocca non può essere negata a nessuno, Vedremo tre articoli su questo argomento. Il primo è il presente studio,  parte della rubrica: "Il catechismo del buon esempio", dove l'amico Mauro Bonaita, che ringraziamo di cuore, affronta e dimostra, documenti ufficiali alla mano, che ancora oggi la Chiesa ritiene la Comunione in bocca il modo più virtuoso di ricevere l'Eucarestia. Trovate qui le sei parti precedenti. In calce  ìl link al PDF per chi desideri stampare e diffondere ìl volantino relativo . Buona lettura.

§§§

EDUCHIAMO I PICCOLI CON IL BUON ESEMPIO: È IL CATECHISMO PIÙ VIRTUOSO 


 IL MODO PIU’ DEGNO DI RICEVERE L’EUCARESTIA

 

Per una vicinanza storica degli avvenimenti, il più delle persone sono convinte che il modo di ricevere l’Eucarestia sulla mano sia frutto della riforma liturgica del Concilio Vaticano II; in realtà, non c’è nulla di più falso e per salvaguardare la nostra fede, comprendere questo aspetto è di fondamentale importanza.

A seguito di reiterati abusi Eucaristici compiuti da alcune chiese particolari (Belgio, Germania e Olanda) che in disobbedienza alle disposizioni della Chiesa Cattolica di allora volevano ricevere l’Eucarestia sulla mano, nel modo che oggi, purtroppo, tutti conosciamo, Paolo VI scrisse l’istruzione Memoriale Domini.

La questione degli abusi venne sottoposta al Pontefice Paolo VI che sottomise la questione a tutti i Vescovi della Chiesa con tre domande. Leggiamo quanto raccolto nel sondaggio relativo:

“1) Si ritiene opportuno accogliere la petizione che, oltre al modo tradizionale di ricevere la Comunione, sia pure consentito di riceverla in mano?

        Sì: 567. No: 1233. Sì con riserva: 315. Schede nulle: 20

-2) Si è favorevoli a eventuali esperimenti di questo nuovo rito in piccole comunità, con l’assenso dell’ordinario del luogo?

Sì: 751. No: 1215. Schede nulle: 70.

- 3) Si pensa che i fedeli, dopo una ben condotta catechesi preparatoria, accetteranno volentieri questo nuovo rito?

Sì: 835. No: 1185. Schede nulle: 128.

Dalle risposte date risulta chiaramente il pensiero della grande maggioranza dei Vescovi: la disciplina attuale (cioè sulla lingua - Ndr) non deve subire mutamenti; anzi un eventuale cambiamento si risolverebbe in un grave disappunto per la sensibilità dell’orientamento spirituale dei Vescovi e di moltissimi fedeli.

[…] il Sommo Pontefice NON ha ritenuto opportuno cambiare il modo tradizionale con cui viene amministrata ai fedeli la santa Comunione.

Pertanto la Sede Apostolica esorta caldamente Vescovi, Sacerdoti e fedeli a osservare con amorosa fedeltà la disciplina in vigore, ora ancora una volta confermata”. [1]

Nella parte a seguire il Pontefice, piuttosto che procedere con una scomunica, volle disporre l’indulto di ricevere l’Eucarestia sulla mano SOLO per quelle chiese particolari dove l’abuso veniva già compiuto. Ma continuiamo a leggere:

Se poi in qualche luogo fosse stato già introdotto l'uso contrario, quello cioè di porre la santa Comunione nelle mani dei fedeli, la sede apostolica, nell'intento di aiutare le Conferenze Episcopali a compiere il loro ufficio pastorale, reso non di rado ancor più difficoltoso dall’attuale situazione, affida alle medesime conferenze il compito di vagliare attentamente le eventuali circostanze particolari, purché sia scongiurato ogni pericolo di mancanza di rispetto all'eucaristia o di deviazioni dottrinali su questo Santissimo Sacramento, e sia eliminato con cura ogni altro inconveniente.[2]”

Considerando il modo di ricevere l’Eucarestia sulla mano addirittura un “inconveniente”, l’’intento di Paolo VI era quello di ri-convertire quei fedeli, con azioni pastorali, a tornare a ricevere l’Eucarestia nel modo più degno: sulla lingua. Si continui a leggere:

In questi casi, per un'opportuna normativa del nuovo uso (Eucarestia sulla mano – Ndr), le Conferenze Episcopali, esaminata con prudenza la cosa, prenderanno le loro deliberazioni con votazione segreta, a maggioranza di due terzi, e presenteranno poi il tutto alla Santa Sede, per averne la necessaria conferma, allegandovi una accurata esposizione dei motivi che le hanno indotte alle deliberazioni stesse. [3]”

Qui sopra si chiese alle Conferenze Episcopali di valutare quei singoli casi di chiese particolari (singole diocesi) con estrema prudenza e perizia.

Ciò che avvenne successivamente fu un totale fraintendimento degli intenti del Pontefice da parte delle Conferenze Episcopali, che intrapresero un processo di indulgenza indiscriminato verso tutte le Diocesi a loro affidate e nelle intere nazioni e non singolarmente distinguendo caso per caso e la prima nazione ad applicare l'indulto, a tutto raggio, fu il Belgio, nel 1969

Per i dettagli si raccomanda la lettura di due volumi illuminanti: il primo del Vescovo Juan Rodolfo Laise (“Comunione sulla mano: Documenti e storia”) e il secondo volume, con prefazione del Card. Robert Sarah, scritto da don Federico Bortoli (“La distribuzione della Comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali.”)

L’Eucarestia sulla mano dunque è tollerata sotto un labile indulto che potrebbe essere ritirato in qualsiasi momento per volontà di un qualsiaso Vescovo di una qualsiasi chiesa particolare (si prenda in esame il caso del Vescovo della diocesi di Oruro in Colombia nel 2016).

Mentre, a motivo di quanto riportato sopra si ribadisce con certezza che l’Eucarestia sulla lingua, è il modo più degno, più fruttuoso e rispettoso per la Fede di sempre e non può essere cambiato.

Non fu un caso se proprio Papa Montini nel 12972 cito' la famosa frase:

Si direbbe che da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”.[4]

Non passarono neppure sei mesi da questa sua famosa frase che Paolo VI fece pubblicare alcune precisazioni circa la devozione dovuta alla Santissima Ostia raccolte nell’istruzione “Immensae Caritatis” del 29.01.1973 sotto la sezione: ”DEVOZIONE E RISPETTO VERSO IL SANTISSIMO SACRAMENTO QUANDO IL PANE EUCARISTICO VIENE DEPOSTO NELLA MANO DEL FEDELE”. Tale istruzione impartisce le seguenti raccomandazioni:

- Attenzione ai frammenti sia da parte del ministro che del fedele

- Impartire specifiche catechesi sulla “presenza reale” di Cristo

- Necessità di adorazione e culto di latria verso le specie sacramentali al pari di Dio

- Impartire specifiche catechesi sui beni e i frutti della Santa comunione

Già per il solo fatto che non siano necessarie tali precisazioni quando si ricevere l’eucarestia in bocca dovrebbe far rigettare a tutti i fedeli questo modo.

Un altro aspetto da tenere presente circa il modo più degno di ricevere l’Eucarestia, è la postura di adorazione del corpo; all’istruzione [90.] della “Redemptionis Sacramentum” troviamo scritto:

«I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi»,e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».[6]

Come già abbiamo illustrato alla catechesi numero 2 circa l’inginocchiarsi come atteggiamento di ”adorazione” durante la consacrazione, tanto più sarà dovuto tale atteggiamento quando ci accostiamo al Corpo di Cristo affinché il nostro corpo sia armoniosamente assoggettato alle Verità di fede comunicate al nostro intelletto e ai sinceri sentimenti della nostra anima verso Dio.

Quindi, il modo più degno che la Chiesa Cattolica ancora oggi conferma e raccomanda è di stare in ginocchio e di ricevere il Corpo di Cristo sulla lingua.

Mauro Bonaita,  Reggio Emilia 

Lunedì 22 giugno 2026

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Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[1] – Memoriale Domini (Paolo VI – 29.05.1969)
[2] – Ibidem
[3] – Ibidem
[4] – Omelia di Paolo VI del 29.06.1972
[5] – “Immensae Caritatis” (Paolo PP. VI – 29.01.1973)

•  Link al PDF (utile a chi voglia stampare e diffondere in parrocchia

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