giovedì, giugno 18, 2026

Se i preti sono santi noi siamo salvi. L'appello ai sacerdoti del SdD Enrico Medi.


di Veronica Cireneo

È trascorsa solo da qualche giorno la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e nel rosario meditato guidato dal reverendo don Suscipe, tenuto sul canale telegram degli Alleati dell'Eucarestia abbiamo rammentato come nelle apparizioni,  tra le richieste costanti che il Sacro Cuore fa ai Suoi Figli prediletti, i mistici, ci sia sempre la preghiera per i sacerdoti: Pupille dei Suoi occhi.

Ricordava, il sacerdote, che alla Beata Maria Bolognesi, ella stessa vittima di incomprensioni da parte di uomini di chiesa -  motivo che la portò ad impegnarsi ancora di più a pregare per loro - Gesù lo chiedeva piangendo, di pregare per i suoi eletti.

Nella meditazione finale, don Suscipe riportava anche la frase: "Se i preti sono santi, noi siamo salvi " . Frase

Enrico Medi

tratta da una preghiera del Servo di Dio, lo scienziato, Enrico Medi

La riportiamo di seguito per intero, auspicando una massiccia diffusione, giacché è una tra le più belle e pregnanti poesie spirituali che mente umana abbia mai concepito. E' indirizzata ai consacrati a cui lo scienziato rivolge un accorato appello, dopo averne osannato grandezza e sacralità. Buona lettura e meditazione.

§§§

"Sacerdoti, io non sono un prete, e non sono stato mai degno di poterlo diventare.

Come fate a vivere dopo aver celebrato la Messa?

Ogni giorno avete il figlio di Dio nelle vostre mani!
Ogni giorno avete una potenza,
che Michele Arcangelo non ha.

Con la vostra bocca voi trasformate
la sostanza del pane in quella del Corpo di Cristo.
Voi obbligate il Figlio di Dio a scendere sull’Altare.

Siete grandi! Siete creature immense!
Le più potenti che possano esistere.

Sacerdoti, ve ne scongiuriamo, siate Santi!
Se siete santi voi, noi siamo salvi.
Se non siete santi voi, noi siamo perduti.

Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’altare.

A costruire opere, fabbricati e giornali
siamo capaci noi.

State accanto all’altare.
Andate a tenere compagnia al Signore!

Preghiera e Tabernacolo: Tabernacolo e Preghiera!

Abbiamo bisogno di quello.
Nostro Signore è solo, è abbandonato.

Le Chiese si riempiono soltanto per la Messa.
Cosa stupenda!

Ma Gesù (nel Tabernacolo) ci sta 24 ore su 24. Chiama le anime (e dice):


"Tienimi compagnia. Dimmi una parola.
Dammi un sorriso. Ricordati che ti amo”

Gesù chiama “Te” , Sacerdote.

§§§


Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen . Viva Maria                                   
Veronica Cireneo 
Giovedì 18 giugno 2026

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martedì, giugno 16, 2026

Sulla Chiesa. Ciclo di catechesi, su MEET, dal 17 giugno. A cura di don Luca Tuttocuore



di Veronica Cireneo 

L'Avviso. Cari amici e fedeli cattolici, informiamo con questo breve post che - a partire da mercoledì 17 giugno alle ore 20,30 - il sacerdote don Luca Tuttocuore ( don Parvulus ), formatore spirituale di lungo corso degli Alleati dell' Eucarestia, dopo aver trattato, presso di loro, il tema dei "Doni dello Spirito Santo"   e della "Grazia" , terrà un nuovo ciclo di catechesi su un argomento che ci sta molto a cuore: "La Chiesa" . 

Don Luca Tuttocuore (don Parvulus)

La Durata del ciclo di catechesi.

Il ciclo consta di 4 incontri, che si svolgeranno a cadenza settimanale, fino alla metà del mese di Luglio. Avranno la durata di circa 30 minuti, a cui seguirà un tempo dedicato alle domande degli ascoltatori, che dovranno essere brevi e pertinenti.

Le riunioni si terranno, per migliori motivi tecnici, non più sul canale telegram degli Alleati dell' Eucarestia e del Vangelo, come di consueto, bensì su Google MEET.

• Come accedere alla riunione? Per partecipare cliccare su https://meet.google.com/baw-tyoq-sci che è il link del primo incontro di  mercoledì 17 giugno, mentre per ogni nuova riunione comunicheremo di volta in volta i relativi link d'accesso.

Da non perdere. Gradita sarà la condivisione del presente avviso con i vostri contatti personali. Grazie.

La Chiesa: Una, Santa, Cattolica e Apostolica

Laudetur Jesus Christus nunc et semper

Veronica Cireneo e collaboratori
martedì 16 giugno 2026
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domenica, giugno 14, 2026

Maschio e Femmina, Dio li creò: nessuno si senta offeso. Rosario di riparazione in San Pietro. Domenica 21 giugno

 

a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo e doverosamente pubblichiamo questo comunicato contenente un invito alla preghiera pubblica,  che si terrà in piazza San Pietro, la mattina di Domenica prossima 21 giugno, alle ore 10,45: ritrovo presso l'obelisco. Il gruppo dei rosarianti sarà, molto probabilmente , accompagnato dallo striscione con la scritta "Maschio e Femmina li creo' ". Sarà una preghiera di riparazione pubblica, come pubblico è l'oltraggio al pudore, nelle sfilate che osannano il peccato mortale contro natura - miserere! - e che a Roma si ripeterà sabato prossimo. Invitiamo gli amici romani a diffondere sentitamente e a partecipare con la famiglia, possibilmente  con i bambini, a questo pio appuntamento promosso da Liberi in Veritate, sezione di Roma, a cui gli  Alleati dell'Eucarestia e Militia Christi hanno certamente aderito insieme a diverse altre sigle di associazioni cattoliche, presenti sul territorio. Ci vediamo numerosi. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Viva Maria

§§§

 Rosario di riparazione in piazza San Pietro. Perché?

Premessa. Se ci guardiamo attorno, non possiamo non prendere atto del fatto che il mondo intero è in subbuglio: dalla guerra che sconvolge il cuore dell’Europa, a quella che sta devastando il Medio Oriente; dal massacro dei cristiani in Nigeria, alle rivolte popolari che accendono le piazze di mezzo mondo!  Sembra di assistere al tragico spettacolo di un campo di battaglia globalizzato.

Al di là delle guerre vere e proprie, di cui siamo testimoni, non bisogna dimenticare la guerra culturale in atto, ormai da decenni, in ogni angolo della terra.

E’ la guerra contro il principio di realtà, di chi non accetta il fatto che questo mondo sia governato da un ordine naturale, a cui ogni essere umano è sottoposto. È la visione del mondo di chi ha sposato la sfida dell’angelo ribelle con il suo “non serviam”, secondo cui non esiste una regola che l'uomo non possa violare, giacché presuppone che: “io sono il dio di me stesso”.

Niente di nuovo sotto il sole!  Tutto già visto.

Davanti allo sconforto, di assistere a un’umanità che ha dichiarato guerra alla ragione e che sta programmando la sua autodistruzione, non resta altro da fare che chiedere l’aiuto di Nostro Signore e della Madonna, perché è chiaro che con le sole nostre forze la battaglia è perduta.

Quando? La recita del Santo Rosario è prevista per la mattina di Domenica prossima 21 giugno: il giorno successivo a quello del g@y pride che si svolgerà a Roma il sabato 20. Sponsorizzato con fondi pubblici a livello istituzionale internazionale, sostiene la rivoluzione globale in atto puntando alla  libertà ed eguaglianza per tutti/tutte/tutt* , naturalmente e sempre, sotto l’egida dei fratelli m@ssoni.

In questa "rivoluzione francese a livello mondiale"   noi vestiamo i panni della Vandea: quella che resiste con l’aiuto di Dio.

E proprio perché la guerra, in corso in ogni ambito e ad ogni livello, è una guerra contro l’ordine naturale e contro chi cerca di preservarlo, bisogna abbandonare le armi materiali e tirare fuori i Rosari, perché solo Dio può porre fine al clima di irrazionalità che pervade il pianeta. Non esistono alternative.

Chi parteciperà? A questa nostra iniziativa spirituale hanno aderito diverse sigle cattoliche presenti sul territorio: ci saranno quindi esponenti di Liberi in Veritate, di Alleati dell' Eucarestia e del Vangelo,  di Militia Christi ed altri.

Come nasce l'iniziativa? Il Rosario del 21 giugno nasce come "manifestazione una tantum" , ma vuole anche essere l' inizio di una collaborazione, concreta e spirituale,  tra quanti hanno capito che, per tutelare la verità dell’essere umano, è necessario mettere da parte gli egocentrismi e collaborare per il bene delle future generazioni, a cui non possiamo lasciare un mondo in preda della follia.

L'illusione di una vittoria senza Cristo. Infine, ci sembra opportuno tornare a far presente quanto segue: coloro che pensano che per abbattere il Cristianesimo e il Cattolicesimo basti infiltrare la Chiesa e le chiese, non hanno capito che lo Sfidante Ultimo e Vero che si troveranno davanti alla fine del percorso è Nostro Signore Gesù Cristo: Colui che ha già vinto la guerra, alla morte, con la Sua Resurrezione. 

Sarà Lui ad avere l’ultima parola e sarà Lui che vincerà la guerra, ancora una volta - non praevalebunt - e definitivamente. 

Dina Nerozzi

Domenica 14 giugno 2026 

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mercoledì, giugno 10, 2026

Rosario degli Alleati. Diretta telegram per la santificazione dei sacerdoti il 12 giugno. Festa del Sacro Cuore


di Veronica Cireneo 

Avviso Sacro

Cari amici e lettori, grazie per il vostro affetto.

Con questo breve post informiamo che, in occasione della Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù ( venerdi 12 giugno p. v. ), si svolgerà la recita del Santo Rosario,  in latino,  a guida sacerdotale, in diretta telegram sul canale degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo, a partire dalle ore 21.

Chi desidera unirsi alla preghiera, per rispondere a qualche decina o solo per ascoltare silenziosamente -  sarà il benvenuto - potrà accedere alla trasmissione cliccando su questo link d'invito , che verrà ripetuto anche in calce.

Origini e sviluppo della Solennità: cenni

La Festa del Sacro Cuore è il giorno tradizionalmente dedicato alla riparazione dell' ingratitudine umana nei confronti dell'Amore di Dio (caratterizzata, negli ultimi anni, da una parabola  verticosamente ascendente), oltre che alla santificazione dei sacerdoti, motivo per cui reciteremo, per loro, il Santo Rosario  proprio in quel giorno.

Paray-le-Monial: luogo dove Gesù mostrò il Suo Cuore aperto a Santa Margherita Maria Alacoque 

Pur esistendo tracce della devozione al Sacro Cuore fin dal Medioevo, la festa per come la conosciamo noi è legata alle rivelazioni private, avute dalla monaca francese Santa Margherita Maria Alacoque, tra il 1673 e il 1675 quando, presso Paray-le-Monial,  Gesù le apparve mostrandole il Suo Cuore Aperto e chiedendo che venisse dedicata una festa per la riparazione delle ingratitudini dell'umanità verso di Lui.

Così avvenne che per Volontà Divina, la Solennità del Sacro Cuore, ufficialmente istituita da Papa Pio IX nel 1856, fu stabilita per il primo venerdì, dopo la Solennità del Corpus Domini. 

Successivamente, a ridosso della Vigilia dell'Anno Santo del 1900, fu l'intero mese di Giugno a diventare ufficialmente il mese dedicato a Questa Devozione, a seguito  della Consacrazione dell'umanità al Sacro Cuore, da parte di Papa Leone XIII:  atto solenne promulgato con l'Enciclica Annum Sacrum del 25 maggio 1889.

L'invito alla recita del Rosario è rivolto a tutti e a ciascuno di coloro che verranno a conoscenza di questa informativa, che chiediamo di diffondere al massimo con i propri contatti personali, affinché si raggiunga una presenza massiccia di rosarianti, intenzionati a riparare le offese che Questo Sacratissimo Cuore, perpetuamente riceve, anche con la paradossale collaborazione dei Suoi consacrati, per i quali, in varie apparizioni Gesù chiede, non a caso, preghiere incessanti.

L'intenzione primaria di questo santo Rosario infatti è la santificazione dei sacerdoti, vivi e defunti , secondo la felice intuizione del don, che ringraziamo per il generoso suggerimento.

Sarà lo stesso sacerdote promotore dell'iniziativa, che ci ha scritto anche mosso dall'intenzione di rilanciare la preghiera mariana per eccellenza, a guidare il santo Rosario in latino, che terminerà con una personale meditazione.

Non si esclude, se lo riterrete gradito e propizio, cosa che verificheremo con un sondaggio, la replica mensile del pio evento.

Vi aspettiamo numerosi cliccando su questo link d'invito, che nel frattempo vorrete gentilmente diffondere. Grazie. A venerdì.

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Viva Maria

Veronica Cireneo, collaboratori ed Alleati tutti

Mercoledì 10 giugno a D. MMXXVI

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Note:

- Confermiamo agli organizzatori di rosari pubblici nella propria città,  la disponibilità della Redazione degli Alleati a diffondere e pubblicizzare la propria iniziativa a condizione che venga descritta nei dettagli principali e inviata  a  MAIL MESSA/CENACOLI, Grazie 

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Notti "bianche" e profanazione delle chiese. Onore ai cattolici francesi che dicono no


 di Veronica Cireneo 

Nel mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù: Giugno,  non si sa bene come e perché, in Italia impazzano le (F)rocessioni organizzate nel nome del Pr7de, con tanto di assistenza spirituale, pure curiale (ci mancherebbe!)...

...mentre la Francia si diletta con le notti nere, chiamate artatamente bianche, tanto per non dare troppo nell' occhio.

Nei fatti si tratta sostanzialmente di manifestazioni pseudo-artistiche,  col preteso svolgimento nelle chiese, nonostante siano orientate al satanismo - in Italia nel mese di Luglio ne vedremo delle belle! 

Ai fedeli francesi, questa invasione di campo non va affatto a genio e lo hanno dimostrato chiaramente mobilitàndosi  contro l'occupazione dello spazio sacro.

La Repubblica francese però si è impegnata a fondo per reprimere quei cattolici che si sono recati in chiesa semplicemente per far rispettare il canone 1210 del diritto canonico e l'articolo 13 della legge sulla separazione tra Stato e Chiesa: entrambi stabiliscono che una chiesa debba essere utilizzata solo per il culto o, eccezionalmente, per concerti di musica sacra.

Prendiamo a cuore e a modello l' onorevole esempio di rispetto del luogo sacro e rendiamo omaggio a tutti i cattolici che  hanno cercato di impedire la profanazione di chiese (video) e cappelle parigine.

E non dimentichiamo di pregare per loro: in particolare per i sei fedeli presi in custodia dalla Polizia ( video). Bontà loro! 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Viva Maria 


Veronica Cireneo 

mercoledì 10 giugno 2026

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domenica, giugno 07, 2026

Il Pio Pellicano e il Corpus Domini: il Dogma dei Dogmi. Don Giuseppe M.


a cura di Veronica Cireneo 

Tanto significativa quanto poco conosciuta è l'antica immagine del pio Pellicano utilizzata dalla tradizione cristiana per rappresentare il Senso Vero e il Fine ultimo dell' Eucarestia: il dono di se stesso per la vita dei figli. La rilanciamo oggi nel giorno della Solennità del Corpus Domini, Dogma dei Dogmi, perché giunga a credenti e miscredenti, in questi tempi indefinibili e paradossali in cui l'Ostia in certi luoghi  si preferisce darLa ai cani  ed in altri negarLa processionalmente  alla vista degli umani, Miserere. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia. Buona lettura e condivisione.

(Si rende noto che l'articolo è udibile. Basta cliccare sul triangolino in alto a destra. Qui più dettagliate istruzioni https://t.me/alleanza3/6931)

§§§


      Il Pio Pellicano e il Pane della Vita

Tra le immagini più antiche e suggestive che la tradizione cristiana ha utilizzato per contemplare il Mistero dell'Eucaristia vi è quella del pio pellicano.

Ancora oggi lo si trova scolpito sugli altari, dipinto nei tabernacoli, ricamato sui paramenti sacri: un pellicano che apre il proprio petto per nutrire i suoi piccoli con il proprio sangue.

L'immagine nasce da un'antica leggenda riportata nel Fisiologo, secondo la quale il pellicano, nei tempi di carestia, si ferisce il petto per dare il proprio sangue ai figli e salvarli dalla morte.

Per questo i cristiani videro in quell'uccello una figura di Gesù Cristo, il quale non si limita a donare qualcosa di Sé, ma dona Sé stesso.

Nessun simbolo sembra così vicino alle parole pronunciate dal Signore nel capitolo 6 del Vangelo di San Giovanni.

«Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita»... (Gv 6,53).

E ancora:
«La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55).

Sono parole che non ammettono riduzioni simboliche.
Per questo molti rimangono scandalizzati.

«Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?» (Gv 6,60).

Da quel momento numerosi discepoli si allontanano e non camminano più con Lui.
È uno dei passaggi più drammatici del Vangelo.

Gesù non rincorre coloro che se ne vanno.

Non attenua le Sue parole. Non cerca compromessi.
Si volta invece verso i Dodici e pone una domanda che attraversa i secoli:

«Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67).

È la stessa domanda che risuona oggi nella Solennità del Corpus Domini.

Davanti all'Eucaristia non basta essere simpatizzanti di Gesù.

Non basta apprezzarne l'insegnamento morale.
Non basta ammirarne la figura storica.
Occorre scegliere se credere o no alla Sua Parola.

Credere che nell'Ostia consacrata non vi sia semplicemente un simbolo, un ricordo o un segno della presenza di Cristo, ma Cristo stesso: vero Dio e vero Uomo, con il Suo Corpo, il Suo Sangue, la Sua Anima e la Sua Divinità.

Lo stesso Gesù nato da Maria Vergine.
Lo stesso Gesù che percorse le strade della Galilea.
Lo stesso Gesù crocifisso sul Calvario.
Lo stesso Gesù risorto il mattino di Pasqua.
Lo stesso Gesù glorioso che siede eternamente alla destra del Padre.

L'Eucaristia è infinitamente più grande della leggenda, ma il pio pellicano ci aiuta a comprendere questa verità:

Cristo non offre un simbolo del Suo Sangue, ma il Suo vero Sangue. Non offre un'immagine della Sua Vita, ma la Sua stessa Vita.

Non offre un ricordo del sacrificio della Croce, ma rende presente sacramentalmente l'unico Sacrificio del Calvario. Ad ogni Santa Messa il  Pellicano divino continua a nutrire i suoi figli.

L'uomo ha fame di amore, di verità, di pace, di eternità.
Cerca nutrimento nelle cose del mondo e spesso rimane insoddisfatto.
Solo Cristo può saziare la fame più profonda del cuore umano.

(...) il Corpus Domini non è soltanto una festa liturgica: È un esame di coscienza!

- Credo davvero che Gesù sia presente nel Santissimo Sacramento?
- Mi accosto alla Comunione come a un incontro reale con il Signore?
- Dedico tempo all'Adorazione Eucaristica?
- Entro in chiesa consapevole di trovarmi davanti al Re dei re?

Le processioni del Corpus Domini, gli altari adornati, gli incensi, i fiori, i canti e le genuflessioni non sono semplici tradizioni.

Le processioni del Corpus Domini, gli altari adornati, gli incensi, i fiori, i canti e le genuflessioni non sono semplici tradizioni.


Sono l'omaggio della Chiesa al suo Signore nascosto sotto i veli eucaristici.

Davanti al Mistero eucaristico non tutto può essere compreso, ma tutto può essere creduto, perché lo ha detto Cristo.

In questo Corpus Domini contempliamo dunque il divino Pellicano che continua ad aprire il Suo Cuore per i figli degli uomini.

Accostiamoci a Lui con fede viva, con amore riconoscente e con adorazione profonda.

E mentre il mondo cerca altrove il pane che non sazia, noi riconosciamo nel Santissimo Sacramento il Pane vivo disceso dal cielo, il tesoro della Chiesa, il cuore della Santa Messa, la presenza reale di Gesù Cristo che rimane con noi:
 «tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Don Giuseppe M.

7 giugno a. D. 2026 Solennità del Corpus Domini

Fonte

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sabato, giugno 06, 2026

Concilio e sua applicazione: Croce e Delizia in Cristo. Don Pietro Paolo



a cura di Veronica Cireneo 

Il presente brano corrisponde ad un commento formulato da un assiduo frequentatore del blog Stilum Curiae di Marco Tosatti , da cui, con le dovute autorizzazioni, è stato estratto. Appartiene al sacerdote della Chiesa Cattolica che si firma col nome di don Pietro Paolo e risponde ad una commentatrice, che lamenta il mare magnum dei guasti generati dal Concilio nel grembo della chiesa. Come non capirla? È la voce di tanti! Proponiamo quindi alla vostra attenzione la risposta del sacerdote, che ringraziamo, affinché nella lettura abbiate modo di apprezzare la dialettica, la compostezza, l'equilibrio e la completezza di un giudizio sul Concilio e sulla sua applicazione, come pochi, tra i modernisti, se ne vedono. Il sacerdote sostiene e conferma la Fede in Gesù Cristo e nel più totale e necessario abbandono alla Sua Onniscienza e Onnipotenza, pur nell'ambito, e a maggior ragione, dell'attuale, oggettiva, Tribolazione e Croce. Da tenere a mente! Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.

§§§

"(...) la ringrazio per la lunga risposta, che almeno ha il merito della chiarezza. Tuttavia continuo a ritenere che il suo ragionamento parta da fatti reali per arrivare a conclusioni ecclesiologicamente false.

Nessuno nega la crisi della Chiesa postconciliare. Nessuno nega ambiguità pastorali, cedimenti, abusi liturgici, confusioni dottrinali, silenzi colpevoli e perfino gravi responsabilità di uomini di Chiesa. Sarebbe ridicolo negarlo.

Io stesso soffro profondamente nel vedere certe derive, certe parole e certi atteggiamenti che non si addicono alla santità della Chiesa di Cristo. E soffro nel vedere alcuni ministri sacri sostenere posizioni che, pur non essendo forse formalmente eretiche, conducono oggettivamente verso l’eresia, generano confusione nei fedeli e finiscono col relativizzare la verità cattolica.

Non condivido affatto molte impostazioni pastorali, certi linguaggi ambigui, certe aperture imprudenti, né il silenzio davanti ad abusi dottrinali e liturgici che scandalizzano il popolo di Dio.

Ma proprio qui sta il punto decisivo: nonostante tutto questo, io rimango nella Chiesa, prego per la Chiesa e lavoro dentro la Chiesa. Perché la Chiesa non appartiene ai modernisti, ai tradizionalisti, ai progressisti, ai teologi di moda o ai prelati confusi. La Chiesa appartiene a Cristo.

Lei cita Congar, Martini, Paglia, gli abusi tedeschi, le derive morali. Bene. Ma nessuna di queste cose costituisce una prova teologica che la Chiesa cattolica abbia cessato di essere la Chiesa di Cristo.

Al massimo dimostrano che nella Chiesa vi sono uomini infedeli, teologi eterodossi, vescovi confusi e pastori che governano male. Cosa già accaduta molte volte nella storia.

Anche nel IV secolo moltissimi vescovi cedettero all’arianesimo. Eppure Sant’Atanasio non concluse che fosse nata “un’altra Chiesa”. Resistette restando nella Chiesa.

Lei continua a usare categorie come “rivoluzione”, “massoni”, “processi”, “fumo di satana”, “1789 della Chiesa”, costruendo però una lettura quasi totalizzante della storia ecclesiale, dove tutto diventa parte di un grande piano coerente. Ma la realtà storica è molto più complessa e meno ideologica.

Il modernismo condannato da San Pio X non consiste semplicemente nell’uso di linguaggi pastorali nuovi o nel dialogo col mondo. Consiste nella negazione oggettiva della Rivelazione, del dogma immutabile e della fede come verità soprannaturale.

Ora, mi dica sinceramente:
il Vaticano II ha forse negato la Trinità?
Ha negato la divinità di Cristo?
Ha negato la presenza reale?
Ha negato il sacerdozio?
Ha negato la successione apostolica?
Ha negato il primato petrino?

No.

Che alcuni abbiano poi usato il Concilio come grimaldello per introdurre derive progressiste è vero. Ma l’abuso di un testo non coincide automaticamente con la sua natura intrinseca.

Quanto poi alla questione dell’intelligenza artificiale, sinceramente mi pare che si stia scivolando in un clima da dietrologia permanente. Che oggi possano essere usati strumenti informatici, sistemi di IA o supporti redazionali non significa affatto che un’enciclica venga “scritta dall’IA”, né tantomeno che lo Spirito Santo venga sostituito da un algoritmo. Altrimenti dovremmo negare anche il ruolo di teologi, segretari, consulenti, traduttori e collaboratori che da sempre assistono il Papa nella preparazione dei documenti. L’assistenza dello Spirito Santo al Magistero non è una dettatura automatica divina, ma la guida della Chiesa nella verità attraverso strumenti umani e limiti umani. E sinceramente, interpretare perfino i cognomi in chiave simbolico-esoterica ci porta ormai più vicino alla numerologia che alla teologia.

Lei parla di “fatti”. Anch’io guardo ai fatti.

E il fatto fondamentale è questo:
malgrado sessant’anni di crisi, la Chiesa continua ancora oggi a professare il Credo, celebrare i sacramenti, ordinare sacerdoti, proclamare Cristo vero Dio e vero uomo e custodire la successione apostolica.

Lei ha ricordato il passo evangelico di Gesù che dorme a poppa. Bene. A volte può anche sembrare che il Signore dorma davanti alla tempesta che scuote la Chiesa. Ma il suo Spirito non dorme mai.

Cristo non ha abbandonato la sua Chiesa, né l’ha consegnata definitivamente ai modernisti, ai progressisti o alle confusioni del tempo presente. Egli continua ad operare, per mezzo del Suo Spirito, spesso in modo nascosto, paziente e misterioso, anche dentro questa crisi dolorosa.

Ed è proprio qui la differenza decisiva: io credo che le promesse divine si compiranno non attraverso rotture ecclesiali, “resistenze” erette a sistema o nuovi Lefebvre che finiscono col porre se stessi come criterio della Tradizione, ma attraverso l’opera misteriosa e sorprendente di Colui che ha detto: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”.

La Chiesa è stata ferita molte volte nella storia. Ha attraversato papi indegni, vescovi corrotti, eresie devastanti e crisi apparentemente insanabili. Eppure è sempre stata purificata dall’interno, mai salvata da una contro-chiesa.

Se davvero il modernismo avesse “preso totalmente il potere” nel 1958 distruggendo la Chiesa dall’interno, allora dovremmo concludere che Cristo non ha mantenuto la promessa fatta a Pietro.

Ed è precisamente questa la conclusione a cui io non intendo arrivare.

Perché una cosa è criticare errori, confusioni e derive.
Altra cosa è trasformare la crisi della Chiesa nella prova che la Chiesa stessa sarebbe ormai un organismo sostanzialmente apostata.

Questa, mi permetta, e lo dico da prete, non è più una posizione cattolica".

Don Pietro Paolo

•••

6 giugno a. D. 2026

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