sabato, settembre 12, 2026

L'acrostico salmodiato del Santissimo Nome di Maria. L'antica devozione dei 5 salmi.




di Veronica Cireneo


Il nome di Maria è la gloria di tutte le chiese.

Dall’oriente al tramonto si deve lodare  il

Nome del Signore e di Maria, Madre Sua. 


§§§


Mentre ricordiamo l'interessante Convegno su Maria Santissima  che si terrà a Roma in Ottobre, per celebrare degnamente la Festa del Santissimo Suo Nome, oggi 12 settembre rispolveriamo, per offrirla brillante come un gioiello alla vostra attenzione spirituale, un'antica, dimenticata devozione mariana nata intorno al XII secolo. Devozione che si diffuse solo molto tempo dopo, quando nel 1683 Papa Innocenzo XI istituì la Festa Liturgica del Santissimo Nome di Maria, rendendola obbligatoria per tutta la Chiesa, mentre  attualmente è memoria facoltativa.

• Si tratta della devozione dei cinque salmi le cui iniziali, lette in verticale formano il Nome di 

M• A• R• I• A

Non è un giochetto, ma uno specifico slancio d'amore che vuole essere inviato al Cuore Immacolato di Maria, a Gloria di suo Figlio Gesù, che sempre gioisce all'udire, se celebrato con passione, il Nome della sua Amatissima Madre e che per i fedeli costituisce un semplicissimo percorso spirituale: breve, consolatorio e di riparazione.

Per facilitare un buon intimo lavoro spirituale, necessario in questo santo giorno e in tutti gli altri, elenchiamo di seguito i 5 salmi che formano il Nome di Maria, da recitare nella successione indicata:

M - Magnificat (Cantico di Luca 1, 46-55): «Magnìficat ànima mea Dòminum...» (L'anima mia magnifica il Signore).

A - Salmo 119 (120): «Ad Dòminum cum tribulàrer clamàvi, et exaudìvit me...» (Nella mia oppressione ho gridato al Signore ed egli mi ha risposto).

R - Salmo 118 (119), 17-32: «Retrìbue servo tuo, vivam: et custòdiam sermònes tuos...» (Sii buono con il tuo servo e vivrò, e custodirò la tua parola).

I - Salmo 125 (126): «In convertèndo Dòminus captivitàtem Sion: facti sumus sicut consolàti...»  (Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare).

A - Salmo 122 (123): «Ad te levàvi òculos meos, qui hàbitas in caelis...» (A te sollevo i miei occhi, a te che abiti nei cieli). Oppure si legga il Salmo 142 nei testi storici. 


• Quindi pregheremo così ( versione italiana):

O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ant. Il nome di Maria è la gloria di tutte le chiese, a lei grandi cose fece l’Onnipotente, e santo è il nome suo.

Ant. Dall’oriente al tramonto si deve lodare il nome del Signore e di Maria Madre sua.


M - Magnificat (Cantico di Luca 1, 46-55): 

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore,
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ant. Il nome di Maria è la gloria di tutte le chiese, a lei grandi cose fece l’Onnipotente, e santo è il nome suo.

Ant. Dall’oriente al tramonto si deve lodare il nome del Signore e di Maria Madre sua.


A - Salmo 119 (120): «Ad Dòminum cum tribulàrer..."

Nella mia angoscia ho gridato al Signore ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, dimoro fra le tende di Cedar!
Troppo io ho dimorato con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ant. Dall’oriente al tramonto si deve lodare il nome del Signore e di Maria Madre sua.

Ant. Nelle tribolazioni il nome di Maria è il rifugio per tutti quelli che lo invocano.

R - Salmo 118 (119), 17-32: «Retrìbue servo tuo, vivam: et custòdiam sermònes tuos..

Sii buono con il tuo servo e avrà vita, custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io veda le meraviglie della tua legge.
Io sono straniero sulla terra, non nascondermi i tuoi comandi.
Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti in ogni tempo.
Tu minacci gli orgogliosi; maledetto chi devia dai tuoi decreti.
Allontana da me vergogna e disprezzo, perché ho osservato le tue leggi.
Siedono i potenti, mi calunniano, ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, miei consiglieri i tuoi precetti.
Io sono prostrato nella polvere; dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; insegnami i tuoi voleri.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti e mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella tristezza; sollevami secondo la tua promessa.
Tieni lontana da me la via della menzogna, fammi dono della tua legge.
Ho scelto la via della giustizia, mi sono prostrato ai tuoi giudizi.
Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, che io non resti confuso.
Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ant. Nelle tribolazioni il nome di Maria è il rifugio per tutti quelli che lo invocano.

Ant. Ammirabile in tutta la terra è il tuo nome, o Maria.


I - Salmo 125 (126): "In convertèndo Dòminus..."

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli:
“Il Signore ha fatto grandi cose per loro”.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha colmati di gioia.
Riconduci, Signore, i nostri prigionieri,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo.
Nell’andare, se ne va e piange, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ant. Ammirabile in tutta la terra è il tuo nome, o Maria.

Ant. I cieli hanno annunciato il nome di Maria e tutti i popoli hanno veduta la sua gloria.


A - Salmo 122 (123): «Ad te levàvi òculos meos,.."

A te levo i miei occhi, a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni;
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona, così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
già troppo ci hanno colmato di scherni,
noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, del disprezzo dei superbi.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ant. I cieli hanno annunciato il nome di Maria e tutti i popoli hanno veduta la sua gloria.

V. Sia benedetto il nome della Vergine Maria.
R. Da questo momento e nei secoli. 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
 
Festa Liturgica del SS. Nome di Maria,
Corredentrice e Dispensatrice di Tutte le Grazie
   


Veronica Cireneo 
sabato 12 settembre 2026

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martedì, settembre 08, 2026

L'importanza delle "dita unite" dopo la Consacrazione del Pane Eucaristico. D. Bossoni


Notare l'unione di pollice ed indice

a cura di Veronica Cireneo 

Grazie a MiL- Messa in Latino  per questi sostanziali spunti sull'importanza degli atti liturgici.  Il presente  brano tratta delle “dita unite” del sacerdote, dopo la consacrazione dell'Ostia, come della condizione essenziale per impedire la dispersione involontaria dei frammenti eucaristici. Dettaglio tutt'altro che trascurabile, da ripristinare durante la Santa Messa, assolutamente ovunque e sempre, come già accaduto fino a Benedetto XVI. Buona lettura e diffusione.

§§§

Tra le riforme e le semplificazioni del Rito Romano seguite al Concilio Vaticano II, una delle mutazioni più rilevanti nella gestualità del celebrante riguarda l’abolizione dell’obbligo di tenere uniti i pollici e gli indici delle mani subito dopo la Consacrazione fino alle abluzioni purificatrici.

Se per una lettura superficiale o meramente funzionale della Liturgia si tratta di un insignificante dettaglio rubricale, per la teologia del Sacrificio e per la custodia del Dogma della Transustanziazione, questa omissione ha segnato una ferita profonda e devastante nella percezione del Sacro.

Difatti, nel Ritus servandus in celebratione Missæ del Missale Romanum del 1962, dal momento preciso in cui le parole della Consacrazione operano la Transustanziazione del pane nel Corpo di Cristo, le dita del sacerdote che hanno toccato l’Ostia Consacrata non toccano più nulla che non sia il Corpo del Signore.

Ciò avviene fino alla purificazione con vino e acqua al termine della Comunione; sino a quel momento infatti, il Celebrante sostiene la patena, gira le pagine del Messale e apre il tabernacolo mantenendo pollici e indici congiunti.

Questo uso non nasceva da una mania scrupolosa o da un vuoto formalismo medievale, bensì da una logica teologica ineccepibile: la fede nell’effettiva e reale Presenza di Cristo in ogni singolo, minimo frammento dell’Ostia Consacrata.

Pertanto, custodire le dita unite significava impedire la dispersione involontaria anche della più infinitesimale particella del Corpo di Cristo sul corporale, sulle vesti o sui libri liturgici, esprimendo visivamente a tutto il popolo la certezza che tra quelle dita c’era Dio medesimo.

Con l’introduzione della Nuova Forma Ordinaria e la contestuale scomparsa di questa prescrizione rubricale, le mani del sacerdote sono state restituite alla loro ordinaria operatività:

-voltano le pagine del messale ad ampie mani, 

-gesticolano durante le preghiere,

- toccano il calice e gli arredi, senza più alcuna riserva.

L’esito pratico e spirituale di questo cambiamento è stato drammatico: la perdita quasi totale della percezione del pericolo di profanazione o di dispersione dei frammenti eucaristici.

Gesti che un tempo comunicavano ai fedeli, con la sola evidenza del linguaggio corporeo, la maestà tremenda del Mistero, sono stati sostituiti da una disinvoltura profana.

Se le dita che hanno consacrato il Re dell’Universo possono subito dopo sfogliare foglietti o toccare la microfonia senza particolare cautela, quale messaggio viene trasmesso al popolo di Dio se non l’idea sottile che quel Pane non sia poi così diverso da un comune simbolo?

La crisi della fede nella Transustanziazione – oggi tragicamente attestata da sondaggi e dalla prassi comune – non nasce da grandi dispute filosofiche, ma dalla quotidiana perdita dei segni del rispetto liturgico.

Il ripristino, anche personale, della custodia dei pollici e degli indici dopo la Consacrazione rappresenta per ogni sacerdote un atto di altissima testimonianza e di riparazione spirituale.

Restituire valore e sacralità alle mani del presbitero significa riaffermare che l’Eucaristia non è un pasto comunitario tra i tanti, ma il vero Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, da adorare e custodire con ogni fibra del nostro essere.

P.S. : È da notare che tutti i Papi, fino a Benedetto XVI, mantennero la pratica di tenere uniti indici e pollici anche nelle celebrazioni in Novus Ordo.

Diego Bossoni

5 settembre 2026

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lunedì, settembre 07, 2026

Il miracolo eucaristico permanente di Siena: 223 Ostie Consacrate, intatte dal 1730. Evidenze storico-scientifiche


a cura di Veronica Cireneo 

Cari amici e lettori, per la Rubrica: "Miracoli Eucaristici" , offriamo alla vostra attenzione la storia del miracolo eucaristico, cosiddetto "permanente",  di Siena che, avvenuto nel 1730, è tuttora in atto. Vediamo in questo articolo come si svolsero i fatti nell'immediato, in seguito e fino ai nostri giorni. Per leggere, invece, la storia degli altri miracoli eucaristici, precedentemente trattati su questo sito, lo potete fare cliccando su questo collegamento . Buona lettura e diffusione

§§§

A Siena, nella Basilica di San Francesco, si custodiscono da 286 anni, 223 Ostie che miracolosamente si mantengono intatte da allora, contro ogni legge fisica e biologica.

(...) cosa avvenne precisamente?

Il 14 agosto del 1730, alcuni ignoti ladri penetrarono nella chiesa di San Francesco a Siena, tenuta dai Frati Minori Conventuali e rubarono la pisside contenente 351 Ostie consacrate. Appena il furto venne scoperto, si sospese anche il celebre Palio in segno di riparazione.

Nonostante le diligentissime ricerche condotte dalle autorità religiose e civili, le sacre Particole furono ritrovate, casualmente, (solo) la mattina del 17 agosto nel vicino santuario di S. Maria in Provenzano, ove i ladri sacrileghi le avevano nascoste dentro la cassetta delle elemosine in mezzo alla polvere e alle ragnatele.

Le Ostie allora furono piamente ripulite, esaminate e debitamente identificate come quelle rubate. Tutto il popolo accorse ad omaggiare con una Solennissima Processione le Sante Ostie, che furono riportate in S. Francesco in un tripudio di canti e di preghiere.

Intanto il tempo passava, ma nessun segno di alterazione si notava in esse, a differenza di quanto ci si sarebbe dovuto attendere. Più volte, a distanza di decenni, uomini illustri le esaminarono con ogni mezzo che il progresso metteva loro a disposizione, moltiplicando però, nel contempo, cause ed elementi che avrebbero dovuto favorirne la corruzione (travasamenti, scuotimenti, contatti, conteggi, pulviscolo, umidità, ecc.).

Ma la scienza ha sempre concluso i suoi esami, affermando che:

"le Sacre Particole sono ancora fresche, intatte, fisicamente incorrotte, chimicamente pure e non presentano alcun principio di corruzione". 

L’Arcivescovo Tiberio Borghese ordinò anche una controprova: fece chiudere per 10 anni in una scatola di latta sigillata alcune Ostie non consacrate. Alla riapertura della scatola la Commissione scientifica preposta trovò al posto delle Ostie solo vermi e frammenti putrefatti.

L'ultimo esame fu autorizzato da Papà Pio X e ad esso parteciparono illustri studiosi. Questo fu il verdetto della commissione, composta da eminenti professori di bromatologia, igiene, chimica e farmaceutica, che compì il grande esame scientifico del 10 giugno 1914.

Il verbale che stesero diceva:

"le Sante Particole di Siena sono un classico esempio della perfetta conservazione di particole di pane azzimo consacrate nell'anno 1730, e costituiscono un fenomeno singolare, palpitante di attualità che inverte le leggi naturali della conservazione della materia organica. È un fatto unico consacrato negli annali della scienza".

Dirette ed immediate constatazioni si rinnovarono nel 1922, quando il Card. Giovanni Tacci trasferì le sante Ostie in un cilindro di puro cristallo di rocca;

- nel 1950, allorché furono collocate in un più prezioso Ostensorio;

- nel 1951, nella dolorosa circostanza di una nuova manomissione sacrilega nella quale i ladri, anche questa volta non identificati, strappati i sigilli e rovesciate tutte le sacre Particole in un angolo del piano marmoreo del Tabernacolo, trafugarono il cilindro di cristallo con tutti gli annessi preziosi.

- nel 1980: oggetto di stupore, di ammirazione e di venerazione da parte di gruppi, di pellegrinaggi organizzati, di personaggi celebri, di dignitari ecclesiastici e laici, le sacre Particole furono adorate anche da Sua Santità Giovanni Paolo II, nel corso della visita pastorale effettuata alla città di Siena il 14 settembre. In quella occasione, dopo averne ascoltata la storia, commosso, esclamò:

"E' la Presenza!"

Il Miracolo Eucaristico permanente di Siena, per il quale il tempo si è fermato, offre a tutti - dai più scettici ai più distratti - la possibilità di vedere coi propri occhi e di toccare con le proprie mani una delle più grandi meraviglie di Cristo sulla terra, dinanzi alla quale anche la Scienza ha piegato la fronte.

Il Miracolo permanente delle SS. Particole si custodisce:  nella Cappella Piccolomini nei mesi estivi, e nella cappella Martinozzi nei mesi invernali.

La devozione viene alimentata da iniziative varie:

- l'omaggio delle Contrade;

 -l'ossequio dei bambini della prima Comunione;

 -la solenne processione nella festa del Corpus Domini; 

- il solenne Settenario Eucaristico di fine settembre,

- la giornata eucaristica il 17 di ogni mese a ricordo del ritrovamento avvenuto il 17 agosto 1730 e

-da varie funzioni settimanali per le vocazioni sacerdotali e religiose.

Il grande scienziato Enrico Medi, di cui ci siamo già occupati si espresse così riguardo al Miracolo di Siena:

 "Questo intervento diretto di Dio, è il miracolo (...) miracolo nel senso stretto della parola, compiuto e mantenuto tale miracolosamente per secoli, a testimoniare la realtà permanente di Cristo nel Sacramento Eucaristico. In questi tempi, tanto difficili per la cristianità e per la Chiesa, in cui riaffiorano dottrine false che vorrebbero inclinare la nostra fede, la città di Siena alza il suo segno e mostra al mondo il suo miracolo".

Sono trascorsi cento anni dalle analisi scientifiche che attestarono l’incorruttibilità delle Sacre Particole. E da allora, quelle antiche Ostie, dapprima sottratte e poi ritrovate nel 1730, costituiscono il Miracolo Eucaristico senese.

In occasione di questa ricorrenza così significativa, l’Arcidiocesi di Siena – per espressa volontà del suo Arcivescovo - ha indetto per il 2014 e il 2015 un anno pastorale speciale: l’Anno Eucaristico (…..)

Veronica Cireneo 

lunedì 7 settembre 2026

Fonte: Arcidiocesi di Siena 

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martedì, settembre 01, 2026

Concilio Vaticano II. Prossime video-lezioni di Stefano Fontana.


a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo dall' Osservatorìo Van Thuan, e volentieri pubblichiamo, l'annuncio di questa serie di video-lezioni sulla questione del Concilio Vaticano II -  di cui ci eravamo occupati recentemente . A cura di Stefano Fontana, si terranno in settembre on-line in tre diverse date per affrontare tre questioni tuttora aperte: pastoralita', linguaggio e variazioni. Per partecipare al corso è necessaria l'iscrizione che si può fare attraverso questo indirizzo mail: scuole.ossvanthuan@gmail.com

§§§

Ho deciso di proporre agli amici dell’Osservatorio tre videolezioni sul Concilio Vaticano II perché accade spesso che le discussioni tra i cattolici alla fine si incaglino proprio lì.

Non mi riferisco alla questione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, di cui non si parlerà nelle videolezioni, ma ad una dimensione più ampia del problema: il Vaticano II rimane a tutt’oggi una questione aperta, non del tutto, non per la sua legittimità, che è fuori discussione, ma per una serie intricata di nodi irrisolti connessi con il suo intento pastorale, l’uso di un linguaggio nuovo e alcune variazioni della dottrina da interpretarsi correttamente.

Le tre videolezioni non tratteranno gli argomenti del pre-Concilio e del post-Concilio, né si farà la storia dei lavori conciliari, ma si concentreranno su tre questioni strutturali: il problema della pastoralità, il problema del linguaggio, il problema delle variazioni. 

Il nuovo format delle “3 videolezioni su…” è già stato sperimentato dal nostro Osservatorio. Abbiamo pubblicato 3 videolezioni sulla Filosofia di Karl Rahner e su Benedetto XVI. 

Il format permette di approfondire adeguatamente un argomento senza però appesantire con un numero troppo ampio di incontri. 

Vi invito a partecipare e a diffondere l’iniziativa.

Grazie.


Stefano Fontana

1 settembre 2026

Fonte (qui)

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mercoledì, agosto 05, 2026

Non ascoltate più nessuno! I comandi di padre Pio per salvaguardare la Fede in tempo di apostasia| Pausa estiva


di Veronica Cireneo 

Carissimi, il nostro sito sta per entrare nella pausa estiva quando, per un po', pubblicherà solo sporadicamente. Come accennato nell' articolo precedente sul Concilio  ci lasciamo in questo mese di agosto - dedicato a Dio Padre  (il 7 agosto) e al dogma dell' Assunzione di Maria al Cielo, in Corpo e Anima (15 agosto) - a meditare e praticare una salutare ricetta: i comandi dettati da Padre Pio ai Suoi figli spirituali, per non perdere la bussola della Fede nel tempo dell'apostasia. Tempo che assomiglia tanto a quello di cui stiamo tutti facendo un involontario e interminabile indigesto assaggio , in particolare i piccoli e gli indifesi. La Madonna, auxilium christianorum li e ci accompagni, liberi e protegga. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. A presto! Amen 

§§§

San Pio da Petralcina

"RicordatiQuando verranno quei tempi: 


- i Comandamenti di Dio, 

- le Preghiere del mattino e della sera, 

- il Santo Rosario

- i Sacramenti

- il Catechismo e

- i Santi  


Fate tutto nella fede dei nostri padri!

Nella fede dei nostri padri!!

Nella fede dei nostri padri!!!


E non ascoltate più nessuno" .


Veronica Cireneo 

mercoledì 5 agosto 2026

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martedì, agosto 04, 2026

Il Concilio Vaticano II e la notte della chiesa. Un discorso da fare e due utili fonti: Monsignor Gherardini, don Claudio Crescimanno


di Veronica Cireneo 

Non si può non prendere atto, della gravità dello stato in cui versa la chiesa, nell'aspetto concernente l'istituzione e l'organizzazione umana, che ha preso, con gravi reiterati scandali, la via della deriva, abbandonando la retta.

Al centro dei numerosi dibattiti che intenderebbero cercare il bandolo della matassa della crisi nella chiesa, si pone sempre più prepotentemente il tema del Concilio Vaticano II, citato ovunque, come un tormentone. 

Fu un evento che realmente funse da spartiacque. Momento culminante di una crisi che rodeva da tempo la religione Cattolica se costrinse, già nei primi anni del '900, Papa Pio X a scrivere il giuramento antimodernista. Introdotto inizialmente col documento Sacrorum Antistitum e poi con l'enciclica Pascendi Dominici gregis, il giuramento, redatto in lingua latina, fu imposto a tutti i membri del clero con compiti di ministero, magistero o di giurisdizione ecclesiastica e a quanti aspirassero a diventare parte del clero. E oggi, che fine ha fatto?

Oggi, a distanza di oltre mezzo secolo dal Concilio, la situazione è totalmente ribaltata e qualche domanda condivisa sorge spontanea da più parti:

Come mai non è più richiesto il giuramento anti modernista a tutto il clero, e in particolare a chi celebra la Messa riformata, dove risulterebbero "leciti (?)" : la Comunione in mano, i canti e i balletti nelle chiese, le donne sull'altare anche fatte prete, dove la Messa è apparecchiata come per una cena al ristorante e dove si celebrano "matrimoni" omosessuali (!), come se non fossero in abominio a Dio?

C'è  qualcuno a cui compete che si occupi di verificare se tutto ciò sia o no compatibile con la fede Cattolica?

Come mai oggi, non solo non si chiede più il giuramento anti- modernista, ma si pretende, anzi, l' adesione totale al Magistero Riformato, in nome dello "spirito del Concilio" senza  l'accettazione del quale scatta  la scomunica

Che cos' è esattamente questo spirito del Concilio con il quale si vorrebbe imporre ogni scandalosa, o quanto meno curiosa, stravaganza religiosa, come fosse un dogma? Peraltro il Concilio stesso non fu dogmatico, ma solo pastorale. Quindi se la pastorale dovesse diventare dogma, saremmo legittimati a sospettare di esserci imbattuti in una dittatura fanta-teologica, oppure no? Ad ogni modo, va ribadito con forza che i cattolici sono tenuti a conoscere e ad obbedire ad un solo spirito: lo Spirito Santo e Santificatore, Terza persona della Santissima Trinità, indipendentemente dalle mode ideologiche... Altra domanda:

Il Concilio, è stata una mannaia posta volontariamente alle radici del cattolicesimo per decretarne la fine, come dicono alcuni o è vero , come sostengono altri, che i danni, numerosi e fatali, attuati nel periodo post- conciliare,  sono stati il frutto di una cattiva interpretazione dei suoi documenti?

Tra tutte le domande poste sopra, quest'ultima è piuttosto faziosa giacché, risultati alla mano, è ormai evidente che: sia che lo fosse nella sostanza, sia che lo fosse nell'interpretazione, quell'evento storico ha segnato marcatamente un giro di boa nella storia del cattolicesimo, quale triste spartiacque, quasi punto di non ritorno. Non praevalebunt !

Dove trovare risposte sapienti a tutti questi interrogativi?

La materia è ardua e di libri e contributi a tema ne esistono a iosa. In questa sede suggeriamo due fonti: un libro e un ciclo di trasmissioni YouTube.

Il libro che riteniamo utile per farsi un'idea un po' più chiara sull'argomento è il testo intitolato: "Concilio Vaticano II. Un discorso da fare." di S.E R. Monsignor Brunero Gherardini, sacerdote pratese al servizio della Santa Sede dal 1960  al 1995

Monsignor Brunero Gherardini 

Nato il 10 febbraio del 1925 a Prato e scomparso recentemente alla veneranda età di 92 anni, è stato al servizio della Santa Sede come ordinario di Ecclesiologia ed Ecumenismo, presso la Pontificia Università Lateranense. In Vaticano: ha ricoperto la carica di Canonico della Basilica di San Pietro ed è stato Direttore della rivista internazionale di studi teologici Divinitas. Riconosciuto come figura di spicco, è celebre per i suoi studi approfonditi sul luteranesimo e per le sue posizioni teologiche tradizionaliste, anche in merito al Concilio Vaticano II.

Perche tra i tanti esistenti consigliamo proprio questo libro?

Perché è un testo obiettivo: né a favore, né contro. Frutto di un’ analisi critica dei documenti del Concilio, dove il Monsignore conduce il lettore verso la comprensione del fenomeno attraverso dei passaggi chiari e nevralgici. I seguenti:

• Inserisce il Vaticano II nella storia della Chiesa insieme ai 20 Concili che lo precedettero, in contrasto con l'idea postconciliare che vorrebbe invece assolutizzarlo come l’unico Concilio rilevante, cosa che causa la legittimazione di gravi errori della cultura contemporanea fino a produrre "creative" avventure ecumeniche, insostenibili

Afferma che non fu un Concilio dogmatico. ma pastorale 

• Afferma che la rottura con la tradizione non è auspicabile e

• Chiede l' intervento chiarificatore della Santa Sede, per far venire al pettine i nodi delle questioni dottrinali postconciliari.

Questo ultimo punto, spesso ribadito da cardinali. vescovi, sacerdoti , laici ed associazioni cattoliche, corrisponde allo stesso desiderio impellente e condiviso da quanti riconoscono il livello  sconcertante raggiunto dal mondo in cui viviamo. Mondo che continua a vagare totalmente smarrito nel fango della confusione dottrinale e morale, sempre più  fosca e disordinata. Sì che necessiterebbe invece di un argine, posto a difesa della nostra Santa Religione, proprio da chi nella storia della Famiglia Umana ha da sempre avuto il ruolo di opporsi al mondo, al maligno e alla carne: la Chiesa.

Ciclo di trasmissioni sul CVII di don Claudio Crescimanno

Chiesa che invece al momento sta vivendo forse la sua notte più nera, come spiega molto dettagliatamente il sacerdote don Claudio Crescimanno autore della seconda fonte che suggeriamo: la serie delle sue 24 trasmissioni raccolte sul canale YouTube Stella Maris in questa playlist . È un ciclo di catechesi che può anche non essere completamente condiviso, ma che riteniamo degno di nota, a motivo dell'apprezzabile lavoro di approfondimento svolto dal sacerdote e per l' intenzione palese di fare chiarezza in nome della Verità. Colpisce altresì , che per il raggiungimento di questi obiettivi, non vengano fatti sconti a nessuno, fosse anche solo per controbilanciare il piatto fasullo dell' osanna modernista. Buona lettura quindi e buon ascolto.

Per ìl resto che dire? Quando il Signore verrà, troverà la Fede sulla Terra? Facciamo attenzione a non smarrire la nostra fede personale! Salvezza e dannazione sono fatti individuali, non premi di maggioranza! È così importante questo aspetto che, faremo seguire questo articolo da un altro contenente i suggerimenti/comandi di padre Pio per non smarrirsi in tempo di apostasia.

E la chiesa? Quando ritroverà la chiesa la sua originaria e sempiterna vocazione? Oremus. Il Signore abbia pietà della Sua Sposa e ci custodisca all'ombra delle Sue Sante Ali.

Mater Ecclesiae ora pro nobis. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Veronica Cireneo,

docente di lettere e co-fondatrice degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo, con Valter Tuninetti.

martedì 4 agosto 2026

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