martedì, febbraio 03, 2026

Reverendissima Abbadessa, salviamo il Monastero di Mazara. Flash mob di supplica



di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori, con questa nuova iniziativa, si chiede il vostro supporto, affinché il Monastero di San Michele, a Mazara del Vallo, in Sicilia, ospitante ormai poche suore benedettine di clausura, non giunga alla chiusura.

Per scongiurare questo rischio, lo stesso Vescovo del luogo sarebbe favorevole a trasferire lì alcune suore di un altro monastero: quello di Rosano.

A motivo del fatto che la decisione finale spetta all'abbadessa del Monastero di Rosano, con la lettera che segue, redatta dai legali di  "Iustitia in Veritate"  ,  con i quali gli Alleati dell' Eucarestia e del Vangelo notoriamente collaborano in difesa dei diritti lesi dei cattolici, intendiamo supplicare l' abbadessa affinché voglia accogliere la proposta del Vescovo di Mazara del Vallo, evitando così la chiusura del Monastero di San Michele. 

Sperando in un' adesione massiccia, di tanti di voi così sensibili nella Fede, a questo flash mob che non è di protesta, ma di supplica, che inizia alle ore 12 di martedì 3 febbraio e si conclude alle 12 di giovedì 5 febbraio p.v., vi esortiamo ad inviare la vostra mail  procedendo secondo queste istruzioni:

- INDIRIZZO MAIL - della Madre Badessa del Monastero dell'Abbazia di Santa Maria di Rosano - a cui inviare è: colonninacolonna@gmail.com 

- OGGETTO: Supplica per il Monastero di San Michele

-IL TESTO DA INVIARE (SENZA APPORTARE  NESSUNA MODIFICA) facendo copia e incolla, è il seguente: 

"Reverendissima Madre Abbadessa, 

per l’amore missionario che Madre Ildegarde Cabitza ha trasmesso a Rosano, La supplico di accogliere l’invito del Vescovo di Mazara del Vallo che ha indetto un'iniziativa di preghiera per questo obbiettivo: l'invio di alcune sorelle del Monastero di Rosano a rivitalizzare il Monastero di San Michele a Mazara. È un tesoro che non può andare perduto. 

Confidiamo nel coraggio delle monache di Rosano, perché portino nuova linfa e speranza con la loro presenza monastica. 

Il Santo Patriarca Benedetto Vi guidi nella scelta. 

Con filiale affetto".

NOME..., COGNOME.,.. E DATA....

(P S.: Data l'universalità dell'interesse che ci muove, non importa da dove scrivete, e quindi la località non va indicata)

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Infine, dopo aver inviato la vostra mail vogliate farle una foto,  coprire i vostri dati sensibili e pubblicarla sulla chat degli Alleati (iscrivetevi prima al canale telegram https://t.me/alleanza3) che apriremo per l'occasione, allo scopo di conoscere il numero dei supplicanti. 

Certe battaglie si vincono anche con i numeri!

Laudetur Jesus Christus nunc et semper

Veronica Cireneo 

3 febbraio a. D. 2026, San Biagio

San Biagio: medico, vescovo e martire armeno 

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Grazie a chi vorrà aderire e diffondere questa iniziativa congiunta di Alleati dell'Eucarestia e di Iustitia in Veritate

per sostenere Iustitia in Veritate 

IT22 P 05034 01752 000000002840

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lunedì, febbraio 02, 2026

Il cardinal Cupich favorevole alle adozioni g@y si dice contrario alla Messa Tridentina. Che strano!



a cura di Veronica Cireneo 

Qualcuno ha provato a fingere stupore senza successo, quando ha saputo che un cardinale, Cupich, favorevole alle adozioni gay e certo che gli @mosex abbiano molto da dare alla Chiesa sia poi contrario alla messa Tridentina.

Si dividono i compiti i nemici di Dio, e come in una staffetta fanno un pezzetto per uno nell'oltraggio contro il Salvatore e la Sua Santissima Madre Corredentrice! Riusciranno i nostri eroi a distruggere la Chiesa di Cristo?

Che strano l'uomo! Vedere come si dia tanto da fare proprio laddove non ha alcuna garanzia di successo! 

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Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di LifeSiteNews, che ringraziamo per la cortesia. Il card. Cupich, uno dei prelati della filiera del predatore di seminaristi McCarrick, e che è stato di recente nominato in un un organismo vaticano da Leone XIV, prende spunto dal controverso documento del card. Roche. Buona lettura e diffusione.

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Il cardinale Cupich sostiene la soppressione della messa in latino, citando un documento del recente concistoro


La citazione del Quo Primum da parte dei cardinali Blase Cupich e Arthur Roche per giustificare la soppressione della Messa tradizionale è disonesta, perché la bolla del 1570 autorizzava la Messa tradizionale “in perpetuo”.

 

Immagine in evidenza

 

Un ritratto di Papa Francesco è sull’altare mentre il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, presiede una messa nella cattedrale del Santo Nome in onore del defunto papa il 23 aprile 2025 a Chicago, Illinois Scott Olson/Getty Images
Emily Mangiaracina 

LifeSiteNews ) — Mercoledì il cardinale Blase Cupich ha pubblicato una riflessione a sostegno dell’obiettivo di Papa Francesco di sopprimere la tradizionale messa in latino, sostenendo che l’esistenza di un solo “rito” è una questione di “unità”.

“Accettare la riforma autorizzata dalla Chiesa è una questione di preservare l’unità della Chiesa, come ha affermato San Papa Pio V, una verità ricordata dal defunto Papa Francesco”, ha scritto Cupich, riferendosi a uno dei principali “concetti” di un documento sulla liturgia distribuito dal cardinale Arthur Roche al concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV all’inizio di questo mese.

Cupich fece riferimento alla citazione di Papa Pio V fatta dallo stesso Roche, che il vescovo Athanasius Schneider in seguito sottolineò essere stata estrapolata dal contesto: “Come nella Chiesa di Dio c’è un solo modo di recitare i salmi, così dovrebbe esserci un solo rito per celebrare la Messa”, scrisse Pio V mentre emanava il Messale Romano del 1570.

L’arcivescovo di Chicago ha esplicitamente utilizzato questo principio di “unità” come giustificazione per la Traditionis Custodes , che ha soppresso il TLM . Cupich ha sottolineato che Francesco considerava la “riforma” liturgica del Concilio Vaticano II – ovvero il Novus Ordo Missae – come “l’espressione unica della ‘lex orandi’ del Rito Romano”.

Favorire il Novus Ordo sopprimendo la Messa latina tradizionale è quindi “in linea con il suo predecessore San Papa Pio V”, perché “deve esserci un solo rito come mezzo per preservare l’unità della Chiesa”, secondo Cupich.

Il prelato ortodosso Schneider ha recentemente sottolineato che Roche ha fatto riferimento in modo selettivo al Quo Primum nel suo documento di concistoro, citando l’affermazione secondo cui “dovrebbe esserci un solo rito per celebrare la Messa”.

La realtà è che, ha sottolineato Schneider, il Quo Primum in realtà “permette esplicitamente a tutte le varianti del Rito Romano che sono state in uso ininterrottamente per almeno 200 anni di continuare legittimamente”, compresi i riti ambrosiano e domenicano. “Unità non significa uniformità, come attesta la storia della Chiesa”, ha osservato Schneider.

Fare riferimento al Quo Primum in questo caso è disonesto da parte di Roche e Cupich, perché la bolla del 1570 contraddice chiaramente il loro punto principale autorizzando fermamente il TLM “in perpetuo”.

Il Quo Primum afferma che “questo Messale deve essere d’ora in poi seguito in modo assoluto, senza alcun scrupolo di coscienza o timore di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, e può essere usato liberamente e legittimamente. Né i superiori, gli amministratori, i canonici, i cappellani e gli altri sacerdoti secolari o religiosi, di qualsiasi titolo designati, sono tenuti a celebrare la Messa diversamente da come da Noi ingiunto. Allo stesso modo dichiariamo e ordiniamo… che il presente documento non può essere revocato o modificato, ma rimane sempre valido e conserva tutta la sua forza”.

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Film "Sacro Cuore". Aggiornamento Proiezioni italiane: 2 febbraio 2026.



a cura di Veronica Cireneo 

Dalla Dominus Production riceviamo e per sostenere le azioni dei Figli della Luce, Gesù Cristo, il Nome del Quale vogliamo portare fino agli estremi Confini della Terra, volentieri pubblichiamo questo aggiornamento riguardante la proiezione del film : "Sacro Cuore. Il Suo Regno non avrà fine" nelle sale cinematografiche italiane. Chi vuole continuare ad aderire scriva pure al forum di www.sacrocuorefilm.itBuon lavoro a tutti. 

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Da eremo a resort. Quando i mercanti si appropriano del Tempio. Testimonianza


a cura di Veronica Cireneo 

Essendo stati informati, con richiesta di collaborazione perché il rischio non diventi concreto, della paventata chiusura di un antico monastero, in una città del Sud Italia, abbiamo certamente accettato e reso edotti i membri del Canale Telegram degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo con un sondaggio, che verte a conoscere l'opinione della maggior parte di noi. Il sondaggio ancora aperto ha avuto il 91% dei SI, per cui a stretto giro compiremo la nostra supplice azione collettiva. Nel frattempo abbiamo ricevuto dall'amica Francesca, un'Alleata che ci scrive dalla Puglia, una dolente testimonianza che volentieri condividiamo con tutti voi. Buona lettura. A presto.

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Sondaggio in corso

Viene chiesto in un sondaggio presente sul Canale Telegram degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo se avremmo intenzione di collaborare in qualche modo perché la chiusura di un monastero femminile del sud Italia non si verifichi. Certamente e molto volentieri parteciperei! 

Personalmente sono molto sensibile all'argomento, perché ho vissuto la chiusura di un eremo abitato e gestito da frati francescani rinnovati, che era il punto di riferimento per tante anime nel sud Salento, poco distante dal mio paese.

Ha ospitato fino a sei sette frati. Si arrivava da loro , dopo un lungo tragitto di giravolte fino in cima alla serra, che guardava verso il mare.

Da lassù lo spettacolo era splendido: il silenzio ti avvolgeva come una coperta calda.  I frati, nella bella stagione, confessavano sotto gli alberi d'ulivo, seduti sui muretti a secco, fra i cinguettii degli uccelli, che si nascondevano fra le foglie e il tappeto giallo dei trifogli. 

La chiesetta, piccola e molto francescana, mi ha ospitata in tante notti di san Silvestro, in tanti Natali, in tante notti di Pasqua, illuminata solo da candele e tanto amore.

Nel giardino interno i frati incontravano i fedeli per un momento di preghiera o solo per ascoltare chi aveva bisogno di un consiglio. Ero in amicizia soprattutto con fra Cristoforo, un sacerdote esorcista malvisto dai preti del luogo proprio per il suo  ministero, perché si sa, i preti sono i primi che considerano gli esorcisti dei fanatici e il diavolo che essi combattono: inesistente. Immaginiamo poi se ad essere esorcista è un frate che cammina scalzo.

Fatto sta che una mattina mi telefonano amici per darmi la notizia che i frati stanno partendo e di correre subito se voglio salutarli.

Fu uno strazio...il piazzale stracolmo di fedeli che per anni avevano condiviso e apprezzato quella dolce presenza, gli occhi umidi e increduli di tutti, non ci facevamo capaci di quello che stava succedendo.

Sono stati mandati ognuno in luoghi diversi, perfino in Perù, in Sicilia, a Napoli.

E il convento? È diventato un resort. Si!  Hai capito bene, un resort di lusso fra gli ulivi, con tanto di chiesa dove fare le funzioni religiose in occasioni di matrimoni.

Non sono più salita lassù, dopo avere salutato i frati, perché non ho più voluto vedere quei luoghi santi violati e deturpati.

So che i frati hanno perdonato tutti dell'inatteso torto subito e so che le loro ultime parole che hanno rivolto a noi sono state quelle di perdonare sempre tutti.

Personalmente l'unico modo di perdonare che ho è quello di non vedere lo scempio che hanno fatto di quel luogo santo, escludendo Dio per fare largo a mammona. Sia lodato Gesù Cristo ora e sempre.

Francesca, dalla Puglia

2 febbraio a. D. 2026. La Candelora 


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