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| Quello per la Messa non deve essere un vino qualsiasi |
a cura di Veronica Cireneo
Carissimi, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di un seminarista, che in passato ha già condiviso con noi diverse sue riflessioni. Oggi ci accompagna dentro la conoscenza delle caratteristiche specifiche che devono avere il pane e il vino, da utilizzare nella Consacrazione, affinché nella Santa Messa la Transustanziazione avvenga. Buona lettura.
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L' argomento che tratterò questa volta riguarda l' importanza della materia del Sacramento della Santissima Eucaristia e mi è stato suscitato quando, in un viaggio in giro per l' Italia, partecipando ad una Santa Messa, mi sono imbattuto in un serio problema che, tramite vie secondarie, stiamo cercando di risolvere: vorremmo avere infatti la certezza di partecipare ad una Messa sicuramente valida, con la Presenza Reale di Cristo certa, dopo la Consacrazione. Cosa invece al momento molto dubbia.
È accaduto che nella Solennità di Ognissanti mi fermassi in una chiesa per fare un po' di adorazione, dopo la Santa Messa, quando ad un certo punto vidi uscire dalla sacrestia il chierichetto che aveva servito Messa. Aveva in mano il vuoto della bottiglia di vino che era stato usato per la consacrazione. Al primo impatto mi è sembrato un vino bianco qualsiasi, come quelli che vendono al supermercato. E visto che la bottiglia stava per essere gettata, ho chiesto di poterla avere.
Avutala ho potuto constatare che il vino usato durante la Messa era davvero un vino comprato al supermercato, con tanto di nota denominazione, buono certamente con le bistecche, ma certamente non idoneo per la Messa, dato che la dubbia genuinità e la mancata derivazione naturale rischiano di invalidare il Sacramento.
Ho voluto approfondire l'argomento e desidero condividere con voi qualche estratto magisteriale fondamentale. Segue un breve elenco sulla tematica: Cos’è la materia di un Sacramento ?
• Padre Dragone in un commento al catechismo di San Pio X :
"Materia del Sacramento è l’elemento sensibile che si richiede per farlo come l' acqua per il battesimo, il Sacro Crisma nella Confermazione, così nel nostro caso il pane di frumento ed il vino d' uva senza aggiunte di altri componenti" .
• Eugenio IV al Concilio di Firenze nel decreto agli Armeni insegna che:
“Tutti i Sacramenti constano di materia, di parole, di forma e dell' azione di una persona (il ministro) che unisce la materia alla forma con l' intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. Se manca anche uno di questi elementi non vi è Sacramento” (Db 695).,.
• Dal catechismo di San Pio X al numero 317
317. Quale è la materia dell Eucaristia?
Materia dell Eucaristia è il pane di frumento ed il vino d’uva.
Quale pane e quale vino? ( ulteriore approfondimento di Padre Dragone
• Per la validità della materia il pane deve essere:
- impastato con acqua naturale ( non altro)
- cotto al fuoco ( non fritto o al sole)
- incorrotto ( marcio è invalido, ammuffito è illecito, quindi valido, ma sarebbe una mancanza di riverenza usarlo)
- presso i latini è senza lievito ( azzimo) presso gli orientali è fermentato.
• Per la validità della materia per il vino deve essere.
- esclusivamente di uva
- di uva matura
- deve essere incorrotto ( l'aceto è materia invalida)
- privo di solfiti
- bevibile e fermentato ( il mosto è concesso ma con indulto del Vescovo in certi casi, per sacerdoti e fedeli con problemi di alcolismo e simili come specifica il documento del 15 Giugno 2017 della Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti)
Al vino nella celebrazione è uso antichissimo aggiungere un po' di acqua per indicare l' unione dei fedeli a Cristo (cfr. CONC. TRID., SESSIONE 22, CAP 7; DB 939)
• Lo stesso Codice di Diritto Canonico conferma:
Can. 924 - §1. Il sacrosanto Sacrificio eucaristico deve essere offerto con pane e vino, cui va aggiunta un po' d'acqua.
§2. Il pane deve essere solo di frumento e confezionato di recente, in modo che non ci sia alcun pericolo di alterazione.
§3. Il vino deve essere naturale, del frutto della vite e non alterato.
Anche aggiungendo che:
Can. 925 – La sacra comunione venga data sotto la sola specie del pane o, a norma delle leggi liturgiche, sotto le due specie; però, in caso di necessità, anche sotto la sola specie del vino.
Questo canone 925 e’ chiaramente rivolto ai celiaci e simili, qualora il pane a causa del glutine possa danneggiare la salute del fedele.
• Infine, l’Istruzione “Redemptionis Sacramentum” specifica escludendo qualsiasi dubbio sulla materia del vino . (Capitolo III, paragrafo 50):
“Il vino utilizzato nella celebrazione del santo sacrificio eucaristico deve essere naturale, del frutto della vite, genuino, non alterato, né commisto a sostanze estranee. Nella stessa celebrazione della Messa va mescolata ad esso una modica quantità di acqua. Con la massima cura si badi che il vino destinato all’Eucaristia sia conservato in perfetto stato e non diventi aceto. È assolutamente vietato usare del vino, sulla cui genuinità e provenienza ci sia dubbio: la Chiesa esige, infatti, certezza rispetto alle condizioni necessarie per la validità dei sacramenti. Non si ammetta, poi, nessun pretesto a favore di altre bevande di qualsiasi genere, che non costituiscono materia valida.”
Infine per riassumere e per completezza di informazione si legga questa lettera sulle sacre specie del Cardinale Sarah
• Concludo dicendo che vorrei tanto che fosse accaduto solo in quella chiesa un fatto simile, ma purtroppo non credo che sia così . Data dunque l'importanza del tema invitiamo innanzitutto i sacerdoti ad usare la massima prudenza nella scelta della materia per il Santissimo Sacramento e ricordiamo che ciascun fedele, che si trovasse in situazione dubbia, ha il diritto-dovere di verificare ed eventualmente industriarsi in modo discreto, affinché vengano usati il pane e soprattutto il vino giusto per la Consacrazione, garanzia di transustanziazione, quindi della validità della Santa Messa e della Presenza Reale di Cristo nel Tabernacolo. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato!
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| Lodiamo ed adoriamo il Signore |
25 febbraio 2026
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4 commenti:
Gent. Veronica,
ho letto l’articolo del seminarista sulla materia delle sacre specie e scrivo sperando di aiutare a chiarire il tema per quanto riguarda il vino.
Infatti non è corretta l’affermazione che per la validità della materia il vino deve essere privo di solfiti: la presenza di solfiti nel vino NON invalida la materia e NON è nemmeno un uso illecito, dal momento che È PERMESSO SOLFORARE IL MOSTO (cfr. S.C.S. OFF. 2.VIII.1922).
Anche l’affermazione che, per la validità, il vino deve essere incorrotto, non è esatta: è vero che il vino convertito in aceto è materia invalida, ma un vino che ha cominciato a corrompersi (a inacetirsi) costituisce ancora materia valida benché il suo uso sia illecito (Missale Romano di S. Pio V, De defectibus in celebratione Missae occurrentibus, cap. IV, n. 2).
Spero di essere stata di aiuto. Un cordiale saluto da Beatrice
i solfiti li produce il vino stesso, quindi in una piccolissima quantità sono naturali, ma di certo per la messa non può essere usato il vino del supermercato che ha una quantità di solfiti e additivi che il vino per la messa non deve avere
Beh, per la prima questione:
Per la validità di un vino che inizia ad acetirsi, si può nell' urgenza usare, ma se si può cambiare tanto meglio.
Di per sé è lo stesso discorso del pane che inizia ad ammufire: resta materia valida ma illecita nella misura che ammuffisce.
Bisogna comunque tenere conto della sacra riverenza che si deve a ciò diventerà Corpo e Sangue di Cristo.
Io non userei un vino che inizia ad acetirsi anche se risulterà ancora materia valida, perché è meglio stare lontano dalla probabilità dell'invalidità e per quanto si può "rimanere nel certo".
In quanto a liceità è meglio evitare di avvicinarsi al dubbio e il confine del passaggio da una sostanza ad un altra e meglio sempre tenerselo lontano.
Poi sul permesso di solforare il vino bisognerebbe cercare il documento....certo meno si aggiunge più e' naturale. Tra chi produce il vino da Messa in molti conventi ancora ortodossi si usa renderlo più alcolico con dei procedimenti specifici (che di solito le suore conoscono) senza aggiungere nulla o togliere nulla.
Sapevo per esempio che nella diocesi di Mazara del Vallo la ditta vinicola Martinez mette i solfiti, ma tramite il Vicario foraneo fa eseguire dei test chimico fisici per accertarne la qualità e la genuinità.
Tutto sommato la lettera circolare della congregazione dei riti e dei Sacramenti del 2017 dice di non aggiungere elementi estranei, e se nell' uva sono già presenti dei solfiti rimettiamo la cosa in mano ai fisici ed ai chimici.
La stessa lettera invita i Vescovi a dare direttive riguardo alle Specie che si utilizzeranno nelle proprie diocesi.
Poi il mio poco magari è troppo per un altro.
Ci deve essere un limite e nel caso di cosi Augusto Sacramento per amore a Gesù trovo importante essere assai scrupolosi.
Perché nel caso delle specie Eucaristiche la materia dubbia ( o probabile) per principio è meglio evitarla in quanto di per sé la materia dubbia è considerata invalida.
Trovo importante un parallelo....
Così come il Padre scelse la materia più pura ed Immacolata per L'Incarnazione del Figlio nel Grembo verginale di Maria.
Altrettanto noi dobbiamo avere una suprema cura nel scegliere, nel limite del possibile, ciò che richiama la purezza di Maria Immacolata, scegliendo la materia più pura che renderà presente il Verbo fatto Carne sacramentalmente nelle specie del pane e del vino nella celebrazione dell' Eucaristia.
Un seminarista
Certamente un articolo che fa pensare. Condivido in pieno l'assoluto scrupolo che presso le cose di Dio non è mai troppo. Specie di questi tempi che via, via stiamo perdendo tutto il rispetto del Sacro, fino a burlarsene.
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