a cura di Veronica Cireneo
Questo breve testo di Plinio Corrêa de Oliveira tratto dal n.120 del «Catolicismo», del dicembre 1960 pone delle semplici domande intorno alla capacità della meditazione nella frenesia tipica della vita moderna. Sono domande che tornerà utili rivolgere anche a noi stessi che oltre alla frenesia delle città siamo anche sottoposti a quella del mondo virtuale... Attenzione! Perdere l'interiorità è un guaio. È lì che abita Dio. Buona lettura
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(...) nelle frenetiche grandi città moderne, tutto è movimento, sensazione, eccitazione, fretta.
Sarebbe possibile per i cittadini delle moderne babilonie conservare quella splendida serenità spirituale, che prepara le anime per le più alte vette dello studio o della meditazione?
Chi non vede quanto l’agitazione del mondo moderno allontani la stragrande maggioranza degli uomini dal gusto di raccogliersi in Dio per studiare o per meditare?
Nel Cielo, dice S. Agostino, "riposeremo e vedremo, vedremo e ameremo, ameremo e loderemo. Ecco quel che si avrà senza fine alla fine" («De Civ. Dei», I, XXII, c. 30, n° 5).
La trepidazione moderna prepara gli uomini per capire e desiderare questa felicità?
Plinio Corrêa de Oliveira
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28 aprile 2026
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