giovedì, gennaio 30, 2025

SCROLL MUSICALE. RESOCONTO NUMERICO FLASH MOB VICENZA


di Veronica Cireneo 

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📩 OMAGGIO ALLA SQUADRA MILITANTE DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA E DEL VANGELO 

Si ringrazia l'amico Andrea per il montaggio del piccolo intervallo musicale, riportante in scorrimento - scroll - gran parte delle e-mail di protesta, inviate nel flash mob, contro l'iniziativa dell'hamburgata nella chiesa di San Pietro di Trissino, in provincia di Vicenza.

La lettera inviata, redatta dall'avv. Francesco Fontana, presidente di www.iustitiainveritate.org , che chiedeva al Vescovo del luogo, Monsignor Brugnotto, di sospendere l'iniziativa, è rintracciabile in questo articolo.

Lo scroll è prodotto a titolo esemplificativo. Non riporta infatti tutte le mail inviate, ma solo quelle di cui ci è stato inviato lo screenshot...

Grazie a tutti i partecipanti, per la collaborazione nella comune battaglia per la difesa dei diritti di Dio e dei nostri e contro gli abusi, gli oltraggi, i sacrilegi e le indifferenze commesse contro il Santissimo Sacramento dell' Eucarestia, intraprese, con prudenza e con audacia, dal movimento a cui apparteniamo e di cui la sottoscritta è co-fondatrice: "Gli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo". 

Noi facciamo la nostra misera parte, per offrire a Dio i nostri quattro pani e due pesci. Con ciò Egli, Signore e Padrone di tutte le cose, faccia o non faccia il miracolo che desidera, se e quando vuole.

Deo gratias e buona visione Video

Laudetur Jesus Christus nunc et semper 

Veronica Cireneo e collaboratori 

30 gennaio 2025

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venerdì, gennaio 24, 2025

PANINI INDIGESTI. LA PROTESTA CHE NON TI ASPETTI. Flash mob degli Alleati dell' Eucarestia


di Veronica Cireneo 

"Giù le mani dai giovani e 

dalla Casa di Dio, 

pape satan, aleppe!"


• Premessa

A motivo dell’anima missionaria costituente gli "Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo" e, nell'aspetto legale, di "Iustitia in Veritate", movimenti che nascono entrambi con l’intento di tutelare i diritti lesi dei fedeli e combattere gli abusi che si compiono contro l'Onore, la Regalità, la Vita Sacramentale di Nostro Signore Gesù Cristo, contro i Suoi e i nostri diritti e Quelli della Sua e nostra Casa, la C/chiesa, non possiamo esimerci dall’alzarci in piedi ogni volta che tutto ciò, immeritatamente e fuori da ogni logica etica e di fede, viene calpestato.

• Casus belli . Ecco quindi, ancora una volta, l'azione congiunta delle due Associazioni, per naturale connubio di intenti ed abilità - che vantano a loro credito un curriculum di tutto rispetto, per la serie di successi messi a punto, a vantaggio di Nostro Signore, operare nel casus belli attuale, contro la realizzazione di un nuovo progetto delirante, figlio di una pastorale allo sbando , anche molto apprezzata da chi dovrebbe impedirla: l'organizzazione di una cena a base di hamburger in una chiesa consacrata del vicentino. 

Viene da chiedersi se non sappiano più che pesci pigliare, questi ex-pescatori di anime, che mettono per esca un hamburger al posto della Parola di Dio. Come pensano di far giungere ai giovani la Grazia Santificante? Con la maionese?

Giù le mani dalla anime giovanili e dalla Casa di Dio, deboli pastori! Non è così che ripopolerete la Chiesa! Non conoscete la profezia di Papa San Pio X? La ricordiamo. È la seguente:

Sua Santità diceva che quando la Chiesa, sarebbe stata modernizzata, chi era dentro sarebbe uscito e chi era fuori non sarebbe entrato. 

Solo un giovane sciocco, infatti, cosa che i giovani non sono, potrebbe preferire un hamburger in chiesa, invece che in panineria... Se è vero che le SS.LL non sanno più che pesci pigliare, è anche vero che i giovani non amano affatto essere pesci fuor d'acqua...  E se non dovessero farlo loro, chi vi premierà per esservi fatti promotori della "sapienza" sciocca del basso ventre e di tutto ciò che dalla cintola in giù conduce all'abisso?

Forse vi premieranno gli stessi che danno degli "squilibrati mentali" a chi ama il rito della Messa Antica, che dà invece al buon Dio, tanto paziente con voi, la degna Lode e il Lustro che merita la Sua Casa? Anche fosse non sarebbe un grande onore, pur senza  condiderare il parere, l'Unico che conti qualcosa, del Sovrano nostro Signore e di tutte le cose visibili ed invisibili.

Come mai non riuscite più a tornare indietro da questo flusso malsano delle fallaci fantasie progressiste?

Non sapete voi che a lungo andare questa deriva che allontana dalla Fede certa, potrebbe condurvi tra le schiere di coloro che hanno perso il senno, qui sulla Terra - e poi nell'aldilà anche peggio - come il grande Sant'Antonio ebbe a profetizzare oltre un millennio fa, per quei tempi strani che sembrano i nostri? Gli ingredienti ci sono tutti! Non sia mai che restiate avvinghiati nella trappola mortale dell'apostasia!

Per il resto, cari pastori, va anche detto che c'è una legge da rispettare: nella fattispecie il codice 211 e 212, come di seguito rammenta nella sua lettera l'avvocato F. Fontana, che gentilmente ci ha fatto pervenire e che, in qualità di Alleati dell' Eucarestia, sottoscriviamo in toto.

Tenetene conto pastori! Non è molto bello vedere vescovi processati per vilipendio, come fa ben intendere il triste esempio proveniente dalla città di Modena.... O vogliamo fare ridere i polli della Geenna?!

• Modus operandi: il Flash mob

Su richiesta giuntaci da più parti, secondo il nostro consueto modus operandi, attiviamo dunque un flash mob contro la blasfema iniziativa, sottoscrivendo in toto la lettera che segue, ove si chiede l'interruzione dell'iniziativa palesemente dissacratoria.

• Indicazioni metodologiche

1) INVIARE LA LETTERA anche più lettere da parte dello stesso nucleo famigliare - aggiungendo in alto, in ognuna, il proprio:

- NOME, COGNOME, CITTÀ e DATA, seguito dalla DICITURA: 

 - “LETTO, ACCETTO E SOTTOSCRIVO, IN TOTO, LA SEGUENTE LETTERA”.

- In oggetto: RICHIESTA FORMALE DI INTERVENTO PER INTERRUZIONE INIZIATIVA DISSACRATORIA.


2) INVIARLA A QUESTI DUE INDIRIZZI:

diocesi@diocesi.vicenza.it

redazione@laverita.info 


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La lettera da inviare è questa che segue:

"Eccellenza Reverendissima Monsignor Brugnotto, 

ci giungono da più parti le segnalazioni circa l'incredibile iniziativa di un parroco della Sua diocesi che ha promosso una "hamburgheria" all'interno della chiesa.

La nostra associazione è nata con il preciso scopo di difendere e tutelare i cattolici ed aiutarli a salvaguardare la fede nelle situazioni in cui vengano lesi i loro diritti e, pertanto, interveniamo per evidenziare quanto segue.

In merito alla predetta discutibile iniziativa, infatti, leggiamo preoccupati che anche Lei si sarebbe espresso in modo positivo, approvandola nell'ottica che anche Gesù non disdegnava di mangiare e bere (invero ha usato altre espressioni meno gradevoli), sul presupposto (forse?) che se fosse qui oggi non avrebbe disdegnato gli hamburgher.

Rammentiamo che il canone 1210 del codice di diritto canonico stabilisce che "nel luogo sacro sia consentito solo quanto serve all'esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione, e vietata qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo", e che il canone 211 attribuisce ai fedeli la grande dignità del "dovere e il diritto di impegnarsi perché l'annuncio divino della salvezza si diffonda sempre più fra gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo " , di conseguenza attribuendo anche a loro il compito di salvaguardare detto annuncio da ogni sviamento.

Appare quindi alquanto "singolare" che Lei possa aver approvato la  suddetta iniziativa.

Pertanto, in piena ottemperanza al successivo canone 212, che al paragrafo 2 recita che "I fedeli sono liberi di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri" e, al successivo paragrafo 3 propriamente stabilisce che "In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità delle persone", La invitiamo formalmente a ravvedere la Sua posizione e ad intervenire per interrompere immediatamente l'iniziativa.

Siamo certi della comprensione e Le assicuriamo la preghiera per il Suo compito per il bene di tutti, onde evitare azioni che la nostra associazione non potrebbe che sostenere.            

Avv. Francesco Fontana, presidente di www.iustitiainveritate.org

Milano, 24.01.2025

Iniziativa congiunta di "Iustitia in Veritate" con gli: "Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo" 

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martedì, gennaio 21, 2025

CARPI. COLPO DI SCENA AL PROCESSO, riferito dall'avv.Minutillo: il Cardinal Parolin fu contrario alla mostra blasfema


a cura di Veronica Cireneo 

Premesso che in tempi normali, ed anche in altri, un fedele si aspetterebbe l'urlo della Chiesa contro un male pubblico, inequivocabile e manifesto, cosa che non è avvenuta nell'occasione della mostra blasfema di Carpi, come in tante altre di pubblico scandalo che, pressoché quotidianamente, qua e là si palesano, prendiamo atto con un certo piacere spirituale ed intellettuale che, tra le altezze gerarchiche, non tutte le mele sono marce. Per il disappunto e il disagio manifestato dai fedeli nell'occasione dell'osceno allestimento, in base a quanto riferito dall'Avv. Minutillo all'udienza del 20 gennaio 2025, e qui riportato, sembrerebbe che il Cardinal Parolin, probabile testimone a favore dei fedeli, intervenne per la chiusura anticipata della mostra blasfema allestita in Sant'Ignazio di Loyola. 

Chi lo desidera può leggere qui tutti gli articoli prodotti dagli Alleati sul Carpi-Gate, che seguirono il caso dall'esordio alla sua conclusione. Buona lettura e Dio sia lodato

§§§

Nel processo che vede indagati per vilipendio l'artista Andrea Saltini e il vescovo Castellucci, emerge una lettera del Segretario di Stato Vaticano che esprime disappunto per la mostra blasfema in diocesi a Carpi. E lascia intendere di averne favorito la chiusura anticipata. Il legale dei fedeli: "Indicheremo Parolin tra i testimoni". 

Nei giorni clou in cui la mostra blasfema di Carpi imperversava con il suo carico di polemiche, ci fu un interessamento decisivo della segreteria di Stato Vaticana, nella persona del cardinale Pietro Parolin. Questo interessamento, carico di preoccupazione per la grave ferita che si stava trascinando da giorni, portò poi, qualche giorno dopo, la diocesi di Carpi a chiudere definitivamente la mostra:"Gratia plena". 

La notizia, un vero e proprio colpo di scena, è stata diffusa dall’avvocato Francesco Minutillo ed è emersa ieri durante l’avvio del procedimento penale davanti al Gip per vilipendio, dopo la presentazione di un esposto da parte di alcuni fedeli, in cui sono indagati l’artista Andrea Saltini e il vescovo di Carpi Erio Castellucci.  

E per certi versi è una notizia clamorosa, perché certifica che il caso della mostra in cui si raffigurava l’immagine di Gesù in una posizione non consona alla Sua Divinità, e denunciata per prima dalla Bussola, era seguito dai più alti vertici vaticani, che per farla chiudere sono intervenuti nella persona del segretario di Stato.  

Una faccenda incresciosa, evidentemente, che era cresciuta a tal punto da rendere necessario un intervento diretto delle più alte gerarchie vaticane per costringere il vescovo di Modena a porre fine a quello scempio, che stava producendo la riprovazione dei fedeli.  

Il linguaggio di Parolin è quello tipico della diplomazia, che costringe a leggere tra le righe. Una cosa però è certa: Parolin intervenne dopo aver constatato il grave turbamento dei fedeli.  

Così l’avvocato Minutillo ha citato espressamente la lettera che Parolin scrisse il 23 aprile 2024, subito dopo la chiusura della mostra avvenuta il 18 aprile, ad un fedele al quale ripercorreva le ragioni del suo intervento. 

La lettera è stata prodotta durante l’udienza di ieri davanti al Gip Andrea Scarpa, nel procedimento per vilipendio che vede per protagonisti con accuse insolite non solo l’artista Andrea Saltini, ma anche don Carlo Bellini, curatore della mostra nella chiesa del museo diocesano, e il vescovo di Carpi e Modena, monsignor Erio Castellucci, che ieri hanno mandato in udienza i rispettivi avvocati. 

Pur dispiaciuto e preoccupato – scrisse Parolin -, non ho trovato facile intervenire in simile situazione. Ho cercato di farlo con compassione e riguardo per tutte le parti coinvolte e avendo di mira la pace e l’unità nella comunità dei fedeli, messe a prova da questa vicenda. Ho ricevuto notizia che la settimana scorsa la mostra è stata chiusa”. Nel linguaggio diplomatico e cauto della segreteria di Stato, secondo Minutillo, significa una sola cosa: “Si tratta di un documento che apre nuovi scenari sulla vicenda, facendo emergere per la prima volta la preoccupazione del Vaticano per l’effetto della mostra sulla comunità cattolica”.  

Lo proverebbero anche le parole che Parolin pronuncia successivamente nella missiva: “Tale esposizione – scrive il segretario di Stato nella lettera citata da Minutillo e messa agli atti del procedimento -, come mi è stato segnalato anche da altre parti, ha generato preoccupazione e disagio tra molti fedeli, suscitando un profondo senso di disorientamento e di disappunto”.  

“Ci sono due passi nella lettera che riteniamo decisivi” ha dichiarato l’Avv. Francesco Minutillo: “Il primo evidenzia gli effetti dirompenti della mostra sui fedeli e conferma uno degli elementi chiave della nostra posizione: la grave e diffusa offesa al sentimento religioso cattolico derivante dalle opere esposte. 

Il secondo passaggio lascia chiaramente intendere che il Cardinale Parolin sia intervenuto personalmente per invitare alla chiusura della mostra. Nel linguaggio sempre molto diplomatico e misurato delle alte sfere ecclesiastiche, le sue parole suggeriscono possibili pressioni interne, culminate con l’apprezzamento per la chiusura della mostra”(...)

Secondo Minutillo: “questo smentirebbe implicitamente l’operato dell’Arcivescovo Castellucci e soprattutto della Diocesi di Carpi, che aveva pubblicamente difeso l’evento e attribuito la chiusura a una decisione dell’artista Saltini per ragioni economiche legate alla sicurezza, dopo l’episodio dell’aggressione e del danneggiamento di un’opera. 

Tali circostanze, alla luce di questa lettera, appaiono sempre più da verificare, come richiesto sin dall’inizio, e ci impongono di indicare anche il Cardinale Parolin quale teste da esaminare nel corso delle indagini suppletive che abbiamo chiesto sulla vicenda”.  

Il processo per la mostra di Carpi, dunque, si arricchisce di un ulteriore tassello al quale si aggiunge anche un’altra novità, sempre nel campo dei possibili testimoni: una registrazione audio di due visitatori della mostra che asseriscono di aver parlato con l’artista subito dopo l’inaugurazione della mostra (ma precedentemente all’articolo della Bussola che uscì solo il giorno seguente): "Nel corso dell’incontro l’artista avrebbe lasciato intendere la possibilità del carattere osceno di una delle opere più contestate, Longino. Una tesi che è poi sempre stata negata dall’artista nelle sue dichiarazioni successive”.  

Lunedì 3 marzo, dunque, di nuovo la parola alle parti e al giudice, che ha rinviato l’udienza di ieri per riunire il procedimento con un altro fascicolo riguardante i medesimi fatti, al fine di garantire una trattazione unitaria e approfondita della complessa vicenda.  

Ma dopo la presa di posizione di Parolin, che potrebbe essere anche ammesso tra i testimoni, la vicenda processuale della mostra "Gratia plena" potrebbe assumere dei contorni ancor più clamorosi.  

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Martedì 21 gennaio 2025

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venerdì, gennaio 17, 2025

VICENZA. AAA... CERCASI ADORATORI PER A.E.P.: Adorazione Eucaristica Perpetua.


a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo dagli amici di Vicenza la richiesta di diffusione di questa sacrosanta iniziativa e molto volentieri collaboriamo, pubblicandola, nel fiducioso auspicio che iniziative del genere si diffondano intorno ad ogni Tabernacolo della Terra. Così sia

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Cara Veronica, 

su suggerimento dell'amministratore provinciale degli "Alleati dell' Eucarestia" di Vicenza, siamo qui a scrivervi questa mail, perché possiate diffondere il nostro annuncio, che è finalizzato alla ricerca di un numero abbondante di Adoratori Eucaristici.

Avremmo l'intenzione di attivare, nella nostra città, l'Adorazione Eucaristica Perpetua (A.E.P.), con il beneplacito del nostro Vescovo e del parroco della Basilica di San Felice, che si sono già detti entrambi favorevoli.

Per l' Adorazione Eucaristica Perpetua, ogni persona dovrebbe dare la propria disponibilità per una sola ora a settimana, individuale e fissa, per l'intero anno. 

Nel momento in cui si dovesse verificare l'impossibilità momentanea di presenziare alla propria ora, previa comunicazione, l'adoratore verrebbe sostituito da un altro, senza alcun problema.

Ci sarebbe bisogno di almeno 170 persone, perché il Santissimo possa essere esposto e custodito 24 ore consecutive, giorno e notte, senza interruzione.  E di altri 10 adoratori, circa, che possano sostituire eventuali assenti. Attualmente hanno già aderito circa 60 persone.

Siamo consapevoli che non è un' impresa molto facile trovare tanti fedeli disponibili per l'Adorazione, specialmente per i turni della fascia notturna.

Pertanto, allo scopo di agevolare l'organizzazione, in accordo col Parroco di San Felice, la chiesa prescelta, si pensava di iniziare momentaneamente con la sola fascia oraria diurna, esponendo il Santissimo Sacramento dalle 9.00 di mattina alle ore 19.00

Preghiamo e confidiamo nella Divina Provvidenza, nel soccorso dello Spirito Santo e nella potente intercessione di Maria Santissima, Nostra Signora e Madre del Santissimo Sacramento dell'Altare e chiediamo a tutti la cortesia di diffondere questa notizia, anche con il passaparola, per poter ottenere tantissime adesioni e realizzare questo progetto quanto prima completamente, perché l'Adorazione Eucaristica Perpetua di Gesù Cristo è fonte di tutte le Grazie e benedizioni che sono necessarie a noi, alla Madre Chiesa e al Mondo intero.

Per maggiori informazioni, come da locandina, telefonare a me, che sono Gabriella al numero 392 2936305, oppure a Susanna al 349 5287266.

Saluti cari a tutti e molte grazie a te, gentile Veronica. Vi aspettiamo numerosi. A maggior Gloria di Dio.

Gabriella, Vicenza

 17 gennaio a.D. 2025

Sant' Antonio Abate

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lunedì, gennaio 13, 2025

"I NOSTRI CUORI SONO INQUIETI". III Convegno mondiale anglofono per il clero. Cardinali a sostegno del sacerdozio


di Veronica Cireneo 

Ci hai fatti, Signore, per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te" (Cost. 1,1)

Organizzata da un Comitato Congiunto che rappresenta le Associazioni del Clero degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell'Australia - le Confraternite - da oggi, lunedì 13 al 17 gennaio 2025, si terrà in Roma, per la terza volta, un incontro mondiale di Cardinali e sacerdoti, di lingua inglese - ma tutto il clero è il benvenuto - sul tema della: "Verità, Bellezza, Bontà e Missione del Sacerdozio".

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sabato, gennaio 11, 2025

LA (PESSIMA) PRASSI DELLA COMUNIONE SULLA MANO. Confutazione di M.Bonaita. (seconda parte)


a cura di Veronica Cireneo

Gentili e attenti lettori, 
siamo qui a presentarvi la seconda ed ultima parte della confutazione del saggio, intitolato:" La prassi della Comunione sulla mano" del domenicano padre Lopez. Con documenti ecclesiali alla mano,  Mauro Bonaita, autore del presente articolo, smonta, ad una, ad una, le false e maldestramente utilizzate argomentazioni, che vorrebbero far credere che la Comunione sulla mano sia l'unico modo corretto di ricevere l'Ostia. Ma, come già introdotto nella puntata precedentesi completa qui la dimostrazione, che la verità risiede invece nel suo esatto contrario. Buona lettura

§§§


  • Non solo attenzione alla caduta dei frammenti, 
ma anche Adorazione per 
la Presenza Reale...

Finora abbiamo solo disquisito se sia meglio ricevere l’Eucarestia in bocca o sulla mano, ma il discorso deve proseguire anche considerando la postura di adorazione dovuta al cospetto di Dio. Se nella lettera Enciclica "Mediator Dei"  Papa Pio XII (20 novembre 1947) afferma che: "Il nutrimento Eucaristico contiene (...) veramente, realmente e sostanzialmente il Corpo e il Sangue insieme con l’Anima e la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo", non fa meraviglia che la Chiesa, fin dalle origini, abbia adorato il Corpo di Cristo sotto le specie Eucaristiche, come appare dai riti stessi dell'Augusto Sacrificio, nei quali si prescrive ai sacri Ministri di adorare il Santissimo Sacramento con genuflessioni e profondi inchini.

Anche i Sacri Concilii insegnano che, fin dall'inizio della sua vita, è stato trasmesso dalla Chiesa che:" si deve onorare (...) con una unica adorazione il Verbo Dio incarnato e la sua propria carne". 

Lo stesso Sant’Agostino afferma: «Nessuno mangia quella Carne, senza averla prima adorata"  -aggiungendo che - "non solo non pecchiamo adorando, ma pecchiamo non adorando.”

E riassumendo succintamente Papa Pio XII:non adorando il Santissimo Sacramento nel modo dovutoGli, con genuflessioni e inclinazioni profonde, si pecca!”

Rammentato ciò, si comprende bene che si dovrà pur dire, prima o poi, a tutti quei fedeli che rimangono seduti durante la Consacrazione Eucaristica, o che non compiono l’inchino profondo prima della Comunione (Redemptionis Sacramentum - istruzione n.90), che, senza pentimento,  siederanno in eterno su graticole rese ardenti dal Fuoco purificatore! E badate bene Pastori, perché siete responsabili di ogni pecorella smarrita a voi affidata, che si perda! Per voi la pena sarà rincarata. Mentre noi, osservate le vostre opere staremo in guardia da voi stessi, in obbedienza alla Parola di Dio, che ci esorta così:"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.” Mt 7-15-16...                       •


 • Due modi di ricevere l'Eucarestia?

Nel vostro discorso citate inoltre il provvedimento della CEI nella Delibera  n.56 del 19.07.1989, come: “espressione del diritto particolare statuito dalla Conferenza Episcopale Italiana, che ha forza obbligante per tutte le diocesi italiane”. 
È però doveroso risalire al contenuto della “Memoriale Domini”, che ha dato origine a questa delibera, ricordando che Paolo VI lì espresse, invece, il rifiuto di affiancare due diversi modi di ricevere la Comunione, unitamente al rifiuto da parte della stragrande maggioranza dei Vescovi di tutto il mondo che votarono nel numero di 567: Sì 1233: NO.
Quella “forza obbligante” non è quindi da riferirsi all’accettazione dell’Eucarestia sulla mano, ma alla possibilità di ottenerne, in via eccezionale, l’indulto.
Così la “Memoriale Domini” a questo proposito cita: "(…) la Sede Apostolica esorta caldamente Vescovi, Sacerdoti e fedeli a osservare con amorosa fedeltà la disciplina in vigore - l’Eucarestia sulla lingua - ndr, ora ancora una volta confermata (…) nonostante qualunque cosa in contrario.”

È evidente che tale rifiuto fu a salvaguardia dell’unico modo di fare la Comunione: quello sulla lingua - e non il contrario! Metodo universale , mai abrogato, perché ritenuto il più virtuoso, più fruttuoso e più fedele alla tradizione cattolica.

Ciò spiega l'equivoco che vorrebbe imputare un qualche cambiamento, del modo di dare l’Eucarestia, alla Riforma liturgica. Come se di modi di distribuirLa ai fedeli ce ne fossero due. In verità esiste un unico modo, (accompagnato da un' eccezione).

È altrettanto doveroso segnalarvi che la: “forza obbligante per tutte le diocesi” non è affatto da intendersi nei termini da voi espressi, anzi, è un abuso sostenere la Comunione sulla mano come imposizione. Era ed è ancora oggi, infatti, a discrezione di ogni singola diocesi la facoltà di applicare o non applicare l' indulto della Comunione sulla mano.

Cito a titolo di esempi: il rifiuto del Vescovo Juan Rodolfo Laise, di San Luis (Argentina, 1996 ), il decreto del Cardinale Caffarra del 27.04.2009 con cui impose, in alcune basiliche di Bologna, l’Eucarestia solo nel modo universalmente riconosciuto, sulla lingua, a seguito di gravi profanazioni,  ed infine il Decreto del Vescovo di Oruru, Colombia, del 2016.

Allo stesso modo, nella “Memoriale Domini” fu chiaramente svelata la vera intenzione di coloro che desideravano ricevere l’Eucarestia sulla mano, cioè: “ritornare all'uso primitivo”.  Ma tale spirito, quello ”archeologista” fu condannato da Pio XII nella sua enciclica Mediator Dei" (20 novembre 1947), anche perché ispirò l’illegittimo Concilio di Pistoia...                    


• Ma come siamo giunti alla Comunione sulla mano, se fu rifiutata dalla maggioranza dei Vescovi?

Il motivo per cui si è giunti alla Comunione sulla mano, nonostante la maggioranza dei Vescovi non l'avesse approvata, è da ricercarsi nella cattiva interpretazione e (ab)uso della "Memoriale Domini" e degli intenti di Paolo VI, che hanno portato ad una serie ininterrotta di concessioni, e indulti abusivi, alle Chiese particolari di tutto il mondo e a quelle italiane, con la “Delibera CEI n.56 del 19.07.1989”.

A causa di un eccessivo scrupolo verso gli uomini, si volle tentare di arginare il problema dell’Eucarestia sulla mano, che era già adottato da alcune parrocchie e Chiese particolari (come in Germania), senza condannarlo per quello che era realmente, cioè un grave abuso Eucaristico. Inoltre è specificato nella "Memoriale Domini" che solo alle Chiese particolari, dove era già presente tale abuso, poteva essere concesso l’indulto e a nessun'altra, ma del resto si sa... l’occasione fa l’uomo ladro ed oggi tutti abusano!

Il Concilio Vaticano II ci ricorda che: "Dio scelse per Sé il popolo israelita, stabilì con Lui un'Alleanza e lo formò lentamente, manifestando nella sua storia Se stesso e i suoi disegni” Lumen Gentium (9). E che: "Lo stesso Spirito Santo perfeziona continuamente la Fede per mezzo dei suoi Doni” (Verbum Dei 5).

La Fede, che lo Spirito Santo continuamente perfeziona, non può essere al ribasso e non può condurre all' irriverenza verso ciò che prima era venerato, in primis: il Santissimo Sacramento, anche nei Suoi Frammenti. Infatti: “Se un Regno è diviso in sé stesso, quel Regno non può reggersi” (Mc 3,24)...


~ Conclusioni ~
L’attenzione verso gli aspetti sanitari, dimostrata nel periodo covid da parte degli uomini di Chiesa, è stato chiaro sintomo di una Fede omocentrica invece che Cristocentrica, quindi malata, avendo contravvenuto al primo comandamento: “Adorerai il Signore Dio tuo e lo servirai”. 

I Pastori della Chiesa hanno servito ed obbedito all’uomo, che si è innalzato al pari di Dio. Hanno favorito il clima di terrore, instaurato dallo Stato despota e hanno offeso la pietà dei fedeli, che si sarebbero voluti mantenere virtuosi dinnanzi al Santissimo Sacramento seguendo la legge universale della Chiesa.

È da dire chiaramente che sarebbe legittimo e possibile imporre - per giusto scrupolo, in una qualsiasi diocesi - l’Eucarestia sulla lingua, perché è il modo in vigore secondo la disciplina della Chiesa, invece è accaduto l'esatto contrario. È stato un grave abuso aver imposto l’Eucarestia solo sulla mano, perché è e resta una concessione, sotto indulto.

Ma, come il Vescovo di Pistoia, Scipione de' Ricci, nel 1805 abiurò le sue tesi, anche tutti i Pastori di questa Chiesa del tempo presente dovranno presto abiurare queste vostre tesi: inique e distorte. Ne siamo convinti! 

Sappiamo che Dio permette dei mali per portare a beni maggiori! Allo stesso modo sappiamo con certezza che si tornerà alla distribuzione dell’Eucarestia esclusivamente in ginocchio e sulla lingua, per il semplice fatto che questo è il modo ufficiale che rispecchia la Fede ininterrotta della Chiesa: Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana e l’unico atteggiamento legittimo e gradito al Cielo, che né materialmente, né spiritualmente necessita di indulto alcuno. Amen, Amen, Amen!  (Fine: 2/2)

Mauro Bonaita, Reggio Emilia 

Responsabile provinciale degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo.

Sabato 11 gennaio a.D.2025

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P.S.: Per ulteriori dettagli circa le argomentazioni sostenute in questo mio testo, esorto a leggere:

- il mirabile libro: “La distribuzione della Comunione sulla mano: profili storici, giuridici e pastorali” (di Don Federico Bortoli con prefazione del Card. Robert Sarah -Edizione Cantagalli) e 

- a rileggere in modo onesto lo stesso documento di Paolo VI: "Memoriale Domini"


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mercoledì, gennaio 08, 2025

"SIAMO DEL MONDO, O DI CRISTO?" Riflessione natalizia di Monsignor Strickland


a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo e volentieri ospitiamo nel nostro blog, questa riflessione natalizia, che il vescovo emerito Monsignor Strickland invia all'attenzione dei cattolici di tutto il mondo. Buona lettura e diffusione.

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Cari discepoli di Cristo,

mentre sorge un nuovo anno, risvegliamoci! Non diventiamo compiacenti e continuiamo la stagione del Natale (...). Questa stagione dovrebbe essere per noi come un'onda di Grazia che ci chiama a pentirci dei nostri peccati e a riflettere, per compierla, sulla scelta più critica della nostra vita: 

"Apparteniamo a Cristo o al mondo?" Le parole di Cristo, dal Vangelo secondo San Giovanni, chiariscono che abbiamo una scelta monumentale da fare:

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me, prima di voi. Se foste stati del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, perciò il mondo vi odia. Ricordatevi della mia parola che vi ho detta: Il servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutte queste cose ve le faranno a causa del mio nome, perché non conoscono Colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato”. (Giovanni 15:18-22)

Molti nel mondo odierno e nella Chiesa odierna rifiuterebbero queste parole crude di Cristo. Condannerebbero qualsiasi menzione di queste parole e si lamenterebbero: "...ma è Natale!". 

Invece queste parole di Cristo sono esattamente ciò su cui dovremmo concentrarci durante il periodo natalizio. La liturgia dell'Ottava, infatti, è piena del sangue dei martiri, odiati dal mondo perché amavano Cristo: Santo Stefano (il protomartire), i Santi Innocenti e San Giovanni Evangelista mostrano il loro vero discepolato nella loro morte per Cristo. Questi martiri ci ricordano che la scelta di stare con Cristo ai piedi della Sua Croce è sempre la scelta dei Suoi veri discepoli. Ai piedi della Sua Croce, troviamo la linea rossa di divisione tra questo mondo e il Regno di Suo Padre.

Dobbiamo ricordare che la solitudine che potremmo provare è solo un'illusione, perché stare sotto la Sua Croce significa stare nel Suo Cuore: il Suo Sacro Cuore di Verità. Molti nella Chiesa oggi si ritrovano odiati dal mondo e odiati dalla Chiesa mondana, che cerca di smorzare la chiamata al pentimento. 

Questo odio viene scagliato contro coloro che amano gli antichi riti di adorazione e rifiutano la falsa adorazione mondana, ché non è incentrata su Dio. 

Questo odio viene usato per attaccare coloro che difendono la sacralità della vita e per gettarli in prigione, perché osano parlare a favore della vita. 

Questo odio viene usato per tentare di cancellare coloro che dicono la verità e che cercano di custodire il Deposito della Fede, certi che la Verità non può essere cambiata, per adattarsi ai capricci del mondo.

Le parole di Cristo ci ricordano che se siamo i suoi veri discepoli, non apparteniamo al mondo. Dobbiamo tutti chiederci:"A chi appartengo?" Se, quando esaminiamo onestamente i nostri cuori, siamo costretti a riconoscere che siamo troppo a nostro agio con il mondo, dobbiamo decidere di pentirci e di ritornare a Cristo. Ora non è il momento di essere compiacenti! Ora è il momento di rispondere con un sonoro: "Sia fatta la tua volontà" quando incontriamo l'odio del mondo.

Questi giorni di Natale sono un'opportunità per risvegliarci più pienamente in Cristo e per riconoscere umilmente i nostri peccati e i nostri fallimenti, perché smorzano il nostro fervore. 

Queste parole, tratte da un sermone di Natale pronunciato da Papa San Leone Magno nel V secolo, mettono a fuoco la grande importanza di questa stagione di grazia:

Cristiano, riconosci la tua dignità e, diventando un partner della natura divina, rifiuta di tornare alla vecchia bassezza con una condotta degenerata. Ricorda il Capo e il Corpo di cui sei membro. Ricorda che sei stato salvato dal potere delle tenebre e portato fuori nella luce e nel regno di Dio.”

Sentiamo molto parlare della dignità dell'uomo, ma quando ci allontaniamo dalla Parola di Dio, dai Suoi Comandamenti, dalla Sua Legge e dalla vera adorazione, diminuiamo noi stessi. Il messaggio di San Leone Magno ci ricorda che il Natale ci fa conoscere la nostra vera dignità, data da Dio, e ci propone di pentirci e di allontanarci da tutto ciò che la diminuisce.

La proclamazione degli angeli a Betlemme: “ In excelsis Deo ” o “Gloria a Dio nell’alto dei cieli” dovrebbe echeggiare per tutti i giorni del periodo natalizio e dovremmo sentirla come un invito a evitare tutto ciò che non dà gloria a Dio. 

Se cerchiamo sempre di glorificare Dio, il mondo ci odierà, ci rinnegherà e persino cercherà di distruggerci: è lo stesso trattamento che ha ricevuto il Divino Figlio di Dio. Ma quanta gioia c’è nel soffrire per amore del Nostro Signore e nel seguirLo ai piedi della Sua Croce!

Che il Bambino di Betlemme ci ricordi la meraviglia della Verità Incarnata in mezzo a noi e che possiamo usare l'inizio di questo nuovo anno come una stagione di pentimento e un momento per dimorare più profondamente nel Sacro Cuore di Cristo.

Monsignor Joseph E. Strickland (Vescovo emerito)

Domenica 5 gennaio a.D. 2025

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sabato, gennaio 04, 2025

LA (PESSIMA) PRASSI DELLA COMUNIONE SULLA MANO. Confutazione di Mauro Bonaita (parte prima)


a cura di Veronica Cireneo 

Sembra strano constatare come proprio coloro che accusano di indietrismo chi vorrebbe salvaguardare la Fede Cattolica, tramandata lungo la distesa dei secoli, di generazione in generazione, ricorra all'archeologismo, peraltro condannato da Papa Pio XII nell'enciclica "Mediator Dei" quando si tratta di sostenere l'inopportuna pratica della Comunione sulla mano. Affronta l'argomento, in due puntate, Mauro Bonaita che confuta l'articolo del domenicano padre Lopez, teso invece a sostenere la bontà della Comunione in mano. Buona lettura.(Parte prima) 

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Sono a scrivere in merito al saggio intitolato:"La prassi della Comunione sulla mano"a firma di Padre Gianluca Lopez apparso sul sito "SettimanaNews” in data 9 ottobre 2024.

E sono molto rammaricato nel constatare come un Domenicano possa scrivere tanti errori di carattere storico, dottrinale e pastorale tutti assieme. Ritengo quell'articolo un’offesa a San Domenico, al suo Ordine e, innanzitutto, al Corpo di Cristo per la disonestà intellettuale di cui è infarcito. 

In nome della Giustizia dovuta a Dio e in qualità di “Alleato dell’Eucarestia e del Vangelo” mi sento moralmente in dovere di confutare le argomentazioni lì prese in prestito, attraverso la seguente esposizione:

Il Concilio di Trullano non è Cattolico. Buona parte della tesi lì esposta, finalizzata a far passare per buona l’Eucarestia sulla mano e a denigrare Quella sulla lingua, verte sul Concilio di Trullano, che si svolse nel 692, e del quale tenta di far credere ai lettori, che sia vigente il suo canone numero 101. Per completezza di informazione lo riportiamo di seguito:

"Colui che vuole comunicarsi durante la sinassi al corpo immacolato di Cristo e diventare uno con lui, deve mettere le mani l’una sopra l’altra in forma di croce ed accostarsi così a ricevere la comunione della grazia. Poiché alcuni, invece di usare le loro mani per ricevere il dono di Dio, si fanno fabbricare dei vasi d’oro e di altra materia e ricevono in questi vasi la comunione immacolata, noi non approviamo affatto questo, poiché essi preferiscono la materia inanimata e schiava al posto dell’immagine di Dio (…)”

Peccato che il monaco dimentichi di dire che il Concilio di Trullano, voluto dall’ Imperatore bizantino Giustiniano II, non fu riconosciuto dalla Chiesa Cattolica come Concilio ecumenico, quindi le decisioni assunte in quella sede, non riguardano la Chiesa Cattolica. Papa Sergio I, infatti non partecipò al Concilio e rifiutò di sottoscriverlo. Quindi, a meno che non si voglia professare la fede Ortodossa, già questo basterebbe per far crollare tutto il discorso di padre Lopez.

Non basta. È noto che al Concilio di Trullano, tra i vari temi si discusse anche di una mitigazione della legge sulla continenza dei consacrati, che permettesse ai preti e ai diaconi sposati di continuare ad avere rapporti coniugali e quindi figli. 

Questo Concilio, esclusivo della Chiesa Ortodossa, comportò dunque una radicale separazione dalla fede Cattolica, che invece ha sempre professato la continenza e la castità per i consacrati, dai tempi dei primi apostoli, fino ai nostri giorni. 

Oppure si vorrebbe far credere che i problemi che condussero allo scisma del 1054 furono solo quelli comparsi sotto il pontificato di Leone IX? Niente affatto! Ci furono anche i temi appena sopra descritti tra le cause scatenanti lo scisma avvenuto nell’ XI secolo.

Quindi, la seguente citazione, presente nel saggio di padre Lopez e riferita alla prassi dell’Eucarestia sulla mano: “(...) ha fondamento nella Chiesa indivisa tra Oriente ed Occidente” è storicamente e sostanzialmente errata, infatti le due Chiese hanno delle divergenze non trascurabili e sono di fatto Chiese separate.

Inoltre, per quanto riguarda il paragrafo: ”Diritto comune e particolare" si può dire che sembra scritto per confondere le idee e per far digerire il canone 101 della Chiesa Ortodossa a noi che siamo Cattolici! Ma sarebbe come far mangiare fieno ad un leone! (Peraltro quel canone 101, mirava solo ad eliminare, tra gli Ortodossi, la prassi di interporre materia inanimata, come vasi o altro, per ricevere il dono di Dio).

La verità è che la questione della comunione in bocca, per noi Cattolici di Santa Romana Chiesa, trova soluzione nelle testimonianze già nel 404 sotto Papa Innocenzo I ( Mansi X pag. 1205-1206 [ Nota 1]). Il Vescovo di Rouen Sant’Audoeno, durante il Sinodo di Rouen del 650, applicò la pratica descritta e la sancì con il solenne decreto: "CONCILIUM ROTHOMAGENSI" ( cap.2 in Mansi X, pag. 1199-1200 [Nota 2]) dove si stabilisce inequivocabilmente l’obbligo di comunicare i laici direttamente in bocca; pena è, per i Sacerdoti, la scomunica dall’altare!


Il modo di ricevere l’Eucarestia deve salvaguardare i frammenti e la Fede nella “Presenza Reale”

Un'altra incongruenza presente nel saggio storico-archeologista di padre Lopez è la citazione dallo stesso riportata, appartenente a San Cirillo (+386) che raccomanda: “Con la sinistra fai un trono alla destra, poiché deve ricevere il re!" 

Non siamo certi che il padre abbia compreso la postura corretta lì descritta. Infatti, a meno di voler sostenere che San Cirillo volesse rivolgersi esclusivamente a fedeli mancini, ci si dovrà arrendere al fatto (noto) che il modo di ricevere l’Eucarestia sulla mano, nei primi secoli, era cosa ben differente da quello che è diventato oggi, sia da un punto di vista posturale, che di riflesso, dal punto di vista della fede. 

I primi Cristiani, infatti, usavano piegare il capo immergendo la bocca nell’incavo delle mani, disposte a croce, per la grande devozione verso il Corpo di Cristo e per la venerazione dei frammenti Eucaristici, che dovevano essere consumati assieme e al pari dell’Ostia Santa. Cosa che attualmente sfiora l'anticamera del cervello spirituale di pochissimi fedeli; purtroppo!

Bisogna dire che la grande venerazione per i frammenti è in seno alla Chiesa fin dalle origini. Già nell’anno 200 circa Origene recitava nell’Enchiridion Patristicum al numero 490 quanto segue:

Io voglio ammonirvi: sapete voi che siete soliti occuparvi dei Divini Misteri in quale modo, quando ricevete il Corpo del Signore, lo dobbiate custodire con ogni riguardo e venerazione perché da esso nemmeno la più piccola parte cada a terra perché nulla del dono consacrato sia disperso; vi ritenete colpevoli, e lo credete bene, se dunque qualcosa di esso — il Corpo del Signore — cada a terra a causa di trascuratezza.”

Ricordiamo anche il più recente documento "Redemptionis Sacramentum" (2004) che questa istruzione (regolarmente disattesa) recita così: 

“[93.] È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada.

Citiamo inoltre la "Dichiarazione riguardante i frammenti eucaristici d’Ostie consacrate” fatta dalla “Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede” il 2 maggio 1972 (quindi successivamente al nuovo rito), che recita: 

“(…) dopo la sacra Comunione, non solamente le ostie che restano e le particelle di ostia che si sono staccate e che conservano l'aspetto esteriore del pane devono essere conservate o consumate rispettosamente, a motivo del rispetto dovuto alla presenza eucaristica del Cristo, ma anche per gli altri frammenti d'ostia si devono osservare le prescrizioni riguardanti la purificazione della patena e del calice come è stabilito in Principi e norme per l'uso del Messale Romano (…)”. Con quest’ultimo documento si chiede ai Sacerdoti di dimostrare venerazione non solo per le particelle visibili, ma anche per quelle invisibili.

Come si può intendere, con limpida onestà, il Magistero della Chiesa Cattolica ha sempre coltivato in modo virtuosamente crescente enorme attenzione e cura verso la caduta e dispersione dei frammenti Eucaristici e la salvaguardia della Fede circa la “presenza Reale”. Se proprio si volesse fare gli archeologisti, almeno lo si faccia a dovere, sarebbe comunque un “guadagno” per la Fede, e quindi per la “fruttuosità” del Sacramento, visto che l'atteggiamento odierno è irriguardoso verso questi aspetti, certamente non secondari...(fine prima parte - 1/2. Segue)

Mauro Bonaita, Reggio Emilia 

4 gennaio 2025.

Note:

[Nota 1] Latino:“Anno 404. Ecclesiae Romanae canones, convicinis etiam sacerdotibus intimandos ad Innocentio I. Susceperat Rothomagensis Ecclesia, modo Eucharistiam ad os laicis porrigendi ritum amplexata est, ac in Synodo sua, auctore ipsomet Audoeno, qui Romae positus ita fieri perspexerat, solemni decreto sancivit”

Traduzione italiana: “Anno 404. I sacerdoti accusati furono intimati anche da Innocenzo I dei canoni della Chiesa Romana. La Chiesa di Rothomagensis aveva accettato il rito dell'offerta dell'Eucaristia per bocca dei laici, e nel suo Sinodo, sotto l'autorità dello stesso Audoeno, che aveva vistolo fare a Roma, lo sancì con un solenne decreto.”

[Nota 2] Latino:“Sed ipse cum reverentia sumat, et Diacono aut subdiacono qui ministri sunt altaris, colligenda tradat, illud etiam attendat ut eos propria manu communicet, nulli autem laico aut feminae Eucharistiam in manibus ponat, sed tantum in os ejus cum his verbis ponat: “Corpus Domini et Sanguis prosit tibi ad remissionem peccatorum et ad vitam aeternam”. Si quis haec transgressus fuerit, quia Deum omnipotentem contemnit, et quantum in ipso est inhonorat, ab altari removeatur.”

Traduzione italiana: “Ma lo prende con somma reverenza e lo porge al diacono o suddiacono che sono i ministri dell'altare, e ha anche cura di comunicarlo loro di propria mano, ma non mette l'Eucaristia nelle mani di qualunque laico o donna, ma glielo mette soltanto in bocca con queste parole: «Il corpo del Signore e il sangue vi saranno utili per la remissione dei peccati e per la vita eterna. Se qualcuno trasgredisce queste cose, perché disprezza Dio onnipotente e disonora ciò che è in lui, sia rimosso dall'altare.”

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Chi desidera unirsi in telegram agli "Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo" ed avere aggiornamenti in tempo reale, può farlo cliccando sul seguente link d'invito: 

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