lunedì, giugno 01, 2026

Catechismo del buon esempio/6: Il Digiuno Eucaristico. Mauro Bonaita



a cura di Veronica Cireneo 

Dopo la breve pausa social di maggio, il sito riprende oggi la sua attività con la sesta parte della rubrica: "Il Catechismo del buon esempio" , dove Mauro Bonaita illustra e riflette sul delicato tema del Digiuno Eucaristico. Buona lettura e diffusione

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NON SCANDALIZZIAMO I “PICCOLI” DEL CATECHISMO:

EDUCHIAMOLI COL BUON ESEMPIO

Quello del buon esempio è il  Catechismo più virtuoso


6. Il DIGIUNO EUCARISTICO

Per digiuno eucaristico s’intende quel necessario periodo di tempo che precede l’assunzione del Corpo di Cristo e che è regolamentato da norme e istruzioni della Chiesa a beneficio dei fedeli. Si riporta di seguito parte della Costituzione Apostolica di Pio XII “CHRISTUS DOMINUS” a proposito “Della Disciplina da osservare circa il digiuno eucaristico":

"L'astinenza (…) dal cibo e dalla bevanda si addice alla somma riverenza che dobbiamo avere verso la suprema Maestà di Gesù Cristo, quando ci accostiamo a riceverlo nascosto sotto i veli eucaristici. Inoltre, ricevendo il suo corpo e il suo sangue preziosissimo, prima di qualsiasi alimento, dimostriamo chiaramente che esso è il Primo e sommo nutrimento, che sostenta la nostra anima e ne accresce la santità. Ben a ragione, quindi, Sant'Agostino osserva: «Piacque allo Spirito Santo che ad onore di sì grande Sacramento il Corpo del Signore entrasse nella bocca del cristiano prima di qualunque altro cibo.

(…) del resto tutti sanno per esperienza che, secondo le stesse leggi della natura umana, quando il corpo non è aggravato dal cibo, la mente diviene più agile e si applica con maggiore efficacia a meditare quell'ineffabile e sublime mistero, che si compie nello spirito come in un tempio, accrescendone l'amore divino (…) " Pio XII (06.01.1953). [1]

La norma generale allora valevole (1953), per fedeli e sacerdoti in stato di buona salute e non afflitti da pesanti incarichi, era quella di ricevere l’eucarestia a digiuno dalla mezzanotte del giorno precedente.

Continuando la lettura della “Christus Dominus”, è da far notare che la mitigazione delle norme nel corso della storia fu voluta: non per una riduzione della gravità del mancato adempimento del digiuno eucaristico (che in tempi antichi fu punito anche con la scomunica), ma per non indebolire i sacerdoti che, a causa del crescente numero di fedeli, impari rispetto al numero di sacerdoti, si indebolivano troppo per portare a termine le loro giornate piene di spostamenti (spesso a piedi) e celebrazioni. Furono quindi mitigate in atto di pietà verso il fervore sacerdotale. Si ricorda inoltre che in quel periodo storico Pio XII introdusse la messa vespertina (serale) che rese necessario concedere, per questa circostanza, la norma che prevedeva tre ore di digiuno, dato che dalla mezzanotte del giorno precedente sarebbe stato eccessivo.

Tale disciplina è oggi regolamentata dal Codice di Diritto Canonico (sembrerebbe sia valevole dal 1964 [N.B.]) che afferma quanto segue:

[919] - §1. Chi intende ricevere la santissima Eucaristia si astenga per lo spazio di almeno un'ora prima della sacra comunione da qualunque cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l'acqua e le medicine. [2]

Purtroppo non è raro vedere fedeli che durante la liturgia masticano caramelle o consumano piccoli alimenti. Risulta come una stonatura constatare che nei tempi moderni tali norme siano mitigate invece che fatte più rigorose. Anche la vita sacerdotale, del resto, ha beneficiato delle comodità dei tempi moderni: alimentazione più agevole, mezzi di trasporto rapidi e mezzi di comunicazione immediati.

Pio XII, al termine della sua Costituzione Apostolica, rivolse ai fedeli un’esortazione che conserva intatta tutta la sua attualità: 

(…) intendiamo, tuttavia , con questa Costituzione Apostolica confermare in tutto il suo vigore la legge e la consuetudine del digiuno eucaristico ed esortare coloro che possono farlo a continuare nell'esatta osservanza di essa, in maniera che solamente quelli che versano nella necessità si avvalgano di tali concessioni e nei limiti imposti dalla stessa necessità.”

È quindi lasciato al fervore soggettivo riscoprire il valore di tale disciplina per un corpo totalmente offerto a Dio e tornare, chi lo desiderasse, a consuetudini più antiche, ma forse più rispondenti per questi tempi moderni e travagliati tornando alle tre ore invece che una sola.

Accostiamoci dunque al nostro Dio col Cuore affamato e assetato di Lui, desiderosi di nutrirci del Suo Corpo e al calice del Suo sangue prezioso: (Mt 5,6) "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati" .

Per le ultime mitigazioni vigenti a favore degli anziani e dei malati si legga l’istruzione  Immensae Caritatis della Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti del 29 gennaio 1973.

 

Mauro Bonaita, Reggio Emilia 

1 giugno a.D. MMXXVI 


• NOTE

[2] – Codice Di Diritto Canonico [CDC.919]
[N.B.]: non siamo stati in grado di ritrovare alcun documento che confermi il contenuto dell’articolo del CDC.919. Invitiamo le persone di buona volontà, che ne fossero a conoscenza, a volercelo segnalare.
 
 
LINK AL VOLANTINO *.PDF: (per chi voglia stampare e diffonderlo)
 

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