lunedì, giugno 22, 2026

La Comunione in bocca è Volontà di Dio e non può essere negata a nessuno (1/3). Mauro Bonaita

a cura di Veronica Cireneo 

 "La Comunione in mano è Volontà di Dio o volontà di satana?" Con questa domanda retorica, il nostro motto, gli Alleati dell'Eucarestia intendono escludere in toto che sia Volontà di Dio Essere afferrato con le mani. Non solo e non tanto per intuizione personale, quanto per adesione alla fede di sempre e alla Legge Universale della Chiesa, mai abrogata che ordina che la Comunione in bocca non può essere negata a nessuno, Vedremo tre articoli su questo argomento. Il primo è il presente studio,  parte della rubrica: "Il catechismo del buon esempio", dove l'amico Mauro Bonaita, che ringraziamo di cuore, affronta e dimostra, documenti ufficiali  alla mano, che ancora oggi la Chiesa ritiene la Comunione in bocca il modo più virtuoso di ricevere l'Eucarestia. Trovate qui le sei parti precedenti. In calce il link al PDF per chi desidera stampare e diffondere ìl volantino. Buona lettura.

§§§

EDUCHIAMO I PICCOLI CON IL BUON ESEMPIO: È IL CATECHISMO PIÙ VIRTUOSO 


 IL MODO PIU’ DEGNO DI RICEVERE L’EUCARESTIA

 

Per una vicinanza storica degli avvenimenti, il più delle persone sono convinte che il modo di ricevere l’Eucarestia sulla mano sia frutto della riforma liturgica del Concilio Vaticano II; in realtà, non c’è nulla di più falso e per salvaguardare la nostra fede, comprendere questo aspetto è di fondamentale importanza.

A seguito di reiterati abusi Eucaristici compiuti da alcune chiese particolari (Belgio, Germania e Olanda) che in disobbedienza alle disposizioni della Chiesa Cattolica di allora volevano ricevere l’Eucarestia sulla mano, nel modo che oggi, purtroppo, tutti conosciamo, Paolo VI scrisse l’istruzione Memoriale Domini.

La questione degli abusi venne sottoposta al Pontefice Paolo VI che sottomise la questione a tutti i Vescovi della Chiesa con tre domande. Leggiamo quanto raccolto nel sondaggio relativo:

“1) Si ritiene opportuno accogliere la petizione che, oltre al modo tradizionale di ricevere la Comunione, sia pure consentito di riceverla in mano?

        Sì: 567. No: 1233. Sì con riserva: 315. Schede nulle: 20

-2) Si è favorevoli a eventuali esperimenti di questo nuovo rito in piccole comunità, con l’assenso dell’ordinario del luogo?

Sì: 751. No: 1215. Schede nulle: 70.

- 3) Si pensa che i fedeli, dopo una ben condotta catechesi preparatoria, accetteranno volentieri questo nuovo rito?

Sì: 835. No: 1185. Schede nulle: 128.

Dalle risposte date risulta chiaramente il pensiero della grande maggioranza dei Vescovi: la disciplina attuale (cioè sulla lingua - Ndr) non deve subire mutamenti; anzi un eventuale cambiamento si risolverebbe in un grave disappunto per la sensibilità dell’orientamento spirituale dei Vescovi e di moltissimi fedeli.

[…] il Sommo Pontefice NON ha ritenuto opportuno cambiare il modo tradizionale con cui viene amministrata ai fedeli la santa Comunione.

Pertanto la Sede Apostolica esorta caldamente Vescovi, Sacerdoti e fedeli a osservare con amorosa fedeltà la disciplina in vigore, ora ancora una volta confermata”. [1]

Nella parte a seguire il Pontefice, piuttosto che procedere con una scomunica, volle disporre l’indulto di ricevere l’Eucarestia sulla mano SOLO per quelle chiese particolari dove l’abuso veniva già compiuto. Ma continuiamo a leggere:

Se poi in qualche luogo fosse stato già introdotto l'uso contrario, quello cioè di porre la santa Comunione nelle mani dei fedeli, la sede apostolica, nell'intento di aiutare le Conferenze Episcopali a compiere il loro ufficio pastorale, reso non di rado ancor più difficoltoso dall’attuale situazione, affida alle medesime conferenze il compito di vagliare attentamente le eventuali circostanze particolari, purché sia scongiurato ogni pericolo di mancanza di rispetto all'eucaristia o di deviazioni dottrinali su questo Santissimo Sacramento, e sia eliminato con cura ogni altro inconveniente.[2]”

Considerando il modo di ricevere l’Eucarestia sulla mano addirittura un “inconveniente”, l’’intento di Paolo VI era quello di ri-convertire quei fedeli, con azioni pastorali, a tornare a ricevere l’Eucarestia nel modo più degno: sulla lingua. Si continui a leggere:

In questi casi, per un'opportuna normativa del nuovo uso (Eucarestia sulla mano – Ndr), le Conferenze Episcopali, esaminata con prudenza la cosa, prenderanno le loro deliberazioni con votazione segreta, a maggioranza di due terzi, e presenteranno poi il tutto alla Santa Sede, per averne la necessaria conferma, allegandovi una accurata esposizione dei motivi che le hanno indotte alle deliberazioni stesse. [3]”

Qui sopra si chiese alle Conferenze Episcopali di valutare quei singoli casi di chiese particolari (singole diocesi) con estrema prudenza e perizia.

Ciò che avvenne successivamente fu un totale fraintendimento degli intenti del Pontefice da parte delle Conferenze Episcopali, che intrapresero un processo di indulgenza indiscriminato verso tutte le Diocesi a loro affidate e nelle intere nazioni e non singolarmente distinguendo caso per caso e la prima nazione ad applicare l'indulto, a tutto raggio, fu il Belgio, nel 1969

Per i dettagli si raccomanda la lettura di due volumi illuminanti: il primo del Vescovo Juan Rodolfo Laise (“Comunione sulla mano: Documenti e storia”) e il secondo volume, con prefazione del Card. Robert Sarah, scritto da don Federico Bortoli (“La distribuzione della Comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali.”)

L’Eucarestia sulla mano dunque è tollerata sotto un labile indulto che potrebbe essere ritirato in qualsiasi momento per volontà di un qualsiaso Vescovo di una qualsiasi chiesa particolare (si prenda in esame il caso del Vescovo della diocesi di Oruro in Colombia nel 2016).

Mentre, a motivo di quanto riportato sopra si ribadisce con certezza che l’Eucarestia sulla lingua, è il modo più degno, più fruttuoso e rispettoso per la Fede di sempre e non può essere cambiato.

Non fu un caso se proprio Papa Montini nel 12972 cito' la famosa frase:

Si direbbe che da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”.[4]

Non passarono neppure sei mesi da questa sua famosa frase che Paolo VI fece pubblicare alcune precisazioni circa la devozione dovuta alla Santissima Ostia raccolte nell’istruzione “Immensae Caritatis” del 29.01.1973 sotto la sezione: ”DEVOZIONE E RISPETTO VERSO IL SANTISSIMO SACRAMENTO QUANDO IL PANE EUCARISTICO VIENE DEPOSTO NELLA MANO DEL FEDELE”. Tale istruzione impartisce le seguenti raccomandazioni:

- Attenzione ai frammenti sia da parte del ministro che del fedele

- Impartire specifiche catechesi sulla “presenza reale” di Cristo

- Necessità di adorazione e culto di latria verso le specie sacramentali al pari di Dio

- Impartire specifiche catechesi sui beni e i frutti della Santa comunione

Già per il solo fatto che non siano necessarie tali precisazioni quando si ricevere l’eucarestia in bocca dovrebbe far rigettare a tutti i fedeli questo modo.

Un altro aspetto da tenere presente circa il modo più degno di ricevere l’Eucarestia, è la postura di adorazione del corpo; all’istruzione [90.] della “Redemptionis Sacramentum” troviamo scritto:

«I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi»,e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».[6]

Come già abbiamo illustrato alla catechesi numero 2 circa l’inginocchiarsi come atteggiamento di ”adorazione” durante la consacrazione, tanto più sarà dovuto tale atteggiamento quando ci accostiamo al Corpo di Cristo affinché il nostro corpo sia armoniosamente assoggettato alle Verità di fede comunicate al nostro intelletto e ai sinceri sentimenti della nostra anima verso Dio.

Quindi, il modo più degno che la Chiesa Cattolica ancora oggi conferma e raccomanda è di stare in ginocchio e di ricevere il Corpo di Cristo sulla lingua.

Mauro Bonaita,  Reggio Emilia 

Lunedì 22 giugno 2026

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Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[1] – Memoriale Domini (Paolo VI – 29.05.1969)
[2] – Ibidem
[3] – Ibidem
[4] – Omelia di Paolo VI del 29.06.1972
[5] – “Immensae Caritatis” (Paolo PP. VI – 29.01.1973)

•  Link al PDF (utile a chi voglia stampare e diffondere in parrocchia

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