a cura di Veronica Cireneo
Riceviamo e doverosamente pubblichiamo questo comunicato contenente un invito alla preghiera pubblica, che si terrà in piazza San Pietro, la mattina di Domenica prossima 21 giugno, alle ore 10,45: ritrovo presso l'obelisco. Il gruppo dei rosarianti sarà, molto probabilmente , accompagnato dallo striscione con la scritta "Maschio e Femmina li creo' ". Sarà una preghiera di riparazione pubblica, come pubblico è l'oltraggio al pudore, nelle sfilate che osannano il peccato mortale contro natura - miserere! - e che a Roma si ripeterà sabato prossimo. Invitiamo gli amici romani a diffondere sentitamente e a partecipare con la famiglia, possibilmente con i bambini, a questo pio appuntamento promosso da Liberi in Veritate, sezione di Roma, a cui gli Alleati dell'Eucarestia e Militia Christi hanno certamente aderito insieme a diverse altre sigle di associazioni cattoliche, presenti sul territorio. Ci vediamo numerosi. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Viva Maria
§§§
Rosario di riparazione in piazza San Pietro. Perché?
• Premessa. Se ci guardiamo attorno, non possiamo non prendere atto del fatto che il mondo intero è in subbuglio: dalla guerra che sconvolge il cuore dell’Europa, a quella che sta devastando il Medio Oriente; dal massacro dei cristiani in Nigeria, alle rivolte popolari che accendono le piazze di mezzo mondo! Sembra di assistere al tragico spettacolo di un campo di battaglia globalizzato.
Al di là delle guerre vere e proprie, di cui siamo testimoni, non bisogna dimenticare la guerra culturale in atto, ormai da decenni, in ogni angolo della terra.
E’ la guerra contro il principio di realtà, di chi non accetta il fatto che questo mondo sia governato da un ordine naturale, a cui ogni essere umano è sottoposto. È la visione del mondo di chi ha sposato la sfida dell’angelo ribelle con il suo “non serviam”, secondo cui non esiste una regola che l'uomo non possa violare, giacché presuppone che: “io sono il dio di me stesso”.
Niente di nuovo sotto il sole! Tutto già visto.
Davanti allo sconforto, di assistere a un’umanità che ha dichiarato guerra alla ragione e che sta programmando la sua autodistruzione, non resta altro da fare che chiedere l’aiuto di Nostro Signore e della Madonna, perché è chiaro che con le sole nostre forze la battaglia è perduta.
• Quando? La recita del Santo Rosario è prevista per la mattina di Domenica prossima 21 giugno: il giorno successivo a quello del g@y pride che si svolgerà a Roma il sabato 20. Sponsorizzato con fondi pubblici a livello istituzionale internazionale, sostiene la rivoluzione globale in atto puntando alla libertà ed eguaglianza per tutti/tutte/tutt* , naturalmente e sempre, sotto l’egida dei fratelli m@ssoni.
In questa "rivoluzione francese a livello mondiale" noi vestiamo i panni della Vandea: quella che resiste con l’aiuto di Dio.
E proprio perché la guerra, in corso in ogni ambito e ad ogni livello, è una guerra contro l’ordine naturale e contro chi cerca di preservarlo, bisogna abbandonare le armi materiali e tirare fuori i Rosari, perché solo Dio può porre fine al clima di irrazionalità che pervade il pianeta. Non esistono alternative.
• Chi parteciperà? A questa nostra iniziativa spirituale hanno aderito diverse sigle cattoliche presenti sul territorio: ci saranno quindi esponenti di Liberi in Veritate, di Alleati dell' Eucarestia e del Vangelo, di Militia Christi ed altri.
• Come nasce l'iniziativa? Il Rosario del 21 giugno nasce come "manifestazione una tantum" , ma vuole anche essere l' inizio di una collaborazione, concreta e spirituale, tra quanti hanno capito che, per tutelare la verità dell’essere umano, è necessario mettere da parte gli egocentrismi e collaborare per il bene delle future generazioni, a cui non possiamo lasciare un mondo in preda della follia.
• L'illusione di una vittoria senza Cristo. Infine, ci sembra opportuno tornare a far presente quanto segue: coloro che pensano che per abbattere il Cristianesimo e il Cattolicesimo basti infiltrare la Chiesa e le chiese, non hanno capito che lo Sfidante Ultimo e Vero che si troveranno davanti alla fine del percorso è Nostro Signore Gesù Cristo: Colui che ha già vinto la guerra, alla morte, con la Sua Resurrezione.
Sarà Lui ad avere l’ultima parola e sarà Lui che vincerà la guerra, ancora una volta - non praevalebunt - e definitivamente.
Dina Nerozzi
Domenica 14 giugno 2026
•••
Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.
•••
Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social. Grazie
Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:
•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA
• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO
• MAIL (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)
• MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)
%20(1).jpg)



13 commenti:
Dio benedica questa iniziativa.
È diventato molto difficile x noi continuare a vivere in queste condizioni.
Dio ci benedica e la Vergine Madre ci custodisca.
è difficile per gli adulti?senz'altro per non parlare di quello che succede nella mente e nell'@nima dei bambini ignari della realtà uno sconquasso
Sono un cattolico convinto e praticante, innamorato di Santa Romana Chiesa. Questa iniziativa mi sembra, dai toni e dalle sottolineature, non in linea con gli insegnamenti della Chiesa e del Papa. Ricordiamo Papa Francesco quando ha detto "... chi sono io per giudicare...". Più che rispondere ai proclami (sicuramente sbagliati, non lo nego) con altri proclami, ritengo molto più cristiano stare vicino alle persone che sbagliano, accogliere il loro dolore, accoglierle come persone prima di tutto, non come peccatori (peccatori da condannare, e pregare "contro").
Tutto questo allontana la gente dalla Chiesa: una Chiesa che non ama, non è in linea con gli insegnamenti di Gesù.
Roberto Proni
Buonasera a tutti!! San Tommaso d'Aquino affermava che l'obbedienza ai superiori,inclusa la gerarchia della Chiesa, è subordinata alla natura dell'ordine stesso, se è contrario alla legge naturale il cristiano non è tenuto ad obbedire. Ora,l'unico dialogo possibile con le persone che fanno pratiche contro natura è: "convertiti ed esci dallo stato di peccato mortale perenne". Con le persone che non vogliono abbandonare il proprio status di peccatori non c'è purtroppo dialogo. Possono stare nella chiesa come membra morte, partecipare alle messe ma non ricevere i sacramenti. Quindi trovo decisamente agli antipodi il "chi sono io per giudicare". Non sono io che giudico ,infatti, è Dio stesso, lo dice la Sua legge!
Caro Roberto, se tu fossi cristiano obbediresti Cristo e ai Suoi legittimi Vicari che da sempre insegnano che l'atto impuro contro natura è un "peccato" mortale in abominio a Dio, non un "diritto" da ostentare pubblicamente a grave scandalo per i piccoli.
Gabriela
La Madonna ai Sacerdoti Suoi figli prediletti sul peccato impuro contro natura
Seattle (Stato di Washington - U.S.A.), 2 giugno 1987.
🔥 Quanto fa soffrire il suo Cuore divino!
«Come accolgo con gioia il Cenacolo che oggi fai qui, nella Cattedrale, con i miei prediletti e con un grande numero di miei figli, venuti anche dalle parti più lontane di questo Stato. Accolgo l'omaggio del vostro amore e della vostra RIPARAZIONE.
🔹 Gesù oggi viene ancora vilipeso, flagellato e ferito nel suo CORPO MISTICO.
Quanto fa soffrire il suo Cuore divino l'atteggiamento permissivo tenuto da tanti Sacerdoti e da alcuni VESCOVI, che GIUSTIFICANO anche i più gravi atti d'IMPURITÀ.
🔹 Proprio qui, in questo stesso luogo, il Cuore di Gesù è stato vilipeso, ferito ed oltraggiato per avere accolto tanti miei poveri figli, consumati da questo terribile vizio, ed averli pubblicamente incoraggiati a proseguire sulla strada del peccato impuro contro natura.
🔹 Ma gli atti impuri contro natura sono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio❗
🔹 Questi peccati attirano su di voi e sulle vostre nazioni le fiamme della Giustizia di Dio.
🔹 È giunto il tempo di proclamare a tutti, con chiarezza e con coraggio, che il sesto comandamento dato da Dio a Mosè: «non commettere atti impuri», ha ancora tutto il suo valore e deve essere osservato anche da questa generazione corrotta e pervertita.
🔹 Ogni PASTORE che, in qualsiasi maniera, giustificasse questi peccati, attira sulla sua persona e sulla sua vita il fuoco ardente della divina GIUSTIZIA.
🔹 La coppa della iniquità è ormai colma, stracolma e trabocca da ogni parte.
🔹 Allora vi invito a moltiplicare i vostri Cenacoli di preghiera e ad offrirmi le vostre vite, profumate dalla virtù della purezza, come una forte forza di implorazione e di RIPARAZIONE.
Io vi prometto che ormai i cieli si stanno per aprire su questo povero mondo corrotto a fare scendere l'ardente rugiada della divina giustizia e della misericordia, affinché esso possa tornare un nuovo giardino di luce, di purezza e di santità».
Caro Roberto, a queste persone va il nostro rispetto ed il ns. affetto, ma non possiamo rimanere in silenzio davanti all'errore. La preghiera pubblica è la minima risposta davanti all'ostentazione strumentalizzata.
Caro Roberto, se dici di amare la Santa Romana Chiesa non puoi volere che venga vilipesa. Non si può accettare che il peccato contro natura, condannato dai papi nei secoli, sia ora esaltato. Accogliere le persone che sbagliano non significa accogliere l'errore. Non possiamo fare nulla se non pregare per la loro conversione. Ben vengano i rosari di riparazione !
Daniela Giuliani
Caro Roberto, dobbiamo sempre fare un distinguo. L'accoglienza del diverso con amore è giusta. Ma non è giusta quella del peccato che sempre peccato resta. La carità ci insegna che dobbiamo sempre dire le verità, soprattutto quando si rischia che ci si trovi davanti alla perdita delle anime. Se amiamo davvero Gesù e le anime quanto Lui le ha amate e le vuole salvare, dobbiamo comportarci come Lui ci ha insegnato. Con sommo amore e dunque nella Verità.
Avete confermato l'impressione che avevo avuto leggendo l'articolo. Vi lascio ai vostri rosari (non ricordo che Maria, per quanto è riportato nel Vangelo, abbia fatto dei proclami) alla vostra verità, a tutto ciò che proclamate forti di voi stessi (e sicuramente non siete il Cristo). Tempo perso, dove non c'è l'umiltà è inutile spendere parole. Se qualcuno ancora non è schiavizzato da questa mentalità, ricordi che l'uomo non è il suo peccato, e prenda le distanze dai farisei. Per quanto mi riguarda, potete anche non rispondere, di certo io non leggo più nulla!
Roberto Proni
Gentile Roberto, come si può amare Santa Romana Chiesa, Sposa Immacolata di Cristo, e poi affermare il contrario di ciò che la Chiesa da sempre insegna, non perché se lo inventa ma perché è la Parola stessa di Dio?
Gesù amava e ama tutti i peccatori , tutti lo siamo infatti , ma non ammette né approva il peccato, infatti perdona chi Lui sa che nel proprio cuore è pentito e poi ammonisce "Va e non peccare più".
Ciò che al mondo non piace sentirsi dire, oggi molti preti non lo dicono più, né dal pulpito, né in privato, forse per timore di perdere "clienti".
Ma non parlare più del peccato, significa fare perdere le anime all' Inferno.
La Chiesa, Madre e maestra, deve insegnare ai propri figli come camminare nella
via della Salvezza, altrimenti viene meno al compito suo primario: Salus Animarum suprema lex.
Quale mamma, insegnando al proprio bambino a camminare, non lo richiama ed ammonisce se vede che il bambino cammina in mezzo alla strada, o verso un burrone? E se non lo fa, non sarà forse lei stessa colpevole quando il bambino finirà male?
Sarebbe forse una mamma misericordiosa se evitasse di ammonire suo figlio sui pericoli della strada e del burrone, solo per non spaventarlo?
Gesù ci ammonisce: "voi siete Nel mondo ma non siete Del mondo.
Voi dovete essere la luce del mondo, e il sale della terra".
Guai alla Chiesa, ai pastori, e pure a noi cristiani, se smettessimo di portare la Luce di Cristo, cioè la Verità della Sua Parola che salva, con le nostre parole e con l'esempio. Altrimenti saremo come il sale che ha perso il sapore, potrà solo essere gettato via. O se non affermiamo più la Verità insegnata da Gesù, saremo come i tralci staccati dalla Vite: devono essere gettati nel fuoco.
Una delle opere di Vera Misericordia spirituale è proprio "ammonire i peccatori".
Sia lodato Gesù Cristo!
Elisa da Padova
Caro Roberto, chi va al Gay Pride non vuole l' accoglienza di una ferita, di un dolore o di sé stessi come persone con un' orientamento che è una croce da portare; vuole il riconoscimento del peccato contro natura praticato ed esibito. Chi va al Gay Pride non cerca aiuto, ma diritti al círcolo omoeròtico, cioè: soldi per altre feste gay e Gay Village: insomma vuole èssere pure mantenuto dai comuni o dalle regioni nel suo mondo che nega la realtà. Chi va ai Gay Pride presenta la felicità come la strada opposta alla volontà di Dio ( e infatti non màncano mai le blasfemie contro Gesú, Maria e la Chiesa). Il mese stesso scelto, quello del Sacro Cuore di Gesú, è un ulteriore sberleffo del Maligno ai dolori che il Signore ha lamentato con santa Margherita Maria Alacoque nel suo cuore. Pertanto: altroché se occorre riparare, riparare, e riparare!
Sia lodato Gesù Cristo Roberto. La tua osservazione mi da modo toccare temi che nella loro semplicità sono fondanti la fede cattolica. Quando da bambino la nonna, unica in famiglia a saper fare le iniezioni, mi riempiva di punture, io di certo non apprezzavo perché affrontavo la cosa emotivamente. Ma razionalmente, una persona adulta, sapeva che era per il mio bene. Allo stesso modo individuare il peccato in modo oggettivo - il che è possibile riconoscendo la sana fede cattolica cui tu stesso credi - e porvi riparo non sono gesti di disprezzo od odio verso il peccatore ma, appunto, la medicina. Se si odiasse qualcuno non si investirebbe il proprio tempo ad pregare per lui o lei ma lo si lascerebbe nella'inconsapevolezza dell'errore contribuendo così a condannarlo all'inferno (e così facendo saremmo condannati anche noi per mancanza di carità). Analogamente ammonire il peccatore è uno dei atti di misericordia spirituale prescritti dalla Chiesa. Forse un medico evita di riconoscere la malattia per non urtare la sensibilità del malato? E si badi bene, parlare di peccato non significa giudicare poiché il giudizio implica una sentenza ma quella la può deliberare solo Dio. A noi sta comunque il compito, con umiltà, di non tirarci indietro quando si è di fronte all'evidenza dell'errore altrui (cosa che non esclude i nostri) per falso buonismo e politicamente corretto. Un caro abbraccio!
Posta un commento