![]() |
| Preghiera di riparazione dettata dall'Angelo ai Pastorelli di Fatima |
a cura di Veronica Cireneo
Carissimi, prima della chiusura estiva vogliamo fornirvi le ultime due parti della rubrica di Mauro Bonaita, intitolata: Il Catechismo del buon esempio. Questa è la IX parte, ovvero la penultima, mentre trovate cliccando qui le otto parti precedenti. In calce il PDF per chi voglia stampare e diffondere i volantini nella propria parrocchia e/o altrove
§§§
Il catechismo del Buon esempio… quello più virtuoso”
NON SCANDALIZZIAMO I “PICCOLI” DEL CATECHISMO: EDUCHIAMOLI COL BUON ESEMPIO
9. I DESIDERI DI DIO:
PENTIMENTO E CONVERSIONE
I desideri di Dio non sono realtà astratte o evanescenti che si dissolvono nella Sua Mente. La creazione stessa è il frutto del desiderio divino: Dio ha voluto ogni cosa, e ciò che ha voluto è venuto all’esistenza. Nulla è nato per caso; tutto è stato desiderato, e così è stato creato.
Noi uomini, in quanto figli adottivi, partecipiamo in modo reale (seppur analogico) a questo potere creativo; così dice il Salmista: (Sal 82,6) “Io ho detto: «Voi siete dèi, siete tutti figli dell'Altissimo (…)»”
I desideri che orientiamo nella Fede e nella Carità non rimangono semplici moti interiori: essi producono grazie, per noi stessi o per le anime alle quali li destiniamo. Quando il desiderio umano è immerso nella volontà di Dio, diventa fecondo, capace di generare bene, luce e guarigione spirituale.
Al contrario, i desideri perversi generano qualcosa di deviato e corrotto: questo è il peccato. In una dimensione che rimane nascosta ai nostri sensi, esso si concretizza come in una sorta di “materia oscura”, un “fango spirituale” che aderisce all’anima e al corpo, corrompendo entrambi. Il peccato non è solo un atto morale: è una realtà che lascia tracce, che sporca, che deforma le anime e il creato nello spazio-tempo.
Per questo Gesù ha dato il comandamento riportato in Mt 5,27-28:
“Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.”
Questo insegnamento non riguarda soltanto l’adulterio, ma tutti i desideri che si allontanano dall’Amore di Dio, insieme alle azioni che ne derivano. Cristo rivela che il peccato nasce nel cuore, nel luogo dove il desiderio prende forma. Quando il desiderio si orienta verso ciò che è contrario alla volontà divina, esso genera quella “materia oscura” che contamina l’uomo e, attraverso lui, il mondo.
In conseguenza del peccato originale, la malattia e la morte sono entrate nel mondo. Esse non derivano, però, da una responsabilità diretta del singolo secondo un semplice meccanismo di causa ed effetto: viviamo piuttosto dentro una sorta di “comunione del peccato”, una condizione condivisa che segna l’intera umanità.
Come ricordato al numero (8), dopo la morte gli effetti dei peccati saranno invece imputati personalmente a ciascuno, e ogni anima sarà raggiunta dalle conseguenze dei propri atti secondo una perfetta corrispondenza tra causa ed effetto. Le anime beate, al contrario, entreranno nella “Comunione dei Santi”, dove potranno condividere gioie senza fine: essi potranno viaggiare nello spazio e nel tempo, plasmare la materia a loro desiderio, attraversare oggetti e compenetrare corpi in abbracci totalizzanti.
Durante la sua vita terrena, Gesù non ha mai mancato di manifestarsi come Medico e Medicina: la maggior parte dei suoi miracoli riguarda malattie del corpo, ma il suo intervento più profondo è sempre rivolto alla guarigione dell’anima. Ha ridato la vista ai ciechi, ha sanato storpi, paralitici, sordi, muti e lebbrosi. Le malattie della carne non sono realtà che scompaiono automaticamente dopo la morte: alcune di esse continueranno a manifestarsi nella carne risorta, insieme alle ferite del peccato rimasto nell’anima.
Se consideriamo che l’anima è la «forma» del corpo [1], dobbiamo riconoscere anche l’inverso: quando l’anima, in quanto realtà spirituale, viene corrotta dal peccato, anche il corpo e il suo DNA umano ne risultano segnati, deformandosi in una condizione che non corrisponde più alla «forma» voluta da Dio. È ragionevole ipotizzare che i tumori siano una sorta di anticipazione delle mutazioni di «forma» cui si accennava sopra.
Queste malattie fisiche e spirituali iniziano a intaccare il corpo già nel momento e nel luogo in cui il peccato viene commesso. Come specificato al numero (8), gli effetti del peccato non si manifestano pienamente nella nostra vita terrena (quella dell’attimo presente) solo perché, in parte, riusciamo a “sfuggire” alle loro conseguenze dirette; ma essi rimangono comunque attivi e operanti nella struttura profonda dell’essere umano che vive già l’eternità nella quinta dimensione dello spazio-tempo, rendendo evidente l’inseparabilità della duplice natura dell’essere umano.
Per sanare il nostro corpo è necessario accogliere in noi la Grazia Santificante [2], che risana l’anima e, attraverso essa, anche il corpo, mediante l’intercessione di Gesù, il nostro Medico Divino.
Il Sacramento della Riconciliazione opera una guarigione integrale [3], ma questa può compiersi pienamente solo dopo aver rettamente orientato i nostri desideri al bene e alla Carità mediante il pentimento che genera la Conversione.
La conversione agisce a nostro favore e copre quel desiderio perverso che abbiamo bramato dentro di noi, eliminando l’effetto mortale che è la Colpa e rendendoci uomini nuovi e giustificati [4].
La Conversione infatti si esprime attraverso un atto di Contrizione perfetta e di vero pentimento [5].
Quel desiderio perverso genera una materia fangosa che imbratta non solo la nostra anima, ma produce anche effetti secondari che imbrattano altre anime fino a generare, in casi estremi, anche situazioni di “peccato sociale” [6].
Per poter ripulire il creato da questo fango e le nostre inclinazioni da questo peccato è necessario espiare con la Pena i danni arrecati. Le penitenze di espiazione possono essere scontate in vita o in purgatorio dopo la morte ma solo quelle in vita producono meriti. È per tale ragione che dopo il Sacramento della Riconciliazione il Sacerdote dovrebbe comminare un’adeguata penitenza, proporzionata alla colpa. [7]
Portare su di noi il peso delle penitenze (attraverso la preghiera, l’elemosina, il digiuno e le opere di carità) ci rende imitatori di Cristo, il Buon Samaritano, e quindi corredentori dell’umanità, partecipando ai frutti soddisfattori: prima per i nostri peccati, poi per quelli degli altri.
Se consideriamo la realtà della “comunione del peccato”, comprendiamo che anche l’accettazione di una malattia o di una disgrazia, vissuta con Fede e Carità, equivale a caricarsi dei mali del mondo e del nostro prossimo. Questo abbandono alla volontà di Dio, abbracciando le nostre croci, genera meriti spirituali. Al contrario, l’eutanasia (sempre più diffusa nella mentalità contemporanea come fuga dalla sofferenza) rappresenta l’abbandono del prossimo e del nostro dovere di compartecipare alla redenzione del mondo con Cristo e in Cristo.
La conversione, che dura tutta la vita, non è solo per i non Cattolici, ma è per i peccatori tutti.
Si ricordi il passo del Vangelo in cui Givanni Battista disse: (Mt 3-8,11) “Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco.”
Il frutto della Conversione da un peccato mortale diventa maturo solo con la Confessione, affinché ci si possa accostare Veramente in modo degno al Corpo di Cristo durante la Santa Messa.
Accostarsi alla Santa Comunione in stato di grazia è essenziale per poter ricevere frutti dal Sacramento dell’Eucarestia. Al contrario, accostarsi indegnamente al Corpo e al Sangue di Cristo, soprattutto con la consapevolezza di essere in stato di peccato mortale, peggiorerebbe la nostra situazione [8]. Si tratterebbe di un Sacrilegio!
È da considerare che lo scopo della vita Cristiana è portare frutti al cospetto del Signore. Si ricordano solo alcuni passi significativi:
(GV 15:16) “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia.”
(Rm 7:4) “Così dunque, fratelli miei, anche voi siete morti alla legge mediante il corpo di Cristo per appartenere ad un altro, che è risuscitato dai morti, affinché portiamo frutti a Dio.”
(Gv 15:8) “In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto”
(Gv 15:1-2) “Io sono la vera vite e il Padre mio è l’agricoltore … Ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più.”
Il Desiderio di Dio è che ogni uomo sia salvato. Nella storia della Chiesa, questa volontà divina si manifesta attraverso la continua oblazione dei credenti: uomini e donne che si convertono, che crescono in numero e in Santità, e che diventano strumenti attraverso i quali Dio attira altre anime al Cielo.
Come i frutti che cadono a terra e nutrono il tronco dell’albero con nuova linfa, così i Santi e i convertiti alimentano la vita della Chiesa, permettendole di portare ancora più frutti al tempo stabilito da Dio: il tempo della loro Conversione.
Questo è lo Spirito Missionario che dovrebbe animare la Chiesa e ogni Buon Pastore: riconoscere, nelle disposizioni della liturgia e persino nelle più piccole istruzioni del Magistero, quella sapiente pedagogia divina e mistagogica che ispira ai fedeli i sentimenti giusti per generare Frutti di Santificazione e Frutti Santificanti. [9]
Ogni buon cristiano dovrebbe desiderare di far collimare la propria volontà con quella di Dio. Se dunque vogliamo portare frutti abbondanti e a Lui graditi, è necessario Riconciliarci con il Signore ogni volta che ci è possibile, riscoprendo con gratitudine e umiltà quel Sacramento oggi troppo spesso trascurato.
Mauro Bonaita
martedì 28 Luglio 2026
°°°
Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.
•••
Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.
Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:
•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA
• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO
• MAIL (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)
• MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)
%20(1).jpg)
© 2026. All rights reserved.
Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.


Nessun commento:
Posta un commento