venerdì, dicembre 12, 2025

La Melodia che promana dalla Tilma: il Mantello di agave della Madonna di Guadalupe. 12 dicembre.

 

di Veronica Cireneo 

12 dicembre

OMAGGIO A NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE 

Che ne sa la New Age! Che ne sa, per quanto bravo, J.S. Bach e geniali colleghi al seguito, dell'armonia che è in Maria e nella Santissima Trinità Creatrice?

Ascoltate il brano melodico che segue. Non tutti lo conosco, ma merita di essere diffuso, per farsi un'idea di cosa sia la musica.

La divina armonia riportata in questo breve video (in calce) è frutto di un'operazione tecnica che bravi esperti hanno fatto sulla Tilma: il Manto di agave di Nostra Signora di Guadalupe.


Probabilmente è la stessa divina armonia che Juan Diego, un azteco convertitosi al Cristianesimo, ascoltò nel momento in cui la Vergine gli apparve in Messico nel 1531:"Non temere! Sono tua Madre" gli disse e si ritrovò guarito da una terribile malattia.

Ave Maria Soccorritrice! Assistici propizia dal Cielo, in questa lotta contro il potere delle tenebre. Così sia

Buon ascolto. A voi i commenti...


Veronica Cireneo 
12 dicembre 2025
Madonna di Guadalupe

•••
 
Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          






 

 

Continua a leggere »

giovedì, dicembre 11, 2025

Il Pontefice riesamini "Mater Populi Fidelis”.Supplica filiale. Petizione mondiale. Diane Montagna

 

Maria: il Capolavoro di Dio.

Veronica Cireneo. Carissimi, offriamo alla vostra attenzione materiale e spirituale questo articolo ricevuto dalla nota giornalista americana Diane Montagne che contiene una severa critica da parte dell'Associazione Mariana Internazionale, costituita da Cardinali, Vescovi e sacerdoti, al documento: "Mater Populi Fidelis"  riguardante l'inopportuno declassamento della Madonna dal ruolo di Corredentrice e una petizione indirizzata al Pontefice perché riveda il suddetto documento, scritta e lanciata da Padre Serafino Lanzetta. Da firmare e condividere.

§§§

"Siano restituiti l’onore, la verità e la speciale venerazione dovuti alla Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra.” 

Oggi, mentre i cattolici di tutto il mondo celebrano la solennità dell’Immacolata Concezione, viene lanciata un’iniziativa globale di “appello filiale”, che sollecita rispettosamente Papa Leone XIV a riesaminare la Mater Populi Fidelis .

L'iniziativa , intitolata "Appello filiale a Papa Leone XIV", nasce in un momento di persistente e crescente preoccupazione per la Nota dottrinale del mese scorso sui titoli mariani "Corredentrice" e "Mediatrice di tutte le Grazie", pubblicata dal Dicastero per la Dottrina della Fede

«Con filiale devozione rivolgiamo questo appello a Vostra Santità, dando umile voce allo sgomento e alla costernazione provati da una parte significativa del santo Popolo di Dio dopo la pubblicazione, il 4 novembre 2025, della Nota mariologica Mater Populi Fidelis da parte del Dicastero per la Dottrina della Fede», inizia la lettera.

L'appello continua:

«Come figli della Chiesa, le nostre coscienze sono profondamente turbate nel leggere le affermazioni contenute in questa Nota circa alcuni titoli mariani che si riferiscono alla cooperazione di Maria Santissima all'opera della nostra salvezza. Come non essere afflitti nel vedere questa nuova posizione mariologica contrapporsi nettamente all'insegnamento finora tramandato, che ha sempre riconosciuto alla Vergine Maria un ruolo unico, reale e materno nell'economia della Redenzione?»

Scritto dal noto mariologo italiano Padre Serafino Lanzetta, l'appello filiale è già disponibile in sei lingue e presto ne saranno pubblicate altre.

Un'iniziativa "dal basso", che consente al clero e ai laici di scaricare la lettera, firmarla e datarla, indicare il proprio Paese e la diocesi di origine e inviarla direttamente al Santo Padre presso il Palazzo Apostolico in Vaticano.

Padre Lanzetta, docente di teologia dogmatica e prolifico autore di temi mariani, ha affermato di aver scritto l'appello per servire i fedeli che desiderano rivolgere rispettosamente le loro preoccupazioni al Santo Padre, in un modo che sia fondato su una rigorosa valutazione teologica della Mater Populi Fidelis . Fu tra i primi a esprimere serie riserve sulla nuova Nota dottrinale.

Una settimana dopo che il prefetto della DDF, il cardinale Victor Manuel Fernández, aveva presentato la Mater Populi Fidelis a Roma, padre Lanzetta ha pubblicato un'analisi approfondita sostenendo che il documento adotta una visione minimalista della Beata Vergine Maria e rappresenta "un significativo declassamento" non solo rispetto all'insegnamento dei santi, dei dottori e del magistero ordinario dei papi, ma anche rispetto al trattamento del ruolo di Maria nell'opera di salvezza da parte del Concilio Vaticano II.

Padre Lanzetta non è stato il solo a criticare. In un'intervista con i media svizzeri, una delle massime autorità ecclesiastiche in materia di mariologia, Padre Salvatore Perrella, OSM – già professore di Dogmatica e Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum, stimato da Papa Benedetto XVI – ha espresso una dura critica al MPF, affermando che rivela l'incompetenza teologica e metodologica di coloro che lo hanno prodotto.

Anche oggi la Mater Populi Fidelis ha subito un altro duro colpo, poiché una delle principali associazioni di mariologi della Chiesa ha pubblicato una risposta teologica alla Nota, concludendo che, nonostante alcuni elementi positivi, "restano punti teologici significativi che richiedono chiarimenti e modifiche sostanziali".

Pubblicato l'8 dicembre dalla Commissione teologica dell'Associazione Mariana Internazionale (IMATC), il documento di 23 pagine valuta, alla luce del magistero papale e dei grandi mariologi della Chiesa, la posizione dell'MPF sui titoli mariani di "Corredentrice" e "Mediatrice di tutte le grazie", il suo trattamento della causalità strumentale e secondaria della grazia di Maria, la natura del suo merito e le implicazioni pastorali della sminuizione del ruolo unico e attivo della Beata Vergine nell'opera della Redenzione.

La risposta dell'IMATC sostiene che, presentando una Redenzione basata su "Gesù solo" priva di qualsiasi valore redentivo umano da parte di Maria, la Nota dottrinale della DDF "sembra assomigliare più a una teologia protestante della Redenzione che a quella della Chiesa cattolica".

Chiedendo una "rivalutazione" della Mater Populi Fidelis , i suoi firmatari – tra cui cardinali, vescovi, sacerdoti e teologi laici come il rinomato biblista Dr. Scott Hahn e il noto mariologo Dr. Mark Miravalle – offrono un'analisi oggettiva ma in definitiva feroce della MPF. La loro critica sembra rafforzare la tesi di Padre Salvatore Perrella secondo cui la Nota "avrebbe dovuto essere redatta da persone competenti nel settore".

In mezzo a queste continue critiche teologiche alla Mater Populi Fidelis , la nuova iniziativa dell'“appello filiale” offre al clero e ai laici un mezzo semplice ma concreto ed efficace per chiedere a Papa Leone XIV di “ascoltare il loro dolore e intervenire nel modo che riterrà più opportuno, affinché siano ripristinati l'onore, la verità e la speciale venerazione dovuti alla Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra”.

Qui sotto puoi leggere una versione stampabile dell'appello (...). Se tu e/o la tua famiglia desiderate aderire all'iniziativa, firmate in -line o scaricate e firmate la lettera e inviatela per posta ordinaria a questo indirizzo:

SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV

PALAZZO APOSTOLICO

00120 CITTÀ DEL VATICANO

È possibile leggere e scaricare una versione stampabile dell'appello in italiano, spagnolo, portoghese, polacco, tedesco e inglese qui (in francese prossimamente): https://sites.google.com/view/supplica-mater-populi-fidelis/appello-filiale-al-santo-padre-papa-leone-xiv


Diane Montagna

8 dicembre 2025

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          






 

 


Continua a leggere »

mercoledì, dicembre 10, 2025

Santa Casa di Nazaret. 731' anniversario della traslazione in Loreto. Giorgio Nicolini

 

Veronica Cireneo. Per sapere qualcosa di preciso sugli Immacolati Concepimenti di Gesù e di Maria, avvenuti entrambi nella Santa Casa di Nazaret e sulla traslazione della Stessa Santa Casa in Loreto, Ancona - avvenuta il 10 dicembre del 1294 - non si possono trascurare gli studi compiuti dal professor Giorgio Nicolini direttore di Tele Maria e uno dei massimi esperti italiani sull'argomento, che oggi, 10 dicembre, in occasione del 731 anniversario della traslazione, ci fa dono di questo articolo. Lo ringraziamo di cuore, condividendolo con voi.  Buona lettura.

§§§

Nel calendario della Liturgia Cattolica, la Chiesa ha fissato nel mese di dicembre molte feste e solennità, aventi il loro culmine nel 25 dicembre, quando si ricorda la Nascita del Salvatore Gesù nella grotta di Betlemme.

Tale solennità viene preceduta agli inizi di dicembre dal ricordo e dalla celebrazione di altri eventi storici che hanno fatto da preparazione ed hanno poi reso possibile l’Incarnazione del Figlio di Dio con la sua discesa sulla Terra, e cioè:  l’Immacolata Concezione di Maria (8 dicembre) e il “luogo fisico” (la Casa) ove l’Incarnazione è avvenuta unitamente alla stessa Concezione Immacolata di Maria: e cioè la Santa Casa di Nazareth (10 dicembre), miracolosamente portata “per il ministero angelico” in Italia, presso Ancona. 

Il felice abbinamento delle due feste liturgiche dell’Immacolata e della Venuta Miracolosa della Santa Casa a Loreto - tra l’8 e il 9/10 dicembre di ogni anno - ha avuto in un Santo Pontefice marchigiano, il Beato Pio IX, una particolare significazione per le vicende stesse che contrassegnarono la sua vita, strettamente legata ad entrambe le devozioni: a Maria Immacolata ed alla Santa Casa, che portarono alla proclamazione del dogma dell’Immacolata. 

Nel periodo risorgimentale, infatti, quando gli attacchi contro la Chiesa portarono alla occupazione violenta dello Stato Pontificio, la Chiesa venne guidata in quel periodo tempestoso e cruciale da quel pontefice santo e grandissimo, donato proprio dalla Vergine di Loreto: il Beato Pio IX.

È in effetti alla Vergine di Loreto che la cristianità deve il papato di Pio IX. Il giovane conte Giovanni Maria Mastai Ferretti – discendente del Beato Gabriele Ferretti (Compatrono di Ancona) - era stato votato alla Vergine sin dalla sua infanzia. «I miei genitori», disse un giorno ad un vescovo francese, «solevano fare ogni anno un viaggio alla Santa Casa e vi conducevano i miei fratelli e me; dal momento dell’annuncio della partenza, io non dormivo più». 

All’uscita dal collegio, abbracciò la carriera delle armi per diventare soldato difensore della Santa Sede. Ma fu improvvisamente bloccato da una terribile malattia: l’epilessia; la sua salute ne fu profondamente segnata. Le medicine si mostravano impotenti a combattere il male e la sua fine si annunciava vicina. Papa Pio VII amava il Mastai Ferretti e gli domandò se avesse pensato alla santità della vita religiosa. Il giovane conte rispose che vi aveva pensato, soprattutto dopo la malattia che il Signore gli aveva inviato, ma che la sua salute attuale gli impediva questo tipo di vita, come quello delle armi.

Il Papa lo consolò e gli assicurò che sarebbe potuto guarire se avesse accettato di consacrarsi completamente al servizio di Dio. Incoraggiato da queste parole, il giovane conte intraprese il pellegrinaggio a Loreto - come era solito fare - per implorare la sua guarigione nella stanza di Maria e fece il voto, nel caso che avesse ottenuto questo favore, di abbracciare la vita ecclesiastica. 

La Santa Vergine – nella Santa Casa - lo esaudì: nella Santa Casa fu guarito completamente e, tornato a Roma, si fece prete. Aveva 21 anni. E così divenne sacerdote, vescovo, cardinale e, infine, il grande e santo Sommo Pontefice che conosciamo, con il più lungo pontificato della storia della Chiesa. 

Più tardi Pio IX volle sdebitarsi nel modo migliore del suo debito di riconoscenza verso la Vergine di Loreto, proclamando a tutto il mondo il dogma della sua Immacolata Concezione, avvenuta proprio nella Santa Casa, come scrisse, nella Bolla “Inter Omnia” del 26 agosto 1852: “A Loreto si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia.

Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa Ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio”.

La devozione verso la Santa Casa di Loreto assume, pertanto, anche nella nostra epoca di crisi un profondo significato. La “Domus Mariae”, infatti, per molte ragioni è intimamente legata alla nascita della Chiesa Cattolica. Infatti:

1) Essa fu il tempio dell'Incarnazione. Tra queste Sacre Mura fu concepito e crebbe Gesù Cristo, fondatore e capo della Chiesa. 

2) Essa fu la Casa di Maria, cioè della creatura che, secondo l’insegnamento della Chiesa, è l'esemplare che realizza in sé nel modo più perfetto la Chiesa e alla quale perciò la Chiesa stessa è configurata. 

3) Essa fu la culla della Chiesa nascente, perché Maria, dopo avervi custodito nel suo Seno lo stesso Verbo, e averne conservato gelosamente nel Cuore tutti i detti e i fatti, in questo luogo, dopo la Resurrezione, trasmise agli Apostoli la dottrina del Divino Maestro, sostenendo e confermando la loro fede. 

4) Tra queste Sante Mura, infine, secondo la tradizione, fu celebrato per la prima volta il Divino Sacrificio. Ancor oggi è conservato, nella Santa Casa, l'Altare degli Apostoli, miracolosamente traslato con essa; nel luogo stesso in cui la SS.ma Vergine aveva fatto scendere per la prima volta sulla terra Gesù Cristo, san Pietro vi pronunciò le parole della Consacrazione, che ancora oggi si ripetono in ogni Messa. 

Per evidenziare la straordinaria importanza ed unicità della Santa Casa, il Pontefice Leone XIII, nella Enciclica “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894 – scritta in occasione del VI Centenario della Miracolosa Traslazione della Santa Casa” - dichiarò: 

Questa Casa, come narrano i fasti della Chiesa, non appena fu prodigiosamente trasportata in Italia, nel Piceno, per un atto di suprema benevolenza divina, e fu aperta al culto sui colli di Loreto, attirò immediatamente su di sé le pie aspirazioni e la fervida devozione di tutti, e le mantenne vive nel corso dei secoli... Dio volle a tal punto esaltare l’invocato nome di Maria, da dare compimento, in questo luogo (Loreto), a quella famosa profezia: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata»”. 

 “Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto (prodigiosamente) la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi.

Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanità perduta con il Padre e rinnova tutte le cose” . 

Prof. Giorgio Nicolini, direttore di Tele Maria

 8 dicembre 2025

•••

- Notiziario periodico di Tele Maria www.telemaria.eu 

- Trasmissioni quotidiane in onda su "Tele Maria"  https://platform.wim.tv/#/webtv/TeleMaria/cast/9c9f7d54-c18d-4abf-a7d6-32a3132c026c 

- Per aiutare Tele Maria https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=2JJ2WBKX2LGR4 

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          






 

 

Continua a leggere »

venerdì, dicembre 05, 2025

Valter Tuninetti scrive a Monsignor Delpini: riflessioni sullo scandalo di Bresso


a cura di Veronica Cireneo 

Cari amici offriamo alla vostra attenzione questa profonda, dolente e pacatissima lettera riguardante il recente scandalo di Bresso che Valter Tuninetti, co-fondatore degli Alleati dell'Eucarestia con la scrivente, ha redatto verso la metà di novembre e fatto recapitare per il tramite del suo Vicario Monsignor Agnesi, a Monsignor Delpini, arcivescovo della relativa Diocesi di Milano. Volentieri la pubblichiamo, perche è la voce di tante anime buone sinceramente addolorare dalla confusione che si è impossessata di gran parte dei cattolici.  L'autore autorizza, chiunque si trovi nella necessità di dover fare delle rimostranze presso qualche autorità ecclesiastica, ad utilizzare questo testo come traccia, apportando ovviamente tutte le modifiche specifiche del caso, ma soprattutto la lettera rappresenta un serio invito a pregare per i nostri pastori. Buona lettura. Oremus

§§§


Eccellenza Reverendissima,

mi chiamo Valter Tuninetti e sono un fedele della provincia di Cuneo. Sono spinto a scriverle dalla fede che nutro nella Santissima Trinità, nella Gran Madre di Dio, nella Comunione dei Santi e dall' amore profondo, che giorno per giorno cresce in me, per la tradizione della Chiesa Cattolica.

Gira insistentemente sul web, in questi giorni, un video che raffigura un sacerdote della Sua diocesi, don Stefano Strada, che svolge il suo ministero nella parrocchia di S. Carlo a Bresso, in provincia di Milano.
Sicuramente lei, Eccellenza, conosce bene il contenuto delle parole del sacerdote in questione, pronunciate durante l'omelia, in chiesa, di fronte a Nostro Signore Sacramentato, ma gliele elenco rapidamente, senza critica alcuna, perché questa lettera non vuole criticare, ma solo riflettere.

Il sacerdote prima dice che festeggiare quella ricorrenza chiamata ormai da tutti “Halloween” (per me rimane ancora la Vigilia di tutti i Santi) non consiste in un peccato per un cattolico, in quanto, secondo lui, è solo un “carnevale anticipato “.
Poi rivolge parole di forte critica, per non dire di vero sfottò, verso il pellegrinaggio ”Summorum Pontificum” svoltosi (a Roma) nelle ultime settimane di ottobre, apostrofando lo stesso come “carnevalata”.

Eccellenza, ho riflettuto a lungo prima di scriverle, perché non volevo che il sentimento di profondo dolore che mi hanno suscitato le parole di don Stefano fosse “sporcato” dalla rabbia e dall' indignazione.
Da questa parte della tastiera non c'è più un uomo arrabbiato, ma solo un fedele in preghiera, in quanto don Stefano e tutti i sacerdoti che, come lui, rinnegano e dileggiano pubblicamente oltre duemila anni di Chiesa Cattolica, della quale asseriscono di fare parte, meritano la mia fervorosa preghiera.
 
Mi preoccupa, Eccellenza, questa tendenza generale del clero post- conciliare che vuole rendere il peccato, anche se grave, come una “cosuccia”, un piccolo errore, una cosa che non ha ripercussione alcuna sulla nostra salute eterna. 

Nel video si sente chiaramente dire da don Stefano Strada, che festeggiare Halloween non è peccato, e che quelli che sostengono che sia peccato sono degli “idioti”. 
Peccato, Eccellenza, che adorare il demonio sia peccato, eccome, in quanto oltraggia il primo Comandamento e pone in una posizione molto rischiosa la nostra anima ed anche il nostro corpo.

Comprendo che molti genitori permettano ai figli di partecipare a questa festa in modo un po' ingenuo, ma dal momento che uno è al corrente dei rischi che corre la nostra anima, il peccato c'è in quanto, di fatto, in quella festa si adora il Maligno!!

Poi c'è lo sfottò rivolto a quei sacerdoti e fedeli che sono rimasti radicati a quella Messa di sempre, che è il Sacrificio di Cristo celebrato e partecipato da tutti i grandi Santi della storia.
Uno può avere le opinioni che vuole, ma quella è l'unica vera Messa e tutto il resto è solo imitazione. Il fatto che don Strada dica che si tratta di un “carnevale”non è una mera opinione bensì, secondo me, una frase che trasuda astio profondo ed incomprensibile, ancora di più se pensiamo che ogni sacerdote, col suo ministero, rappresenta proprio tutti questi duemila anni di Tradizione. 

(...) e mi preoccupa anche un'altra cosa: l'apparente “promozione” del peccato. Sì, Eccellenza, perché il sacerdote, che prima usa la parola “carnevale” in modo quasi ingenuo, quando parla a proposito della Tradizione Cattolica dimostra di sapere precisamente cosa dice. 
Il carnevale non è una festa cristiana, è una festa totalmente pagana in cui si esaltano gli eccessi ed il peccato, in contrapposizione con l'austerità della Quaresima che seguirà ( carne-vale cioè si può mangiare tranquillamente tutto ciò che si vuole , oppure, in un'altra lettura si può fare ciò che si vuole con la carne, ovvero col corpo..).

Per questo mi sembra che il sacerdote in questione parlando di Halloween e dicendo che è solo un carnevale, minimizzi il senso profondamente peccaminoso, anzi satanico, di questa pseudo-festa.
Poi però usa il termine con la giusta valenza, quando dice che la Tradizione, più particolarmente la Messa tradizionale, è un carnevale, cioè secondo lui è peccato celebrare la Messa come l'hanno celebrata milioni di santi confessori, papi e vescovi!!

Eccellenza, concludo queste mie povere riflessioni non chiedendole provvedimenti riguardo a don Stefano, il quale è nelle mie preghiere, pur essendo consapevole che il male lo ha fatto volutamente, ma resta un Ministro di Dio e merita il nostro rispetto.
Le chiedo solo di leggere queste mie povere parole, e affido allo Spirito Santo l'uso che farà di esse, sicuro che le anime che le sono affidate saranno tutelate dal peccato e dall' azione malefica.

Con filiale affidamento La saluto e Le assicuro le mie preghiere.

Valter Tuninetti, Centallo (CN) 
Diocesi di Cuneo-Fossano.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          






 

 

Continua a leggere »

mercoledì, dicembre 03, 2025

I MEME DEL "CATTO" ovvero: "DITELO AI MODERNISTI". L'originale apostolato di Simone Boscali.



di Veronica Cireneo 

Carissimi,  vi presentiamo oggi, con preghiera di diffusione, il nuovo lavoro dell'amico Simone Boscali, giovane padre di famiglia e amante della tradizione cattolica che abbiamo già avuto modo di apprezzare in questa serie di articoli riguardanti le importanti tematiche de: la Fede, le eresie, l' Unità nella Chiesa, le Scuole parentali e il Catechismo di San Pio X.

• I meme del Catto ovvero: Ditelo ai modernisti 

Attualmente -  mettendo insieme le varie competenze derivategli dall'esperienza di giornalista, docente e catechista - lo vediamo cimentarsi come autore e attore in una serie visiva, già molto diffusa dal titolo: "I meme del catto" ovvero: "Ditelo ai modernisti".

Si tratta di brevi shorts muti, di genere ironico-satirico dove con poche battute, nello spazio di un minuto, colpisce e affonda, di volta in volta, gli errori più vistosi del modernismo, attraverso l'ausilio delle didascalie e dell' insostituibile mimica espressivo-facciale. 

Un'originale, efficace, quanto audace e simpatica forma di apostolato, che molto volentieri pubblichiamo sul nostro canale YouTube e sul canale telegram , sempre accompagnata da qualche migliaio di visualizzazioni in poche ore.

La serie "Ditelo ai modernisti" di recente origine, conta al suo attivo circa una dozzina di shorts che abbiamo raccolto in questa playlist. Buona divertita visione.

L' Episodio n.8: ringraziamenti agli Alleati.

Particolarmente gradito ci è stato l'episodio n. 8' dove a sorpresa, Simone ringrazia gli Alleati, per la diffusione dei suoi meme. E lo fa da una postazione che pullula di santi, mentre ci confessa il suo personale dispiacere per l'assenza tra essi di Martin Lutero che sembrerebbe impegnato 

in un' infinita grigliata nei piani bassi. Come non pubblicare azioni di difesa della fede cattolica operata con questa brevità e leggerissima ironia?

Il testo del meme n.8 ( tra tutti l'unico parlato):

"Questa sera vi tocca sentire la mia voce, perché è un'occasione speciale.

Innanzitutto guardate che bella compagnia che c'è alle mie spalle! Mi dispiace per Lutero che in questo momento sta facendo una lunghissima grigliata nei piani bassi- Signore perdona l'ironia - ma oggi devo fare un augurio speciale o meglio una dedica.

Voglio ringraziare tantissimo gli Alleati dell'Eucaristia e del Vangelo, in particolare la loro trascinatrice Veronica Cireneo. Veronica: un bacio a te e grazie mille del sostegno! ( comunque secondo me Veronica Cireneo è un nome d'arte...).

Perché ringrazio gli Alleati dell'Eucaristia? Perché in questi primi giorni in cui sto provando questa attività di diffusione di brevi video per lo più ironici con messaggi cristiano-cattolici, gli Alleati mi stanno sostenendo pubblicando sui loro spazi i miei video (....)".

La condivisione della missione degli Alleati

Altrove Simone Boscali, ricordava la Missione degli Alleati dell'Eucaristia e del Vangelo che è quella di catechizzare, sensibilizzare e dimostrare, anche con l'esempio, come ricevere degnamente l'Eucaristia, ossia in ginocchio e in bocca, sulla lingua. Atteggiamento virtuoso che lo stesso condivide in toto, anche per una personalissima ragione che ha spiegato così:

"Non starò a scomodare chissà che ragioni teologiche per dire perché sia questo il modo più giusto per ricevere il Corpo di Cristo. Semplicemente io lo faccio perché oggi il mio corpo – ho quarantaquattro anni – me lo permette. Ma verrà un giorno, tra quindici, venti o trent'anni, se ci sarò ancora, in cui non sarà più così. E allora non vorrei mai pentirmi di essermi inginocchiato di fronte a tutto, nel corso della mia vita – denaro, vanità, idoli dello sport o dello spettacolo – ma non di fronte a ciò che avevo di più importante: il Re dei Re".

Per seguire i meme del Catto 

Oltre che sui canali degli Alleati dell' Eucarestia potete trovare gli aggiornamenti dei meme sui canali personali di Simone Boscali, a cui vi invitiamo ad iscrivervi e che sono i seguenti:

Telegram https://t.me/lapecorellaritrovata

Instagram https://www.instagram.com/simoneboscali?igsh=ZTlxa2tpdXFvMGt0

YouTube https://youtube.com/@lapecorellaritrovata?si=OLJhJMfpcfxBre1X

tiktok http://tiktok.com/@la.pecorella.ritr

•"Ero un superbo della ricerca spirituale" dice di se stesso, Simone, ma riconoscendo che " ora sono la pecorella ritrovata".

Buon lavoro Simone Boscali. La leggerezza è Carità e il campo che ti sei scelto è l'unico che permette il "creativismo" nella buona battaglia per la Fede. Alla prossima e buona divertita visione a voi tutti, cari lettori.

Laudetur Jesus Christus nunc et semper

Veronica Cireneo

Mercoledì 3 dicembre 2025

Prima settimana di Avvento.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          






 

 

Continua a leggere »

martedì, novembre 25, 2025

Commemorazione di Plinio Correa de Oliveira. Invito alla conferenza.

 


a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo invito a partecipare alla conferenza su Plinio Corrêa de Oliveira, considerato uno dei più grandi maestri del pensiero cattolico controrivoluzionario del secolo scorso. Roma 11 dicembre.

§§§

Gentile Veronica Cireneo ,        

a 30 anni dalla scomparsa del grande pensatore e uomo di azione cattolico, siamo lieti di invitare la S.V. alla commemorazione in onore di Plinio Corrêa de Oliveira, che si terrà nella propria sede in via Savoia, n. 80 – Roma (citofono: Luci sull’Est).

L'incontro si terrà giovedì 11 dicembre p.v. alle ore 18,00.

Interverranno: 

Roberto de Mattei, storico e Presidente della Fondazione Lepanto.

Julio Loredo, Presidente della TFP in Italia. 

Moderatore: Federico Catani.

Al termine dell’incontro seguirà un momento conviviale, durante il quale ci scambieremo gli auguri di fine anno. 

La prego di confermare la Sua presenza e di diffondere questo invito fra i suoi amici. Grazie di cuore.

© Associazione Tradizione Famiglia Proprietà, Via Nizza 110, 00198 Roma.

 Per qualsiasi informazione inviate una mail a info@atfp.it

25 novembre 2025

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          






 

 



Continua a leggere »

venerdì, novembre 21, 2025

Messa e Fede Tradizionale. Appello a sacerdoti e fedeli. Padre J.Heimerl


P. Joachim Heimerl, di Heimthal

Veronica Cireneo. Carissimi,  offriamo alla vostra attenzione le considerazioni  sulla Fede e sulla Messa Tradizionale di padre Joachim Heimerl - accompagnate da un invito rivolto sia ai sacerdoti che ai fedeli - ed esposte in un articolo precedentemente apparso su Stìlum Curiae. Buona lettura

§§§

Ci sono solo poche cose per cui vale la pena lottare.

Se certi sistemi statali o ideologie moderne appartengano a queste cose è discutibile, anche se la maggior parte dei vescovi e il Papa lo sostengono.

Tuttavia, tra le cose per cui vale la pena lottare ci sono la fede cattolica e la sua autentica espressione nella Santa Messa. Ed è chiaro che questa non può che essere la Messa che la Chiesa celebra fin dai tempi antichi.

Tuttavia, è anche chiaro che con la cosiddetta “nuova Messa” di Paolo VI è giunta una nuova fede, ed è proprio qui che risiede il problema: in definitiva, la Chiesa si è divisa sulla “nuova Messa” e sulla nuova fede, e lo testimonia l’aspra lotta condotta contro la Messa tradizionale.

Nessuno può essere cattolico se non è d’accordo con la fede tradizionale e la Messa tradizionale, se le rifiuta o, come Papa Francesco, se addirittura si oppone ad esse, ed è questa contraddizione in se stessa che sta lentamente distruggendo la “nuova Chiesa”.

Ma che dire di coloro che sono rimasti fedeli alla fede cattolica e quindi alla Messa tradizionale?

Esiste davvero una lotta unita per la causa cattolica?

Vorrei che fosse così, ma le contraddizioni all’interno della Chiesa hanno da tempo influenzato i vari gruppi all’interno della tradizione.

Le confraternite di San Pio e di San Pietro ne sono un simbolo: una segue la retta via cattolica, l’altra ritiene che sia imperativo sottomettersi al Papa a tutti i costi, perché il Papa è, dopotutto, il Papa, e perché non si può essere “cattolici” senza il Papa, una sorta di “deus in terris”. Un tempo era così; questo è vero, ma quei tempi sono finiti almeno dopo lo sfortunato pontificato di Francesco.

Da allora, l’eresia, l’apostasia e l’idolatria hanno conquistato la Chiesa e, invece di lottare per la fede tradizionale e la Messa tradizionale, coloro che sono ancora veramente cattolici si rivolgono costantemente a Roma per chiedere il permesso per ciò che è sempre stato permesso e non può mai essere proibito, ovvero la Messa tradizionale.

Papa Pio V le concesse validità “eterna”, le diede un carattere quasi dogmatico e vincolò i sacerdoti a questa forma del Rito Romano una volta per tutte.

Ma chi avrebbe mai pensato che nella Chiesa cattolica “eterno” non significasse “per sempre”?

E chi avrebbe mai pensato che non ci fosse praticamente nessuno che osasse sfidare un papa che pensa di poter disporre della Santa Messa, imporle divieti e creare eccezioni, come se fosse lui l’unico signore del culto divino?

La cosa più sacra può davvero risiedere nella discrezione di una persona e della sua alta carica? Difficilmente!; E se così fosse: che valore avrebbe allora il sacro?

Devo confessare: ho un debole segreto per Martin Lutero, ma non avrei mai pensato di rivelarlo in relazione alla Messa tradizionale.

La mia debolezza, tuttavia, riguarda solo la frase più famosa di Lutero, quella che pronunciò davanti all’imperatore alla Dieta di Worms: “Eccomi qui, non posso fare altro. Che Dio mi aiuti”.

Cari amici della Santa Messa tradizionale, cari cattolici nel vero senso della parola! Quando e dove pronunci questa o una frase simile e in tal modo difendi con decisione la vera fede cattolica?

Non basta semplicemente sopportare l’odio romano per la “vecchia” Messa o spiritualizzarla come un “male necessario” per semplicità, perché tutto questo non viene da Dio, ma al massimo dal diavolo, ed è proprio a questo che dobbiamo resistere a tutti i costi.

Cari fratelli, celebrate la Messa latina tradizionale! Non avete bisogno di alcun permesso per farlo, perché questo permesso vi è stato concesso attraverso l’ordinazione. Pio V lo ha confermato e la storia della Chiesa lo testimonia! Se questo non vi basta, allora niente è abbastanza (...).

Probabilmente lo sentiamo tutti: all’interno della Chiesa, siamo impegnati in una battaglia finale per le verità della fede cattolica.

Che questa sia una battaglia per la Messa tradizionale è ovvio, e qui spetta a ciascuno di noi difendere la propria posizione, anche se ciò significa farsi valere come Lutero alla Dieta di Worms!

P. Joachim Heimerl

•••

Per Aiutare Stìlum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

••• 

Continua a leggere »

giovedì, novembre 20, 2025

LA COMUNIONE È IL PUNTO IN CUI IL CIELO SI PIEGA SULLA TERRA.



a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi,  dedichiamo alla nostra formazione  morale e spirituale l'attimo di attenzione che merita questa serie di rivelazioni e detti di mistici, che esprimono con efficacia l'essenza stessa  dell'Eucarestia. Brano di cui se ne suggerisce la stampa e lo studio. Buona lettura.

§§§

La Comunione è il punto in cui il Cielo si piega sulla terra

È l’ora dell’incontro, quando l’Eterno, velato nell’umiltà del Pane, entra nell’anima e vi prende dimora. 

Non è un simbolo, ma la realtà viva del Dio fatto uomo, che si dona intero, Corpo, Sangue, Anima e Divinità.

Ogni Ostia è un incendio d’amore che attende solo di bruciare nel cuore di chi lo riceve.

Il Signore stesso ha voluto gridarlo attraverso i mistici, perché noi non restassimo sordi al suo amore.

A Santa Faustina Kowalska

«Sappi, figlia Mia, che quando nella santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani colme di ogni grazia e desidero donarla alle anime. Ma non Mi accolgono e Mi lasciano solo. Si occupano di qualcos’altro. […] Oh, quanto è triste per Me che le anime non conoscano l’Amore!» (Diario, 1385).

E ancora: «Oh, quanto mi addolora che le anime si uniscano così poco a Me nella santa Comunione! Attendo le anime e loro sono indifferenti verso di Me. Le amo con tanta tenerezza e sincerità, ed esse non Mi credono. Voglio colmarle di grazie, ed esse non vogliono accettarle. Mi trattano come una cosa inanimata» (Diario, 1447).

A Maria Valtorta

«L’Eucaristia è il miracolo dei miracoli. È il dono dei doni. Io non potevo fare di più per voi. Ho dato Me stesso, il Dio vostro, perché diventaste dèi per la mia Divinità che vi assimila a Me» (Quaderno del 1944).

E ancora: «Quando ricevete l’Eucaristia, Io vi do Me stesso intero: Corpo, Sangue, Anima, Divinità. Non un po’ di Me, ma tutto Me. È come se versassi in voi il sangue del vostro stesso cuore, la luce della vostra stessa pupilla, la vita vostra stessa, ma divinizzata» (Quaderni del 1943, 20 aprile).

• A suor Josefa Menéndez

«Quando ricevi la Comunione, Io entro nell’anima tua come Re nel suo palazzo. Tutto diventa mio: pensieri, desideri, facoltà, cuore. E se tu Me lo permetti, regno e vivo in te come in cielo» (Un appello all’amore, 2 dicembre 1922).

• A Santa Geltrude la Grande

Gesù disse: «Quando ricevi il mio Corpo, sappi che Io vengo a te con la stessa gioia con cui uno sposo corre incontro alla sua sposa» (Legatus divinae pietatis, libro IV, cap. 25).

• Alla Beata Alexandrina da Costa

«Ogni Comunione ricevuta con amore è una scintilla che accende il fuoco del mondo e lo trasforma. Con l’Eucaristia Io rinnovo la faccia della terra» (Diario spirituale, 20 febbraio 1941).

Queste parole non sono semplici ammonimenti, ma confessioni ardenti del Cuore di Cristo. Egli, Re dei re, si abbassa ogni giorno fino a farsi nutrimento dell’anima. Eppure troppe anime lo ricevono senza amore, senza attenzione, senza tremore.

La Comunione è la terapia dell’anima malata, è il fuoco che scioglie il ghiaccio dei cuori, è la luce che rischiara le coscienze. Ricevere l’Eucaristia significa permettere a Dio di prendere possesso della nostra miseria e trasfigurarla.

Per questo i santi non finivano di stupirsi. Santa Caterina da Siena affermava: «Se gli uomini conoscessero quanto Dio è presente nell’Eucaristia, le chiese non basterebbero più a contenere la folla dei fedeli» (Lettere, n. 368). Senza l’Eucaristia l’anima langue, con Essa fiorisce. Senza l’Eucaristia il cuore si indurisce, con Essa palpita della stessa vita di Cristo. Ogni Comunione è un Consummatum est rinnovato: tu in Lui, Lui in te.

La riverenza dovuta al Re

Ricevere l’Eucaristia non è un gesto qualunque: è accogliere il Dio vivo. Nulla al mondo richiede più rispetto, più umiltà, più amore. Eppure, quanti oggi si accostano come se fosse pane comune, senza genuflessione, senza silenzio, senza cuore. È un oltraggio alla Presenza reale, un segno di sciatteria che ferisce Cristo.

Gesù stesso lo rivelò a Santa Faustina:

«Il più grande dolore per Me è che le anime ricevano la santa Comunione con abitudine, come se non vi fossi presente. Non Mi preparano il cuore con la fede, l’amore, il desiderio. Vengo a loro e trovo un cuore freddo, indifferente» (Diario, 1288).

Questa è la radice: come riceviamo il Re dei re? Con ginocchia piegate, cuore contrito, sguardo abbassato? O con la leggerezza di chi non sa più distinguere tra sacro e profano?

La custodia della Tradizione

Il Rito Romano Antico, nella sua sobrietà e maestà, educa lo sguardo e il cuore. Ogni gesto, ogni silenzio, ogni inchino grida a chi partecipa: Qui c’è Dio.

– La Comunione si riceve in ginocchio e sulla lingua: perché le mani non sono degne di toccare l’Altissimo, e le ginocchia devono piegarsi davanti al Re.

– Il sacerdote pronuncia le parole sante da solo: Corpus Domini nostri Iesu Christi custodiat animam tuam in vitam aeternam. È un atto solenne, personale, un abbraccio di Cristo all’anima.

– Il silenzio profondo avvolge tutto: perché davanti al Mistero non servono parole, ma adorazione.Tutto questo forma e ammonisce, non solo con dottrina, ma con evidenza visibile: Dio è qui, Dio è vivo, Dio è santo.

Amore o sciatteria

Il modo in cui ci si comporta davanti all’Eucaristia rivela la fede o la sua assenza. Chi crede, si inginocchia. Chi ama, tace e adora. Chi non crede, tratta tutto con superficialità.

Santa Teresa d’Avila ammoniva le sue figlie: «Quando ricevete il Signore, fate che tutto in voi proclami rispetto e amore. Nulla vi sembri sufficiente ad onorarlo» (Cammino di perfezione, cap. 34).

Il fedele che frequenta il Rito Romano Antico percepisce questo immediatamente: non c’è spazio per distrazione o sciatteria. Ogni gesto richiama alla Presenza divina e al mistero. È un catechismo silenzioso, scolpito nei corpi e negli animi.

Ricevere Gesù in Comunione senza riverenza è un sacrilegio nascosto; riceverlo con rispetto e amore è il più grande atto di fede. Il Rito Romano Antico non è nostalgia, ma custodia: custodisce Dio dall’indifferenza degli uomini e custodisce l’uomo dalla propria superficialità.

Davanti all’Eucaristia, o si cade in ginocchio con amore, o si cade nella colpa con leggerezza.

20 novembre 2025

Fonte: La bellezza del rito romano antico.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          


Continua a leggere »

Post in evidenza

La Fraternità di San Pietro (FSSP): cenni storici e record di ordinazioni sacerdotali.

di Veronica Cireneo  • Cenni storici. La Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP),  Società di Vita Apostolica di diritto Pontificio,  nonos...