lunedì, agosto 18, 2025

COS' È STATO, PER ME, IL CONCILIO VATICANO II: don Alberto Secci. Alleati di Biella per la Messa Antica (VII parte).


a cura di Veronica Cireneo 

In questo settimo contributo della rubrica: "Portiamo la Messa antica in ogni Diocesi", gli Alleati di Biella ci riportano il pensiero che don Alberto Secci espresse a Seregno nell' ottobre 2011, nella Conferenza promossa dal Centro Culturale "J. H. Newman , circa la vera sostanza e applicazione del Concilio Vaticano II. Il sacerdote - anche  appassionato di pittura - presso la città di Vocogno (Verbania) celebra la Santa Messa esclusivamente in rito romano antico, ritenendo il biritualismo una scelta abbastanza incomprensibile e pericolosa. Conclude l'articolo il consueto appello per il reclutamento di nuovi fedeli per la Messa Antica, a Biella. Buona lettura, adesione e diffusione.

§§§

Don Alberto Secci

Afferma don Alberto:

Mi sono chiesto: "Che cosa è stato per me il Concilio?"  Sono nato nel 1963 e la mia formazione l'ho vissuta immediatamente dopo il Concilio. Sono diventato sacerdote nel 1988, dunque sono immerso in questa epoca.

Il Concilio è sicuramente stato una presenza fortissima. In ogni momento se ne sentiva parlare, ma si trattava di una presenza tanto forte quanto indefinita, cioè: tutti parlavano di Concilio e pochissimi dicevano che cosa fosse.

• Nei primi anni la vita delle parrocchie, tutto sommato, continuava come prima, ma con un grande cambiamento: quello della Messa. Si è trattato quindi di fare quello che si faceva prima, ma con l'obbligo violento di una Messa nuova.

Tutti obbedivano. Molti perché convinti che servisse un cambiamento, che bisognava rieducare i cattolici... e c'era una gran confusione nei catechismi, stampati alla bell'e meglio. Era tutto sperimentazione: bisognava cambiare tutto, assolutamente!!

• Poi arrivò la seconda fase, quella della normalizzazione dove la parola d'ordine era "evitiamo gli eccessi". Moderazione! Era come se quella parola d'ordine equivalesse a:"evitare la rigidità del passato, evitare le rigidità della Chiesa in rapporto al mondo moderno, alla dogmatica e in rapporto alla morale".

Questa fase coincise con gli anni del mio seminario in cui ci andavo preoccupato di non ascoltare troppo i professori, perché alcune persone mi dicevano che "se ascolti troppo quelli, finisci male". 

Ai seminari la teologia onnipresente era quella del Concilio. Bisognava assumere lo spirito del Concilio. Cosa volesse dire, mai l’ho capito! 

C’era uno slogan: "evitare il passato".

Di fatto si reinterpretava la Dottrina della Chiesa nella volontà di non definire mai nulla. Ma la volontà, cioè la scelta di non definire rigidamente i contenuti delle Verità cristiane, dei Dogmi e della Morale, è essa stessa una scelta. La volontà di non definire è fare un'altra chiesa!

Il non definire il male significa aprire alla possibilità del male.  Il non definire, ha fatto sposare il comunismo e il protestantesimo; il non ribadire che innanzitutto c'è Dio, e l'uomo è fatto per la gloria di Dio, ha posto l'uomo al centro della Chiesa. La chiesa è diventata, nel vissuto, una “ONG”.

• L’ulteriore fase che stiamo vivendo è la cosiddetta "ermeneutica della continuità". Si dice che bisogna rileggere il Concilio alla luce della Tradizione, ché non sarebbe una rottura, ma una continuità... 

Occorre dire invece cosa è stato questo Concilio pastorale, non dogmatico e anomalo nella storia della chiesa. Quindi è la Tradizione che deve interpretare il Concilio, che ne ha autorità, non il Concilio la Tradizione! E allora, se è vero che la Tradizione deve essere colei che giudica il Concilio, la Tradizione deve essere totalmente e ovunque liberalizzata. Se non avviene, significa che non c’è continuità. 

Tutto, universalmente, non è più come prima: nella grande metropoli, come nel più piccolo paese di montagna, è avvenuto lo stesso cambiamento. La stessa distruzione della Fede. 

Non si può dividere il Concilio dal post-concilio. La cosa impressionante è che questo cambiamento è stato attuato volutamente dalle autorità della Chiesa. In caso contrario non sarebbe stato possibile un cambiamento così totale (revisione di tutti i riti, dei sacramenti, delle costituzioni dei conventi, del sensus fidei...).

Assieme alla confusione dottrinale, era impossibile trovare un angolo di pace e di fede: cercavi un convento? Non c'era più! Erano stati tutti rinnovati, tutti obbligati a rivedere i fondamenti della propria vita, delle proprie costituzioni. Si è trattato di una rivoluzione universale che si è potuta produrre non per la confusione storica, sociale o culturale di quel tempo, ma per una volontà espressa della Chiesa. Questo ha modificato la Fede, perché il sensus fidei è cambiato.

•Ed ora, quelli che partecipano intensamente alla vita parrocchiale sono contro la ripresa di una sana Tradizione, perché ormai vivono un gusto della fede che è totalmente differente, che è ingannevole. Questo è stato prodotto dalle autorità della Chiesa. I preti che hanno seguito le formazioni permanenti della Diocesi sono rovinati irrimediabilmente. Si sono salvati quelli che non hanno fatto i "corsi di rieducazione nella fede”.

C’è uno schema dittatoriale: se io non seguo... sono fuori dalla Chiesa. Invece uno è nella Chiesa quando è nella Tradizione, quando è obbediente alle due fonti: Tradizione e Sacra Scrittura. 

Non si può tacere su queste cose, ne vanno di mezzo le anime. 

Oggi un vero fedele cattolico per stare nella Chiesa deve mettersi in disparte, deve stare in un angolo, deve soffrire e custodire ciò che per Grazia ha ricevuto. Ma la Chiesa deve aiutare e difendere l'anima dei propri figli! Non può sospendere il suo compito per piacere al mondo!

È un grande inganno e certamente c'è dietro il demonio".

Don Alberto Secci, ottobre 2011

Fonte qui

***

APPELLO-RECLUTAMENTO FEDELI PER LA MESSA ANTICA NELLA DIOCESI BIELLESE.

• Noi Alleati di Biella siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Per questo abbiamo iniziato a fare le nostre mosse per avviare una Messa Tridentina, celebrata con regolarità nella nostra città.

• Come già comunicato, abbiamo trovato una Chiesa consacrata, privata, a pochi km dal centro abitato. Siamo aperti a valutare altre Chiese o luoghi idonei sul territorio, se qualcuno volesse offrircene la possibilità.

• Cerchiamo altri fedeli, innamorati anch'essi della Messa di Sempre, che vogliano unirsi a noi per aumentare il numero dei partecipanti, necessario per la riduzione delle spese.

• Cerchiamo altresì sacerdoti anche extra-diocesani disposti a celebrare, che vengano saltuariamente a trovare amici o parenti biellesi, e sacerdoti diocesani, che possano accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale. 

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima, rendendoci disponibili ad aiutare, con consigli e suggerimenti, fedeli di altre Diocesi che vogliano attivare la Messa antica nella loro provincia.

Per contattarci via mail, questo è l'indirizzo:   MESSA/CENACOLI fornendo nome, cognome, mail, cellulare e specificando se la partecipazione sarà individuale o familiare.

Vi aspettiamo e prepariamo un articolo di approfondimento sul "biritualismo", che offriremo presto alla vostra attenzione. Ave Maria 

Fraternamente in Cristo ➕

Alleati di Biella per la Messa Antica

Lunedì 18 agosto 2025

***

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli)

          

Benvenuti 

§§§











Continua a leggere »

sabato, agosto 16, 2025

QUANDO IL PAPA NON ERA UNA ROCKSTAR. Un seminarista ci scrive: attenzione agli estremismi!


Emblema della Città del Vaticano

a cura di Veronica Cireneo 

Dopo anni di eventi ecclesiastici convulsi che tanta confusione, smarrimento, desolazione e sconforto hanno suscitato in noi, uomini degli ultimi tempi, ci scrive dall'estero un seminarista, Alleato dell' Eucarestia, che vuole restare anonimo,  per sottolineare i rischi che comporta la sovraesposizione mediatica della figura del Pontefice e per metterci in guardia da quelli derivanti da una cattiva interpretazione del papato: rischi che vanno dalla papolatria, all'abbandono della Chiesa, in base  al gradimento suscitato nei fedeli, da uno o da un altro Pontefice. Estremi che vanno assolutamente evitati entrambi. Buona lettura 

§§§

Quando non c'erano televisione, radio e internet non si stava a guardare ad ogni piè sospinto ciò che il Papa diceva o faceva.

La sua figura era messa in risalto soprattutto nel Governo, nelle Encicliche, Bolle e Decreti  e aleggiava intorno alla sua immagine un qualcosa di sacro, un'aurea arcana, mai occulta, ed in qualche modo anche il suo Ministero era più incisivo, in quanto veniva esaltata maggiormente la sua funzione di Vicario di Cristo, e meno la Sua personalità individuale.

Dal nascondimento del Palazzo Apostolico governava in modo meno appariscente, ma  probabilmente molto più efficace....

Con l'avvento dei mass-media invece potremmo dire che il papato risulti svuotato della sua sacralità. Sembra che abbiano così tanto storpiato l' immagine del Pontifice da traslare il ruolo di Vicario di Cristo sulla figura di: "capo di un' istituzione sociale di beneficenza, obbligato, per formalità, ad elargire ogni giorno qualche buona parola...."

Ma è più facile che poche parole penetrino più a fondo e più permanentemente nei cuori e nelle anime.... invece di continue parole che, si succedono a ruota e, quasi non si distinguono.

Non è una critica a nessun Papa in particolare, questa mia,  ma una riflessione su come sarebbe più opportuno per tutti, Pontefice compreso, risparmiare la sua figura dall'abuso mediatico.

Ad ogni modo indipendentemente dall'avvicendarsi dei Pontefici e indipendentemente da come il Pontefice contemporaneo appaia agli occhi dell'uno o  dell'altro fedele, va ricordato che sarà opportuno evitare i due rischi più comuni e pericolosi: la papolatria e l'abbandono della Santa Madre Chiesa. 

Contro la papolatria, cioè il costume di fare del Papa un idolo, lo stesso don Bosco che li chiamava i: “tre amori bianchi” riferendosi alla Madonna, all' Eucaristia e al Papa, ben sapendo che l'adòrazione spetta solo a Dio, affermava:  " Si dica viva il Papa e non si dica viva Pio IX" 

All' elezione di Pio IX, infatti, considerato inizialmente un liberale, fu un tripudio per i piemontesi, che insieme ai capi rivoluzionari Mazzini e Cavour, tutti inneggiavano al grido di: "Viva Pio IX".

Dopo due anni però, Pio IX cambiò radicalmente, e rinsavi', diventando  il grande Papa del Dogma dell' Immacolata Concezione e di quello dell' Infallibilità Papale.

Questa revisione non piacque ai rivoluzionari e  massoni che lo esiliarono a Gaeta, ma fu la prova che: chi riceve il ministero Petrino, se corrisponde alle ispirazioni della Grazia, può sperimentare un "cambio di rotta", come accadde appunto al Beato Pio IX che, da liberale che era, divenne uno dei più grandi Papi della storia del cattolicesimo.

Fa eco a don Bosco il cardinale Muller, che afferma: " Siamo Cristiani, non siamo Papisti" quindi si dica: "Viva il Papa! e non viva Gregorio X, Pio X , Paolo V ecc".

Bisogna amare l'Istituzione del papato per ciò che rappresenta, non la persona del Papa in sé, se non si vuole correre il rischio di cadere nell' adorazione del Vicario di Cristo, anziché di Cristo, Dio Stesso, che è l'Unico a cui spetta.

Amare il papato significa riconoscere e rispettare l' autorità spirituale del Papa in quanto Vicario di Cristo, appunto; significa sostenere il suo magistero e seguire i suoi insegnamenti in materia di fede e di morale, se non si discostano dalla dottrina e dalla tradizione cattolica. Significa anche pregare per lui, sostenerlo spiritualmente, affinché possa svolgere il suo incarico con saggezza e santità. 

Viceversa, la papolatria non è e non ha nulla di buono: procedendo dall'eccessiva esaltazione della persona del papa, che può giungere fino all' idolatria, conduce ad una visione acritica che porta a sua volta all'obbedienza cieca, perché tende a giustificare ogni  azione o parola del pontefice idolatrato, anche quando contraddittorie tra loro e contrarie alla dottrina e al buon senso.

Va ricordato in questo contesto che ogni Papa non è arbitro della fede,  ma in quanto custode di essa deve attenersi a ciò che insegna la Sacra Scrittura, la Tradizione ed il Magistero. Attualizzando, possiamo osservare che nel quadro del momento storico presente, dove la sinodalità la fa da padrona, purtroppo non si riscontra nessuno dei tre. Ma per formulare un'espressione specifica, corretta e conveniente dell'attuale pontificato attendiamo appunto, come si faceva una volta, di leggere almeno una sua prima enciclica.

Sappiamo che la Chiesa è una monarchia - non una democrazia - costituita sulla Comunione gerarchica. Cioè: chi governa pasce nella carità, non certo nella tirannia i suoi sudditi. È l' immagine della Gerusalemme Celeste che la Chiesa è chiamata a riprodurre nel modello monarchico terreno dove Cristo è Re e Maria è Regina.

E qualora un Pontefice dovesse dèragliare saremmo autorizzati, se non addirittura obbligati, a riprenderlo con una correzione filiale, così come fecero San Paolo, Sant' Atanasio e Santa Caterina da Siena, ma l' abbandono della Chiesa - come i tanti, troppi che , al seguito di facinorosi, sono stati invitati a fare - mai!  Perché extra ecclesiam nulla salus. Cristo governa la Barca e la Storia. 

Sia benedetto in eterno.


Un seminarista
Sabato 16 agosto 2025

***
Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli)

          

Benvenuti 

§§§











Continua a leggere »

giovedì, agosto 14, 2025

UNA MESSA VALIDA NON SEMPRE È BUONA (2). Don Alberto Secci. Alleati di Biella per la Messa Antica (parte sesta)


Don Alberto Secci 

a cura di Veronica Cireneo 

In questo sesto contributo della rubrica: "Portiamo la Messa antica in ogni Diocesi", gli Alleati di Biella ci presentano la seconda parte del pensiero di don Alberto Secci sulla correttezza dell' atteggiamento da tenere nei confronti della liturgia. Il sacerdote - anche  appassionato di pittura -presso la città di Vocogno (Verbania) celebra la Santa Messa esclusivamente in rito romano antico, ritenendo il biritualismo una scelta abbastanza incomprensibile e pericolosa. Conclude l'articolo il consueto appello per il reclutamento di nuovi fedeli per la Messa Antica, a Biella. Buona lettura, adesione e diffusione.

Don Alberto: lo studio e le opere pittoriche.

§§§

Non c’è niente da fare: la crisi impressionante del Cattolicesimo nel nostro mondo, la confusione dottrinale e spirituale nella quale siamo immersi da troppi anni, l’abbandono imponente della pratica cristiana nei nostri paesi e città, ha la sua causa centrale in una riforma liturgica che ha stravolto il baluardo della fede e della vita cristiana. 

Il nuovo rito della Messa, fatto per piacere anche ai fratelli separati delle altre confessioni cristiane (innanzitutto ai Protestanti e agli Anglicani), tacendo sugli aspetti principali della concezione cattolica della Messa, ha fatto sì che la liturgia non sia più la roccia sicura su cui fondare la vita cristiana, personale e sociale.

Il nuovo rito ha indebolito nei fedeli il senso di Dio, l’adorazione di Cristo presente nelle specie eucaristiche, la centralità del sacrificio espiatorio, la regalità di Nostro Signore Gesù Cristo. 

Non vogliamo fare un elenco dei “vuoti” del nuovo rito della Messa: ci basta sottolinearne gli effetti devastanti. 

Solo degli ideologizzati del post-concilio o della modernità a tutti i costi possono non vedere l’esito penoso, drammaticamente penoso, della riforma liturgica. Esito penoso che coinvolge tutti, sacerdoti e fedeli.

Nel migliore dei casi la nuova Messa, quando è celebrata con rispetto e dignità, lascia i fedeli che vi assistono così come sono: se questi sono già profondamente cattolici, probabilmente lo resteranno, ma se sono deboli nella fede e in uno sguardo cattolico sulla vita, in questa nuova Messa non troveranno una provocazione alla conversione profonda, anche culturale; saranno invece “cullati” nel loro modo ridotto di considerare il Cristianesimo.

La Messa tradizionale no! Non è così! È una Messa “difficile”, non per il latino, ma per le provocazioni che lancia.

Sul subito, per un cristiano “piccino” nella mente e nel cuore, può risultare un pugno nello stomaco, ma un pugno salutare. 

Ti mette in crisi, mette in crisi le false certezze di un cristianesimo troppo umanizzato che mette l’uomo al centro e dimentica Dio. 

Mette in crisi un cristianesimo che si è imbevuto della mentalità dominante e che è sempre più una scuola di agnosticismo.

La Messa tradizionale mette in crisi, ma dopo la crisi costruisce, edifica. In chi vi assiste con fedeltà, la Messa di sempre inizia un’opera di educazione alla fede profonda, totale, solida.

Se un fedele non si scandalizza delle difficoltà iniziali, nel tempo scopre tutta la ricchezza della liturgia secondo la Tradizione, e grazie ad essa vede edificare nella santità e nell’intelligenza della fede tutta la propria vita.

Per questo abbiamo voluto vivere solo con la Messa tradizionale. Per questo pensiamo che sia il ritorno ad essa il migliore sostegno alla Missione urgente di riportare il Cattolicesimo nella vita normale del popolo.

Il Cristianesimo è sempre stato fatto da Dio in anime che lo hanno ascoltato. E per fare questo ci vuole un lavoro semplicissimo: una Chiesa aperta, che sia veramente luogo di preghiera, la Messa veramente cattolica, un prete che ascolta le confessioni, la consegna di una dottrina sana che dica subito tutta la verità della Rivelazione. Il resto è la vita da vivere non secondo il mondo, ma secondo Dio.

Più la crisi si farà sentire, più i preti mancheranno, più bisognerà tenere aperti dei luoghi, magari piccoli, dove la fede sia vissuta intensamente: saranno questi luoghi i fari nella notte della nostra cristianità scomparsa.

Saranno i luoghi di Dio che illumineranno questa terribile notte.

Siamo ancora in tempo, non sappiamo per quanto, nel garantire questa vita semplice, semplicemente cristiana. Occorre avere dei luoghi della grazia, della fede, della misericordia di Dio.

Ci saranno se molti sacerdoti, lasciando un mondo complicato dalle moderne inutilità anche “ecclesiastiche”, abbracceranno una vita interamente sacerdotale, di preghiera – studio – apostolato. Come fece il monachesimo nell’epoca delle invasioni barbariche: scelse Dio e salvò la Chiesa.

Scelse Dio e salvò la Chiesa: chi invece sceglie le molte attività per la Chiesa, perde le anime e allunga un’agonia che sta intristendo i cuori (“Radicati nella fede” – Aprile 2012). (fonte)

***

APPELLO-RECLUTAMENTO FEDELI PER LA MESSA ANTICA NELLA DIOCESI BIELLESE.

• Noi Alleati di Biella siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Per questo abbiamo iniziato a fare le nostre mosse per avviare una Messa Tridentina celebrata con regolarità nella nostra città.

• Come già comunicato, abbiamo trovato una Chiesa consacrata, privata, a pochi km dal centro abitato. Siamo aperti a valutare altre Chiese o luoghi idonei sul territorio, se qualcuno volesse offrirci la possibilità.

• Cerchiamo altri fedeli innamorati della versa Messa, che vogliano unirsi a noi per aumentare il numero, necessario per la riduzione delle spese 

• Cerchiamo altresì sacerdoti anche extra-diocesani disposti a celebrare, che vengano saltuariamente a trovare amici o parenti biellesi e sacerdoti diocesani che possano accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale. 

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima, rendendoci disponibili ad aiutare, con consigli e suggerimenti, fedeli di altre Diocesi che vogliano attivare la Messa antica nella loro provincia.

Per contattarci via mail, questo è l'indirizzo:  MESSA/CENACOLI fornendo nome, cognome, mail, cellulare e specificando se la partecipazione sarà individuale o familiare.

Vi aspettiamo numerosi, mentre anticipiamo che nel prossimo articolo vedremo cosa è stato il Concilio Vaticano II per don Alberto Secci. 

Fraternamente in Cristo ➕

Alleati di Biella per la Messa Antica

Giovedì 14 agosto 2025, San Massimiliano Kolbe 

San Massimiliano Kolbe , anche detto:
"il folle dell'Immacolata"

***

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli)

Benvenuti 

§§§











Continua a leggere »

mercoledì, agosto 13, 2025

UNA MESSA VALIDA NON SEMPRE È BUONA (1). Don Alberto Secci. Alleati di Biella per la Messa Antica (parte quinta)


Don Alberto Secci

a cura di Veronica Cireneo 

In questo quinto contributo della rubrica: "Portiamo la Messa antica in ogni Diocesi", gli Alleati di Biella ci presentano la prima parte  del pensiero di don Alberto Secci sulla correttezza dell' atteggiamento da tenere nei confronti della liturgia. Il sacerdote - anche  appassionato di pittura -presso la città di Vocogno (Verbania) celebra la Santa Messa esclusivamente in rito romano antico, ritenendo il biritualismo una scelta abbastanza incomprensibile e pericolosa. Conclude l'articolo il consueto appello per il reclutamento di nuovi fedeli per la Messa Antica, a Biella. Buona lettura, adesione e diffusione.

Don Secci nel suo studio,
mostra un autoritratto 

§§§ 

Nelle Diocesi rimane una mentalità negativa o sospettosa al riguardo del rito tradizionale. Si pensa che questo ritorno al rito antico sia una concessione, un indulto, un atto di bontà del Santo Padre (BenedettoXVI) a favore di quei cattolici, sacerdoti e fedeli che non si sono ancora adattati alla modernità.

Se le cose stessero così, sarebbe un falso indicare che la Messa tradizionale non fu mai abolita!

Ogni sacerdote può, senza chiedere a nessuno, celebrare secondo il Messale tradizionale. Questa affermazione sembra rimasta chiusa nelle stanze delle curie, per paura che “un simile male si diffonda”.

Il rito tradizionale deve invece, in modo salutare, influenzare positivamente la Chiesa tutta, caduta in una delle sue crisi più spaventose.

In quali seminari si insegna la Tradizione liturgica della Chiesa ai chierici? Perché si continua a non insegnare la Messa tradizionale ai seminaristi? Perché di fatto si vieta loro di assistere alla Messa tradizionale?

Ha del tragicamente ridicolo il far assistere ai riti della Chiesa orientale, invitare i preti ortodossi, e vietare la presenza di quei preti che hanno abbracciato la Tradizione.

Si danno le chiese alle comunità ortodosse, separate da Roma non solo per insignificanti motivi disciplinari, ma per questioni dogmatiche, e non si concedono Parrocchie personali di rito tradizionale, sperando che i fedeli e i sacerdoti si stanchino di domandarle

(...) dalla Messa tradizionale deve venire tutta un’opera di edificazione delle anime, tutta una educazione cristiana, tutta un’opera di santificazione, di cui il mondo ha estremamente bisogno. 

La Messa tradizionale esiste per lo scopo stesso per cui esiste la Chiesa: salvare le anime. Non ha senso concederla per “intrattenere” i fedeli, per dare loro un brivido estetico! No: la Messa tradizionale c’è per santificare gli uomini, per edificare la Chiesa, per far rinascere le parrocchie, per ricostruire le scuole, per curare gli ammalati, per ridare speranza agli afflitti… in una parola per fare il Cristianesimo. Non può restare agli “arresti domiciliari”.

Se avessimo ritenuto che la Messa com’è celebrata nella quasi totalità delle chiese andasse bene, non avremmo deciso di passare totalmente al rito antico.

Sia ben chiaro: non stiamo dicendo che la Messa nel Novus Ordo (la Messa di Paolo VI, riformata dopo il Concilio Vaticano II) non sia valida! Ci mancherebbe! Affermare questo sarebbe non ragionare più in modo cattolico!

Certo che la Messa di Paolo VI è valida, certo che è una vera Messa, solo che è così ridotta nel suo esprimere il senso cattolico del Santo Sacrifico di Cristo, da non educare compiutamente i fedeli ed anche i sacerdoti che la celebrano.

Molti diranno: “Ma se è una vera Messa, se è valida, di che cosa vi preoccupate?”.

Ci preoccupiamo di crescere in un senso cattolico della vita, vogliamo vivere integralmente una vita cristiana, per questo vogliamo vivere con la Messa della Tradizione.” (fonte)

***

APPELLO-RECLUTAMENTO FEDELI PER LA MESSA ANTICA NELLA DIOCESI BIELLESE.

• Noi Alleati di Biella siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Per questo abbiamo iniziato a fare le nostre mosse per avviare una Messa Tridentina celebrata con regolarità nella nostra città.

• Come già comunicato, abbiamo trovato una Chiesa consacrata, privata, a pochi km dal centro abitato. Siamo aperti a valutare altre Chiese o luoghi idonei sul territorio, se qualcuno volesse offrirci la possibilità.

• Cerchiamo altri fedeli, innamorati come noi della Messa di Sempre, che vogliano unirsi a noi per aumentare il numero, necessario per la riduzione delle spese 

• Cerchiamo altresì sacerdoti anche extra-diocesani disposti a celebrare, che vengano saltuariamente a trovare amici o parenti biellesi e sacerdoti diocesani che possano accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale. 

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima, rendendoci disponibili ad aiutare, con consigli e suggerimenti, fedeli di altre Diocesi che vogliano attivare la Messa antica nella loro provincia.

Per contattarci via mail, questo è l'indirizzo:  MAIL MESSA/CENACOLI fornendo nome, cognome, mail, cellulare e specificando se la partecipazione sarà individuale o familiare.Verrete tempestivamente ricontattati. Attendiamo numerose le vostre adesioni. Grazie per l'attenzione.

Vi aspettiamo numerosi, mentre anticipiamo che il prossimo articolo verterà sulla parte seconda di questo stesso articolo.

 Fraternamente in Cristo ➕

Alleati di Biella del Rito Antico (...segue)

Martedì 13 agosto 2025

***

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli)

Benvenuti 

§§§











Continua a leggere »

domenica, agosto 10, 2025

IL SEMINARIO DI FOSSANO CHIUDE I BATTENTI. COME MAI? Lettera aperta al Vescovo di Cuneo. Valter Tuninetti


Seminario vescovile di Fossano

a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori, offriamo alla vostra attenzione questa breve, appassionata lettera aperta, inviata al Vescovo di Cuneo, dall'autore Valter Tuninetti -  co-fondatore con la scrivente degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo - contenente alcune considerazioni riguardanti la chiusura del seminario di Fossano . Non è la prima volta che l'amico Valter interloquisce col suo Vescovo.
Qualche mese fa andò ad incontrarlo di persona per domandargli la concessione di una Messa antica nella diocesi, ma il presule rispose che non poteva acconsentire, perché i cuneesi non conoscono il latino (!)
Stavolta il tema del dialogo è la chiusura di uno storico seminario, causata, sembrerebbe , dalla mancanza di vocazioni. Come mai? Eppure  i giovani hanno fame e sete di Cristo! Sono sicuri i sacerdoti pasticcioni, che fanno scappare i seminaristi, di non averli traditi e delusi  occultando  Vangelo e Magistero per dargli in  pasto sciagurate chiacchiere degne della peggiore TV spazzatura? C'è nessuno tra i responsabili che si domandi se incontri come quello espresso in foto, servano ad alimentare o ad allontanare dalla fede? 

Ancora: ci sarà pure una ragione se, mentre Fossano, o chi per lui, chiude, Seminari Tradizionali, come quelli della  FSSP o della FSSPX , pullulano di candidati o vogliamo credere che dipenda dal fato? Preghiamo, ché il Signore abbia pietà di noi e accorci questi tempi scandalosi e tribolati. Buona lettura.


§§§


Alla c.a. di

Mons. Piero Del Bosco

Vescovo di Cuneo/Fossano



Eccellenza reverendissima, 
sono Valter Tuninetti.

Apprendo, con tristezza infinita, che anche il seminario interdiocesano di Fossano chiude.

Mi permetto di scriverLe una brevissima riflessione che spero Le sia di spunto, anche se la mia voce non è niente: tutto questo è semplicemente il frutto malato di diocesi che provano allergia per la Tradizione. Sarà così sempre e ancora, in ogni luogo dove la Tradizione viene derisa o negata.

Qualcuno millanta che il problema risieda nel fatto che i seminari non sono più "attuali", ma questo è un inganno bello e buono!

Il problema non è che i seminari non sono più "attuali", il problema è che i seminari non sono più tradizionali! Rifletteteci per favore! A maggior gloria di Dio.

Da parte mia ci sarà sempre e comunque un'intensa preghiera per la nostra amata Chiesa, che torni ad insegnare la Dottrina e a rispondere al bisogno vero e autentico di ogni uomo, che è quello di conoscere Dio.

Non continuiamo a trasformare la Chiesa in una "semplice" Onlus, perché anche Giuda - quando Maria di Betania svuotò il barattolo di olio di nardo su Gesù - diceva che sarebbe stato meglio aiutare i poveri vendendo quell' olio prezioso, piuttosto che usarlo per onorare ed adorare Dio.

Con amore e rispetto filiale, La saluto cordialmente, e spero che prenderà in considerazione queste mie povere parole.

Siamo sempre lodati Gesù, Giuseppe e Maria!!

Valter Tuninetti, Cuneo 
Domenica 10 agosto 2025, San Lorenzo martire 

San Lorenzo martire,
ora pro nobis e per i nuovi eretici

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli)

Benvenuti 

§§§












Continua a leggere »

venerdì, agosto 08, 2025

LA GENUFLESSIONE DAVANTI AL TABERNACOLO È OBBLIGATORIA. Per la Rubrica: "Padre Pio".

a cura di Veronica Cireneo 

Per la rubrica: "Padre Pio", offriamo alla vostra attenzione un racconto narrato dal Santo del Gargano, per ribadire la Presenza Reale di Cristo nell'Eucarestia e ciò che comporta nell'eternità - ovvero anni di sofferenze in Purgatorio - il non inginocchiarsi, ad ogni passaggio, davanti al Tabernacolo. Buona lettura e diffusione.

§§§

San Pio da Pietrelcina racconta:
" Una sera, mentre ero solo nel coro a pregare, vidi un giovane frate che spolverava l'Altare Maggiore e sistemava i vasi di fiori. In breve, stava riordinando l'Altare. 

Credendo che fosse Frate Leone (.,.) dissi:
- Frate Leone, vai a cena. Non è il momento di riordinare l'Altare!"

Ma una voce, che non era quella di Frate Leone, mi rispose: "Non sono Frate Leone."

"Allora chi sei?" (ripresi). 

"Sono un tuo fratello, che ha completato l'anno di noviziato qui. L'obbedienza mi aveva affidato il compito di pulire l'Altare Maggiore, ma molte volte ho mancato di rispetto a Gesù Sacramentato, passando davanti all'Altare senza genuflettermi o inchinarmi per Gesù nel Tabernacolo. 
A causa di queste gravi colpe, sono ancora in Purgatorio, ma ora il Signore, nella Sua Infinita Bontà, mi ha mandato da te, affinché io possa andarmene da qui, quando celebrerai la Santa Messa per me".

Allorché risposi : "Sarai in Paradiso domattina, quando celebrerò la Santa Messa".
San Pio da Petralcina 

Fonte. Pagina Fb: Verità sull'Inferno.

8 agosto 2025

•••
Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli)

Benvenuti 

§§§











Continua a leggere »

giovedì, agosto 07, 2025

7 AGOSTO: GIORNO DEDICATO A DIO PADRE. LA FESTA LITURGICA CHE NON C'È.


a cura di Veronica Cireneo 

È molto strano e dottrinalmente anche abbastanza ingiusto che non esista nel calendario liturgico della Chiesa Cattolica un giorno dedicato alla Festa di Dio Padre, quando ne esistono per celebrare la Santissima Trinità, lo Spirito Santo e il Verbo Incarnato, visto che tutta la missione del Redentore è ispirata e dedicata a Lui. 

Eppure Dio Padre , già nel 1932, rivelò alla giovane religiosa italiana suor Eugenia Elisabetta Ravasio (1907-1990), di desiderare un giorno dell'anno dedicato al Suo culto indicando la preferenza del 7 agosto o in alternativa la prima domenica di agosto. Pur tuttavia la richiesta di Dio rimane a tutt'oggi disattesa, come resta disattesa la richiesta della Madonna di Fatima, di consacrare la Russia al Suo Cuore Immacolato. Dal momento che questa rivelazione, peraltro approvata dalla Chiesa,  è poco nota, e vista la confusione dottrinale e la diffusione di eresie ed idolatrie , cogliamo l'occasione della giornata di oggi 7 agosto 2025 per ricordarla e diffonderla. Pater Noster...Fiat Voluntas Tua, sicut in coelo et in terra. Amen 

§§§

"(...) il 7 agosto dovrà essere consacrato ad onorarMi in modo tutto particolare sotto il nome di Padre dell’umanità tutta intera». In alternativa al giorno 7, il Creatore – nella parte del messaggio rivolta al Papa – indicò come altra possibile data la prima domenica di agosto. Per questo giorno di festa (tuttora mancante), chiese anche una Messa e un ufficio proprio.


• L’INCHIESTA DELLA DIOCESI.

Le rivelazioni ricevute da suor Eugenia sono state riconosciute come autentiche dalla Chiesa, nella persona di Monsignor Alexandre Caillot, vescovo di Grenoble, diocesi in cui la religiosa operava all’epoca del messaggio consegnatole dal Padre celeste. 

Monsignor Caillot espresse il suo giudizio favorevole dopo 10 anni di indagini e accertamenti approfonditi, che coinvolsero teologi e medici, tra i quali uno psichiatra. Nella sua relazione conclusiva dell’inchiesta diocesana, Monsignor Callot oltre ad attestare l’obbedienza, la pazienza e la pietà di suor Eugenia, che affrontò docilmente ogni prova, afferma che «una festa liturgica in onore del Padre ben si collocherebbe nella linea di tutto il culto cattolico, conforme al movimento tradizionale della preghiera cattolica, che è un’ascensione verso il Padre, mediante il Figlio, nello Spirito […]. È strano che non esista nessuna festa speciale in onore del Padre: la Trinità è onorata come tale, il Verbo e lo Spirito Santo sono onorati nella loro missione e nelle loro manifestazioni esteriori, solo il Padre non ha una festa propria, che attirerebbe l’attenzione del popolo cristiano sulla sua Persona».

Il 13 marzo 1989, il libretto contenente il messaggio di Dio a suor Eugenia ricevette l’imprimatur di monsignor Pietro Canisio van Lierde, allora vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano.


• DIO PADRE APPARE A MADRE EUGENIA ELISABETTA RAVASIO

L’1 luglio 1932, festa del Preziosissimo Sangue di Gesù, il Padre apparve alla suora,  accompagnato da canti angelici e da un corteo di cherubini e serafini, che poi scomparvero lasciando soli la prima Persona della Santissima Trinità e quella sua figlia prediletta. «Guarda, Io depongo la mia corona e tutta la mia gloria, per prendere l’atteggiamento di un uomo comune!», le disse il Padre Eterno, che quindi : prese il globo del mondo sul Suo cuore, sostenendolo con la mano sinistra.


• MESSAGGIO DI DIO: ONORARE CON CULTO SPECIALE IL PADRE

Come primo motivo della Sua venuta, il Padre comunicò di voler «bandire il timore eccessivo che le mie creature hanno di Me e per far loro capire che la mia gioia consiste nell’essere conosciuto ed amato dai miei figli». 

Lamentando che il suo Amore di Padre è stato dimenticato dagli uomini («eppure vi amo così teneramente!»), l’Onnipotente ripercorse in presenza di suor Eugenia alcune delle principali tappe della storia della salvezza fino all’Incarnazione del Verbo.

Spiegò che ci sono due grandi vie attraverso cui Egli viene tra noi: la Croce e l’Eucaristia.

«La CROCE è la mia via per scendere tra i miei figli, perché è per mezzo suo che vi ho fatto redimere da mio Figlio. E, per voi, la Croce è la via per salire a mio Figlio e da mio Figlio fino a Me. Senza di essa non potreste mai venire, perché l’uomo, con il peccato, ha attirato su di sé il castigo della separazione da Dio.

Nell’EUCARISTIA io dimoro tra voi come un padre nella sua famiglia. Ho voluto che mio Figlio istituisse l’Eucaristia per fare di ogni tabernacolo il serbatoio delle mie Grazie, delle mie Ricchezze e del mio Amore».

Come già aveva spiegato Gesù nella pienezza dei tempi, chi onora il Figlio onora il Padre, «poiché Io dimoro nel Figlio mio! Dunque tutto ciò che è gloria per Lui, lo è anche per Me! Ma Io vorrei vedere l’uomo onorare il Padre suo ed il suo Creatore con un culto speciale. Più onorerete Me, più onorerete mio Figlio».

Se questo culto speciale fosse cominciato «fin dalla Chiesa primitiva» si sarebbero salvate moltissime anime in più e «dopo venti secoli sarebbero rimasti pochi uomini viventi nell’idolatria, nel paganesimo e in tante false e cattive sette, nelle quali l’uomo corre ad occhi chiusi a gettarsi negli abissi del fuoco eterno!». 

In tutto questo tempo il demonio, che ha ostacolato direttamente la stessa suor Eugenia, ha agito per ritardare la diffusione del culto particolare di Dio Padre, seminando confusione. Ma come ha garantito il Creatore, «la mia ora è giunta! Bisogna che io sia conosciuto, amato ed onorato dagli uomini».

«Io non provo nessuna gioia pari a quella di essere tra gli uomini» afferma ancora il Padre, e al tempo stesso l’uomo non potrà mai trovare la felicità vera, né in terra né tantomeno se dovesse perdersi eternamente, se non volgerà il suo cuore al Creatore, cioè il fine per il quale è stato creato. Perciò desidera che tutti i suoi figli, da chi per quanto imperfettamente lo ama già a coloro che si sono allontanati da Lui cadendo nel peccato mortale, guardino a Lui come si guarda insieme a un Padre, a un Amico e a un Confidente, a cui parlare in ogni circostanza e per qualsiasi bisogno. «È il tempo delle grazie, previsto ed atteso da tutta l’eternità».

 

• L’IMMAGINE DEL PADRE 

Come segno tangibile della Sua presenza invisibile, il Padre celeste ha chiesto che venga diffusa ed esposta un’immagine, che non sia come «quel terribile vecchio che gli uomini rappresentano nelle loro immagini…», ricordando di essere coeterno al Figlio e allo Spirito Santo, «né più giovane, né più vecchio».

Icona di Dio Padre di Lia Galdiolo

Al riguardo, suor Eugenia aveva incaricato un pittore di dipingere il Padre come l’aveva visto lei: capelli neri e lunghi, occhi scuri e senza barba, con lo scettro e la corona ai Suoi piedi. Barba che fu poi costretta ad aggiungere per l’insistenza di ambienti ecclesiastici. Quel dipinto, esposto in origine in una chiesa di Grenoble, fu fatto scomparire negli anni della persecuzione che suor Eugenia dovette patire, assistendo alla distruzione dei suoi scritti e delle immaginette che intanto aveva fatto diffondere. Una sua vecchia stampa ritrovata, è stata poi tradotta nell’arte delle icone da Lia Galdiolo e quindi diffusa soprattutto nei Paesi dell’Est.


• DIO E’ MIO PADRE (preghiera di Madre Ravasio)

Padre mio che sei nei cieli, com’è dolce e soave il sapere che Tu sei mio Padre, e che io sono figlio Tuo!

È soprattutto quando è cupo il cielo dell’anima mia e più pesante è la mia croce, che sento il bisogno di ripeterTi: Padre, credo al Tuo Amore per me!

Sì, credo che Tu mi sei Padre ogni momento della vita e che io sono Tuo figlio!

Credo che mi ami con Amore infinito!

Credo che vegli giorno e notte su di me, e neppure un capello cade dalla mia testa senza il Tuo permesso!

Credo che, infinitamente Sapiente, sai meglio di me, ciò che mi è utile.

Credo che, infinitamente Potente, puoi trarre il bene anche dal male!

Credo che, infinitamente Buono, fai servire tutto a vantaggio di quelli che Ti amano: ed anche sotto le mani che percuotono, io bacio la Tua mano, che guarisce!

Credo, …ma aumenta in me la fede, la speranza e la carità!

Insegnami a veder sempre il Tuo Amore, come guida in ogni evento della mia vita.

Insegnami ad abbandonarmi a Te, come un bimbo nelle braccia della mamma.

Padre, Tu sai tutto, Tu vedi tutto, Tu mi conosci meglio di quanto io mi conosca:

Tu puoi tutto, e Tu mi ami!

Padre mio, poiché Tu vuoi che ricorriamo sempre a Te, eccomi con fiducia a chiederTi, con Gesù e Maria

(chiedere la grazia desiderata).

Per questa intenzione, unendomi ai Loro Sacratissimi Cuori, Ti offro tutte le mie preghiere, i miei sacrifici e le mortificazioni, tutte le mie azioni ed una maggiore fedeltà al mio dovere.

Dammi la luce, la grazia e la forza dello Spirito Santo!

Confermami in questo Spirito, in modo che io non abbia mai a perderLo, né a contristarLo, né ad affievolirLo in me.

Padre mio, è in nome di Gesù Tuo Figlio che Te lo domando!

E Tu, o Gesù, apri il Tuo Cuore e mettivi il mio, e con quello di Maria offrilo al nostro Divin Padre!

Ottienimi la grazia, di cui ho bisogno! 

Padre Divino, chiama a Te gli uomini tutti.

Il mondo intero proclami la Tua Paterna Bontà e la Tua Divina Misericordia! Siimi tenero Padre, e proteggimi ovunque come la pupilla del Tuo occhio. Fa’ che io sia sempre degno figlio Tuo, abbi pietà di me!

PADRE DIVINO, dolce speranza delle anime nostre! Sii conosciuto, onorato ed amato da tutti gli uomini!

PADRE DIVINO, bontà infinita, che s’effonde su tutti i popoli! Sii conosciuto, onorato ed amato da tutti gli uomini!

PADRE DIVINO, rugiada benefica dell’umanità! Sii conosciuto, onorato ed amato da tutti gli uomini!

(Se si recita questa preghiera come Novena, aggiungere: “Ti prometto, di essere più generoso, specialmente in questi nove giorni in tale circostanza… con quella persona….). Madre Eugenia Elisabetta Ravasio

Fonte qui

7 agosto 2025

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni e testimonianze)

Benvenuti 

§§§











Continua a leggere »

martedì, agosto 05, 2025

LA SANTA MESSA CELEBRATA DA PADRE PIO: I PREPARATIVI DEL FRATE E GLI EFFETTI SALVIFICI SULLE ANIME.

  

a cura di Veronica Cireneo 

Abbiamo dato fin troppo poco spazio in questo nostro sito al Santo del Gargano. Recuperiamo oggi cominciando dal considerare gli insegnamenti teorici e pratici di Padre Pio, sulla celebrazione del Santo Sacrificio del Calvario: la Messa. Buona lettura.

§§§

«Ascoltando la Messa di padre Pio, ho visto Gesù Cristo sulla terra rivivere dopo 20 secoli», testimoniò un sacerdote bavarese dopo aver partecipato alla Santa Messa di padre Pio.

La Santa Messa in cui viene rinnovato il Sacrificio di Gesù sul Calvario era celebrata da padre Pio con grande devozione e raccoglimento che incantava i fedeli. 

Padre Pio viveva per la Messa, viveva della Messa: per lui era sorgente della luce, della forza, dell’alimento del suo duro servizio per la salvezza dei peccatori. 

Se l’azione che può svolgere un sacerdote per la salvezza del mondo è multiforme, la più degna, la più efficace, la più duratura è senza dubbio, come dice Papa Pio XII, quella «di farsi dispensatore dell’Eucaristia dopo essersene egli stesso abbondantemente nutrito». 

Ed è stata cosi tutta la vita di padre Pio. 
Passata la mezzanotte, era per il povero Padre un tormento continuo, un’ansia continua, afferma un suo confratello, perché dall’una cominciava la sua preparazione per la Santa Messa. 
Padre Pio non vedeva l’ora di unirsi al suo Dio nell’Eucaristia. 
Dall’una fino alle quattro si preparava pregando con la corona del Rosario che mai lasciava. 
Alle ore quattro veniva accompagnato in sacrestia per la preparazione immediata. 
La Messa iniziava alle ore cinque. 

Quanta preparazione prima della celebrazione di una Santa Messa! Da ciò si può cogliere tutto il valore e la sacralità della Santa Messa e come padre Pio ne era cosciente. 

Sapeva che andava a rivivere nella propria carne il sacrificio della Croce, unito strettamente a Cristo Redentore per impetrare grazia e misericordia ai fratelli dell’esilio membri della Chiesa militante, per alleviare le pene e liberare quelli della Chiesa sofferente e a gloria della Chiesa trionfante. 

Un alto personaggio ecclesiastico confidò al Padre guardiano dopo aver assistito alla Messa di padre Pio: «Mentre padre Pio celebrava, ho voluto meditare sulla santa Messa e posso dire che, in ventidue anni di sacerdozio, mai ho meditato con tanto raccoglimento e né ho assistito ad una Messa celebrata con tanta devozione come stamane. Dico questo perché lo sento dal profondo dell’animo e senza simulazione alcuna». 
In
Il Santo stesso disse ad un penitente che «se gli uomini comprendessero il valore della santa Messa, ad ogni Messa ci vorrebbero i carabinieri per tenere in ordine le folle di gente nelle chiese».

C’è proprio da riflettere, oggi, sul modo di partecipare alla Santa Messa di tanti cristiani e, cosa ancora più deplorevole, sul modo di celebrare a volte senza devozione di tanti sacerdoti, che fanno perdere a tanti fedeli il senso del sacro. 

Il Serafico Padre san Francesco diceva che «l’uomo deve tremare, il mondo deve fremere, il cielo intero deve essere commosso, quando sull’altare, tra le mani del Sacerdote, appare il Figlio di Dio». 

Padre Pio ci ottenga, ancora oggi, il dono della fede per credere in ciò che celebriamo, a ciò che partecipiamo e in Colui che riceviamo nella Santa Messa.


•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto sostienici con un like, un commento e condividilo con i tuoi contatti o su altri social.

Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell'Eucarestia cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni e testimonianze)

Benvenuti 

§§§










Continua a leggere »

Post in evidenza

Roma sparita. Usi, costumi e quella fede che non c'è più. Ciro Mauriello

a cura di Veronica Cireneo  Carissimi lettori, a seguito del paradossale gran rifiuto di Roma, riservato per il tramite di barricate ad un p...