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mercoledì, ottobre 21, 2026

La Comunione sulla mano? Frutto di un abuso legittimato.



a cura di Veronica Cireneo 

Ringraziamo di cuore l'amico Michele per aver estrapolato il testo che segue da un video che qualche giorno fa abbiamo rilanciato, dal web, sul canale YouTube degli Alleati dell'Eucarestia  - testo che è stato da noi arricchito con qualche link per eventuali approfondimenti. L'immediato crescente numero di like , commenti e visualizzazioni che il video ha raggiunto, fin da subito, ci ha suggerito come opportuna l'idea di fornire ai nostri followers anche il testo scritto, strumento certamente indispensabile per l'approfondimento e la meditazione estemporanea: Verba volont, Scripta manent! Alleghiamo in calce il video, corredato da una serie di interessanti commenti da visionare, con i quali suggeriamo di interagire. A tutti... buona lettura, ascolto e diffusione 

§§§

i

• Per un cattolico non c'è tesoro più grande dell'Eucaristia.

Eppure mai come oggi il Santissimo Sacramento viene profanato in ogni modo: 

- sacrilegi dei satanisti,

- cambiamenti della stessa dottrina della Santa Messa.

- possibilità per i pubblici peccatori di ricevere la Comunione senza alcun pentimento...

Sono soltanto alcuni degli attacchi che subisce Gesù sacramentato, (specialmente) a seguito dell'emergenza coronavirus.

Poi in molte chiese si è imposta forzosamente la Comunione sulla mano, motivandola con ragioni igieniche e alquanto opinabili, visto che molti scienziati sostenevano che riceverLa sulla lingua non era affatto più pericoloso, anzi! Occorre però essere chiari:

• nessuno può impedire di ricevere l'Eucaristia in bocca, nemmeno il Papa.

Nell'Ostia santa c'è realmente e sostanzialmente nostro Signore Gesù Cristo Vivo e Vero nel Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Dunque non si può ricevere come qualsiasi altra cosa.

Dovrebbe essere ovvio per ogni cattolico che Cristo dopo la sua transustanziazione durante la Santa Messa, è presente in ogni frammento anche il più piccolo dell'Ostia consacrata.

Quindi è responsabilità dei ministri e dei fedeli rendere la dovuta venerazione ad ogni frammento del Pane Eucaristico che è veramente il Corpo di Cristo.

Per i fedeli della Chiesa cattolica, l'amministrazione tradizionale del Santissimo Sacramento è importante anche per ridurre al minimo il verificarsi di situazioni in cui le persone che ricevono l'Ostia sulla mano non la mangino, ma la utilizzino per altri scopi o la mettano a disposizione di altre persone portando a casi di profanazione del Corpo di Dio, conosciuti e descritti dai media.

• La Comunione sulla mano è nata come un abuso. Negli anni 60 nei paesi dell'Europa settentrionale, ovvero quelli con un episcopato ed un clero marcatamente progressista e disobbediente, si introdusse in maniera del tutto arbitraria tale modo di ricezione dell'Eucaristia.

Di fronte al fatto compiuto e alla volontà da parte degli artefici del cambiamento di proseguire su questa strada, la sacra congregazione per il culto divino rispose con l'istruzione "Memoriale Domini"  del 28 maggio del 1969, documento voluto ed approvato da Papa Paolo VI che ribadisce quanto segue:

”Il modo di distribuire la Santa Comunione in bocca deve essere conservato non soltanto perché si appoggia sopra un uso trasmesso da una tradizione di molti secoli, ma principalmente perché esprime la riverenza dei fedeli cristiani verso l'Eucaristia".

Cambiare poteva rappresentare un pericolo. L'istruzione vaticana, infatti, paventava che si arrivasse a una minore riverenza verso l'augusto Sacramento dell'altare, alla profanazione dello stesso Sacramento e alla adulterazione della retta Dottrina.

Soltanto un ingenuo non vede che quelli che allora apparivano solo dei rischi sono divenuti terribili realtà.

Nonostante ciò i responsabili di tale scempio e i loro allievi, anziché vergognarsi e ritirarsi in silenzio, continuano a dare lezioni. Ebbene, la memoriale domini conclude affermando che:

" La Sede Apostolica esorta vementemente i vescovi, sacerdoti e fedeli a sottomettersi diligentemente alla legge ancora in vigore, ovvero la Comunione in bocca". (...)

• Purtroppo, nonostante le buone intenzioni, il documento apre però una falla nella diga, rivelatasi ben presto fatale.

Infatti l'istruzione dice pure che laddove non sia possibile frenare la pratica della comunione sulla mano, con le dovute condizioni, la Santa Sede concederà un indulto a patto però che venga ribadita nella catechesi la verità dogmatica sull'Eucaristia.

Questa deleteria apertura ha fatto sì che a poco a poco quasi tutte le Conferenze Episcopali del mondo chiedessero l'indulto imponendo di fatto il nuovo modo di agire per puro spirito di conformismo ai tempi.

E la Santa Sede ha sempre avallato le richieste dei vescovi. In Italia, ad esempio, per un solo voto di scarto, uno solo, la Comunione in mano venne introdotta nel luglio del 1989.

• La Comunione in mano, tanto amata dai protestanti, è stata pensata proprio per ridurre il Santissimo Sacramento a mero simbolo, attaccando così il dogma cattolico sull'Eucaristia (...)

• (...) come spiega Monsignor Nicola Bux, lo spezzare il pane, da cui il nome dato alla messa dagli Atti degli Apostoli, non significa che il sacramento sia stato dato in mano ai discepoli (...) Un boccone di pane intinto non può essere dato in mano, ma solo in bocca. Ma se anche Gesù durante l'Ultima Cena avesse dato il pane e il vino in mano agli apostoli, bisogna tener presente che questi erano i primi vescovi.

• Il sacerdote ha le mani consacrate (come afferma ancora Monsignor Bux ) con l'unzione ed è per questo che è l'unico ad avere il privilegio e il grave compito di toccare le Specie Eucaristiche.

Oltretutto, al contrario di quanto falsamente sostenuto da innovatori, nei casi in cui nei primi secoli si riceveva la Comunione in mano, lo si faceva con ogni riguardo e riverenza, spesso senza toccarla direttamente, non come accade adesso.

E come scriveva il passionista padre Enrico Zoffoli (...) fin dal secondo secolo sotto Papa San Sisto I 115-125 ai laici fu proibito persino di toccare i vasi sacri.

In ogni frammento del pane consacrato c'è tutto nostro Signore ed è una profanazione lasciare che anche uno solo di questi frammenti cada a terra e venga calpestato.

Tant'è che nella cosiddetta Messa Tridentina, dopo la consacrazione, il sacerdote non separa più il pollice e l'indice delle mani, finché non arriva il momento della purificazione, terminata la distribuzione della Comunione.

• Oggi (...) la Fede Eucaristica si è tragicamente persa anche tra i sacerdoti. I fedeli poi sembra vadano a ricevere la caramella.

Tutti si comunicano, ma ben pochi si confessano. In pratica, quello che fino agli anni 60 era un abuso, una disobbedienza, un attacco alla verità cattolica, oggi è divenuto la normalità.

Eppure l'istruzione della Congregazione del Culto Divino era accompagnata da una lettera pastorale in cui veniva nitidamente evidenziato che:

 " (..) la nuova maniera di comunicarsi non dovrà essere imposta in modo che escluda l'uso tradizionale" .

• Solo da un ritorno generale al modo tradizionale di ricevere Gesù sacramentato in bocca ed in ginocchio, potranno sgorgare grazie abbondanti e si tornerà ad avere una primavera della Chiesa.

Pertanto i laici non debbono stancarsi di chiedere questo ai pastori e di comunicarsi solo in bocca, perché questa è ancora oggi e nonostante tutto la norma della Chiesa. L'assalto organizzato contro il dogma eucaristico tende a colpire il sacerdozio e in esso a sopprimere la gerarchia per demolire la Chiesa come società visibile istituita da Cristo, propagata dagli apostoli, presieduta da Pietro e successori nella sede di Roma.

Ora, eliminata la Chiesa, resterebbe dissolto il cristianesimo ridotto ad uno dei tanti discutibili orientamenti religiosi dello spirito umano, esattamente secondo il programma del mondialismo massonico.

Se il Mistero Eucaristico è la sintesi di tutte le verità di fede, compresa quella della natura della Chiesa e costituisce la profonda essenza della liturgia che lo esprime e celebra, segue che offendere il culto eucaristico equivale a tradire la fede.

I nemici del cristianesimo oggi hanno preferito colpire l'Eucaristia insinuando e anche imponendo a livello liturgico delle novità, le quali contro la lettera e lo spirito della riforma inaugurata dal Vaticano II mirano ad estinguere insensibilmente nei fedeli la più illuminata e omorosa venerazione del Santissimo.

Contro tale congiura insorge la coscienza cristiana di un popolo. spesso ignoraro, timido, passivo.

Se Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo, proprio per questo, secondo Pascal, durante questo tempo non bisogna dormire.

• La missione dei laici, riconosciuta solennemente dal Concilio, impone ad essi il dovere di scuotersi per salvare la Chiesa, come già in altri tempi, e difenderla soprattutto dai suoi nemici interni, i quali, sedotti dal peggiore ecumenismo, tentano di abbatterla trascinandola nel vortice di una esegesi biblica inquinata di storicismo e agnosticismo. Questo è un pensiero di padre E. Zoffoli ( 1915-1996).

• Come ricevere dunque la Santa Comunione?

La postura più appropriata in cui dovremmo ricevere la Santa Comunione è quella in ginocchio. (...) con la Comunione in bocca, riduciamo il rischio di profanare il Santissimo Corpo di Gesù. La situazione migliore è quando il cherichetto con la patena accompagna il sacerdote che distribuisce la Comunione (...)

Ricevere la comunione in mano porta alla dispersione di un gran numero di frammenti.

Invece, facendo attenzione alla più piccola briciola, avendo cura nel pulire i vasi sacri, non toccando l'Ostia con mani sudate, diventa (...) una Professione di Fede nella Presenza Reale di Gesù, anche nelle più piccole parti (...) consacrate.

Non importa quanto piccolo sia il Frammento dell'Ostia, perché l'Essenza è la stessa: 

È Lui.

È Gesù.


SEMPER LAUDETUR 

Mercoledì 21 ottobre a. D. 2026

Fonte: video integrale ⬇️

https://youtu.be/h33UNMYbbxgis=Jpj3GAVDZVwzURXW 

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mercoledì, settembre 16, 2026

La Comunione sulla mano non è conforme alla Fede. Le sentenze di Santi, Concili e Dottori della Chiesa



di Veronica Cireneo 

Cari amici cattolici, come ben sapete, abbiamo già più volte parlato del modo corretto di ricevere la Santa Comunione e lo abbiamo fatto seguendo soprattutto le istruzioni di due grandi Santi: Francesco e Tommaso D'Aquino  (qui), e della mistica Maria Simma (qui).

Aggiungiamo oggi alla nostra tematica prediletta questa agile e nutrita sequenza di sentenze di Papi, Sinodi, Concili, Santi e Dottori della Chiesa, che concordemente al Catechismo  rendono ragione della virtuosità della Comunione  sulla lingua e della sua compatibilità con il Dogma Eucaristico. Utile da salvare, diffondere e meditare. Buona lettura.

§§§


SENTENZE ESPLICATIVE SULLE RAGIONI PER CUI NON SI DOVREBBE RICEVERE LA SANTA COMUNIONE SULLA ΜΑΝΟ 


1. SAN TOMMASO D'AQUINO, DOTTORE DELLA CHIESA:

"Per venerare questo Santo Sacramento, nulla lo tocchi se non ciò che è consacrato; come sono consacrate l'Ostia e il Calice, cosi sono consacrate le mani dei sacerdoti per toccare questo Sacramento» (1225-1274) Summa Theologica, Parte III; Q.82, art.3, Rep Obj. 8).


2. CONCILIO DI TRENTO:

" Il fatto che solo il sacerdote distribuisca la Santa Comunione con le mani consacrate è una tradizione apostolica». (1545-1565)


3. VI CONCILIO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI:

"Ai credenti è vietato prendere l'Ostia consacrata nelle mani e i trasgressori sono scomunicati». (680-681)


4. SINODO DI ROUEN:

"Condanniamo la Comunione sulla mano per porre un limite agli abusi che ne derivano e come salvaguardia contro il sacrilegio" . (a.650)


5. SAN BASILIO MAGGIORE, DOTTORE DELLA CHIESA:

"Il diritto di ricevere la Santa Comunione sulla mano è consentito solo in tempi di persecuzione."


6. SANTA MADRE TERESA DI CALCUTTA:

"...il peggior male del nostro tempo è la Comunione in mano." (The Wanderer, 23 marzo 1982)


7. PAPA SAN LEONE MAGNO:

"Sosteniamo con fermezza e richiediamo ai fedeli di obbedire alla pratica di amministrare la Santa Comunione nella propria lingua..."


8. SAN FRANCESCO D'ASSISI:

" Solo loro (i sacerdoti) devono amministrare (il Sacramento) e nessun altro». (1182-1226) (Lettera 2, a tutti i fedeli, 35).


9. SANTA BRIGIDA DI SVEZIA:

" Guarda, figlia mia, io do cinque cose ai miei sacerdoti (...) e in quinto luogo, il privilegio di toccare la mia Sacra Carne con le loro mani". (Gesù Cristo)


10. PAPA SAN PIO X:

"Quando si riceve la Comunione, è necessario stare inginocchiati, con il capo leggermente chino, gli occhi modestamente rivolti verso la Sacra Ostia, la bocca sufficientemente aperta e la lingua leggermente fuori dalla bocca, appoggiata sul labbro inferiore".


11. SAN SISTO I PAPA:

"Le specie sacre non devono essere maneggiate da chi non è consacrato al Signore."


12. CONCILIO DI SARAGOZZA (380 d.C.):

<<Chiunque osi ricevere la Santa Comunione sulla mano sia scomunicato».  (Sentenza confermata anche dal Sinodo di Toledo).

La Deposizione di Cristo dalla Santa Croce

•CONSIDERAZIONI ED ISTRUZIONI CONCLUSIVE.

Al fedele sincero che si accosti al Sacramento Eucaristico con la dolente ed affettuosa consapevolezza di ciò che ha patito il Signore per raggiungerci ogni giorno nell'Ostia, e mosso nei moti interiori e nei passi dallo spirito d'amore verso Colui che va a ricevere, anche la metà delle suddette motivazioni, o anche solo una di esse, costituiscono certamente ragione più che sufficiente per rifiutarsi di afferrare il Corpo Sacrificato di Cristo con le sue proprie mani, non consacrate.

Tenga a mente il lettore almeno una di queste sentenze; pratichi visivamente in pubblico la giusta devozione che si deve all'Ostia e diffonda anche con le parole questi preziosi insegnamenti spirituali.

E la Gioia del Signore sia la nostra ricompensa, ora e sempre.

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Veronica Cireneo 

mercoledì 16 settembre 2026

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giovedì, luglio 23, 2026

Apologia della genuflessione (3). La bellissima lettera pastorale di SER Mons. A. Fisher, Arcivescovo di Sidney



a cura di Veronica Cireneo 

Concludiamo in bellezza la terzina sull'opportunità devozionale della Comunione in ginocchio - che non può mai essere negata al fedele per il solo fatto di volerLa ricevere così (vedi qui la prima parte e la seconda parte) - con questo splendido appello dell'arcivescovo di Sidney: SER Monsignor Fisher, segnalatoci dall'amica Silvia, una gentile Alleata australiana. Auspichiamo che lo stesso appello voglia essere adottato da molti altri presuli e diffuso ampiamente in più Diocesi, nel mondo. Cambierebbero molte cose: Dio lo voglia! Appello che il porporato australiano, di fine e virtuosa sensibilità liturgico-pastorale, rivolgeva ai Suoi sacerdoti, in una recente lettera, per esortarli a ripristinare gli inginocchiatoi in tutte le chiese della Diocesi, che ne fossero sprovviste e ad incoraggiare i fedeli ad utilizzarli regolarmente, sia nel culto pubblico che privato, perché anche i corpi possano finalmente esprimere quegli stessi atti di devozione emessi dal nostro cuore.  Lo ringraziamo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Buona lettura e diffusione. Amen

§§§

SER Arcivescovo Monsignor Fisher.
Primate d'Australia 

Ogni ginocchio dovrebbe piegarsi

davanti a Dio che ci ha creati

L'Arcivescovo australiano Fisher esorta a inginocchiarsi per l'Eucaristia. Citando le Sacre Scritture e la Tradizione cattolica, l'arcivescovo di Sydney ha esortato a una rinnovata devozione all'Eucaristia attraverso la posizione inginocchiata, l'adorazione e la fedele osservanza delle rubriche liturgiche.

SYDNEY ( LifeSiteNews ) — L'arcivescovo australiano Anthony Fisher, OP, ha pubblicato una lettera pastorale per la festa del Corpus Domini, invitando i fedeli della sua diocesi a una rinnovata adorazione eucaristica e a inginocchiarsi con riverenza durante la preghiera.

Il 3 giugno, il settimanale Catholic Weekly ha pubblicato una lettera pastorale intitolata: "Adorando il Signore Eucaristico. Inginocchiamoci davanti al Dio che ci ha creati'", firmata da Fisher, arcivescovo di Sydney, in Australia, in occasione della Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. La lettera era indirizzata a sacerdoti, religiosi e fedeli laici dell'arcidiocesi e si inserisce nel quadro dei preparativi per il Congresso Eucaristico Internazionale che si terrà a Sydney nel 2028.

«Tra queste posture fisiche, l'inginocchiarsi rivela più chiaramente ciò che crediamo di Dio e del nostro rapporto con Lui», scrive l'arcivescovo.

«Siamo anche chiamati a fare un segno di riverenza prima di ricevere la Santa Comunione durante la Messa. Nella maggior parte dei casi questa riverenza si manifesta con un profondo inchino, tuttavia molte persone scelgono di genuflettersi e ricevere la Comunione in ginocchio. Questa è un'opzione perfettamente valida, prevista dal Messale vigente. L'inginocchiarsi è stata la posizione predefinita per ricevere la Santa Comunione nella Chiesa latina per molti secoli».

La lettera dell'arcivescovo sviluppa una concezione teologica dell'auto-dono divino, sostenendo che Dio comunica amore, vita e verità ai credenti attraverso la partecipazione sacramentale, culminante nell'Eucaristia quale modalità privilegiata di comunione. Il testo sottolinea inoltre l'Incarnazione come fondamento della vita sacramentale, affermando che Cristo ha assunto la natura umana, "partecipando in ogni aspetto della nostra vita corporea umana, eccetto il peccato", e che la grazia viene trasmessa attraverso i sacramenti, in particolare l'Eucaristia.

Una parte centrale della lettera si concentra sulla riverenza nella liturgia, in particolare sull'inginocchiarsi come espressione visibile di adorazione. Scrive l'arcivescovo:

"Le balaustre dell'altare, ancora presenti in molte delle nostre chiese, ci ricordano questa consuetudine riverente".

"Nel Tantum Ergo , cantato durante la Benedizione del Santissimo Sacramento, San Tommaso d'Aquino ci ricorda che laddove i nostri sensi e il nostro intelletto vengono meno di fronte a un mistero così grande, la nostra fede e i nostri stessi corpi devono intervenire piegando le ginocchia".

«Alcuni pensano che inginocchiarsi sia degradante, un atto di sottomissione da parte di uno schiavo, un segno di disperazione, penitenza, persino di odio verso se stessi. Lo considerano un comportamento sconveniente per i figli di Dio o incompatibile con la sensibilità moderna di non inchinarsi davanti a nessuno. Forse per questo motivo gli inginocchiatoi sono stati rimossi dai banchi e dai confessionali in alcune chiese, e si è persino vietato di inginocchiarsi» ha detto l'arcivescovo.

Per questo motivo, Fisher colloca ulteriormente l'atto di inginocchiarsi all'interno della tradizione biblica, citando esempi dall'Antico e dal Nuovo Testamento.

Fa riferimento a figure come Mosè (Es 3,1-6), Salomone (1 Re 8,54; 2 Cr 6,13), Daniele (Dan 6,11), i Salmi (Sal 95,6) e i Magi come esempi di riverenza corporea davanti a Dio (Mt 2,11).

Nel Nuovo Testamento, il prelato cita episodi di supplica , di adorazione davanti a Cristo e miracoli di guarigione (...):  (Mt 15,30;  Mc 1,40, 5,22, 5,33, 7,25;  Lc 8,41, 17,16;  Gv 11,32; At 9,40).

La lettera cita anche la Lettera di San Paolo ai Filippesi: «Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra» (Fil 2,10).

Un passo chiave dei Vangeli viene utilizzato per collegare il culto eucaristico alla preghiera di Cristo nel Getsemani, (in Luca 22,41), dove Gesù è descritto inginocchiato in preghiera prima della sua Passione.

La lettera presenta questo Gesto come modello per l'adorazione eucaristica, incoraggiando momenti di preghiera silenziosa davanti al Santissimo Sacramento.

«Nella notte prima della sua Passione, Gesù diede un esempio di come inginocchiarsi nell'Eucaristia quando lavò i piedi ai suoi discepoli e, dopo averci donato tutto se stesso nell'Eucaristia, uscì nell'oscurità per pregare, inginocchiandosi nell'angoscia e chiedendo ai suoi discepoli di vegliare con lui per un'ora. Quando dedichiamo un'ora santa alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento, o almeno qualche minuto, potremmo inginocchiarci almeno per una parte del tempo, come espressione evangelica di ringraziamento e fiducia, adorazione e timore reverenziale, penitenza e bisogno, pura comunione con Gesù», ha scritto l'arcivescovo.

Esemplare di nonnina non affetta da quel morbo che miete sempre più vittime: la "sciatica eucaristica" 

A conclusione della sua lettera, Fischer chiede al clero parrocchiale di "ripristinare gli inginocchiatoi in ogni chiesa in cui mancano" e di "insegnare ai fedeli le posture appropriate come indicato nelle rubriche della liturgia e incoraggiarli ad adottarle nel culto e nella preghiera privata, affinché i nostri corpi sostengano ed esprimano i nostri cuori nei loro atti di devozione".

giovedì 23 Luglio 2026

Fonte 

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mercoledì, luglio 22, 2026

La Comunione in ginocchio e in bocca non può essere negata (2/3). Parola del Vaticano



   a cura di Veronica Cireneo 

Sul documento ecclesiale, approvato da Papa Giovanni Paolo II : "Redemptionis Sacramentum, in particolare ai punti 90-92, gli Alleati dell'Eucarestia hanno poggiato la loro missione, quella di sensibilizzare i fedeli cattolici  circa la presenza  Fisica di Cristo nell'Eucarestia, anche inginocchiandosi a mani giunte davanti all'Ostia, pur al cospetto di preti ostili, esclusivamente sostenitori della Comunione in piedi e sulla mano. Il Documento dichiara, infatti, che la Comunione in ginocchio e sulla lingua, è diritto assoluto del fedele e Legge Universale della Chiesa, mai abrogata.  Siamo lieti dunque di apprendere che nel mese di maggio u. s. il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti abbia ribadito che la Comunione in ginocchio non può essere negata a nessuno. Fatelo presente a chi dovesse ostacolarvi. Questo è il secondo articolo sull'argomento. Qui trovate la prima parte. Deo gratias 

§§§

Il Vaticano chiarisce che la Comunione in ginocchio non può essere negata ai fedeli.

• Antefatto 

Una nuova controversia liturgica sta scuotendo la Chiesa cattolica in Argentina a seguito di diversi episodi relativi alle modalità di ricezione della comunione. Secondo quanto riportato dai media cattolici argentini, il Vaticano sarebbe intervenuto presso due vescovi del Paese per ribadire che i fedeli conservano il diritto di ricevere l'Eucaristia in ginocchio e sulla lingua, in conformità con le norme universali della Chiesa stabilite in particolare nell'istruzione Redemptionis Sacramentum del 2004.

Il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti avrebbe parlato con Marcelo Colombo, arcivescovo di Mendoza e presidente della Conferenza Episcopale Argentina, e con Gabriele Barba, vescovo di San Luis. Secondo le stesse fonti (Religión en Libertad), Roma avrebbe sottolineato che:

 "i fedeli hanno la libertà di ricevere la comunione secondo le modalità stabilite dalla Chiesa, e questa libertà non può essere limitata".

La vicenda trae origine da diverse controversie sorte nel corso del 2025. Il vescovo Colombo aveva dichiarato pubblicamente che "in Argentina la comunione si riceve in piedi", riferendosi alle norme stabilite dalla Conferenza Episcopale Nazionale. Sebbene tali linee guida raccomandino effettivamente la comunione in piedi, molti parrocchiani hanno denunciato quella che consideravano un'interpretazione eccessivamente rigida di queste direttive.

A Mendoza, un episodio particolarmente controverso si sarebbe verificato nella Basilica di San Francesco. Secondo quanto riportato dalla stampa cattolica locale, un sacerdote avrebbe rimproverato pubblicamente i parrocchiani che tentavano di inginocchiarsi per ricevere la comunione! A una persona sarebbe stata addirittura temporaneamente negata la comunione fino a quando non avesse accettato di riceverla in piedi e in mano.

Nella diocesi di San Luis, il vescovo Barba avrebbe incoraggiato approcci pastorali favorevoli alla Comunione sulla mano, in particolare per i Ministri Straordinari dell'Eucaristia. Questo sviluppo ha suscitato reazioni in una diocesi storicamente caratterizzata da una forte tradizione eucaristica sotto l'episcopato di Juan Rodolfo Laise, vescovo noto per il suo sostegno alla Comunione sulla lingua e per la sua venerazione del Santissimo Sacramento.

La questione era già stata ufficialmente chiarita dalla Santa Sede nell'istruzione Redemptionis Sacramentum , pubblicata nel 2004 durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Il testo afferma esplicitamente che:

 "ogni fedele ha sempre il diritto di ricevere la Santa Comunione sulla lingua, secondo la propria scelta". Il documento aggiunge inoltre che " non è lecito rifiutare la Santa Comunione a un fedele solo perché desidera riceverla in ginocchio o in piedi".

Per molti cattolici, ricevere la comunione in ginocchio e sulla lingua rimane un segno potente di adorazione per la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia. Altri preferiscono riceverla in piedi e sulla mano, considerando questa pratica più in linea con certe tendenze liturgiche contemporanee.


• Precisazioni

La Santa Sede, nella controversia nata in Argentina, ha ricordato che i fedeli conservano il diritto di ricevere l’Eucaristia in questa modalità e che non può essere negata semplicemente per la postura scelta.

La normativa liturgica vigente, infatti, riconosce diverse forme ammesse per la ricezione della Comunione, purché rispettino quanto previsto dalla Chiesa.

La precisazione arriva in un contesto nel quale, in alcune realtà ecclesiali, sono emerse indicazioni pastorali considerate troppo restrittive da parte di alcuni fedeli e sacerdoti.

Il richiamo romano punta soprattutto a evitare interpretazioni locali che limitino diritti già definiti nei documenti ecclesiastici.


• Cosa ha ricordato il Dicastero per il Culto Divino

Il Dicastero per il Culto Divino ha richiamato un principio già presente nei documenti della Chiesa:

i ministri sacri non possono negare i sacramenti a chi li richiede in modo appropriato e non sia impedito dal diritto ecclesiale.

Tra gli esempi indicati compare proprio il caso di chi desidera ricevere l’Eucaristia inginocchiato.

L’intervento non introduce nuove norme. Si tratta piuttosto di un chiarimento che richiama disposizioni già esistenti e che Roma considera ancora pienamente valide.

La normativa liturgica già prevede più modalità

L’Ordinamento Generale del Messale Romano e altri testi successivi prevedono che la Comunione possa essere ricevuta in piedi oppure in ginocchio, secondo le disposizioni delle Conferenze Episcopali. Nel caso italiano, la possibilità della Comunione sulla mano è stata introdotta nel 1989, mantenendo comunque la libertà di riceverla sulla lingua.

La documentazione ecclesiale precisa anche che il fedele conserva la facoltà di scegliere tra le modalità consentite. La posizione del corpo, quindi, non viene considerata una semplice questione pratica ma una possibilità prevista dalla disciplina liturgica.

• Un tema che riemerge periodicamente nella vita della Chiesa

La ricezione dell’Eucaristia continua a suscitare confronti in diversi contesti ecclesiali. Negli anni la discussione si è riaccesa in varie occasioni, soprattutto quando alcune indicazioni locali hanno generato dubbi sulla libertà dei fedeli.

Anche san Giovanni Paolo II intervenne richiamando il rispetto dovuto alle scelte consentite dalla Chiesa, mentre Benedetto XVI adottò nelle celebrazioni da lui presiedute la distribuzione della Comunione a fedeli inginocchiati (…).

• Il chiarimento di Roma chiude un nodo pastorale

La precisazione vaticana arriva con un obiettivo molto concreto: evitare che direttive locali possano trasformarsi in divieti non previsti dalla normativa universale della Chiesa. La Santa Sede non modifica la disciplina liturgica attuale, ma richiama ciò che è già scritto.

Resta dunque confermato che la Comunione in ginocchio rientra tra le modalità consentite ai fedeli. Il tema continua a suscitare sensibilità differenti, ma il richiamo romano sposta l’attenzione su un criterio preciso: la libertà prevista dalle norme della Chiesa deve essere rispettata


mercoledì 22 giugno 2026

Fonte n. 1

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giovedì, marzo 26, 2026

La pericolosa consuetudine della Comunione sulla mano. D. F. Bortoli a Cinzia Notaro


a cura di Veronica Cireneo 

In questa intervista, riportata su Stilum Curiae, Cinzia Notaro (C.N) domanda al sacerdote don Federico Bortoli (D.F.B ) come è potuto accadere che la pericolosa consuetudine della Comunione sulla mano, da eccezione che era, sia diventata la regola. Buona lettura

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LA COMUNIONE SULLA MANO SI E’ DIFFUSA DOPO IL 1969, ma...

C.N. : ... come è potuto accadere, se la Sacra Congregazione del Culto Divino con il “Memoriale Domini” del 1969  aveva solennemente decretato che la pratica della Comunione sulla lingua avrebbe dovuto essere indiscutibilmente conservata?

Ce lo spiega Don Federico Bortoli, Cancelliere vescovile, Vicario giudiziale e consulente ecclesiastico dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, nonché Difensore del Vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico Flaminio di Bologna, nel libro curato dal card. Robert Sarah: “La distribuzione della Comunione sulla mano” (edizioni Cantagalli 2018), in cui si affrontano anche i temi della secolarizzazione dei sacerdoti e la clericalizzazione dei laici: un tempo solo i sacerdoti e il diacono celibe, prossimo ad essere ordinato presbitero, potevano toccare l’Ostia consacrata o il calice del preziosissimo Sangue (...)


D.F.B: "Il Memoriale Domini del 1969 è il primo documento ufficiale della Chiesa che ha evidenziato ... la riverenza e il rispetto dei fedeli verso la Santa Eucaristia, in quanto non è un cibo qualsiasi. (C'è) il pericolo di eventuali profanazioni e della dispersione di frammenti.

Solo laddove l’abuso della pratica della Comunione sulla mano ormai non poteva essere più fermato, fu lasciata la possibilità alle conferenze episcopali di chiederne l’indulto.

Tuttavia insieme al “Memoriale Domini”, le diverse conferenze episcopali ricevettero una lettera pastorale di risposta affermativa alla richiesta dell’indulto, dove si parla in termini positivi della pratica della Comunione sulla mano, come se si trattasse di un invito implicito, a cui aderirono quasi tutte le conferenze episcopali.

Ricevere la comunione sulla mano – prosegue don Bortoli –  porta inevitabilmente a favorire la mancanza di fede nella transustanziazione.

Le stesse conferenze episcopali, nelle catechesi preparatorie, avrebbero dovuto spiegare le ragioni per cui la Chiesa preferisce la Comunione sulla lingua e se, nonostante queste raccomandazioni, qualcuno avesse voluto comunque ricevere l’ostia sulla mano, avrebbe dovuto farlo con la massima attenzione.

In realtà le conferenze episcopali hanno fatto una vera e propria campagna promozionale della Comunione sulla mano, dicendo che era il modo migliore per ricevere l’Eucaristia, perché: praticata dai primi cristiani, più confacente alla dignità della condizione battesimale, un modo per partecipare più attivamente alla liturgia, e così via. Ma tra la documentazione inedita riportata, vi sono anche segnalazioni da parte dei fedeli che attestano come la pratica della Comunione sulla mano li abbia disorientati, favorendo irriverenze e profanazioni.

Non a caso il Card. Sarah nella prefazione al libro  si chiede: ‘E’ veramente troppo umiliante prostrarsi e stare in ginocchio davanti al Signore Gesù Cristo?’. “L’uomo –  continua don Federico – non è uno spirito disincarnato, ma è costituito di anima e di corpo. Quindi tutto ciò che è materiale ed esteriore è importante e nella liturgia gli atteggiamenti esteriori del corpo sono espressione di ciò che è interiore.

Inginocchiarsi mentre si riceve l’Eucaristia ci aiuta ad essere maggiormente consapevoli di Chi andiamo a ricevere prostrandoci in adorazione.

Purtroppo accade, e ciò si verifica spesso, che venga negata la Comunione a chi desidera ricevere l’Eucaristia in ginocchio. E’ un grave abuso”.

Il “Redemptionis Sacramentum” della Congregazione per il Culto Divino del 2004 ha sottolineato che ogni fedele ha diritto a ricevere la Comunione sulla lingua e in ginocchio”.

“Con la Riforma Liturgica si è dato spazio allo spontaneismo e alla creatività. Molti sacerdoti  manipolano e cambiano la liturgia secondo i propri gusti, come se ne fossero non i servitori, ma i proprietari.

Credo che questo sia dovuto al venir meno della fede nella Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo nell’Eucaristia.

L’aspetto sacrificale della Santa Messa viene messo in secondo piano e l’Eucaristia considerata di fatto un  simbolo fino al punto di essere vissuta come un incontro conviviale fraterno.

Per molti la Santa Messa è considerata una festa, dove l’assemblea celebra se stessa. Si sente parlare di transfinalizzazione e di transignificazione.

Occorre una nuova rievangelizzazione dei fedeli laici, ma prima di tutto devono essere gli stessi sacerdoti ad insegnare l’autentica dottrina eucaristica e a dare esempio di rispetto verso l’Eucaristia.

E’ necessario rimanere ancorati alla Tradizione cattolica".

Fonte Stilum Curiae

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sabato, novembre 08, 2025

Scoraggiate la Comunione in mano: con le parole e con i fatti. Padre B.Jerabek/1


a cura di Veronica Cireneo 

Carissime anime eucaristiche che ci leggete,  offriamo oggi alla vostra attenzione spirituale la testimonianza di Padre B.Jerabek , un sacerdote americano, riguardante l'opportunità della Comunione sulla lingua e la sofferenza che gli provoca l'indulto troppo praticato della Comunione sulla mano  Contiene riferimenti a Monsignor Athanasius Schneider, autore di due libri sul prezioso Tema, di cui il sacerdote consiglia la lettura. Conclude il pezzo una chiara esortazione. Buona meditazione e diffusione.

§§§

• Quando ero bambino, e mi preparavo a ricevere la Prima Comunione, ricordo che mi fu insegnato a riceverla nel modo tradizionale: sulla lingua. In effetti, se la memoria non mi inganna, ricevemmo la Comunione per intinzione, ossia il sacerdote intingeva con cura l’Ostia nel Preziosissimo Sangue prima di deporla sulla nostra lingua. Ci fu anche detto di lasciar sciogliere l’Ostia in bocca senza masticarla; credo fosse un consiglio molto pratico, perché masticandola si sarebbero potuti incastrare dei frammenti tra i denti, i quali poi avrebbero potuto essere espulsi con un colpo di tosse, uno starnuto o anche solo parlando.

Da quel giorno così importante della mia vita – sebbene ci siano stati molti anni in cui non andavo a Messa – ho sempre preferito ricevere la Santa Comunione sulla lingua. Mi è sempre sembrato il modo giusto. 

• E anche ora, da sacerdote, quando semplicemente partecipo alla Messa in coro, continuo a riceverla sulla lingua. Infatti, una volta ordinato e avendo cominciato a riflettere su queste cose da una prospettiva molto più ravvicinata, per così dire – riflessioni spesso legate a questioni pratiche, come distribuire bene e in modo efficiente la Comunione, o purificare correttamente i vasi sacri – sono passato dall’avere una semplice preferenza personale contro la Comunione sulla mano ad avere serie perplessità per ragioni oggettive. Ho anche cominciato a notare che molti altri sacerdoti condividevano queste stesse preoccupazioni.

• La Comunione sulla mano è diventata per me fonte di grande sofferenza:

- dalla mancanza di riverenza che molti mostrano nel ricevere la Comunione sulla mano - ah, quante storie potrei raccontare! - 

-alle mani sporche che porgono… 

- dai frammenti dell’Ostia consacrata che inevitabilmente finiscono sulle mani e sul pavimento - Signore, pietà! - 

- alla reale possibilità di furti a fini sacrileghi, cosa avvenuta in molti luoghi. 

Non nego che la Chiesa lo permetta – almeno negli Stati Uniti – ma non penso che sia una scelta saggia da parte nostra.

• Inoltre, quando sono coinvolti i bambini, la pratica così diffusa della Comunione sulla mano presenta ulteriori  problemi particolari: oltre al fatto che spesso hanno le mani sporche per aver giocato prima (o anche durante!) la Messa, manca loro spesso la coordinazione e la prontezza di riflessi: è capitato più volte che bambini abbiano fatto cadere l’Ostia che avevo posto con attenzione nelle loro mani, per via dei loro movimenti o della distrazione (.….) Perché tutto ciò? 

• Credo sia a causa della perdita della fede nella Presenza Reale. Pochi cattolici la negherebbero apertamente con le parole; ma nei fatti, la vediamo continuamente negata. Credo che questo dogma sia diventato per molti una sorta di concetto “magico”, per così dire: Cristo è in qualche modo presente nell’Ostia, ma non si preoccupa delle briciole. Anche se questo è già meglio del non credere affatto nella Presenza Reale, resta comunque un errore, del tutto contrario all’insegnamento della Chiesa.

• Tra le altre ragioni a favore della Comunione sulla lingua, c’è anche il fatto che le mani del sacerdote – e solo le sue – sono consacrate per toccare il Santissimo Sacramento. Purtroppo, negli ultimi decenni è stata approvata la pratica di permettere ai laici di distribuire la Comunione come ministri straordinari; ciò è spiacevole, perché le loro mani non sono consacrate per questo compito. Alcuni sostengono che, poiché i laici ora possono toccare l’Ostia, allora tutti dovrebbero poter riceverla sulla mano. Ma attenzione: chi agisce come ministro straordinario riceve un mandato dall’autorità ecclesiastica, ed è (o dovrebbe essere) adeguatamente formato.

- Non sono l’unico ad essere turbato dalla Comunione sulla mano. Molti sacerdoti condividono questa preoccupazione; anche alcuni vescovi. Alcuni pensano che io sia scrupoloso, viste le mie premure in materia o l’attenzione che metto, ad esempio, nel purificare i vasi sacri: faccio molta attenzione a rimuovere ogni particella visibile del Corpo di Cristo e ogni goccia del Prezioso Sangue. Oltre a chi mi prende in giro dicendo che “lavo i piatti” (non sono piatti!), sono stato persino rimproverato da confratelli sacerdoti e anche da un vescovo.

Alcuni dicono: “Gesù è grande, sa badare a sé! Non preoccuparti tanto!” Ed è vero: Cristo è immensamente grande – ma nel Santissimo Sacramento diventa piccolissimo e fragile e si affida alle nostre cure.

• Monsignor Athanasius Schneider è tra i pochissimi vescovi che hanno parlato apertamente contro la pratica della Comunione sulla mano. Mons. A. Schneider – vescovo ausiliare in Kazakhstan ha scritto almeno due libri sull’argomento, uno dei quali intitolato " Corpus Christi. La Santa Comunione e il Rinnovamento della Chiesa".  In questo eccellente e conciso libro, il buon vescovo espone argomenti convincenti per cui l’attuale pratica della Comunione sulla mano è imprudente e senza precedenti. Forse il termine “imprudente” è persino troppo blando: essa è offensiva verso Dio e ostacola il vero rinnovamento della Chiesa!

Mons. Schneider ha anche pubblicato un altro eccellente libretto su questo tema: " Dominus est. Riflessioni di un Vescovo dell’Asia Centrale sulla Santa Comunione".

Non posso raccomandarlo abbastanza. In esso racconta la storia delle “donne eucaristiche” che, vivendo sotto la persecuzione comunista, custodivano l’Eucaristia e trasmettevano ad altri la vera fede e la riverenza verso il Santissimo Sacramento. Il vescovo argomenta anche perché la Comunione sulla mano dovrebbe essere scoraggiata e, se possibile, abrogata. Se desideri leggere storie ispiratrici di santi che hanno fatto grandi sacrifici per proteggere l’Eucaristia, e crescere nella fede, ti consiglio vivamente questo libretto.

• I diritti di Nostro Signore Gesù Cristo. La Chiesa ci concede il diritto – negli Stati Uniti e in altri Paesi – di ricevere la Comunione sulla mano. Ma, come dice Mons. Schneider, anche nostro Signore Gesù Cristo ha dei diritti: in primo luogo, quello di essere trattato con il rispetto e l’adorazione che spettano alla Divinità.

• Esorto tutti a non ricevere mai la Comunione sulla mano, ma a riceverla con le dovute disposizioni - cioè in stato di grazia - e solo sulla lingua.

Padre Bryan W. Jerabek, JCL: Rettore della Cattedrale di St. Paul a Birmingham, Alabama, e Cancelliere della Diocesi di Birmingham. Blog  http://fatherjerabek.com .

O Sacramento santissimo! O Sacramento divino! Ogni lode e ogni ringraziamento siano tuoi in ogni momento!

Padre B.Jerabek

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