martedì, marzo 24, 2026

Velatio Crucis. La velatura della Croce nella prima settimana di Passione


a cura di Veronica Cireneo 

Con la quinta domenica di Quaresima o Prima di Passione, quest'anno il 22 Marzo appena trascorso, si entra nella settimana che precede la Settimana Santa. In questo tempo forte di anticipazione e preparazione alla Passione di Gesù Cristo, entrando nelle chiese, in linea con la Tradizione, si possono notare statue, icone e Croci velate di stoffe violacee. Di che si tratta? Lo scopriremo in questo breve articolo che ci parla dell'origine, dei dettagli e del significato escatologico di questo antico rituale, risalente al IX secolo e conosciuto col nome di: "Velatio Crucis". Buona lettura e meditazione.

§§§


In origine limitata alla sola Settimana Santa - che si apriva con la Domenica delle Palme, detta appunto “De Passione Domini” - con l'andare del tempo,  la contemplazione della Passione del Signore, così feconda per la vita spirituale, cominciò ad essere anticipata e celebrata anche nella settimana precedente. Questo tempo speciale, che si inserisce nel già propizio tempo di Quaresima, viene sottolineato con alcune specifiche regole cultuali. Tra queste la più caratteristica è la “Velatio”, ovvero la velatura delle Croci e delle immagini della chiesa.

 
• A norma del Messale tridentino, nel sabato che precede la I domenica di Passione, (quindi il sabato della IV settimana di Quaresima), «finita la Messa e prima dei Vespri si coprono le Croci( ... )che restano coperte fino al termine dell’adorazione della Croce da parte del celebrante il Venerdì Santo, mentre le statue e le icone fino all’intonazione del Gloria nella Messa della Vigilia Pasquale. 

In tale periodo solo le immagini della Via Crucis restano senza velo.

Il giovedì santo la Croce dell’Altare Maggiore, per il tempo della Messa, si copre con un velo bianco.
 

• Si tratta di un rito molto antico risalente addirittura al sec. IX,  probabilmente retaggio riguardante i penitenti pubblici (...).

• I penitenti pubblici erano i fedeli che si erano resi colpevoli di gravi peccati dopo il Battesimo. Questi, dopo un periodo di penitenza, nel periodo precedente la Pasqua, venivano riammessi alla comunione la mattina del Giovedì Santo, con un apposito rito.

Nel tempo, poi, tutti i cristiani furono più o meno assimilati ai penitenti pubblici, nella consapevolezza della necessità per tutti di un tempo di penitenza in preparazione alla Pasqua del Signore.

Così cominciò a diffondersi l’abitudine di nascondere ai fedeli l’altare maggiore, per mostrare visivamente gli effetti del peccato, che rompe la comunione con il Signore e ne oscura la visione. Da sempre, infatti, la liturgia si esprime in una ricchezza di segni che rendono manifesta la realtà dei Misteri celebrati sull’altare (...).

Il Concilio di Trento, riferendosi in particolare alla S. Messa, motiva questa consuetudine ricordando che:

 «La natura umana è tale che non può facilmente elevarsi alla meditazione delle cose divine senza aiuti esterni: per questa ragione la Chiesa come pia madre ha stabilito alcuni riti [...] per introdurre i fedeli con questi segni visibili della religione e della pietà, alla contemplazione delle sublimi realtà nascoste in questo Sacrificio» (DS 1746).

così, come è importante la presenza dell’immagine, altrettanto rilevante è la sua assenza. Il nascondimento dei Santi e di Cristo Stesso aiuta ad alimentare l’attesa del giorno di Pasqua, giorno in cui quei volti si offrono nuovamente al nostro sguardo.

Al di là della sua origine, il rito della “Velatio” conserva, infatti, ancora oggi un profondo significato e un' intensa capacità catechetica ed emotiva: nascondere alla vista le immagini dei Santi aiuta a concentrarsi su Colui che è l’origine di ogni santità: Gesù Cristo, che rende accessibile il cielo agli uomini. Senza di Lui la nostra vita non avrebbe più una dimensione trascendente, ma sarebbe solo un vagare nelle tenebre del peccato e “nell’ombra della morte”.

• La velatura delle Croci mostra la privazione di Cristo, il “venir meno dello sposo”:

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi” - dice il profeta Isaia (53,8).

Quei veli che nascondono il Cristo alla nostra vista stanno a ricordare che quell’evento riaccade ancora oggi.
Che anche noi siamo “tra gli uccisori di Cristo”, tra quelli che lo volevano gettare dal precipizio della città di Nazaret, o lapidarlo nel tempio di Gerusalemme.

Si tratta, dunque, di un segno efficace che aiuta a meditare, riflettere e pregare sulla tragicità della condizione umana senza la presenza del Dio redentore.

• Nella sua ricchezza di significati il segno della “Velatio” rimanda anche alla velatura della Divinità di Nostro Signore, che possiamo illustrare con queste splendide parole di Sant’Agostino sulla passione del Signore:

Dio era nascosto; si vedeva la debolezza, la maestà era nascosta; si vedeva la carne, il Verbo era nascosto. Pativa la carne; dov’era il Verbo, quando la carne pativa? Eppure neanche il Verbo taceva, perché c’insegnava la pazienza”.

La gloria di Cristo, dunque, è eclissata sotto le ignominie della Passione.

• (..)In tale contesto, Dio va cercato nel proprio cuore, è lì che deve risorgere. Risulta particolarmente efficace al riguardo questa citazione di B. Pascal:

Gli uomini sono nelle tenebre e nella lontananza da Dio, che è nascosto alla loro coscienza. Egli non sarà colto che da quelli che lo cercano anzitutto nel cuore”.
 

• Dopo la riforma liturgica la pratica della “Velatio”, è stata pressoché universalmente abbandonata, sulla scorta di un malinteso “spirito conciliare”.
In realtà, questo rito, di cui abbiamo cercato di spiegare la profondità e la ricchezza, conserva tutta la sua attualità.
Si rese necessario, pertanto, un intervento chiarificatore della Congregazione per il Culto Divino circa l’opportunità di conservare o recuperare questa usanza, come indicato nella lettera circolare "Paschalis sollemintatis"  del 16 gennaio 1988:

«L’uso di coprire le croci e le immagini nella chiesa dalla domenica V di Quaresima può essere utilmente conservato secondo il giudizio della conferenza episcopale. Le croci rimangono coperte fino al termine della celebrazione della passione del Signore il venerdì santo; le immagini fino all’inizio della Veglia Pasquale» ( n. 26).

La Conferenza Episcopale Italiana, dal canto suo, ha sempre fatto rinvio agli usi locali.
La stessa circolare specifica nel capitolo IV a proposito della Messa Vespertina del Giovedì Santo nella Cena del Signore:

Terminata la Messa [in Cena Domini] viene spogliato l’Altare della Celebrazione. E’ bene coprire le Croci della Chiesa con un velo di colore rosso o violaceo, a meno che non siano state già coperte il sabato prima della Domenica V di Quaresima. Non possono accendersi le luci davanti alle Immagini dei Santi”.

•Il velo, che nella notte del Sabato Santo viene tolto o precipita rovinosamente, ha un definitivo significato escatologico: indica che al nostro orizzonte è restituita la visione dell’aldilà. Possiamo guardare con fiducia oltre la morte, poiché il Vivente sta lì, “primogenito di molti fratelli”, ad assicurarci che il nostro destino è il Cielo (……)
 

Con la sua Risurrezione Cristo ha guarito la nostra “cataratta” spirituale. E il segno del velatura rimossa, che restituisce Cristo alla nostra vista, lo esprime in modo eloquente.
 
Alessandro Scaccianoce, Diacono 
Fonte (qui)

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24 marzo a. D.2026
Martedì di Passione

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sabato, marzo 21, 2026

Il Catechismo del buon esempio (3). Il segno della Pace. Mauro Bonaita


Volantino n.3: Ìl segno della Pace

a cura di Veronica Cireneo 

Nella Messa Tridentina il segno della pace tra fedeli non è contemplato, ma nel rito riformato, anche se si potrebbe omettere, esiste e in molti casi diventa occasione di disordine e distrazione. Ma come scambiarsi il segno della pace in modo corretto? Ce ne parla Mauro Bonaita in questo terza parte (qui potete trovare la prima e qui la secondadella sua rubrica: "Il Catechismo del buon esempio", che prende le mosse dai documenti ufficiali ecclesiali. In calce all'articolo trovate il PDF del volantino da stampare e diffondere nelle Parrocchie e in ogni luogo opportuno e non opportuno.  Buona lettura

§§§

Rubrica:

"Il catechismo del Buon esempio. Quello più virtuoso” 

 IL “SEGNO” DELLA PACE DEVE CONVERGERE NEL SACRAMENTO DELLA PACE

Il momento del segno di pace durante la messa, si sa, è diventata occasione per esprimere sentimenti di affetto umano e troppo spesso diventa quindi occasione per dare sfogo a effusioni eccessive, egocentriche e disordinate che distraggono la celebrazione dal vero significato: l’unione al sacrificio di redenzione che di lì a poco viene annunciato nella frazione del Pane che unisce tutti i membri della Chiesa nel Corpo di Cristo morto e risorto per salvarci. Sul modo giusto di scambiarsi il segno della Pace, il “Nuovo ordinamento del Messale Romano” [1] e la “Redemptionis Sacramentum” [2] recitano quanto segue:

“Conviene che ciascuno dia la pace soltanto a coloro che gli stanno più vicino, in modo sobrio. Il Sacerdote può dare la pace ai ministri, rimanendo tuttavia sempre nel presbiterio, per non disturbare la celebrazione.”

Certi usi bizzarri e piuttosto indegni, comparsi soprattutto dopo il covid, sviliscono il concetto e il valore stesso della Pace e insinuano ancora una volta quel falso senso di carità e di fratellanza umana che, esalta l’uomo ed, esclude Dio presente sull’Altare.

Le cattive interpretazioni furono già oggetto di tentativi di correzione anche da parte della “Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti” con la lettera Circolare “L’Espressione rituale del dono della Pace nella Messa” del 2014 [3] che recita quanto segue:

Se si prevede che esso non si svolgerà adeguatamente a motivo delle concrete circostanze o si ritiene pedagogicamente sensato non realizzarlo in determinate occasioni, si può omettere e talora deve essere omesso….”

E continua:

“...ad ogni modo, sarà necessario che nel momento dello scambio della pace si evitino definitivamente alcuni abusi come:

-l’introduzione di un “canto per la pace”, inesistente nel Rito romano

- lo spostamento dei fedeli dal loro posto per scambiarsi il segno della pace tra loro.

 

l’allontanamento del sacerdote dall’altare per dare la pace a qualche fedele.

- ( si eviti) che in alcune circostanze, come la solennità di Pasqua e di Natale, o durante le celebrazioni rituali, come il Battesimo, la Prima Comunione, la Confermazione, il Matrimonio, le Sacre Ordinazioni, le Professioni Religiose e le Esequie, lo scambio della pace sia occasione per esprimere congratulazioni, auguri o condoglianze tra i presenti.”

C'è inoltre un ulteriore chiarimento da fare - ne parleremo più a fondo nella puntata successiva - e riguarda l'uso errato di darsi la mano al Padre Nostro. Ci sono varie testimonianze sull'argomento, ma qui riportiamo la rivelazione privata, ricevuta da Maria Simma da parte delle anime del Purgatorio.

Al quesito espresso dall’ intervistatore che le chiese:

Furono le anime del Purgatorio a dirle che lo scambiarsi il segno di pace ed il darsi la mano durante il ‘Padre Nostro’ non va bene? ”

 Ella rispose:

, furono loro”.

Concludendo si può dire che, per mitigare certi usi, l’atteggiamento più opportuno in questo momento della Messa potrebbe essere quello di rimanere inginocchiati come elogiato nel “Nuovo Ordinamento del Messale Romano” che recita così:

"Dove vi è la consuetudine che il popolo rimanga in ginocchio dall’acclamazione del Santo fino alla conclusione della Preghiera eucaristica e prima della Comunione, quando il sacerdote dice – Ecco l’Agnello di Dio –, tale uso può essere lodevolmente conservato”.[4]

E considerando la situazione attuale, sarà utile e opportuno mantenere anche il capo chino: in alcune parrocchie "  creative" potrebbe risultare così prudente, da evitare circostanze imbarazzanti e di certo poco edificanti.

Laudetur Jesus Christus 

Mauro Bonaita, Reggio Emilia

Sabato 21 marzo a. D. 2026

Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[2] – “Redemptionis Sacramentum” [72.]


Link al PDF del volantino da stampare e diffondere 

https://drive.google.com/file/d/1dNzsUse8CftR0o1t0vrPeiUvkimxzVOH/view?usp=sharing

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mercoledì, marzo 18, 2026

LA MESSA ANTICA NON SCOMPARIRÀ MAI. Monsignor Schneider


La Messa di secoli non finirà mai
La Messa dei secoli non scomparirà mai.
Adattiamo la Messa Nuova sulla base di quella antica

a cura di Veronica Cireneo 

Chi conosce il programma operativo con cui si sono affacciati sulla scena del mondo cattolico gli Alleati dell'Eucarestia, visionabile in questo loro Vademecum e chi conosce cosa pensano gli Alleati della Messa Antica capirà pienamente quale consolazione possa suscitare l' intervista che Monsignor Schneider ha recentemente rilasciato al giornalista Wailzer di LifeSiteNews... Buona lettura 

 §§§

Schneider:"(...) vedo un futuro luminoso nella Chiesa"

(...) questa celebrazione della Messa, che io chiamo Messa dei secoli, è indistruttibile e un Papa non potrà mai cancellarla, per quanto ci provi”, ha affermato Schneider.

Sopravvivrà. Forse per un certo periodo dovrà rifugiarsi nelle catacombe, ma non scomparirà mai.

E poi, un giorno – e ne sono convinto, è la mia opinione personale – un Papa celebrerà nuovamente la Messa tradizionale a Roma, nella Basilica di San Pietro, con la massima solennità. Non è la Messa antica, ma la Messa della gioventù"

Mons. Schneider ha sottolineato che non ama definire il Rito Romano Tradizionale come la Messa antica, perché in realtà ... è soprattutto la Messa dei secoli.

Ha ricordato che i testi e le rubriche di questa Messa risalgono ai tempi di Sant'Ambrogio, quindi almeno al IV secolo (...)

"Nel corso dei duemila anni di storia della Chiesa, la Messa tradizionale è sempre cresciuta in modo lento e armonioso, senza mai subire rotture nel rito. Alcune piccole modifiche sono state introdotte nel corso del tempo, ma sempre con estrema prudenza e rispetto. Piccoli cambiamenti ci possono sempre essere, ma mai in modo drastico. Devono essere fatti con grande delicatezza".

Alla domanda se la Messa tradizionale tornerà a essere la norma nella Chiesa, Mons. Schneider ha risposto con una previsione interessante:

“Penso che l’attuale cosiddetta ‘Nuova Messa’ debba essere riformata, passo dopo passo, fino ad avvicinarsi sempre di più alla Messa Antica al rito tradizionale.”

Secondo il vescovo, in futuro la Chiesa potrebbe avere due forme della Messa, entrambe più simili alla tradizione rispetto a oggi.

“La Messa tradizionale rimarrà invariata, o al massimo con qualche nuovo prefazio o festa liturgica, ma il suo ordinamento non verrà toccato.”

 “La cosiddetta Messa ordinaria, che oggi è la norma, subirà un’evoluzione fino a diventare quasi identica alla Messa tradizionale.”

“Forse la differenza sarà che, in questa forma ordinaria rinnovata, si userà più il vernacolo rispetto alla forma tradizionale, che resterà quasi interamente in latino. Potrebbero esserci anche qualche piccola variazione nelle rubriche.”

Infine, Mons. Schneider ha citato un aneddoto significativo su Mons. Marcel Lefebvre, il fondatore della Fraternità San Pio X:

“Una volta, Mons. Lefebvre disse che, se avesse dovuto scegliere tra celebrare il Novus Ordo interamente in latino o la Messa tradizionale interamente in francese, avrebbe preferito celebrare la Messa tradizionale in francese piuttosto che il Novus Ordo in latino. E aveva ragione.”

http://www.alleatieucarestiaevangelo.it/2024/06/non-praevalebunt-la-messa-antica-non-si.html 


Fonte:qui

18 marzo 2026

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sabato, marzo 14, 2026

Rubrica: "Il catechismo del buon esempio" .Volantino n. 2: insegnamo ai piccoli ad inginocchiarsi. M.Bonaita


a cura di Veronica Cireneo 

Perché inginocchiarsi ed insegnare anche agli altri a fare così? Cosa dicono i documenti ufficiali della Chiesa? Un piccolo excursus realizzato dall'amico Mauro Bonaita, in questa seconda parte ( qui potete trovare la prima) riguardante l'Adorazione eucaristia da indirizzare ai piccoli del catechismo. In fondo all'articolo, il PDF da stampare e diffondere in tutti i luoghi opportuni e non opportuni. Buona lettura 

§§§

NON SCANDALIZZIAMO I “PICCOLI” DEL CATECHISMO: EDUCHIAMOLI COL BUON ESEMPIO.
“Il catechismo del Buon esempio è il più virtuoso”
 L' ADORAZIONE EUCARISTICA, FIN DALLA CELEBRAZIONE LITURGICA
L’Ordinamento Generale del Messale Romano, circa il momento della Consacrazione, cita quanto segue:
S’inginocchino poi alla consacrazione, a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi. Quelli che non si inginocchiano alla consacrazione, facciano un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione.”
 
Poi continua:
 
“Dove vi è la consuetudine che il popolo rimanga in ginocchio dall’acclamazione del Santo fino alla conclusione della Preghiera eucaristica e prima della Comunione, quando il sacerdote dice Ecco l’Agnello di Dio, tale uso può essere lodevolmente conservato. [1]”
 
Già Sant' Agostino aveva detto:
«Nemo autem illam carnem manducat, nisi prius adoraverit; peccemus non adorando – Nessuno mangia questa carne senza prima adorarlapeccheremmo se non la adorassimo». Nell'Eucaristia, infatti, il Figlio di Dio ci viene incontro e desidera unirsi a noi; l'adorazione eucaristica non è che l'ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in sé stessa il più grande atto d'adorazione della Chiesa [2].”
 
“Così la carità ci porta a rendere a Dio ciò che in tutta giustizia gli dobbiamo in quanto creature. La virtù della religione ci dispone a tale atteggiamento". [3]
 
Della virtù della religione, l'adorazione è l'atto principale. Adorare Dio è riconoscerlo come Dio, come Creatore e Salvatore, Signore e Padrone di tutto ciò che esiste, Amore infinito e misericordioso. «Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai» (Lc 4,8), dice Gesù, citando il Deuteronomio (Dt 6,13)" . [4]
 
Il peccato di tentare Dio
Tra i peccati più gravi che si possono commettere, infatti, vi sono i peccati di “irreligione”, perché sono contro il primo comandamento. Tra i peccati di irreligione c’è l’azione di tentare Dio, che supponendo di avere un rapporto speciale con Lui, si ritiene di essere autorizzati a renderGli irriverenza:
 
L'azione di tentare Dio consiste nel mettere alla prova, con parole o atti, la sua bontà e la sua onnipotenza. È così che Satana voleva ottenere da Gesù che si buttasse giù dal Tempio obbligando Dio, in tal modo, ad intervenire. Gesù gli oppone la parola di Dio: «Non tenterai il Signore Dio tuo» (Dt 6,16). La sfida implicita in simile tentazione di Dio ferisce il rispetto e la fiducia che dobbiamo al nostro Creatore e Signore. In essa si cela sempre un dubbio riguardo al suo amore, alla sua provvidenza e alla sua potenza".[5]
 
Anche noi, quando sfidiamo la riverenza dovuta a Dio, non riconoscendoLo come tale, è come se volessimo farlo scendere nuovamente nella nostra umanità (come invitarlo ancora a buttarsi giù dal Tempio), quando invece Dio ci chiede di elevare noi stessi per immergerci nei Suoi Misteri. Questo ribaltamento della Divina Volontà fa supporre che se Cristo scendesse nuovamente tra noi uomini, lo metteremmo ancora in Croce.
 
• Il sacrilegio
Il sacrilegio consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i sacramenti e le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi consacrati a Dio. Il sacrilegio è un peccato grave soprattutto quando è commesso contro l'Eucaristia, poiché, in questo sacramento, ci è reso presente sostanzialmente il Corpo stesso di Cristo".[6]
 
Secondo il canone 1364 - § 1:
"(…..)non riconoscere il Corpo di Cristo nelle specie Eucaristiche ci allontanerebbe dall’unità della Chiesa in un atto di scomunica latae sententiae, per eresia".
 
Fu l’Apostolo Paolo a dire:
“(.….) chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna" . (1Cor 11,29)
 
La profanazione
Trattare Gesù Cristo, sotto le Specie del Pane e del Vino, alla pari, come si evince nell'atto di restare in piedi alla Comunione, accantonando la Sua Divinità, a Lui unita ipostaticamente, è un vero e proprio atto di profanazione verso l’Eucarestia.
 
• L' Adorazione 
Inginocchiarsi dinnanzi al nostro Dio Creatore, Salvatore e Santificatore, che è morto in Croce per la nostra salvezza è un atto di Adorazione giusto e dovuto, così come anche è insegnato dal  Catechismo della Chiesa Cattolica che al 1378 cita quanto segue:
 
Nella liturgia della Messa esprimiamo la nostra  Fede nella presenza reale di Cristo sotto le Specie del Pane e del Vino... con la genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il Signore. La Chiesa cattolica professa questo culto latreutico al sacramento eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le Ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani, portandole in processione con gaudio della folla cristiana “. [7]
 
Infine ricordiamo il passo dell’Invitatorio che ogni Pastore d’anime è tenuto a recitare quotidianamente alla prima ora del giorno:
 
Venite, prostrati adoriamoin ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.”

 
Volantino n.2: insegnamo ai bambini ad inginocchiarsi

 
Mauro Bonaita, Reggio Emilia
14 marzo a. D.  2026

 •••
- Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[2] – Sacramentum Caritatis [66.] – (Benedictus PP XVI - 22.02.2007)
[3] – Catechismo Chiesa Cattolica [2095.]
[4] – Catechismo Chiesa Cattolica [2096.]
[5] – Catechismo Chiesa Cattolica [2119.]
[6] – Catechismo Chiesa Cattolica [2120.]
[7] – Catechismo Chiesa Cattolica [1378.]
 
 
- LINK AL PDF (da stampare e diffondere)



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martedì, marzo 10, 2026

Caro don, sei in viaggio e non sai dove celebrare la Messa? La porta di casa mia è aperta! Alleati per la Messa Antica: Brescia e Genova



di Veronica Cireneo 

Nuove province disponibili:
Brescia e Genova 

Se un' Ave Maria è una sberla in faccia a Satana, tanto più lo è la Celebrazione del Santo Sacrificio. Moltiplichiamo le Sante Messe! E perché il sacerdote in viaggio non resti senza Messa gli Alleati dell'Eucarestia si dispongono ad aprire le porte delle proprie case, per la celebrazione della Messa Tridentina.

Gli Alleati e la Messa Antica. Perché la Messa Tridentina? Perché gli Amici o Alleati dell' Eucarestia sanno di essere nati per conoscere ed adorare Dio con tutte le proprie forze materiali e spirituali.  Che voi sappiate, quale luogo e momento esiste sulla faccia della Terra che presenti Dio, Lo esalti, Lo ringrazi, Lo supplichi e Lo adori  meglio di quanto accade nella Messa Apostolica? Non cercate! Non esiste occasione migliore per conoscere ed amare Dio,  che la Messa di sempre...

• Gli Alleati dell' Eucarestia sono nati per difendere i diritti di Dio e dei fedeli che vogliono ricevere l'Ostia, dal sacerdote, in ginocchio e in bocca, diritto che si vedono spesso negato nelle Messe riformate, ma amano il rito antico in cui più facilmente si percepisce il Sacro Mistero farsi presente. 

• Essendo un movimento concreto, che vuole operare sia intimamente, che nella realtà territoriale e data l'insistente richiesta da parte di alcuni, che non hanno la Messa Antica a portata di mano, ma  ne sentono maggiormente la necessità spirituale, per l'anno in corso e per tutti quelli che Nostro Signore Gesù Cristo e la Sua Santissima Madre vorranno, intendiamo organizzare incontri in presenza tra fedeli, nelle case, per raggiungere un triplice scopo:

• attivare catechesi con sacerdoti locali. Chiediamo ai sacerdoti  di accompagnarci a comprendere e amare sempre più il Sacrificio Eucaristico e i temi fondamentali della nostra Fede, dottrinali e magisteriali, attraverso incontri formativi domestici in presenza, possibilmente a cadenza regolare.

• realizzare Cenacoli di Preghiera, incontri organizzati in presenza, nelle nostre case per la recita del santo Rosario quotidiano o settimanale. Meglio se presieduti da un consacrato, ma se impossibile si pratichi anche senza. È la Madonna che desidera che il Rosario venga recitato nelle case: chiese domestiche.

• celebrare Messe Antiche domestiche con sacerdoti di passaggio, provenienti  da qualsiasi Diocesi.

- I sacerdoti desiderosi di celebrare in rito antico fuori dalla propria Diocesi,  scriveranno una maìl all'indirizzo del referente di zona, al momento presenti in 9 province, che elenchiamo di seguito, per accordarsi sul giorno e l’orario dell'arrivo e della celebrazione. Il celebrante sarà solo pregato di esibire il celebret valido. 

- Se ci sono chiesette private fuori mano o luoghi idonei per poter celebrare, tanto meglio, ma vanno benissimo anche le case . Per offrire ospitalità scrivere alla Redazione a questo indirizzo alleatimessaecenacoli3@gmail.com

- Con questi appelli cerchiamo anche  di reclutare un certo numero di fedeli interessati alla Messa di sempre, per la riduzione delle spese liturgiche, per le pulizie e per il vitto e alloggio del sacerdote. I fedeli interessati scrivano anch'essi una mail ai referenti locali, riportati, come dicevamo, nell'elenco in calce.

Aggiornamento elenco
Messa e Cenacoli

• Al momento gli Alleati che hanno messo gentilmente a disposizìone la propria abitazione per Messe Tridentine, cenacoli e/o catechesi, a cui può scrivere sia il sacerdote di passaggio, proveniente da altre Diocesi,  che il fedele interessato a partecipare alle pie attività programmate, sono presenti in queste 9 aree. Notare che, agli indirizzi precedentemente pubblicati in altri articoli, se ne sono aggiunti due nuovi: uno in provincia di Brescia e un altro in provincia di Genova .


1) Area PADOVA
Luca
Cell:  348 4360088  


2) Area BIELLA
Maria
alleati.messaantica@yahoo.com


3) Area ADRIA-ROVIGO
Matteo
  matteo.rda@protonmail.com 


4) Area MÈSSINA
Angela
angelamaggiolino@gmail.com 


5) Area CAMPOBASSO
 Guido
riccimario81@gmail.com
  

6) Area CIVITAVECCHIA/VITERBO
Piera


8) Area BRESCIA
Pietro
disalvoptr@gmail.com


9) Area GENOVA
Laura
Willisignori.lw@gmail.com



Riepilogando :

A) i sacerdoti interessati inviino, per sicurezza, una mail  alla Redazione alleatimessaecenacoli3@gmail.com per avere info certe sui referenti locali, poi ai referenti stessi per accordi logistici;

B) I fedeli che vogliano unirsi ai gruppi già costituiti scrivano ai referenti sopra citati;

C) Chi intende ospitare Messa e/o Cenacoli in casa propria, scriva alla Redazione alleatimessaecenacoli3@gmail.com indicando i propri dati anagrafici, telefono, provincia di residenza e un ìndirizzo mail per essere contattati dai fedeli (chi vuole essere contattato per telefono può farlo, indicandolo).
Nel successivo appello di reclutamento la nuova città verrà inserita in questo elenco.
I dati personali resteranno ovviamente riservati e solo presenti nell'archivio della Redazione Alleati.


P S:
- nel prossimo aggiornamento pubblicheremo la bella testimonianza di un amico Alleato del Nord, che ha recentemente avuto l'onore e la Grazia di veder celebrata la Messa Tridentina in casa propria.

- i referenti locali avranno cura di aggiornare regolarmente la Redazione sull'andamento delle sacrosante attività al fine di agevolare tempistiche, strumenti e metodi della nostra missione apostolica. Grazie.

Sia lodato e ringraziato in ogni momento Gesù nel Santissimo Sacramento dell' Altare

Veronica Cireneo 
10 marzo a D. 2026

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lunedì, marzo 09, 2026

Nella Solennità del Sacro Cuore di Gesù: proiezione contemporanea del docufilm in tutte le Sale italiane


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