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mercoledì, ottobre 15, 2025

SE TOCCHI IL DOGMA EUCARISTICO E LA SANTA MESSA, CROLLA IL PAPATO. Alleati di Biella, per la Messa antica. (X' parte)


a cura di Veronica Cireneo 

In questo decimo contributo della rubrica:  "Portiamo la Messa antica in ogni Diocesi", gli Alleati di Biella ci invitano a riflettere sull'importanza della Santa Eucarestia e della Messa , cardine e culmine della Fede del popolo cattolico, a partire dal Papa.

Conclude l'articolo il consueto appello per il reclutamento di nuovi fedeli per la Messa Antica, ora non più solo a Biella, bensì anche presso le aree del viterbese, di Verbania e di Adria/Rovigo. Si invitano laici e/o consacrati, interessati ad aderire, ad inviare una e-mail di contatto agli indirizzi elencati in calce. Buona lettura e diffusione.

§§§

• Gran parte del cattolicesimo cosiddetto “conservatore” sta commettendo un errore gravissimo: per salvare ciò che resta della presenza cattolica nel mondo, per rendere più forte la missione della Chiesa nella società secolarizzata, per tentare un sussulto di orgoglio cattolico di fronte alla stanchezza dilagante di molti settori ecclesiali, sta puntando tutto sul Papa. 

Inoltre gestisce questa attenzione sul Papa esattamente come fanno giornali, televisione e siti internet, che esaltano la figura umana del pontefice sottolineando con orgoglio l'attenzione popolare sulla sua persona. Si comportano esattamente come fa il mondo senza fede o non preoccupato della fede, che parla dei raduni oceanici intorno al Vicario di Cristo, dei suoi gesti eclatanti, delle scelte controcorrente che sembra fare.

• No, non è dal Papa che occorre partire, per salvare la vita cattolica (…), bensì dalla Santa Messa, dalla Santa Eucarestia.

• Per spiegarci ricorriamo ad un autore spirituale tra i più importanti del '900:Dom Chautard, abate della Trappa di Sept-Fons.

In un suo testo in cui spiega la vocazione cistercense, Les cisterciens Trappistes, l'ame cistercienne, ad un certo punto l'abate benedettino racconta di un suo colloquio con il primo ministro francese Clemenceau, il famoso “Tigre”. 

Si era negli anni delle soppressioni degli ordini religiosi, e Dom Chautard era incaricato del delicato compito di salvare la presenza monastica in Francia. Così si trovò a colloquio con il radicale e anticlericale “Tigre”. Crediamo molto utile tradurre e trascrivere ciò che l'abate riferisce del loro parlare: 

Mi accingerò - è Dom Chautard che parla a Clemenceau - a rispondere alla vostra domanda: Che cos'è un Trappista? Perché vi siete fatto Trappista? E per non allargarmi oltre misura, mi accontenterò di questo argomento: una religione che ha per base l'Eucarestia, deve avere dei monaci votati all'adorazione e alla penitenza.

(...) L'Eucarestia è il dogma centrale della nostra religione. Lo si è chiamato il dogma generatore della pietà cattolica. Non lo è il papato, come sembrate credere. 

Il papato non è che il porta parola di Cristo. Grazie ad esso i fedeli custodiscono intatto il dogma e la morale insegnata da Gesù Cristo. Esso è la protezione che ci mantiene sulla strada tracciata in modo preciso dal nostro divino fondatore. Ma è solo Cristo che resta Via, Verità e Vita.

Ora, il Cristo non è un essere scomparso dove non sappiamo, né un essere lontano al quale pensiamo. Egli è vivente; abita in mezzo a noi; è presente nell'Eucarestia. Ed è per questo che l'Eucarestia è la base, il centro, il cuore della religione. Da là parte ogni vita. Non da altrove.

Voi non ci credete. Ma ci crediamo noi. Crediamo fermamente, risolutamente, nel fondo del nostro essere, che nel tabernacolo di ognuna delle nostre chiese, Dio risiede realmente sotto l'apparenza dell'Ostia.”

E' chiaro, il dogma centrale del cristianesimo è la Santa Eucarestia, tutto parte da lì... e se diminuisce la fede nel dogma centrale, nella Santa Eucarestia, tutto crolla nel cristianesimo, nella Chiesa. E non è stato forse così in questi anni? Pensiamo alle nostre chiese, con dentro Cristo “abbandonato”. 

Si è fatto di tutto per nascondere il tabernacolo, e quando non lo si è nascosto in qualche antro secondario, con la scusa che lì i fedeli avrebbero adorato meglio, quando lo si è lasciato centrale nella chiesa, lo si è coperto con tutto e di più: con i tavoli per celebrare la nuova Messa e con tutto un ciarpame di cose che rivelano solo, oltre il cattivo gusto, il disordine mentale del cattolicesimo di questi anni, che non ha certo fatto dell'Eucarestia il dogma centrale della fede.

Pensiamo alla quasi scomparsa nelle chiese della genuflessione e del raccoglimento: in chiesa bisogna custodire il silenzio, sempre, perché Dio è presente nel tabernacolo: è Lui che fa vera la nostra preghiera, e non il nostro agitarci e il nostro fare baccano.

Dom Chautard nel suo lungo discorso a Clemenceau, arriva a parlare della Messa, ascoltiamolo:

La Messa, è il sacrificio divino del Calvario che si riproduce ogni giorno in mezzo a noi. Tutti i giorni, il Cristo offre a Dio la sua morte per le mani del prete, esattamente come in cielo nella Messa di gloria egli presenta a suo Padre le cicatrici gloriose delle sue piaghe per perpetuare l'efficacità redentrice della croce. Tutti i giorni, alla Messa, il Cristo rinnova l'opera immensa della redenzione del mondo. E a questo avvenimento, il più grande che possa accadere sulla terra, più importante che il rumore degli eserciti, più salutare che la più feconda delle scoperte scientifiche, voi pensate che potremmo assistervi senza un fremere di tutto il nostro essere... non ci si abitua alla Messa. O allora che sarebbe la nostra fede?

(…) All'Amore crocifisso, noi cerchiamo di rispondere con un amore crocifiggente... Voi vi scandalizzate del nostro genere di vita; lo trovate contro natura. Sì, lo sarebbe se noi non avessimo la fede nell'Eucarestia.

Ma crediamo al divino Crocifisso e l'amiamo; e vogliamo vivere come lui, noi che per la comunione partecipiamo alla sua vita.”

(…) La Messa è ancora intesa così? Come il sacrificio divino del Calvario? Chi parla con questa chiarezza della Messa? Al di là dei cosiddetti “tradizionalisti”, c'è ancora qualcuno che si esprime in questo modo parlando dell'Eucarestia?

È avvenuto uno spaventoso mutamento nella fede e nel vissuto di quasi tutti i cattolici, e si chiama protestantizzazione, come dicevano i Cardinali Ottaviani e Bacci a Paolo VI nel loro Breve esame critico:

 “Il Novus Ordo Missæ, considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino, il quale, fissando definitivamente i «canoni» del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intaccasse l’integrità del magistero.”

Anche qui è ribadito ciò che è stato detto da Dom Chautard: il centro del cattolicesimo è l'Eucarestia, è la Messa; il Concilio di Trento fissando definitivamente i canoni del rito aveva eretto una barriera per salvare l'integrità del magistero...

Così è drammaticamente avvenuto che toccando i canoni del rito tutto è andato insieme, nulla sta più in piedi nel “nuovo” cattolicesimo. 

Martin Lutero lo aveva detto:

"Non perdete tempo ad attaccare il papato, combattete la Messa cattolica e il papato crollerà con essa"

• Per questo, per amore alla Chiesa tutta, della sua dottrina e della sua disciplina, per amore del Papa Vicario di Cristo in terra, siamo chiamati semplicemente a custodire il rito della Messa così come fissato da Trento e da San Pio V. 

Non c'è nulla di più urgente da fare perché la Chiesa, il Papa, possano vivere.

Fonte

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APPELLO-RECLUTAMENTO FEDELI PER LA MESSA ANTICA NELLE DIOCESI DI BIELLA, VERBANIA, VITERBO, ADRIA/ROVIGO.

• Noi Alleati del rito antico siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Vogliamo avviare la Messa Tridentina. Speriamo di ottenere una regolarità settimanale quanto prima.

• Cerchiamo sacerdoti di passaggio a Biella, Verbania, Viterbo, e Adria/Rovigo o nei loro dintorni, disposti a celebrare il rito antico. Basta solo che scrivano alla nostra mail per accordarsi sul giorno e l’ora; Il celebrante sarà solo pregato di esibire il celebret valido. 

• Cerchiamo delle chiese o luoghi idonei sul territorio, per poter celebrare. Vanno bene anche le case.

• Cerchiamo fedeli innamorati della Messa di sempre, per aumentare il numero dei partecipanti; cosa necessaria per la riduzione delle spese.

•Chiediamo ai sacerdoti di accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale, nonché altri aspetti dottrinali fondamentali, in piccoli incontri formativi.

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima.

Se qualche altra persona fosse interessata ad avviare il rito tridentino, ci contatti via mail all'indirizzo   MESSA/CENACOLI fornendo nome, cognome, mail e cellulare. 

 Fraternamente in Cristo ➕

Alleati di Biella per la Messa Antica

Mercoledì 15 ottobre 2025

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mercoledì, ottobre 01, 2025

ADORAZIONE EUCARISTICA: I BENEFICI DELLA CONTEMPLAZIONE DI CRISTO. Alleati per la Messa Antica. Appelli (IX parte).


a cura di Veronica Cireneo 

In questo nono contributo della rubrica:  "Portiamo la Messa antica in ogni Diocesi", gli Alleati di Biella ci invitano a riflettere sull'importanza dell'adorazione eucaristica, illustrando i benefici che scaturiscono dalla contemplazione del Mistero della Presenza Reale di Cristo nell'Ostia Candida

Conclude l'articolo il consueto appello per il reclutamento di nuovi fedeli per la Messa Antica, ora non più solo a Biella, bensì anche presso le aree del viterbese e di Verbania. Si invitano laici e/o consacrati, interessati ad aderire, ad inviare una e-mail di contatto agli indirizzi elencati in calce. Buona lettura e diffusione. 

Sia lodato e ringraziato in ogni momento Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell' Altare. Così sia.

§§§

Al centro della vita cristiana si trova l’Eucaristia: il Sacramento in cui crediamo che Cristo sia veramente e realmente presente sotto le Specie del Pane e del Vino.

La Presenza Unica e Sublime di Gesù nell’Eucaristia non si esaurisce con la Messa; dopo la consacrazione, il Signore rimane presente nel Santissimo Sacramento, custodito nel Tabernacolo. 

Da questa realtà nasce la bella tradizione dell’Adorazione Eucaristica, una pratica che, nel corso dei secoli, ha permesso ai fedeli di entrare in una Comunione più profonda con Cristo (…).

CHE COS’È L’ADORAZIONE EUCARISTICA?

L’adorazione eucaristica è la preghiera davanti al Santissimo Sacramento, che può essere esposto in un ostensorio sull’altare o custodito nel tabernacolo. È un momento di silenzio, contemplazione e incontro personale con Cristo; un tempo in cui i fedeli possono stare con il Signore in modo intimo, riconoscendo e contemplando la Sua Presenza Reale. (…) non è solo un’opportunità per pregare, ma anche per ascoltare, permettendo a Lui di parlare al nostro cuore.

LA PRESENZA REALE DI CRISTO

(…) l’adorazione eucaristica non è un atto di devozione verso un oggetto inerte, ma verso una Persona viva. Ci inginocchiamo davanti a Gesù(…), entriamo in dialogo con Cristo stesso, il Dio che si è fatto uomo, che è morto ed è risorto per la nostra salvezza e che ora dimora con noi nel Santissimo Sacramento.

I BENEFICI SPIRITUALI DELL’ADORAZIONE EUCARISTICA

L’adorazione eucaristica offre numerosi benefici per la vita spirituale del credente e per la comunità  cristiana. Ecco alcune riflessioni sui frutti più significativi che questa pratica può produrre.

1. Una Profonda Intimità con Cristo

(…) Nel mezzo del trambusto della vita quotidiana, fermarsi davanti al Santissimo Sacramento è un momento di incontro diretto con Lui. È un tempo per aprire il nostro cuore, condividere le nostre gioie, preoccupazioni, dubbi e sofferenze, e ascoltare la Sua voce nel silenzio. Molte persone descrivono l’adorazione come un balsamo per l’anima, uno spazio in cui trovano pace e conforto in mezzo alle tempeste della vita.

2. Crescita nella Fede

Contemplare il mistero dell’Eucaristia ci conduce a una maggiore comprensione della fede. L’adorazione non è solo un atto emotivo o devozionale, ma anche un’esperienza teologica profonda. Contemplando il Santissimo Sacramento, riflettiamo sui grandi Misteri dell’Incarnazione e della Redenzione, su come Dio si renda presente in modo tangibile nella nostra vita. Questa pratica ci aiuta a interiorizzare meglio ciò che celebriamo nella Messa e a rafforzare la nostra fede nella presenza reale di Cristo.

Nella stretta del dolore e dell'afflizione, nella tristezza dell'animo tribolato, il prostrarci con fede e con amore dinanzi all'Ostia Santa vuol dir essere ristorati e fortificati nel cammino, spesso difficile, della vita. Vorrei che non ci fosse chiesa alcuna in cui, nel pomeriggio verso sera, non accorresse un buon numero di persone a visitare Gesù Sacramentato”. (Beato Andrea Carlo Ferrari)

3. Conversione e Purificazione Interiore

In presenza di Cristo, i nostri cuori vengono illuminati dalla luce del Suo amore, il che ci spinge a un desiderio più grande di conversione e santità. Nel silenzio dell’adorazione, lo Spirito Santo agisce nelle profondità della nostra anima, mostrandoci le aree della nostra vita che necessitano di cambiamento e guarigione. L’adorazione eucaristica è uno spazio in cui siamo trasformati dalla grazia di Dio, dove Egli purifica i nostri cuori e ci fortifica per vivere una vita cristiana più autentica.

4. Comunione con la Chiesa Universale

(…) Quando adoriamo Cristo nell’Eucaristia, ci uniamo spiritualmente a tutti i fedeli in tutto il mondo, così come a coloro che sono già passati alla vita eterna. È un promemoria che la Chiesa è una famiglia, e che per  il Corpo di Cristo nell’Eucaristia siamo tutti uniti in un unico amore e in una sola fede.

5. Rinnovamento della Comunità Cristiana

(…) Le parrocchie e le comunità che promuovono l’adorazione eucaristica spesso sperimentano un rinnovamento spirituale, un maggiore senso di unità e un aumento dello zelo missionario. La presenza  costante di Cristo nel Santissimo Sacramento è una fonte di Grazia per l’intera comunità, ispirando i fedeli a vivere con maggiore carità, umiltà e servizio.

Io devo accostarmi a Te, o Gesù, presente nell'Eucaristia, in qualunque stato io mi trovi, nell'aridità, nel dolore o nella tentazione, basta che io mi presenti a Te per avere sollievo.... Quando cado nella tiepidezza basta che mi rivolga a Te, che nel Tuo Sacramento porti agli uomini un così tenero amore.” (Santa Maddalena di Canossa)


• COME PRATICARE L’ADORAZIONE EUCARISTICA

- (…) Trova un luogo e un momento possibile: molte parrocchie offrono ore di adorazione eucaristica o addirittura cappelle di adorazione perpetua, dove i fedeli possono visitare Gesù in qualsiasi momento del giorno o della notte.

- Inizia in piccolo: Non è necessario trascorrere un’ora intera in adorazione fin dall’inizio. Puoi iniziare con 10 o 15 minuti e, man mano che ti senti più a tuo agio, aumentare il tempo trascorso con il Signore.

- Prega in silenzio: L’adorazione è prima di tutto un momento di contemplazione. Sebbene sia bene portare con sé intenzioni e preghiere, è anche importante lasciare spazio al silenzio, permettendo a Cristo di parlare al tuo cuore.

- Porta con te la Sacra Scrittura: molti trovano utile leggere e meditare la Bibbia commentata, durante l’adorazione. Le parole delle Scritture possono approfondire la nostra preghiera e aiutarci a sentire più chiaramente ciò che il Signore vuole dirci.

- Sii paziente: L’adorazione non è sempre un’esperienza “emotiva”. A volte può essere difficile concentrarsi o provare qualcosa di speciale. Ciò che conta è la costanza e la fiducia che Dio agisce in te, anche quando non Lo senti immediatamente.

• Un Incontro trasformante

Còncludendo: (…) attraverso l’adorazione, non ci avviciniamo solo a Gesù, ma Gli permettiamo anche di trasformarci dall’interno, riempiendoci della Sua pace, della Sua grazia e della Sua saggezza (...).

Dopo la S. Comunione, trattenetevi almeno un quarto d'ora a fare il ringraziamento. Sarebbe una grave irriverenza se, dopo pochi minuti aver ricevuto il Corpo - Sangue - Anima - Divinità di Gesù, uno uscisse di chiesa o stando al suo posto si mettesse, a ridere, chiacchierare, guardare di qua e di là per la chiesa... (San Giovanni Bosco) >>

 Fonte qui 

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APPELLO-RECLUTAMENTO FEDELI PER LA MESSA ANTICA NELLE DIOCESI DI BIELLA, VERBANIA, VITERBO.

• Noi Alleati del rito antico siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Vogliamo avviare la Messa Tridentina. Speriamo di ottenere una regolarità settimanale quanto prima.

• Cerchiamo sacerdoti di passaggio a Biella, Verbania e Viterbo, o nei loro dintorni,  disposti a celebrare il rito antico. Basta solo che scrivano alla nostra mail per accordarsi sul giorno e l’ora; Il celebrante sarà solo pregato di esibire il celebret valido. 

• Cerchiamo delle Chiese o luoghi idonei sul territorio, per poter celebrare. Vanno bene anche le case.

• Cerchiamo fedeli innamorati della Messa di sempre, per aumentare il numero dei partecipanti; cosa necessaria per la riduzione delle spese.

•Chiediamo ai sacerdoti di accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale, nonché altri aspetti dottrinali fondamentali, in piccoli incontri formativi.

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima.

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Alleati di Biella per la Messa Antica

Ottobre/ Mese dedicato al Santo Rosario 

Mercoledì 1 ottobre 2025

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giovedì, agosto 14, 2025

UNA MESSA VALIDA NON SEMPRE È BUONA (2). Don Alberto Secci. Alleati di Biella per la Messa Antica (parte sesta)


Don Alberto Secci 

a cura di Veronica Cireneo 

In questo sesto contributo della rubrica: "Portiamo la Messa antica in ogni Diocesi", gli Alleati di Biella ci presentano la seconda parte del pensiero di don Alberto Secci sulla correttezza dell' atteggiamento da tenere nei confronti della liturgia. Il sacerdote - anche  appassionato di pittura -presso la città di Vocogno (Verbania) celebra la Santa Messa esclusivamente in rito romano antico, ritenendo il biritualismo una scelta abbastanza incomprensibile e pericolosa. Conclude l'articolo il consueto appello per il reclutamento di nuovi fedeli per la Messa Antica, a Biella. Buona lettura, adesione e diffusione.

Don Alberto: lo studio e le opere pittoriche.

§§§

Non c’è niente da fare: la crisi impressionante del Cattolicesimo nel nostro mondo, la confusione dottrinale e spirituale nella quale siamo immersi da troppi anni, l’abbandono imponente della pratica cristiana nei nostri paesi e città, ha la sua causa centrale in una riforma liturgica che ha stravolto il baluardo della fede e della vita cristiana. 

Il nuovo rito della Messa, fatto per piacere anche ai fratelli separati delle altre confessioni cristiane (innanzitutto ai Protestanti e agli Anglicani), tacendo sugli aspetti principali della concezione cattolica della Messa, ha fatto sì che la liturgia non sia più la roccia sicura su cui fondare la vita cristiana, personale e sociale.

Il nuovo rito ha indebolito nei fedeli il senso di Dio, l’adorazione di Cristo presente nelle specie eucaristiche, la centralità del sacrificio espiatorio, la regalità di Nostro Signore Gesù Cristo. 

Non vogliamo fare un elenco dei “vuoti” del nuovo rito della Messa: ci basta sottolinearne gli effetti devastanti. 

Solo degli ideologizzati del post-concilio o della modernità a tutti i costi possono non vedere l’esito penoso, drammaticamente penoso, della riforma liturgica. Esito penoso che coinvolge tutti, sacerdoti e fedeli.

Nel migliore dei casi la nuova Messa, quando è celebrata con rispetto e dignità, lascia i fedeli che vi assistono così come sono: se questi sono già profondamente cattolici, probabilmente lo resteranno, ma se sono deboli nella fede e in uno sguardo cattolico sulla vita, in questa nuova Messa non troveranno una provocazione alla conversione profonda, anche culturale; saranno invece “cullati” nel loro modo ridotto di considerare il Cristianesimo.

La Messa tradizionale no! Non è così! È una Messa “difficile”, non per il latino, ma per le provocazioni che lancia.

Sul subito, per un cristiano “piccino” nella mente e nel cuore, può risultare un pugno nello stomaco, ma un pugno salutare. 

Ti mette in crisi, mette in crisi le false certezze di un cristianesimo troppo umanizzato che mette l’uomo al centro e dimentica Dio. 

Mette in crisi un cristianesimo che si è imbevuto della mentalità dominante e che è sempre più una scuola di agnosticismo.

La Messa tradizionale mette in crisi, ma dopo la crisi costruisce, edifica. In chi vi assiste con fedeltà, la Messa di sempre inizia un’opera di educazione alla fede profonda, totale, solida.

Se un fedele non si scandalizza delle difficoltà iniziali, nel tempo scopre tutta la ricchezza della liturgia secondo la Tradizione, e grazie ad essa vede edificare nella santità e nell’intelligenza della fede tutta la propria vita.

Per questo abbiamo voluto vivere solo con la Messa tradizionale. Per questo pensiamo che sia il ritorno ad essa il migliore sostegno alla Missione urgente di riportare il Cattolicesimo nella vita normale del popolo.

Il Cristianesimo è sempre stato fatto da Dio in anime che lo hanno ascoltato. E per fare questo ci vuole un lavoro semplicissimo: una Chiesa aperta, che sia veramente luogo di preghiera, la Messa veramente cattolica, un prete che ascolta le confessioni, la consegna di una dottrina sana che dica subito tutta la verità della Rivelazione. Il resto è la vita da vivere non secondo il mondo, ma secondo Dio.

Più la crisi si farà sentire, più i preti mancheranno, più bisognerà tenere aperti dei luoghi, magari piccoli, dove la fede sia vissuta intensamente: saranno questi luoghi i fari nella notte della nostra cristianità scomparsa.

Saranno i luoghi di Dio che illumineranno questa terribile notte.

Siamo ancora in tempo, non sappiamo per quanto, nel garantire questa vita semplice, semplicemente cristiana. Occorre avere dei luoghi della grazia, della fede, della misericordia di Dio.

Ci saranno se molti sacerdoti, lasciando un mondo complicato dalle moderne inutilità anche “ecclesiastiche”, abbracceranno una vita interamente sacerdotale, di preghiera – studio – apostolato. Come fece il monachesimo nell’epoca delle invasioni barbariche: scelse Dio e salvò la Chiesa.

Scelse Dio e salvò la Chiesa: chi invece sceglie le molte attività per la Chiesa, perde le anime e allunga un’agonia che sta intristendo i cuori (“Radicati nella fede” – Aprile 2012). (fonte)

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APPELLO-RECLUTAMENTO FEDELI PER LA MESSA ANTICA NELLA DIOCESI BIELLESE.

• Noi Alleati di Biella siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Per questo abbiamo iniziato a fare le nostre mosse per avviare una Messa Tridentina celebrata con regolarità nella nostra città.

• Come già comunicato, abbiamo trovato una Chiesa consacrata, privata, a pochi km dal centro abitato. Siamo aperti a valutare altre Chiese o luoghi idonei sul territorio, se qualcuno volesse offrirci la possibilità.

• Cerchiamo altri fedeli innamorati della versa Messa, che vogliano unirsi a noi per aumentare il numero, necessario per la riduzione delle spese 

• Cerchiamo altresì sacerdoti anche extra-diocesani disposti a celebrare, che vengano saltuariamente a trovare amici o parenti biellesi e sacerdoti diocesani che possano accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale. 

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima, rendendoci disponibili ad aiutare, con consigli e suggerimenti, fedeli di altre Diocesi che vogliano attivare la Messa antica nella loro provincia.

Per contattarci via mail, questo è l'indirizzo:  MESSA/CENACOLI fornendo nome, cognome, mail, cellulare e specificando se la partecipazione sarà individuale o familiare.

Vi aspettiamo numerosi, mentre anticipiamo che nel prossimo articolo vedremo cosa è stato il Concilio Vaticano II per don Alberto Secci. 

Fraternamente in Cristo ➕

Alleati di Biella per la Messa Antica

Giovedì 14 agosto 2025, San Massimiliano Kolbe 

San Massimiliano Kolbe , anche detto:
"il folle dell'Immacolata"

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mercoledì, agosto 13, 2025

UNA MESSA VALIDA NON SEMPRE È BUONA (1). Don Alberto Secci. Alleati di Biella per la Messa Antica (parte quinta)


Don Alberto Secci

a cura di Veronica Cireneo 

In questo quinto contributo della rubrica: "Portiamo la Messa antica in ogni Diocesi", gli Alleati di Biella ci presentano la prima parte  del pensiero di don Alberto Secci sulla correttezza dell' atteggiamento da tenere nei confronti della liturgia. Il sacerdote - anche  appassionato di pittura -presso la città di Vocogno (Verbania) celebra la Santa Messa esclusivamente in rito romano antico, ritenendo il biritualismo una scelta abbastanza incomprensibile e pericolosa. Conclude l'articolo il consueto appello per il reclutamento di nuovi fedeli per la Messa Antica, a Biella. Buona lettura, adesione e diffusione.

Don Secci nel suo studio,
mostra un autoritratto 

§§§ 

Nelle Diocesi rimane una mentalità negativa o sospettosa al riguardo del rito tradizionale. Si pensa che questo ritorno al rito antico sia una concessione, un indulto, un atto di bontà del Santo Padre (BenedettoXVI) a favore di quei cattolici, sacerdoti e fedeli che non si sono ancora adattati alla modernità.

Se le cose stessero così, sarebbe un falso indicare che la Messa tradizionale non fu mai abolita!

Ogni sacerdote può, senza chiedere a nessuno, celebrare secondo il Messale tradizionale. Questa affermazione sembra rimasta chiusa nelle stanze delle curie, per paura che “un simile male si diffonda”.

Il rito tradizionale deve invece, in modo salutare, influenzare positivamente la Chiesa tutta, caduta in una delle sue crisi più spaventose.

In quali seminari si insegna la Tradizione liturgica della Chiesa ai chierici? Perché si continua a non insegnare la Messa tradizionale ai seminaristi? Perché di fatto si vieta loro di assistere alla Messa tradizionale?

Ha del tragicamente ridicolo il far assistere ai riti della Chiesa orientale, invitare i preti ortodossi, e vietare la presenza di quei preti che hanno abbracciato la Tradizione.

Si danno le chiese alle comunità ortodosse, separate da Roma non solo per insignificanti motivi disciplinari, ma per questioni dogmatiche, e non si concedono Parrocchie personali di rito tradizionale, sperando che i fedeli e i sacerdoti si stanchino di domandarle

(...) dalla Messa tradizionale deve venire tutta un’opera di edificazione delle anime, tutta una educazione cristiana, tutta un’opera di santificazione, di cui il mondo ha estremamente bisogno. 

La Messa tradizionale esiste per lo scopo stesso per cui esiste la Chiesa: salvare le anime. Non ha senso concederla per “intrattenere” i fedeli, per dare loro un brivido estetico! No: la Messa tradizionale c’è per santificare gli uomini, per edificare la Chiesa, per far rinascere le parrocchie, per ricostruire le scuole, per curare gli ammalati, per ridare speranza agli afflitti… in una parola per fare il Cristianesimo. Non può restare agli “arresti domiciliari”.

Se avessimo ritenuto che la Messa com’è celebrata nella quasi totalità delle chiese andasse bene, non avremmo deciso di passare totalmente al rito antico.

Sia ben chiaro: non stiamo dicendo che la Messa nel Novus Ordo (la Messa di Paolo VI, riformata dopo il Concilio Vaticano II) non sia valida! Ci mancherebbe! Affermare questo sarebbe non ragionare più in modo cattolico!

Certo che la Messa di Paolo VI è valida, certo che è una vera Messa, solo che è così ridotta nel suo esprimere il senso cattolico del Santo Sacrifico di Cristo, da non educare compiutamente i fedeli ed anche i sacerdoti che la celebrano.

Molti diranno: “Ma se è una vera Messa, se è valida, di che cosa vi preoccupate?”.

Ci preoccupiamo di crescere in un senso cattolico della vita, vogliamo vivere integralmente una vita cristiana, per questo vogliamo vivere con la Messa della Tradizione.” (fonte)

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APPELLO-RECLUTAMENTO FEDELI PER LA MESSA ANTICA NELLA DIOCESI BIELLESE.

• Noi Alleati di Biella siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Per questo abbiamo iniziato a fare le nostre mosse per avviare una Messa Tridentina celebrata con regolarità nella nostra città.

• Come già comunicato, abbiamo trovato una Chiesa consacrata, privata, a pochi km dal centro abitato. Siamo aperti a valutare altre Chiese o luoghi idonei sul territorio, se qualcuno volesse offrirci la possibilità.

• Cerchiamo altri fedeli, innamorati come noi della Messa di Sempre, che vogliano unirsi a noi per aumentare il numero, necessario per la riduzione delle spese 

• Cerchiamo altresì sacerdoti anche extra-diocesani disposti a celebrare, che vengano saltuariamente a trovare amici o parenti biellesi e sacerdoti diocesani che possano accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale. 

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima, rendendoci disponibili ad aiutare, con consigli e suggerimenti, fedeli di altre Diocesi che vogliano attivare la Messa antica nella loro provincia.

Per contattarci via mail, questo è l'indirizzo:  MAIL MESSA/CENACOLI fornendo nome, cognome, mail, cellulare e specificando se la partecipazione sarà individuale o familiare.Verrete tempestivamente ricontattati. Attendiamo numerose le vostre adesioni. Grazie per l'attenzione.

Vi aspettiamo numerosi, mentre anticipiamo che il prossimo articolo verterà sulla parte seconda di questo stesso articolo.

 Fraternamente in Cristo ➕

Alleati di Biella del Rito Antico (...segue)

Martedì 13 agosto 2025

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sabato, luglio 19, 2025

I VINCOLI DOGMATICI E PERPETUI DELLA MESSA TRIDENTINA. La rubrica degli Alleati di Biella (parte terza)


a cura di Veronica Cireneo 

In questa terza parte della rubrica degli Alleati dell'Eucarestia di Biella, già autori di questo  e questarticolo sulla bellezza della Messa Antica, vediamo quali siano i vincoli dogmatici della Messa Tridentina, attraverso estratti della Bolla QUO PRIMUM TEMPORE -emanata il 14 luglio 1570 da papa Pio V -  e dei Decreti del Concilio di Trento circa il Santissimo Sacramento. Con questo documento il Pontefice approvò l'edizione riformata del Messale Romano e ne estese l'uso all'intera Chiesa cattolica latina. Buona lettura.

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I VINCOLI DOGMATICI, PERENNI, SULLA SANTA MESSA TRIDENTINA, DI SAN PIO V:

• a) COSTITUZIONE APOSTOLICA QUO PRIMUM TEMPORE IV di S. PIO V /1570

IV. Perciò, affinché tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dell'orbe Cristiano: - nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parrocchiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero, maschile e femminile, nonché in quelle degli Ordini militari, nelle private o cappelle - dove a norma di diritto o per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa, sia quella Conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, non potrà essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dall'ordinamento del Messale da Noi pubblicato; e ciò, anche se le summenzionate Chiese, comunque esenti, usufruissero di uno speciale indulto della Sede Apostolica, di una legittima consuetudine, di un privilegio fondato su dichiarazione giurata e confermato dall'Autorità Apostolica, e di qualsivoglia altra facoltà.

VI. Invece, mentre con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, priviamo tutte le summenzionate Chiese dell'uso dei loro Messali, che ripudiamo in modo totale e assoluto, stabiliamo e comandiamo, sotto pena della Nostra indignazione, che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato, nulla mai possa venir aggiunto, detratto, cambiato. Dunque, ordiniamo a tutti e singoli i Patriarchi e Amministratori delle suddette Chiese, e a tutti gli ecclesiastici, rivestiti di qualsiasi dignità, grado e preminenza, non esclusi i Cardinali di Santa Romana Chiesa, facendone loro severo obbligo in virtú di santa obbedienza, che, in avvenire abbandonino del tutto e completamente rigettino tutti gli altri ordinamenti e riti, senza alcuna eccezione, contenuti negli altri Messali, per quanto antichi essi siano e finora soliti ad essere usati, e cantino e leggano la Messa secondo il rito, la forma e la norma, che Noi abbiamo prescritto nel presente Messale; e, pertanto, non abbiano l'audacia di aggiungere altre cerimonie o recitare altre preghiere che quelle contenute in questo Messale.

VII. Anzi, in virtù dell'Autorità Apostolica, Noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'Indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui dunque avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente: cosí che Prelati, Amministratori, Canonici, Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, a qualunque Ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che Noi abbiamo prescritta, né, d'altra parte, possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.

VIII. Similmente decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo potranno venir revocate o diminuite, ma sempre stabili e valide dovranno perseverare nel loro vigore. E ciò, non ostanti: precedenti costituzioni e decreti Apostolici; costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concilii sia Provinciali che Sinodali; qualunque statuto e consuetudine in contrario, nonché l'uso delle predette Chiese, fosse pur sostenuto da prescrizione lunghissima e immemorabile, ma non superiore ai duecento anni.

• b) I DECRETI DEL CONCILIO DI TRENTO . CANONI SUL SANTISSIMO SACRAMENTO DELLA MESSA 

1. Se qualcuno dirà che nella messa non si offre a Dio un vero e proprio sacrificio, o che essere offerto non significa altro se non che Cristo ci viene dato a mangiare, sia anatema.  

3. Se qualcuno dirà che il sacrificio della messa è solo un sacrificio di lode e di ringraziamento, o la semplice commemorazione del sacrificio offerto sulla croce, e non propiziatorio; o che giova solo a chi lo riceve; e che non si deve offrire per i vivi e per i morti, per i peccati, per le pene, per le soddisfazioni, e per altre necessità, sia anatema.  

6. Se qualcuno dirà che il canone della messa contiene degli errori, e che, quindi, bisogna abolirlo, sia anatema.  

7. Se qualcuno dirà che le cerimonie, le vesti e gli altri segni esterni, di cui si serve la Chiesa cattolica nella celebrazione delle messe, siano piuttosto elementi adatti a favorire l’empietà, che manifestazioni di pietà, sia anatema.  

9. Se qualcuno dirà che il rito della Chiesa Romana, secondo il quale parte del canone e le parole della consacrazione si profferiscono a bassa voce, è da riprovarsi; o che la messa debba essere celebrata solo nella lingua del popolo; o che nell’offrire il calice non debba esser mischiata l’acqua col vino, perché ciò sarebbe contro l’istituzione di Cristo, sia anatema.  

• c) Appello:

Noi Alleati di Biella  siamo innamorati di questa Messa in cui percepiamo il Sacro farsi presente. Per questo abbiamo iniziato a fare le nostre mosse per avviare una Messa Tridentina celebrata con regolarità nella nostra città. Cogliamo quindi l'occasione per aggiornare i lettori e per rinnovare il nostro appello.

Come già comunicato, abbiamo trovato una Chiesa consacrata, privata, a pochi km dal centro abitato.

Siamo aperti a valutare altre Chiese o luoghi idonei sul territorio.

Cerchiamo altri fedeli che vogliano compiere un cammino immersivo nella liturgia tradizionale latina.

Cerchiamo altresì l’accompagnamento di sacerdoti già impegnati in questa missione di riscoperta e rivalutazione della Messa di sempre: sacerdoti che vengano saltuariamente a trovare amici o parenti biellesi, sacerdoti chiamati da associazioni o dal clero per ritiri spirituali, sacerdoti diocesani che possano accompagnarci a comprendere e amare sempre più la verità del Sacrificio Eucaristico nella forma tradizionale. 

Poniamo il nostro desiderio nelle mani della Madre della Chiesa, Maria Santissima, rendendoci disponibili ad aiutare, con consigli e suggerimenti, fedeli di altre Diocesi che vogliano attivare la Messa antica nella loro provincia.

Per contattarci via mail, questo è l'indirizzo:  MAIL MESSA/CENACOLI

Vi aspettiamo numerosi, mentre anticipiamo che il prossimo articolo tratterà delle prove magisteriali riguardanti il divieto della creatività nella Santa Messa, 

Fraternamente in Cristo ➕

Alleati di Biella per la Messa Antica.

Sabato 19 luglio a.D. 2025

Mese dedicato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo 

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venerdì, luglio 04, 2025

LA MENZOGNA DI BERGOGLIO SUL VOLERE DEI VESCOVI CIRCA LA MESSA ANTICA, in un libro firmato da Mons.Bux e Saverio Gaeta, edito da Fede & Cultura


a cura di Veronica Cireneo

All'ottavo comandamento Dio ordina a Mosè di incidere sulla pietra di: Non mentire.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2464 spiega che è proibito falsare la verità nelle relazioni con gli altri. San Tommaso d'Aquino aggiunge che chi dice la verità è invincibile, chiunque sia l'avversario e vox populi conferma che le menzogne hanno le gambe corte; che se poi sono state scritte, hanno gambe di nano e che la carta non perdona... Buona lettura. 

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Da una pagina di Stilum CuriaeMarco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un post-lampo per offrire alla vostra attenzione questo libro appena pubblicato. Buona lettura e diffusione.

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Traditionis Custodes, un Libro Svela la Menzogna di Bergoglio su Vescovi e Messa Antica. Bux, Gaeta.

La liturgia non è uno spettacolo: Il questionario ai vescovi sul rito antico: arma di distruzione di Messa? Un libro di Nicola Bux  e SaverioGaeta Formato Kindle.

Il 16 luglio 2021 Francesco emanò il motu proprio Traditionis custodes sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970, con il quale riformò il motu proprio Summorum Pontificum che Benedetto XVI aveva promulgato il 7 luglio 2007.

Nella lettera di accompagnamento, papa Bergoglio rivelò di aver fatto inviare nel 2020 dalla congregazione per la Dottrina della fede un Questionario a tutti i vescovi riguardante l’applicazione delle disposizioni di papa Ratzinger e affermò che «le risposte pervenute hanno rivelato una situazione che mi addolora e mi preoccupa, confermandomi nella necessità di intervenire».

Fino a oggi i dettagli sulla consultazione non erano mai stati rivelati.

In questo libro si svela finalmente la verità: i risultati erano completamente opposti a quanto affermato da Francesco.

4 luglio 2025

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Per sostenere Stilum Curiae

IBAN: IT79N0 200805319000400690898

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mercoledì, luglio 02, 2025

SÌ ALLA MESSA ANTICA: la proroga di due anni concessa al Texas, da Papa Leone XIV




a cura di Veronica Cireneo 

Lo stile gentile dei piccoli passi di Sua Santità Papa Leone XIV ci dona oggi una notizia che fa bene sperare, circa il ritorno della Pace Liturgica: il Vaticano ha concesso una proroga di due anni alla Messa in latino, in Texas. Una vera e propria tregua da "Traditionis Custodes", documento firmato nel pontificato scorso contro il quale si sono levati continuamente cori di critiche, da più fronti. È di oggi questo articolo ricco di osservazioni che ne mettono in dubbio la validità. Oremus pro Pontefice nostro, Papa Leone XIV e Deo gratias. Buona lettura

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SANT' ANGELO, Texas.

Il Vaticano ha concesso una proroga di due anni a una Messa Tradizionale in Latino (TLM) in Texas, la prima tregua di questo tipo da Traditionis Custodes, sotto Papa Leone XIV.

"Sono grato al Pontifice Leone XIV e al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per aver permesso che la Messa Tradizionale continui ad esistere nella nostra chiesa parrocchiale, estendendo il permesso per altri due anni", ha detto Padre Ryan Rojo.

La proroga è stata concessa a Santa Margherita, in San Angelo, che celebra le Messe tradizionali in latino: la Domenica e il giovedì mattina.

Rojo, che è il Direttore delle Vocazioni della Diocesi di Sant' Angelo e assiste alla celebrazione della Messa a San Margherita quando il cappellano non è disponibile, ha  chiarito che la decisione è datata 28 maggio 2025. Ha comunicato  la decisione a LifeSiteNews, attraverso un'email, affermando: "Siamo grati per l'opportunità di continuare a pascere la comunità nel futuro. La mia preghiera è che estensioni simili avvengano in tutto il Paese".

Anche il vescovo Michael Sis della Diocesi di Sant' Angelo ha confermato (...):

"Il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti mi ha comunicato, con decreto del 28 maggio 2025, che è stata accolta la mia richiesta di dispensa dall'articolo 3§2 del Motu proprio Traditionis Custodes, per altri due anni., in modo che la Messa secondo il Missale Romanum del 1962 può essere celebrata nella chiesa parrocchiale di Santa Margherita di Scozia, a Sant' Angelo. 

(...) Life Site ricorda come il liturgista e scrittore Peter Kwasniewski ha sottolineato che la Messa tradizionale in latino è stata definitivamente autorizzata da La bolla di San Pio V Quo Primum, che afferma:

(I) In virtù della Nostra autorità apostolica, concediamo e concediamo in perpetuo che, per il canto o la lettura della Messa in qualsiasi chiesa, questo Messale sia d'ora in poi seguito seguito in modo assoluto, senza alcuno scrupolo di coscienza o timore di incorrere in pene, giudizi o censure, e possa essere usato liberamente e legittimamente. Né i superiori, gli amministratori, i canonici, i cappellani e gli altri sacerdoti secolari o religiosi, a qualsiasi titolo designati, sono obbligati a celebrare la Messa diversamente da come da Noi prescritto. Dichiariamo e ordiniamo inoltre... che il presente documento non può essere revocato o modificato, ma rimane sempre valido e conserva la sua piena forza...

Chiunque, tuttavia, avrebbe la presunzione di commettere un atto del genere (cioè alterare Quo Primum, deve sapere che incorrerà nell'ira di Dio Onnipotente e dei Beati Apostoli Pietro e Paolo.

                                      §§§

Martedì 2 luglio 2025

Fonte:LifeSiteNews

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LA BELLEZZA DELLA MESSA DI SEMPRE. PORTIAMO IL RITO ANTICO IN OGNI DIOCESI (1'parte). La rubrica degli Alleati di Biella


a cura di Veronica Cireneo 

Gli Alleati di Biella, già autori di questo appello riguardante l'avvio della Messa antica nella loro Diocesi, dove al momento è inesistente, intendono realizzare una rubrica sullo studio della Messa in Rito Romano Antico, allo scopo di diffonderne la meraviglia insieme ai dati storici, con l'auspicio che venga diffusa ovunque, in Italia. Ad ogni tappa, verrà rinnovato l' invito ad aderire alla loro nascente iniziativa. E noi che li ringraziamo di cuore, volentieri ospiteremo su questo nostro spazio virtuale,  il loro meritevole lavoro a puntate. Buona lettura

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LE PROVE DELLE ORIGINI APOSTOLICO-PATRISTICHE DELLA MESSA TRIDENTINA (prima parte) 

COME NASCE LA MESSA ANTICA?

La Messa Antica è Apostolica; l’ha insegnata Dio. La Liturgia non è infatti l'espressione d'un sentimento del fedele, ma è "la" preghiera ufficiale della Chiesa; è Dogma pregato che racchiude qualcosa di eterno non costruito da mano umana.

La Liturgia non è, non è mai stata né potrà mai essere, l'espressione del sentimento del fedele nei confronti del suo Creatore. Essa è invece l'adempimento da parte del fedele di un suo dovere nei confronti di Dio, ch'egli deve esprimere conformemente agli stessi insegnamenti divini. È il cosiddetto ius divinum, ossia il diritto di Dio ad essere adorato come Egli ha stabilito. 

La Liturgia non è una qualsiasi preghiera che il fedele rivolge spontaneamente a Dio, bensì "la" preghiera ufficiale della Chiesa: non v'è in essa nulla da inventare, né da innovare, né da adattare.

La Liturgia è ancorata alla Tradizione, che è fonte della Rivelazione al pari della Sacra Scrittura. «La Liturgia - afferma il liturgista dom Prosper Guéranger (1805/1875) - è la medesima Tradizione al suo più alto grado di potenza e solennità»; è «il pensiero più santo della sapienza della Chiesa per il fatto di essere esercitata dalla Chiesa in unione diretta con Dio nella confessione (di fede), nella preghiera e nella lode». La Liturgia, in altri termini, è il Dogma pregato.

San Tommaso D’Aquino (1225-1226/1274) afferma che «per suam passionem Christus initiavit ritum christianæ religionis»; fu Cristo ad inaugurare il Culto cristiano iniziandolo incruento nell'Ultima Cena per consumarlo nel sangue sul Calvario.

Gli Atti degli Apostoli osservano che Gesù, nel tempo intercorso fra la Risurrezione e l'Ascensione, si fece vedere molte volte dagli Apostoli «loquens de regno Dei». Una delle tradizioni più antiche della Chiesa vuole che in quei frequenti convegni, Egli, fra l'altro, abbia fissato anche molte particolarità del Culto. Non aveva Egli detto prima di morire: «Ho molte cose da dirvi che ora non potete sostenere?»  Gesù risponde spiegando loro in dettaglio, le varie parti della Liturgia.

San Leone Magno (390/461) ovvero Papa Leone I, afferma che «quei giorni che vi furono tra la Risurrezione e l'Ascensione non passarono oziosamente, ma in essi furono confermati i Sacramenti e furono rivelati grandi misteri». 

San Clemente Papa, discepolo degli Apostoli (†99), scrivendo alla Comunità di Corinto, accenna a positive prescrizioni del Signore circa l'ordine da seguirsi nelle offerte, nella gerarchia e nei tempi della Liturgia.

Se il Signore ha tracciato le linee fondamentali del Culto liturgico, è da credere che abbia lasciato grande libertà all'iniziativa illuminata degli Apostoli, che aveva investito della sua stessa divina missione ed ai quali aveva impartito le necessarie facoltà costituendoli non solo propagatori della Parola evangelica, ma anche ministri e dispensatori dei Misteri. 

Il potere liturgico era fondato e dichiarato perpetuo per vigilare alla custodia del deposito dei Sacramenti e delle altre osservanze rituali, che il Pontefice supremo aveva istituito.

Concilio di Trento (1545-1563): nella 22ma sessione sulle cerimonie auguste del Santo Sacrificio della Messa, dichiara che bisogna rapportare all'istituzione apostolica le benedizioni mistiche, i ceri accesi, le incensazioni, gli abiti sacri, e generalmente tutti i particolari atti a rivelare la maestà di questo grande Atto, e a portare l'anima dei fedeli alla contemplazione delle cose sublimi nascoste in questo profondo Mistero, per mezzo di questi segni visibili di religione e di pietà.

Gli Apostoli devono essere incontestabilmente considerati come i creatori di tutte le forme liturgiche universali; essi hanno pure dovuto adattare il rito, nelle sue parti mobili, ai costumi dei Paesi, al genio dei popoli per facilitare la diffusione del Vangelo: da qui le differenze che regnano tra alcune Liturgie d'Oriente, che sono l'opera più o meno diretta di uno o più Apostoli, e la Liturgia d'Occidente, di cui una, quella di Roma, deve riconoscere san Pietro quale suo principale autore.

Sant'Ireneo, Vescovo di Lione (130/140-202), che per mezzo di San Policarpo di Smirne Vescovo (+156), si riannoda alla tradizione efesina di San Giovanni evangelista (8/102), accennando all'istituzione della Santissima Eucaristia, dichiara che la forma dell'oblazione del Santo Sacrificio, la Chiesa l'ebbe dagli Apostoli: « E parimenti... [Cristo] ha affermato che il calice è il suo sangue e ha insegnato il nuovo sacrificio [del nuovo Testamento] che la Chiesa, ricevendolo dagli Apostoli, offre a Dio in tutto il mondo» (dal canale “Corsia dei Servi”. Per chi desidera approfondire sarà utile consultare questi articoli)

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Cerchiamo altri fedeli che vogliano compiere un cammino immersivo nella liturgia tradizionale latina.

Cerchiamo altresì l’accompagnamento di sacerdoti già impegnati in questa missione di riscoperta e rivalutazione della Messa di sempre: sacerdoti che vengano saltuariamente a trovare amici o parenti biellesi, sacerdoti chiamati da associazioni o dal clero per ritiri spirituali, virili sacerdoti del territorio che in anonimato ci regalino privatamente il Santo Sacrificio dell’Altare, cuore della Chiesa Cattolica Romana, e che saltuariamente ci formino nella tradizione. 

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Vi aspettiamo numerosi.

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Anticipiamo che nella seconda parte del nostro lavoro sulla Messa Tridentina vedremo come San Pio V abbia impostato una barriera invalicabile di protezione perpetua alla Messa Apostolica. A presto. 

Fraternamente in Cristo

Alleati di Biella per la Messa Antica.

2 luglio a.D. 2025

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