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lunedì, settembre 15, 2025

QUEL CHE DOVREBBE FARE UN PAPA. Suggerimenti ed aspettative di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa.


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori, nella speranza di fare cosa utile e gradita riportiamo oggi il pensiero di Sant' Alfonso Maria De Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, vissuto nel Settecento, circa i provvedimenti che avrebbe dovuto prendere il nuovo Pontefice, per opporsi alla confusione, alla corruzione e al generale rilassamento nella Chiesa. Alla richiesta di esprimersi su questo tema, che gli pervenne da un amico Cardinale per l' occasione del Conclave, che seguì alla morte di papa Clemente XIV (1769-1774), il Santo rispose con una lettera che integralmente di seguito riportiamo. Buona lettura e diffusione.

§§§

Dopo la morte di papa Clemente XIV (1769-1774), quando si stava preparando il Conclave, (...) Alfonso Maria de Liguori, allora vescovo di Sant’Agata dei Goti e già molto stimato negli ambienti della Curia romana (...) venne contattato dal suo amico Cardinal Castelli, che gli chiese di scrivere una lettera al riguardo dei provvedimenti che avrebbe dovuto prendere il nuovo Papa, per riformare la Chiesa afflitta dal rilassamento generale.

Riportiamo qui di seguito la lettera alfonsiana.

«Amico mio e Signore, circa il sentimento che si desidera da me intorno agli affari presenti della Chiesa e circa l’elezione del Papa, che sentimento voglio dar io miserabile ignorante, e di tanto poco spirito qual sono? Dico solo che vi bisognano orazioni e grandi orazioni, mentre, per sollevare la Chiesa dallo stato di rilassamento e confusione in cui si trovano universalmente tutti i ceti, non può darvi rimedio tutta la scienza e prudenza umana, ma vi bisogna il braccio onnipotente di Dio.

Tra i vescovi, pochi sono quelli che hanno vero zelo delle anime. Le comunità religiose quasi tutte, e senza quasi, sono rilassate; poiché nelle religioni, nella presente confusione delle cose, l’osservanza è mancata e l’ubbidienza è perduta.

Nel clero secolare vi è di peggio: onde vi è necessità precisa di una riforma generale per tutti gli ecclesiastici, per indi dar riparo alla grande corruzione de’ costumi, che vi è ne’ secolari. 

E perciò bisogna pregar Gesù Cristo che ci dia un Capo della Chiesa, il quale, più che di dottrina e di prudenza umana, sia dotato di spirito e di zelo per l’Onore di Dio, e sia totalmente distaccato da ogni partito e rispetto umano; perché se mai, per nostra disgrazia, succede un Papa che non ha solamente la Gloria di Dio avanti gli occhi, il Signore poco l’assisterà, e le cose, come stanno nelle presenti circostanze, andranno di male in peggio. Sicché le orazioni possono dar rimedio a tanto male, con ottenere da Dio che Egli vi metta la Sua Mano e dia riparo…

Aggiungo: Amico, anch’io desidererei, come V. S. Ill.ma, vedere riformati tanti sconcerti presenti; e sappia che su questa materia mi girano mille pensieri nella mente, che bramerei di farli noti a tutti; ma rimirando poi la mia meschinità, non ho animo di farli comparire in pubblico, per non parere ch’io volessi riformare il mondo. 

Le partecipo (...) i miei desideri.

- Bramerei primieramente che il Papa venturo (...) scegliesse, fra quelli che gli verranno proposti, più dotti e zelanti del bene della Chiesa, ed intimasse preventivamente ai Principi, nella prima lettera in cui darà loro parte della sua esaltazione, che, quando gli domanderanno il Cardinalato per qualche loro favorito, non gli proponessero se non soggetti di provata pietà e dottrina; perché altrimenti non potrà ammetterli in buona coscienza.

- Bramerei, inoltre, che usasse fortezza in negare più benefizi a coloro che stanno già provveduti de’ beni della Chiesa, per quanto basta al loro mantenimento, secondo quel che conviene al loro stato. Ed in ciò si usasse tutta la fortezza avverso gl’impegni che s’affacciano.

- Bramerei, di più, che s’impedisse il lusso nei prelati, e perciò si determinasse per tutti (altrimenti a niente si rimedierà) si determinasse, dico, il numero della gente di servizio, giusta ciò che compete a ciascun ceto de’ prelati: tanti camerieri e non più; tanti servitori e non più; tanti cavalli e non più; per non dare più a parlare agli eretici. Di più, che si usasse maggior diligenza nel conferire i benefizi solamente a coloro che han servito la Chiesa, non già alle persone particolari.

- Di più, che si usasse tutta la diligenza nell’eleggere i vescovi (da’ quali principalmente dipende il culto divino e la salute dell’anime) con prendersi da più parti le informazioni della loro buona vita e dottrina necessaria a governare le diocesi; e che, anche per quelli che siedono nelle loro chiese, si esigesse da’ metropolitani e da altri, segretamente, la notizia di quei vescovi, che poco attendono al bene delle lor pecorelle.

- Bramerei ancora che si facesse intendere da per tutto che i vescovi trascurati, e che difettano o nella residenza o nel lusso della gente che tengono al loro servizio, o nelle soverchie spese di arredi, conviti e simili, saranno puniti colla sospensione o con mandar vicari apostolici a riparare i loro difetti; con darne l’esempio da quando in quando, secondo bisogna.

Ogni esempio di questa sorta farebbe stare attenti a moderarsi tutti gli altri prelati trascurati. Bramerei ancora che il Papa futuro fosse molto riserbato nel concedere certe grazie che guastano la buona disciplina; come sarebbe il concedere alle monache l’uscir dalla clausura per mera curiosità di vedere le cose del secolo, il concedere facilmente a’ religiosi la licenza di secolarizzarsi, per mille inconvenienti che ne vengono.

Sovra tutto desidererei che il Papa riducesse universalmente tutti i religiosi all’osservanza del loro primo Istituto, almeno nelle cose più principali. 

Or via, non voglio più tediarla. 

Altro non possiamo fare che pregare il Signore, che ci dia un Pastore pieno del suo Spirito, il quale sappia stabilir queste cose da me così accennate in breve, secondo come meglio converrà alla Gloria di Gesù Cristo».

15 settembre 2025

Fonte: Redazione (qui)

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venerdì, maggio 30, 2025

SOGNANDO IL CONCLAVE: Viva Papa Leone XIV. Luca Foglia


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori offriamo alla vostra attenzione questa spiritosa analisi su Papa Leone XIV scritta dall'amico Luca Foglia, che paragona la realtà ad un sogno che aveva fatto il giorno prima della Sua elezione. Buona lettura.

§§§

W Leone XIV!

Prima della Sua elezione avevo fatto un sogno descritto qui . Cosa è rimasto del sogno dopo la Messa di intronizzazione di Papa Leone?

Cominciamo col dire che il Papa è un monarca, quindi siede su un trono. Ah beh, mica poco!

E che dire del nome scelto da Sua Santità?  Ha voluto fare riferimento all’illustre predecessore Leone XIII. Non a Leone Magno o altri grandi Papi con quel nome lì, no no, proprio a Leone XIII come nel mio sogno.

E sappiamo le potenziali implicazioni di questa scelta: fine della festa per i cristiani part-time, così come per chi guarda alla Chiesa come a un’agenzia dell’ONU.

Teniamo presente che Leone XIV è un uomo con 2 lauree, un master e un dottorato, che parla fluentemente 5, no dico 5, lingue; non è certo la persona che sceglie emotivamente o casualmente un nome così, specialmente dopo un papato cosà.

E poi il Padre Nostro o, meglio, il Pater Noster, che ha recitato in latino saltando così a piè pari la nuova versione, come sempre auspicavo nel sogno.

Rispetto al papabile del mio sogno: Burke (si pronuncia Bərk e non Bärk vero Report?)  non ha la stessa preparazione in materia di dottrina e diritto canonico.  Non importa! Robert Francis Prevost ha il suo esperto connazionale a disposizione per questo.

Ah già, anche la nazionalità è quella del sogno: born in the USA. Vale quindi quanto scritto in proposito per Raymond Leo (Burke). Tra l’altro si vocifera di un Conclave fortemente influenzato dal blocco statunitense capitanato dallo stesso Burke e dal Cardinale Dolan.

Quanto all’autorità morale cui si accennava nel sogno per dare un bel giro di vite ai cardinali e ai vescovi non meritevoli dell’abito che indossano…beh è il Papa, è l’autorità morale per eccellenza. Se poi si comporterà da Papa, avrà tutti i poteri necessari per intervenire sia dal punto di vista giuridico, che da quello pratico.

Per contrastare la deriva della Chiesa tedesca, non avendo mai avuto stretti legami con la stessa, saprà sicuramente farsi aiutare, ad esempio dal cardinale Müller. Il fatto che Leone XIV abbia già espresso sostegno alla famiglia tradizionale (ahimè come tocca chiamarla per farsi capire! ) credo sia un buon indizio sul fatto che i germanici debbano darsi una calmata nell’andare dietro alle ideologie correnti. E poi, beh, e poi c’è qui un tocco di classe non da poco da parte del Vicario di Cristo!

Sulle doti di amministratore vale la pena nutrire un certo ottimismo, anche al di là delle voci che indicano ingenti finanziamenti già ricevuti dagli Stati Uniti. Leone XIV è stato il Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino che conta monaci in tutti e 5 i Continenti, sa quindi come far quadrare i conti e può scegliere con cognizione di causa le persone adatte per completare la ristrutturazione di IOR (la Cassa del Vaticano) e Governatorato (il governo del Vaticano) avviata da Benedetto XVI.

Anche la seconda parte del sogno, quella riguardante Sua Eminenza Robert Cardinal Sarah è ancora attualissima. È stato il prescelto, per rappresentare Sua Santità alla due giorni francese di luglio .Rimandiamo al sogno   per approfondimenti.

Anche sul punto dedicato ai sacerdoti, Leone XIV appare più in linea che mai col sogno: si è vestito da Papa fin dalla sua prima apparizione; parla in maniera più che comprensibile, prepara i discorsi con grande attenzione dimostrando rispetto per il suo ruolo e per i suoi interlocutori. Ha inoltre una calma e un sorriso che avercelo noi…pare davvero un uomo in pace con se stesso e con Nostro Signore.

Fin qui tutto bene, affrontiamo ora i punti dolenti. Schematizzo in onore alla pragmaticità statunitense.

È stato creato Cardinale da Bergoglio quindi per i tradizionalisti duri e puri non è legittimo. Torniamo al sogno, l’alternativa qual è? Lo scisma? Abolire tutto quanto fatto dal Concilio Vaticano II in poi? Bene, in quel caso nell’ultimo Conclave avremmo avuto 0 (zero) Cardinali elettori. Senza voler dar per certe le voci che il nostro amato Cardinale Burke assieme al cardinale Dolan abbiano orchestrato tutto da anni, diamo fiducia al nuovo eletto. Si chiamano Fede e Speranza per i cristiani. Non ha mai criticato le derive del suo predecessore. Ma tornando al sogno e a quanto scritto sopra aggiungiamo che il clima creatosi dal 2013 in poi non rendeva facile opporsi. Molte volte lo Spirito Santo e i Cardinali che lo ascoltano agiscono sottotraccia per un bene più grande.

I detrattori dicono diverse cose piuttosto inesatte su di lui:

-dicono che segue la narrazione dominante sui vaccini, ma non corrisponde esattamente al vero. Anzitutto usiamo il passato prossimo e diciamo che "ha seguito"... Ora che è il Vicario di Cristo e che esistono tonnellate di prove contro tutto quanto è avvenuto nel biennio 2020-2022 possiamo ragionevolmente sperare che modifichi le sue convinzioni. Così come sta facendo la maggior parte delle persone comuni che ha subito la pandemia.

- dicono che segue la narrazione dominante sul conflitto russo ucraino: eh eh, è un punto dolente. In questo ricorda il suo connazionale Trump che prima dell’elezione era convinto di risolvere tutto in 24 ore e di trovare una Russia in ginocchio e dalla parte del torto. Non è così! Ora che il Santo Padre avrà modo di parlare coi protagonisti diretti se ne renderà sicuramente conto e lavorerà e pregherà per la pace in maniera più consapevole. Come capo della Chiesa Cattolica, il suo coinvolgimento nella guerra russo ucraina va ben al di là della situazione sul campo. La riconciliazione con la Chiesa ortodossa, per un devoto alla Madonna come è Leone XIV, dovrebbe rivestire un ruolo cruciale del suo ministero.

Avviamoci verso la conclusione con altre due questioni dolenti che il Papa dovrà affrontare. 

La prima: la difesa dei cristiani perseguitati. Negli ultimi anni abbiamo assistito a levate di scudi a favore più o meno di chiunque tranne che di chi ancora rischia la vita (come in Nigeria) o la prigione (come in Cina) per professare la fede cristiana. Auguriamoci che Leone XIV interrompa questo trend.

La seconda: le nomine dei suoi “ministri” a capo dei Dicasteri.  Ci vuole una pulizia in stile DOGE di Elon Musk. L’attuale Segretario, il cardinale Parolin, ha la grave colpa di aver ceduto al governo cinese sulla nomina dei vescovi (e non solo). Se il Papa vuole ristabilire la sua autorità ha bisogno di un uomo forte. Sul vice di Parolin, Peña Parra, evitiamo commenti, andrebbe rimosso subito.

Altro Dicastero importante da azzerare è quello per la Dottrina della Fede. Senza dilungarsi troppo, diciamo che è più fonte di imbarazzo, che di ispirazione. Pure quello della Comunicazione va rimesso in bolla, soprattutto nei suoi componenti laici.

Anche la Pontificia Accademia per la Vita necessità un cambio al vertice (proprio ieri è stato fatto!), magari con la scelta di qualcuno che difende la vita dal concepimento alla morte naturale. Degli organi finanziari e di governo abbiamo già detto: repulisti completo!

Se poi Leone XIV desse un’occhiata anche al Dicastero delle cause dei Santi…con tutto il rispetto, negli ultimi decenni di Santi ne sono stati fatti troppi: si rischia di sminuirne l’importanza.

Concludiamo con una chicca, nota al merito di Papa Leone, che neppure il sognato Cardinale Burke ha: una laurea in matematica che, in tempi dominati da chip e intelligenza artificiale, non è niente male, anzi…

Dulcis in fundo: il Papa ha già milioni e milioni di follows su Instagram , oltre ai 19 milioni sul profilo inglese di X  in circa due settimane di pontificato. Scusate se è poco...! W Leone XIV!

Luca Foglia 

Milano, 30 maggio 2025

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mercoledì, maggio 21, 2025

L'EREDITÀ DI BERGOGLIO E IL NUOVO PONTIFICATO LEONINO. "L’Echo di Bruxelles" e il "Vaso di Pandora" intervistano Marco Tosatti


Il Vicario di Cristo.
Sua Santità Papa Leone XIV 

a cura di Veronica Cireneo 

Cari lettori, tra i tanti articoli che si susseguono, circa gli eventi di portata mondiale che hanno interessato la Santa Sede nei mesi di aprile/ maggio 2025, non poteva mancare anche sul nostro blog l'intervento del vaticanista Marco Tosatti del quale riportiamo oggi una doppia intervista. La prima, che è un testo scritto, realizzata dal giornale belga: "L'Echo di Bruxelles",  fa un bilancio dell'era e dell'eredità bergogliana; la seconda -  un video realizzato dal "Vaso di Pandora" - analizza  speranze e  attese suscitate dal nuovo pontificato. Buona lettura e ascolto.

§§§

Da: "L'Echo di Bruxelles" 
 
Da 45 anni Marco Tosatti racconta luci e ombre del Vaticano. Di base a Roma, fino al 2008 è stato vaticanista del quotidiano nazionale La Stampa. All’indomani della morte di Papa Francesco, analizza per L’ECHO gli scenari che attendono una Chiesa cattolica in subbuglio e fortemente disorientata.


Che tipo di Chiesa lascia Papa Francesco?
L’eredità del Santo Padre è una comunità cattolica in tutto il mondo e un Vaticano molto confuso e frammentato, con visioni antagoniste e persino inconciliabili. Il suo pontificato non ha certo rappresentato un periodo di unificazione. In un certo senso, ha esacerbato le divisioni e le rivalità dottrinali e politiche all’interno della Chiesa.

A cosa pensa in particolare?

Potrei citare diversi documenti importanti che ha firmato e che hanno suscitato polemiche molto virulente all’interno del mondo cattolico. L’esortazione apostolica post-sinodale Amoris leatitia del 2016, ad esempio, ha aperto la strada all’accesso ai sacramenti per i divorziati coinvolti in una nuova unione. Diversi cardinali hanno quindi scritto a Francesco per esprimere le loro perplessità. Egli non ha mai risposto.
Le stesse reazioni violente hanno seguito la sua dichiarazione Fiducia supplicans del 2023, in cui prevedeva di benedire le coppie considerate dalla Chiesa “in situazione irregolare”, in particolare le coppie omosessuali. La reticenza dei vescovi africani fu immediata e molto violenta…

Tuttavia, è stato un pontefice che ha fatto di tutto per promuovere l’apertura e il dialogo in tutto il mondo…
Sì, ma anche in questo caso è stato accusato di aver distorto i precetti dei Vangeli. Penso, ad esempio, alla Dichiarazione di Abu Dhabi, co-firmata nel 2019 con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb. Ha aperto la strada al pluralismo religioso. Eppure nei Vangeli leggiamo che “Cristo è l’unico Salvatore”. Gli impulsi e le decisioni di Francesco hanno profondamente destabilizzato la Chiesa. E ora dobbiamo fare i conti con le conseguenze del suo pontificato.

• È per questo che viene spesso descritto come un Papa “rivoluzionario”?

Sì, alcuni ammirano il suo lato “rivoluzionario”, altri lo accusano semplicemente di essere stato un “eretico”. Personalmente, penso che il suo pontificato sia stato costellato da importanti dichiarazioni di intenti in termini di riforma, ma i cambiamenti strutturali sono stati molto rari. Penso in particolare al posto delle donne nella Chiesa, alla lotta contro gli abusi sessuali e la corruzione, e alla crociata abortita, promessa già nel 2013, per ripulire le finanze vaticane.

• In altre parole?
Questa riforma economica, fortemente voluta da Francesco, si è rapidamente impantanata. Il cardinale George Pell, incaricato dal Papa di guidare questa grande “pulizia”, aveva spesso espresso il suo disappunto. Anzi, a volte è stato disconosciuto dallo stesso pontefice. Francesco sta quindi lasciando questo importante compito a chi sarà nominato come suo successore.

• Alla luce di tutte queste divisioni, quale sarà l’esito del prossimo conclave?
Mi piacerebbe saperlo io stesso! Ricordiamo quello che diciamo prima di ogni elezione papale: “Chi entra in conclave come papa esce come cardinale”. In effetti, l’esito di questa elezione secolare molto spesso smentisce le previsioni. Forse tra quindici giorni, nel corso delle prossime votazioni, prevarrà un candidato capace di conciliare le anime progressiste e tradizionaliste del Vaticano. Un candidato che sia una sorta di punto di equilibrio e di mediazione, capace di far uscire la Chiesa dalla grave crisi dottrinale, spirituale, politica e vocazionale di cui soffre da diversi anni.

• Molti cardinali stranieri sono stati accostati alla successione di Francesco…

Sì, ed è importante sottolineare che il pontificato di Francesco coincide con un calo molto significativo delle vocazioni. Ma il successo di un papa si misura proprio dal numero di nuovi sacerdoti ordinati: giovani ispirati dal carisma e dalla forza spirituale del pontefice che governa da Roma. Oggi la maggior parte delle vocazioni nasce in Africa, Asia e America Latina. Potremmo quindi prevedere, o addirittura auspicare, l’elezione di un Papa africano o asiatico… Sarebbe un simbolo di slancio vitale, di rinascita della Chiesa. Ma non è così che si fanno le scelte in conclave.

• Quale logica prevarrà dunque in questa prossima elezione?
Un conclave è un processo eminentemente politico, influenzato dal peso di interazioni segrete, giochi di potere e misteriosi equilibri di potere. Francesco ha creato 108 dei 135 cardinali elettori. Potremmo quindi immaginare l’elezione di un pontefice progressista, capace di seguire la direzione indicata durante l’ultimo pontificato. Ma i cardinali creati dal Papa spesso non si conoscono tra loro. Questo renderà più difficile il lavoro delle prossime “congregazioni generali”, così come l’individuazione del successore al soglio di Pietro.
Marco Tosatti 

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Qui il video realizzato da: "Il Vaso di Pandora".
Intervista sulle attese del nuovo papato, dal titolo:  Il tabù infranto. Leone XIV: ritorno alla tradizione? Buon ascolto 




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giovedì, maggio 08, 2025

IL COMIGNOLO, LA STUFA DELLA CAPPELLA SISTINA, I COLORI DELLE FUMATE: modalità di riproduzione dei colori bianco e nero. Legittime curiosità sui Conclavi.


di Veronica Cireneo 

• Il comignolo sul tetto della Cappella Sistina, ha il nobile incarico di comunicare l'avvenuta o la mancata elezione. Come tutti sanno se la fumata è nera significa che il Papa non è ancora stato eletto, mentre quella bianca indica l'imminente 'Habemus papam'.

Il Conclave è una tradizione quasi millenaria, ma questo metodo di comunicare al mondo l'avvenuta elezione del nuovo successore di Pietro venne usato solo a partire dal 1914.

La stufa. Qualche curiosità 

Il comignolo della Sistina è collegato a una stufa che si trova nella Cappella, in cui al termine di ogni due votazioni, quindi escludendo il primo, due volte al giorno, vengono bruciate i bolli dei voti dei cardinali. È una stufa di ghisa. La stessa dal 1939 sulla quale sono incise tramite punzonatura le date dei Conclavi in cui è stata utilizzata e il nome del relativo Pontefice eletto. Una seconda stufa è stata aggiunta dal 2005 e viene usata esclusivamente per bruciare i fumogeni colorati. 


Date e Pontefici:

Le date incise sulla stufa del 1939, dicevamo , indicano i conclavi in cui è stata utilizzata.

Dal 1939, anno dell'elezione di Papa Pio XII, si sono tenuti vari conclavi, tra cui quelli che hanno portato all'elezione di Papa Giovanni XXIII (1958), Papa Paolo VI (1963), Papa Giovanni Paolo I (1978), Papa Giovanni Paolo II (1978), Papa Benedetto XVI (2013) e Papa Francesco (2013). 

Particolare fu il Conclave del 1939 che si  è svolto molto rapidamente. In soli due giorni e tre scrutini portò all'elezione di Papa Eugenio Pacelli, che assunse il nome di Pio XII.

Come vengono prodotti i colori bianco e nero delle fumate?

Per realizzare il fumo nero vengono impiegati zolfo, antracena e perclorato di potassio. Per quello bianco lattosio, clorato di potassio e pece greca.

Campane a festa

Nel caso in cui la fumata non dovesse avere un colore netto, né bianco, né nero, ma tendenzialmente grigio, da non trasmettere l'idea certa dell'avvenuta elezione o non, non ci sarebbe comunque alcun dubbio. 

Dal 2005, infatti, fu introdotto l'uso tuttora applicato,di spiegare a festa le campane della Basilica di San Pietro, ad elezione papale avvenuta, che presto o tardi torneremo a riascoltare.

Agli interessati alla conoscenza degli orari orientativi delle fumate attese, può essere utile consultare questo link.

Laudetur Jesus Christus 

Veronica Cireneo 

Giovedì 9 maggio a.D. 2025

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mercoledì, maggio 07, 2025

COME AVVIENE L'ELEZIONE DEL SOMMO PONTEFICE? Le tappe del Conclave


a cura di Veronica Cireneo 

Mercoledì 7 maggio 2025. Inizio del Conclave.

Dopo la Santa Messa di stamattina celebrata Pro Eligendo Pontefice, nella Basilica di San Pietro alle ore 10,30, dal Cardinale decano Giovanni Battista Re, alle 16,30 è stato pronunciato l'Extra Omnes e le porte si sono chiuse per iniziare il Conclave vero e proprio, presieduto dal Cardinale Pietro Parolin. Mentre ora i Cardinali sono impegnati nella prima votazione, unica del pomeriggio del ottimo giorno, cerchiamo di rispondere a delle legittime domande. Come si svolge un conclave? Quasi sono le tappe che lo caratterizzano? Come si svolge la votazione, lo scrutinio, l'elezione e l'annuncio ufficiale dell'habemus Papam? Lo apprendiamo con facilità da questo semplice ed esaustivo articolo pubblicato da Silere non possum, che abbiamo apprezzato per la chiarezza contenutistica ed espositiva. Buona lettura.. Oremus

§§§

Verso il Conclave 2025. L'elezione del Papa.

L’elezione del Papa è uno dei riti più solenni e misteriosi della Chiesa Cattolica, disciplinato nei minimi dettagli dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996. Questo documento stabilisce le norme che guidano il Conclave, il procedimento attraverso cui i Cardinali elettori scelgono il successore di Pietro. L’intero processo è scandito da simboli, preghiere e regole severe, in un’atmosfera di raccoglimento e segretezza assoluta.

Dalla morte del Papa al giorno del Conclave

Dopo la celebrazione delle esequie del Pontefice defunto, si avvia un periodo di preparazione. Viene fissata una data per l’inizio del Conclave (7 maggio 2025) e si dispone tutto il necessario affinché le operazioni si svolgano con ordine e riservatezza.

• Il giorno stabilito, i Cardinali si riuniscono nella Basilica di San Pietro per una solenne Messa votiva pro eligendo Pontifice, chiedendo l’aiuto dello Spirito Santo. Nel pomeriggio, i Cardinali elettori si ritrovano nella Cappella Paolina e da lì si dirigono in processione verso la Cappella Sistina, intonando il Veni Creator Spiritus, in invocazione dello Spirito Santo. Con loro partecipano anche altre figure, che hanno prestato giuramento il 5 maggio alle ore 15, ma solo i Cardinali elettori sono ammessi alle votazioni.

Il giuramento e l’extra omnes

Una volta giunti nella Cappella Sistina, i cardinali prestano solenne giuramento: promettono di osservare fedelmente la Costituzione apostolica, di mantenere il segreto assoluto su tutto quanto riguarda l’elezione e di difendere la libertà della Chiesa e della Sede Apostolica. Ogni Cardinale pronuncia individualmente la formula del giuramento, toccando i Vangeli.

Compiuto il giuramento, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie pronuncia il celebre comando: extra omnes, intimando a tutti gli estranei di lasciare la Cappella. Rimangono solo il Cardinale Raniero Cantalamessa, incaricato della meditazione spirituale, e il Maestro stesso. Terminata la riflessione, anche questi lasciano la Sistina e il Conclave può formalmente iniziare.

La clausura e il silenzio assoluto

Il Conclave è caratterizzato da una clausura rigorosa. I Cardinali elettori devono rinunciare a ogni tipo di comunicazione con l’esterno: niente lettere, telefonate, media, né contatti personali. Ogni violazione del segreto comporta la scomunica latae sententiae, riservata alla Sede Apostolica. Tutti i locali sono scrupolosamente controllati da tecnici, le finestre sono state puntellate, ci sono dei disturbatori di frequenza che impediscono intrusioni, e sono stati bonificati gli ambienti per escludere la presenza di microfoni o dispositivi di trasmissione.

Le votazioni: lo scrutinio

L’elezione del Papa avviene per scrutinium, ossia mediante votazione segreta. Per la validità è necessario il raggiungimento di almeno i due terzi dei voti. Le votazioni possono iniziare già nel pomeriggio del primo giorno con un unico scrutinio; nei giorni seguenti si tengono due votazioni al mattino e due al pomeriggio.

 Ogni votazione segue un rituale preciso:

1. Pre-scrutinio: i Cerimonieri distribuiscono le schede. Viene effettuato un sorteggio pubblico per nominare tre Scrutatori, tre Infirmarii (per raccogliere i voti dei Cardinali malati) e tre Revisori.

2. Scrutinio vero e proprio: ogni Cardinale, in ordine di precedenza, scrive segretamente il nome del prescelto sulla scheda, la piega e, giunto all’altare, pronuncia ad alta voce un giuramento: «Chiamo a testimone Cristo Signore…» e depone la scheda nell’urna. Le schede vengono poi contate e scrutinate dagli Scrutatori.

3. Post-scrutinio: i Revisori verificano che tutto si sia svolto correttamente. Se nessun uomo raggiunge i due terzi dei voti, si ripete l’intera procedura.

- In caso di Cardinali malati, gli Infirmarii si recano nelle stanze loro riservate con un’apposita urna portatile, raccogliendo i voti e riportandoli in Cappella.

Fumo bianco e annuncio

Quando un uomo raggiunge il quorum richiesto, si verifica l’elezione. 

Il nuovo Papa deve accettare formalmente. Una volta accettata l’elezione, viene chiesto al Pontefice eletto quale nome intende assumere. 

Poi si dà l’annuncio al popolo con la celebre formula Habemus Papam, e il nuovo Vescovo di Roma si affaccia dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro per impartire la sua prima benedizione Urbi et Orbi.

Il Conclave, così come descritto in Universi Dominici Gregis, non è una elezione di tipo politico, ma è un atto profondamente spirituale, radicato nella tradizione della Chiesa. Ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio, è orientato a favorire l’azione dello Spirito Santo. In un’epoca iperconnessa e rumorosa, la clausura del Conclave appare come un segno potente: l’elezione del Papa non è un evento mondano, ma un momento di fede e discernimento, in cui i Cardinali si confrontano con un compito più grande di loro, avendo “solo Dio davanti agli occhi”. 

Per questo motivo ogni tentativo di portare questo atto verso categorie tipiche della politica, destra o sinistra, progressisti o tradizionalisti, non ha nulla a che vedere con la Chiesa Cattolica (...).

I chierici e i fedeli sono chiamati a pregare perchè il Signore non abbandoni la Sua Chiesa e dia un Pontefice secondo il Suo Cuore. 

L.A. ( fonte Silere non possum )

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 mercoledi 7 maggio 2025

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CONCLAVE 2025: "Un amico Cardinale mi chiede preghiere". Investigatore Biblico


a cura di Veronica Cireneo 

Diffondiamo volentieri la richiesta di preghiera ricevuta in questi giorni dal sacerdote, noto a tutti  col nome di Investigatore Biblico, da parte di un suo amico Cardinale, che oggi in data 7 maggio 2025, entrerà in Conclave. Accompagniamoli nelle  odierne sante attività a partire dalla Santa Messa "Pro eligendo Pontefice" delle ore 10. Il Conclave inizierà nel pomeriggio alle 16,30, con l'Extra omnes, mentre nella serata di oggi è prevista la Prima Fumata. Oremus....Buona lettura.

§§§

Un amico, un fratello nella fede, un uomo che porta sulle spalle il rosso silenzioso della responsabilità e della testimonianza, mi ha confidato un desiderio semplice e diretto: "Chiedi preghiere per me". 

È un Cardinale, domani entrerà in conclave. Non è tra quelli che vengono indicati con il termine, un po' terreno, di “papabili”.

Ma proprio per questo, forse, la sua richiesta mi ha colpito nel modo più profondo. Non cerca consensi, non guarda agli sguardi del mondo. Chiede lo Spirito Santo.

Mi ha detto: "Preghiera, perché possiamo ascoltare e riconoscere lo Spirito Santo che è discreto, che non si impone. Dobbiamo farGli spazio, lasciare che illumini ciò che siamo chiamati a vedere". 

E io, ora, rivolgo a voi questa richiesta, che non è soltanto per lui, ma per tutti i Cardinali e per tutta la Chiesa, perché a prevalere sia il discernimento, non l'ambizione; la luce, non la strategia. Il Regno di Dio e non il potere umano.

Mi pare che il momento ci chieda silenzio e Adorazione: davanti all'Eucaristia (...) ogni parola superflua si spegne e la preghiera si fa più facilmente attesa e offerta. 

Chi può, chi sente il bisogno, trascorra un tempo di Adorazione davanti al Signore: non serve dire molto. Basta restare.

Risuona in me una frase del Vangelo, che il mio amico Cardinale stesso ha citato: «Quando verrà lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 16,13). 

È una promessa questa ed anche la nostra speranza. Accompagniamoli con fiducia e affetto. E accompagniamoci tutti gli uni, gli altri.

Investigatore Biblico (I.B) 

Mercoledì 7 maggio 2025


***

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