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venerdì, settembre 19, 2025

COMUNIONE IN B0CCA O SULLA MAN0? Un po' di storia. Corrado Gnerre



a cura di Veronica Cireneo 

I nostri ringraziamenti al professore Gnerre per questo sintetico e molto esaustivo studio sulla virtuosa pratica della Comunione in bocca e sul più diffuso sacrilego uso attuale della Comunione sulla mano. Studio nel quale si riconosce che la Comunione in mano fu praticata nei primissimi tempi del cristianesimo a causa dalle persecuzioni, ma anche che fu subito dopo abbandonata e condannata, anche con la scomunica. Ai giorni nostri invece si ritiene la Comunione sulla mano, con le sue infinite e creative varianti, quasi una virtù, anziché quello che è sempre stata considerata: un sacrilegio. Buona lettura.

§§§

A proposito di  Comunione sulla mano. Come impostare la questione?

1.Ormai è frequentissimo vedere fedeli che vanno a comunicarsi prendendo l’Eucaristia in mano. Chi è favorevole, dice che Gesù nel Cenacolo diede la prima Eucaristia nelle mani degli Apostoli. E inoltre che nei primi tempi della Chiesa non vi sarebbe stata l’usanza di ricevere l’Eucaristia direttamente in bocca.

Prima di tutto facciamo parlare Papa Giovanni Paolo II che nell’Ecclesia de Eucharistia scrive al n.61:

Dobbiamo badare con ogni premura a non attenuare alcuna dimensione o esigenza dell’Eucaristia. Così ci dimostriamo veramente consapevoli della grandezza di questo dono. (…) Non c’è pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero!

2. Fatta questa autorevole premessa, veniamo al dunque. A proposito del fatto che Gesù nell’Ultima Cena non diede agli Apostoli l’Eucaristia direttamente in bocca, ma in mano, va detto che ciò non è affatto scontato. Anzi, è possibile supporre che Gesù abbia dato il pane direttamente in bocca a ciascun apostolo.

In Medio Oriente, al tempo di Gesù vi era un’usanza che perdura tuttora: il capofamiglia nutre i suoi ospiti con la propria mano, mettendo un pezzo simbolico di cibo nella bocca degli ospiti

Ma, ammesso e non concesso che sia andata davvero così, cioè che Gesù abbia dato l’Eucaristia nelle mani degli apostoli, va fatta una precisazione importante: in quel momento gli Apostoli già erano stati ordinati sacerdoti, addirittura sacerdoti in pienezza, quindi vescovi. 

• Per quanto invece riguarda il secondo argomento e cioè che i primi cristiani ricevessero la Comunione in mano vanno fatte due premesse.

3.Prima premessa. Non è detto che ciò che vi era nell’antichità è sempre migliore di ciò che si è approfondito e si è istituzionalizzato in seguito. Liturgicamente, come è sbagliato il progressismo, per cui ciò che viene dopo sarebbe sempre migliore di ciò che è venuto prima, è altrettanto sbagliato l’archeologismo, ovvero ciò che è venuto prima sarebbe sempre migliore di ciò che viene dopo.

4. Seconda premessa. Nei primi secoli del Cristianesimo si facevano forti penitenze per l’Eucaristia, per esempio ci si asteneva da qualsiasi cibo e bevanda dalla vigilia fino al momento della Comunione. Ora, se valesse il principio archeologista, bisognerebbe chiedere a tanti sostenitori della Comunione nella mano: perché non recuperare anche le rigide penitenze dei primi secoli? Se è giusto riprendere ciò che vi era all’inizio, allora si riprendano anche le dure penitenze dell’inizio. E’ da prevedere che molti si tirerebbero indietro.

5.Veniamo ai fatti. Davvero nei primi tempi della Chiesa l’Eucaristia si riceveva sulla mano? 

Certamente ci sono varie testimonianze che dicono questo. Ma è pur vero che ci sono anche testimonianze che attestano anche l’uso di dare la Comunione direttamente in bocca; e che che la forma di darla sulla mano fosse dovuta a retaggi legati ai tempi delle persecuzioni. Va detto, inoltre, che nell’antichità era diffusa la distribuzione della Comunione usando pane fermentato e non azzimo, il che, ovviamente, non rendeva facile la perdita di frammenti. 

Dicevamo, ci sono testimonianze certe che attestano come sin dall’inizio vi era anche la consuetudine di deporre le sacre Specie sulle labbra dei comunicandi e anche della proibizione ai laici di toccare l’Eucaristia con le mani. 

• Solo in caso di necessità e in tempo di persecuzione, assicura per esempio San Basilio, si poteva derogare da questa norma e quindi era concesso anche ai laici di comunicarsi con le proprie mani. 

• Papa Sisto I fu papa dal 115 al 125. Questi proibì ai laici di toccare i vasi sacri, per cui è ampiamente fondato supporre che vietasse agli stessi di toccare le Sacre Specie eucaristiche. 

• Sant’Eutichiano, papa dal 275 al 283, affinché non toccassero l’Eucaristia con le mani, proibì ai laici di portare le sacre Specie agli ammalati. 

• Il Concilio di Saragozza, nel 380, emanò la scomunica contro coloro che si fossero permessi di trattare la Santissima Eucaristia come in tempo di persecuzione, tempo nel quale – come abbiamo già detto - anche i laici potevano trovarsi nella necessità di toccarla con le proprie mani.

• Papa Sant’Innocenzo I, dal 404, impose il rito della Comunione solo sulla lingua. Sant’Innocenzo I (401-417), nel 416, nella Lettera a Decenzio, Vescovo di Gubbio, che gli chiedeva direttive riguardo alla liturgia romana che intendeva adottare, rispose affermando per tutti l’obbligo di rispettare al riguardo la Tradizione della Chiesa di Roma, perché essa discende dallo stesso Pietro, primo Papa (…..)

•San Gregorio Magno narra che sant’Agapito, papa dal 535 al 536, durante i pochi mesi del suo pontificato, recatosi a Costantinopoli, guarì un sordomuto all’atto in cui “gli metteva in bocca il Corpo del Signore”, dunque l’Eucaristia si dava direttamente in bocca. 

Il Concilio di Rouen, verso il 650, proibì al ministro dell’Eucaristia di deporre le sacre Specie sulla mano del comunicando laico: “(Il sacerdote) badi a comunicarli (i fedeli) di propria mano, non ponga l’Eucaristia in mano a nessun laico o donna, ma la deponga solo sulle labbra con queste parole…” ‘. 

Sulla medesima linea il Concilio Costantinopolitano III (680-681), sotto i pontefici Agatone e Leone II, vietò ai fedeli di comunicarsi con le proprie mani e minacciò la scomunica a chi avesse avuto la temerarietà di farlo. 

Il Sinodo di Cordoba dell’anno 839 condannò la setta dei “casiani” a causa del loro rifiuto di ricevere la sacra Comunione direttamente in bocca. 

• Quando san Tommaso d’Aquino espose nella Summa (III, 9, 82) i motivi che vietavano ai laici di toccare le sacre Specie, non parlò di un rito di recente invenzione, bensì di consuetudine liturgica antica come la Chiesa.

Infine il gesto di prostrarsi e inginocchiarsi prima di ricevere il Corpo del Signore si osservava negli ambienti monastici già a partire dal VI secolo (per esempio nei monasteri di san Colombano). Più tardi nei secoli X e XI questo gesto si diffuse ancora di più.

6.Ecco perché il Concilio di Trento (Decreto sull’Eucaristia, Sessione III) poté affermare che non solo nella Chiesa di Dio fu una consuetudine costante che i laici ricevessero la Comunione dai sacerdoti, mentre i sacerdoti si comunicassero da sé, ma anche che tale consuetudine è di origine apostolica: 

Nell’assunzione di questo Sacramento (l’Eucaristia) fu sempre costume nella Chiesa di Dio che i laici ricevessero la Comunione dai Sacerdoti e i Sacerdoti celebranti invece comunicassero se stessi, costume che con ogni ragione deve ritenersi come proveniente dalla Tradizione apostolica.”

7. Abbiamo iniziato con papa Giovanni Paolo II, concludiamo con lui. Sempre nella Ecclesia de Eucharistia, al n.49, scrive: 

“Sull’onda dell’elevato senso del mistero si comprende come la fede della Chiesa nel mistero eucaristico si sia espressa nella storia non solo attraverso l’istanza di un interiore atteggiamento di devozione, ma anche attraverso una serie di espressioni esterne.”

8. Venendo a concludere, possiamo dire che, indipendentemente dal fatto che anche nell’antichità ci potessero essere delle consuetudini di dare la Comunione sulla mano, con il consolidarsi della Tradizione questa usanza non solo sparì ma venne anche condannata(.….)

Detto progresso liturgico rese universale: 

- l’uso di inginocchiarsi in atto di adorazione, e quindi l’uso dell’inginocchiatoio

- l’uso di coprire la balaustra di candida tovaglia

- l’uso della patena, talora anche di una torcia accesa e 

- la pratica di fare almeno un quarto d’ora di ringraziamento personale.

Professor Corrado Gnerre

Fonte (qui)

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20 Settembre 2025

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mercoledì, settembre 10, 2025

COME SANTIFICARE OGNI MOMENTO DELLA GIORNATA? L'importanza delle giaculatorie. P. Corrado Gnerre.

a cura di Veronica Cireneo 

Sentiti ringraziamenti al professore C.Gnerre per le sue pratiche pillole di saggezza spirituale. Oggi ci parla delle giaculatorie che sono preghiere brevissime da recitare spesso durante la giornata e in particolare modo nei momento di necessità o pericolo, per avere un contatto e colloquio continuo con il Cielo, la Gran Madre di Dio e la Santissima Trinità, facilitando la personale e altrui santificazione. Buona lettura.

§§§

Il dovere di santificarsi è di ogni cristiano. Gesù lo dice chiaramente: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro Celeste" (Matteo 5). Ebbene, questa santificazione non è un obiettivo che deve palesarsi a fasi alterne: adesso sì, dopo no e più in là... non  so. No, deve essere una costante!

Resta però il fatto che la nostra vita è formata da attimi e situazioni diverse. Non fa nulla. Anzi, ciò ci deve far capire che i fatti, i momenti, le situazioni possono anche essere diversi, ma non deve mai sparire e mutare il desiderio di santificarsi.

• L’Abbé Freige, nel suo famoso: "Santifichiamo il momento presente", così scrive:

"Un mezzo per aiutarci a ben santificare il momento presente, sono le giaculatorie. In rapporto alla pratica della santificazione del momento presente, esse sono come il soffio di vento sul fuoco che si spegne, il colpo d’ala per l’uccello che librandosi nell’aria rallenta il volo; un buon cordiale per il viaggiatore affaticato". 

San Francesco di Sales […] raccomanda insistentemente questo mezzo.

Egli afferma che questo esercizio delle giaculatorie è alimento della devozione; che a rigore questo esercizio può sostituire tutti gli altri, ma che nessun altro potrebbe sostituirlo, ed aggiunge: “Vi scongiuro di abbracciarlo di tutto cuore, e di non lasciarlo più”. Siamovi dunque fedeli. 

Aspirate sovente a Dio - dice ancora il santo vescovo di Ginevra - con slanci brevi, ma ardenti del cuore. 

Ammirate la sua beltà, invocate il suo aiuto, gettatevi in spirito ai piedi della croce, adorate la sua bontà, interrogatelo spesso sulla vostra salvezza, donategli mille volte al giorno la vostra anima, fissate i vostri occhi interiori sulla sua dolcezza, tendetegli la mano come un piccolo bambino fa col suo padre, mettetelo sul vostro petto come un mazzolino profumato, fissatelo nella vostr’anima come uno stendardo, e fate che il cuore palpiti di amor di Dio”. 

Sì, siamo fedeli a questa pia pratica delle giaculatorie. Saremmo tanto meno scusabili di non averla, in quanto essa non domanda né un tempo lungo, né alcuna fatica.

Ad ogni istante, durante il lavoro, come durante la ricreazione, durante i viaggi come durante le notti insonni, nelle gioie come nelle pene, dappertutto, sempre, possiamo alzare il cuore a Dio e dare, con questo mezzo, a ciascuna particella del tempo prezioso che costituisce per noi il momento presente, il grado di santità che lo consacrerà alla Gloria di Dio e al bene della nostra anima. 

Corrado Gnerre 

9 settembre 2025

Sorgente (qui)

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venerdì, marzo 21, 2025

LA GRANDEZZA DELL'EUCARESTIA.Ciro Mauriello intervista: V.Tuninetti e Corrado Gnerre.



di Veronica Cireneo 

Come già introdotto in questo articolo gli Alleati nascono nel febbraio del 2023 come difensori dell' Eucarestia, in risposta ai continui abusi, anche liturgici, perpetrati in molte chiese nei confronti dell'Ostia Consacrata e per sensibilizzare laici e sacerdoti ad una maggiore devozione e rispetto verso la Presenza Reale di Cristo nel Santissimo Sacramento dell'Altare.

A seguito dell' intervista, già pubblicata
Qui, realizzata nell'agosto 2023 da Ciro Mauriello di "Cronache di Cielo e Terra" , che ringraziamo di cuore, siamo a presentarvi la seconda, dove torna a parlare del Santissimo Sacramento, in compagnia di Walter Tuninetti - cofondatore degli Alleati dell'Eucarestia, insieme a Veronica Cireneo - e del professor Corrado Gnerre.

In questo episodio ci spiegano il valore del Sacramento Eucaristico, la sacralità della Sua Funzione e le conseguenze sul piano storico della Sua istituzione. 
Non manca sul finale la nota del motivo per il quale l'Eucarestia renda il Cattolicesimo Unico e diverso da ogni altra religione.

Cliccare sul link che segue per ascoltare l'intervista https://youtu.be/iubO3mUl07M?si=ZJg9AjeFn5kG0_Q2

Buona visione e diffusione. Deo gratias 

Veronica Cireneo,  22 marzo a.D. 2025

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