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lunedì, settembre 01, 2025

NESSUNO RICEVA L'OSTIA SULLE MANI. San Francesco, San Tommaso, Maria Simma


 a cura di Veronica Cireneo 

Avevamo già parlato del modo corretto di ricevere la Santa Comunione  secondo le istruzioni di due grandi santi: Francesco e Tommaso D'Aquino  (qui) ma oggi, dalle rivelazioni ricevute dalla mistica austriaca Maria Simma, da parte delle anime del Purgatorio,  raccolte nei volumi: " Fateci uscire di qui" e " Le anime del Purgatorio.." , vogliamo proporre  questo brevissimo estratto - anche supportato dal video in calce - che conferma la contrarietà divina a che l'Ostia venga toccata da mani non consacrate.  È vero che la Chiesa permette i Ministri Straordinari, ma dato che ultimamente stiamo assistendo a tutta una serie di scandali, quasi mai condannati, tendenti a normalizzare  atteggiamenti che fino a ieri erano considerati  immorali,  illeciti, sacrileghi e peccaminosi, per non deviare dalla retta via, sarà opportuno domandarsi, di volta in volta, se ciò che la Chiesa approva oggi, lo approvi o no anche Gesù Cristo. Perché con le cose eterne di Dio non si scherza e i tempi stringono! Riceviamo, e invitiamo anche gli altri a ricevere, la Santa Comunione in ginocchio, in bocca e solo dai sacerdoti! Dio abbia pietà di noi e ci benedica. Buona lettura..

§§§ 

Maria Simma

Raccontò la mistica Maria Simma:

"Non molto tempo fa, in questa regione, morì una signora che distribuiva la Comunione e che aveva persuaso molte altre signore a fare altrettanto. Non la conoscevo molto bene, ma avevo sentito parlare di lei.

Prima del funerale, la bara, che era già stata chiusa dopo l'estremo saluto di familiari e amici, venne riaperta dietro insistenza di un parente stretto, che era giunto in ritardo.

Nel sollevare il cofano, grande fu lo stupore dei presenti - tra cui quello del sacerdote che officiava il rito funebre - nel constatare che c'era stato un cambiamento fisico nella salma: le mani della donna erano diventate tutte nere.

Questo fatto, per me, come per gli altri, fu la conferma che Dio volle darci, che mani non consacrate non dovrebbero distribuire Gesù nella Comunione"

Maria Simma. Video 

1 settembre 2025

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giovedì, giugno 05, 2025

LA TENEREZZA della COMUNIONE con le MANI GIUNTE. Come era, come sta diventando e la Comunione Spirituale. (parte I/VII)

La tenerezza della Comunione con le mani giunte – Parte Prima
di Veronica Cireneo 

Questo è il primo di una serie di sette articoli sull'Eucarestia che la sottoscritta elaborò nell' anno 2022 in piena crisi socio-sanitaria quando la Comunione sulla mano divenne un obbligo. Non per la scrivente che mai toccò un'Ostia consacrata, con il risultato di sentirsi attribuire molti epiteti tra cui quello di: pazza fanatica, retrograda che furono tra gli altri i più simpatici. E solo quando un giorno, un sacerdote iperinoculato nel vedermi inginocchiata al momento della Comunione, paonazzo perse le staffe (ne parleremo nella V parte) , anche tentando una colluttazione che cadde nel vuoto a causa della mia assoluta mancata reazione, capii che quello che stavo facendo non avrei mai dovuto smettere di farlo. Capii che il mondo si era davvero dimenticato della Presenza Reale di Cristo nell'Ostia e che ci voleva qualcuno , molti qualcuno, che si offrissero per darne testimonianza. Nacquero così nel 2023 gli Alleati dell'Eucarestia: oggi circa 4000 membri sparsi in tutt'Italia che molto hanno sensibilizzato il popolo di Dio dando ovunque esempio di devozione e genuflessione di fronte al Corpus Domini, contro il trand e nonostante i detrattori laici e consacrati . Alta sarà la ricompensa celeste. Lodiamo il Signore
Grazie a tutti. Buona lettura.

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Prenderò in prestito l’incipit con cui il dottor Angelicus, San Tommaso D’Aquino, iniziava le Sue lezioni: “Questa è una mela. Chi non è d’accordo può andare via” per dire che alla fine ce l’hanno fatta! Sì!
Ci hanno cacciato dalle chiese!
   

Ci fu un tempo in cui lo Stato, la Chiesa e gli abitanti della Nazione sembravano costituire un’unica Famiglia. Era il tempo in cui qualsiasi problema capitasse, si sapeva di potersi vantaggiosamente recare in un luogo intimo ed anche fisico, in cui andare a riversare i propri affanni. Dove? Come dove? Lì, davanti al Tabernacolo! Sempre posto in bella vista al centro dell’Altare Maggiore (“Non separate il tabernacolo dall’altare” ebbe a dire Papa Pio XII), con tanto di fiammella laterale attiva ad indicare la Presenza Viva, Attenta, Generosa e Amorosa del nostro Redentore, in attesa di noi.

Non era difficile, allora, intravedere in talare - quell’abito che come il suono delle campane ricorda al mondo che non crede, che non spera e che non ama, che: Dio esiste! -  sacerdoti inginocchiati in preghiera, rosario in mano, interrompere volentieri il santo dialogo, per disporsi su richiesta, ad eseguire quelle corpose e limpide confessioni, che colpivano chiaramente e duramente il peccato, mentre il peccatore veniva preso a cuore, seguito, accompagnato e indirizzato sulla via sicura della salvezza.

Com’era bello sapere di avere una guida competente nella sfera spirituale e un esempio a cui fare riferimento nel momento del bisogno! Veniva facile obbedire a quei pastori, anche quando essi ci ordinavano atteggiamenti e stili di vita, contrari ai viziati usi e costumi che in confessione avevamo manifestato, accusandoci.

E, la Domenica, la celebrazione della Santa Messa in cui il sacerdote spezzava la Parola di Dio e il Suo Corpo, per nutrirci di ciò che non transita giacché eterno, veniva eseguita con tale regolarità e devozione da sentirsi diventare, al parteciparvi, stabili come sulla roccia, anche rientrando a casa.

Rivolto ad oriente, spalle al popolo, il Ministro del Sole si immolava sul Calvario, Ipse Christus, come canale di Grazia del Sacrificio Perpetuo a beneficio proprio, del mondo intero e trapassato, a cui ci faceva partecipi comunicandoci, in ginocchio e sulla lingua, il Santissimo Sacramento, dopo averci nutrito di corpose e cristocentriche omelie, piene d’amore e di dettagli teologici e pratici sulla Persona e Divinità di Gesù Cristo. Il catechismo, e non la politica, la faceva da padrone.

In quelle occasioni alle donne era permesso anche di versare senza imbarazzo qualche lacrima, dato che l’uso diffuso e consueto del velo muliebre, segno di sottomissione allo Spirito Santo, si faceva difensore e custode di quelle lacrime che, lateralmente, come barriera ad indiscrezioni altrui, segretava. 

Tutto era così intimo, delicato, riservato, profumato di incenso e di sacro e così è ancora oggi nelle Messe Antiche, che si avviano ad abolire! Ma non ci riusciranno mai e in futuro ne vedremo le ragioni.

Nelle Messe riformate, invece, alla sopravvivenza delle quali la gerarchia ecclesiastica tiene molto, accade di tutto: accade tutto tranne quello che ha a che fare con la Volontà Dio.

È diventato quasi impossibile ormai riconoscersi in questa chiesa moderna che sembra una navicella alla deriva, guidata più da Caronti che da Santi! Piuttosto è evidente che questa chiesa così come appare, non è utile. Che è dannosa, quando non traumatizzante, per la fede. Dispiace evidentemente a Cielo e Terra la rarefazione delle presenze, quasi desertificazione delle chiese.

Ma come si poteva soprassedere alla violenza esercitata sulle anime nostre (“Quando avrete modernizzato la Chiesa, chi era dentro uscirà e chi era fuori non entrerà”, affermò Papa Pio X), che condisce senza tregua le moderne Celebrazioni Eucaristiche dove, contro ogni diritto di Dio e della Sua creatura, i più dei consacrati impongono pratiche sanitarie al posto delle pie, come conditio sine qua non per la partecipazione al sacro rito?

E l’abominevole pratica della Comunione sulle mani? Sì: impongono la comunione sulle mani, quindi obbligano il fedele ad oltraggiare Cristo Stesso e ad infrangere il 1° Comandamento. (Eppure l’Aquinate disse che solo le cose consacrate possono toccare l’ostia e che le cose consacrate sono: il calice, il corporale e le mani del sacerdote).

Non solo. Vietano di inginocchiarsi in chiesa: in certi casi con tanto di cartello esplicativo, appeso sui portoni, o ben visibile alle pareti, recante la dicitura: “VIETATO INGINOCCHIARSI”. 
Alcune volte, nei casi di resistenza o recidiva, i guardiani del “sars bau-bau”, allo scopo di risultare più persuasivi agli occhi dei detrattori psico-pandemici, cercano ausilio nella minaccia di appellarsi alla forza pubblica. In certe chiese il problema viene risolto alla radice, attraverso l’eliminazione dei banchi, a loro volta sostituiti con sedie, sistemate a quella “perfetta distanza di sicurezza” che sappiamo: il mitico metro.

Ma chi sono veramente questi ecclesiastici che stabiliscono ed impongono che in chiesa si faccia ciò che non si deve fare, che non si è mai fatto e che è contrario alla Volontà di Dio, degli Angeli, di Maria SS e di tutti i Santi?

Chi sono veramente costoro? Non hanno sentito essi la vocazione? E da chi è stata giudicata valida? Non hanno frequentato i seminari? Chi li ha istruiti? Su quali testi si sono preparati? Non sono stati consacrati? E allora come è possibile che questo clero del III millennio non sappia: che la chiesa è l’ospedale dell’anima; 
che il Direttore Sanitario è Gesù Cristo; che esiste un Catechismo; che la confessione è la condizione assoluta per lo stato minimo di dignità; che in chiesa si sta in ginocchio, come Maria sotto la Croce; e che la Comunione va data sulla lingua, fatto salvo l’indulto nei casi eccezionali come stabilito?

Come sia possibile non lo sappiamo, ma sappiamo che non prenderemo ordini incondizionatamente, da questo clero ambiguo, in certi casi palesemente prostituito.

Ma i sacerdoti rimasti fedeli al Maestro e alla Missione ci sono? 
Certo, che ci sono! Come potrebbe Gesù l’Altissimo, l’Onnipotente, Re della Carità, Freccero d’Amore, sempre intento nel Tabernacolo a costruire dardi, mancare il bersaglio dei cuori dei Suoi Ministri che diffonderanno il Suo Verbo e consacreranno il Suo Corpo e il Suo Sangue Preziosissimo fino alla fine dei tempi come da Lui stabilito con il concorso e l’approvazione del Padre e dello Spirito Santo? (e anche se c’è qualche autorevole incompetente in materia che sostiene che le Persone della SS Trinità sono in lite tra loro, si sappia che è falso come il cinghiale bianco!).

Certo che ci sono, ma sono così in contraddizione con la moda dei tempi che sono malvisti: alcuni addirittura scomunicati, sospesi a divinis come pericolosi eretici!

Ma che valore possono avere queste sospensioni? Sarebbe come se Schettino, comandante della nave tristemente nota per essersi schiantata sugli scogli, bocciasse Amerigo Vespucci all’esame di nautica. (mi scuso, se viene da ridere!).

Ai sacerdoti che Gesù vede già nella Gloria, Egli si manifesta all’improvviso, come un ladro di notte, per recuperarli, ristabilire in loro l’ordine della Fede, della Speranza e della Carità, e liberarli dalla dittatura della menzogna, che li vorrebbe, quali primizie, prede e vittime.

Avete saputo, ad esempio, come si è comportato Gesù col don colombiano di Bogotà, del quartiere di Claret? Ve lo racconto: è accaduto, intorno alla metà del febbraio appena trascorso, che il 33enne padre Fredy Leonardo Herrera Fuentes, durante la celebrazione della Santa Messa, un attimo prima di iniziare l’omelia, ebbe all’improvviso la visione di Gesù calpestato dai fedeli che prendono la comunione in piedi e sulle mani, provando sul suo corpo il dolore dello schiacciamento e nel cuore quello dell’offesa da piegarsi in due di fronte all’ambone, singhiozzante e in lacrime. Risollevatosi a fatica, mentre la platea versava in un silenzio interrogativo assordante, sempre singhiozzando, dal microfono proclamò: “Da oggi in poi in questa chiesa la Comunione verrà distribuita solo sulla lingua e in nessun altro modo. Perché Dio è vivo nell’ostia”. Vedete su YouTube quello splendido miracolo di consapevolezza divina e folgorazione [QUI].

Sono interventi del Salvatore, lanciati in quelle occasioni in cui non si abbia tempo di fare calcoli. Egli confida evidentemente nel fatto che un numero sempre più ampio di anime sappia che la Comunione sulle mani non corrisponde alla Sua Volontà, anche se la permette. 
Ma chi Lo ama non può non sapere che: un conto è ciò che Dio permette. Un conto è la Sua Volontà.

Ci sono anime, tra voi che leggete, che intendano quanto deve soffrire Gesù di vedersi oltraggiato nell’abominio della Comunione in mano, se cadono inevitabilmente frammenti di particole, regolarmente calpestati dai fedeli in coda, da portarli da sotto le scarpe chissà dove? 

Si sappia che su questo barbaro costume Gesù confidò alla mistica tedesca Justine Klotz le seguenti parole di minaccia: “Se non interromperete questo abominio, permetterò che la terra non produca mai più alcun frutto”.

Mentre, tra le parole dei santi, colpiscono su tutte quelle di Madre Teresa di Calcutta: “Fra i tanti mali presenti nel mondo, nessuno mi rende tanto triste, come vedere la Comunione afferrata con le mani”.

Oh, anime che avete saputo: astenetevi dal toccare l’Ostia Santa con le vostre mani! Preferite la Comunione Spirituale, che salvò la fede dei nipponici, quando in Giappone vennero vietate le Messe per due o tre secoli e che spesso nei monasteri i frati recitano ogni quarto d’ora. È in uso la seguente:

COMUNIONE SPIRITUALE

Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’ anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.

Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separarmi da te.

Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto dei miei peccati, in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia”.


Proseguiremo l’argomento, a Dio piacendo, in un futuro prossimo, con qualche altro intervento di approfondimento sull’Eucarestia.

Intanto teniamo a mente, fratelli che qui siete, che su questo tema si gioca la salvezza dell’anima propria e che la salvezza dell’anima è indipendente dalle mode! A presto!

Cordialmente in Gesù e Maria

Veronica Cireneo ( nel 2022)
co-fondatrice e referente degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo)

Giovedì 5 giugno 2025

*Prima di una serie di sette riflessioni sull'Eucarestia, scritte in epoca pandemica che pubblicheremo via via, e che a posteriori si sono rivelate germe e motivo propulsore della nascita del movimento degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo. 

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mercoledì, maggio 21, 2025

CARO PADRE, CI DIA LA POSSIBILITÀ DI INGINOCCHARCI DAVANTI A CRISTO, COME CRISTO SI INGINOCCHIÒ DAVANTI AI SUOI. Dal "Diario degli Alleati", la testimonianza di Enrico da Pordenone.


a cura di Veronica Cireneo 

Cari fratelli nella fede, questa è la testimonianza dell' amico Enrico che ci scrive da Pordenone, per farci partecipi di una sua profonda  riflessione spirituale e del conseguente invio di una lettera al suo parroco, redatta davanti al Tabernacolo. Chiede al sacerdote che venga ripristinato l'inginocchiatoio per permettere, a chi lo desideri, la genuflessione al momento della Comunione. Lo scrivente autorizza l'utilizzo della sua lettera, da parte di chiunque si trovasse nella stessa necessità, suggerendo loro di  adattarla un po' al proprio contesto specifico. Buona lettura.

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Siano lodati Gesù e Maria e sempre vicini ai Preziosissimi Cuori.

Carissimi fratelli Alleati dell'Eucarestia, 

il Giovedì Santo della Pasqua appena trascorsa, quando ero in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, prendendo spunto da questo articolo di Veronica Cireneo, ho scritto, ed inviato, al mio parroco una lettera dove chiedevo l'inginocchiatoio per i fedeli che vogliono ricevere genuflessi la Santa Comunione.

Certo che come Alleati dell' Eucarestia siamo in molti a sentire la nostalgia spirituale delle balaustre, condivido con voi la lettera inviata, perché chi lo desidera possa, con le dovute modifiche e adattamenti del caso, utilizzarla a piacimento e inviarla al proprio parroco. Questa che segue è la mia lettera.

~~~

Carissimo don D.,

sono Enrico M., un suo umile parrocchiano, e ora mi trovo in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. 

Non so perché proprio ora, ma sento nel cuore il desiderio di condividere, con Lei, pensieri e riflessioni che da molto tempo mi toccano profondamente.

Gesù, nella sua vita terrena, ha conosciuto il significato profondo dell’abbassarsi. Non ha disdegnato di chinarsi davanti ai piedi impolverati dei discepoli, per lavarli con l’acqua e l’amore. 

Non ha esitato a inginocchiarsi nel Getsemani: prostrato con la faccia a terra, pregava, accettando la Volontà del Padre nell’intimità più dolorosa e vera. 

Se il Figlio di Dio ha scelto la via dell’umiliazione, quanto più noi, creature fragili e amate, dovremmo trovare nel "piegarci" il senso stesso della nostra fede...!

Inginocchiarsi non è un atto di sottomissione sterile, ma il riconoscimento che Qualcuno ci supera infinitamente in Santità, in Misericordia, in Tenerezza. 

È confessare con tutto il nostro essere che siamo mendicanti di Grazia e che, nel Pane spezzato davanti a noi, si cela la Presenza Reale, Viva, Sostanziale, Palpitante di Nostro  Signore Gesù Cristo.

Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra ( ... )”. 

Ogni ginocchio si pieghi. Il nostro ginocchio si pieghi!

Viviamo in un tempo, invece, in cui molte persone hanno abbandonato la Fede e la Croce e l’ergersi, più che il genuflettersi, sembra l’unica postura accettabile: ergersi in difesa delle proprie opinioni, ergersi per i propri diritti, per i propri desideri... ergersi sempre spavaldi e superbi davanti a Dio!

Eppure, è inginocchiandoci che ritroviamo la verità su noi stessi. Il gesto dell’inginocchiarsi è silenzioso, ma non è vuoto: è colmo di adorazione!

È proprio nel silenzio della genuflessione che l’anima riprende il respiro, perché ci siamo fatti piccoli, poveri, umiliati e aperti all'amore di Gesù.

Quando Pietro vide Gesù compiere la pesca miracolosa, cadde ai suoi piedi, dicendo: “Allontanati da me, Signore, perché sono un peccatore” . Eppure, proprio in quel momento, il Signore lo chiamò a seguirlo. C’è un mistero in questo.

Quando ci riconosciamo indegni, quando ci inginocchiamo, allora possiamo ricevere la chiamata più alta, e allora, inginocchiarsi diventa una preghiera: muta, ma potentissima. Diventa una dichiarazione di amore! 

Non è nostalgia del passato, ma profezia del futuro. Per questo con il cuore in mano, se possibile, padre, le chiedo di sistemare ai piedi dell'Altare, un piccolo inginocchiatoio,visto che nessuna legge della chiesa lo vieta, in modo da permettere alle persone che lo desiderino di poter ricevere genuflesse il Corpo e Sangue Preziosissimo di Nostro Signore, nel momento della distribuzione eucaristica.

Chiedo anche, padre, che una volta tornati ai posti, ci venga lasciato un tempo maggiore di silenzio per adorarLo, sentirLo nel proprio cuore e anima, parlarGli, lasciarLo parlare e amarLo. 

Ecco padre, mi sentivo di scriverle tutto ciò e affidare a Lei, che per la Sua anima prego sempre, questa mia volontà. Grazie di cuore, se vorrà venire incontro a questa nostra fondamentale necessità spirituale. Siano lodati Gesù e Maria

~~~

Ave Maria, fratelli Alleati dell' Eucarestia! Un forte abbraccio a tutti voi e a presto!

Enrico M., Pordenone

21 maggio 2025

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lunedì, marzo 03, 2025

OMAGGIO AGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA: chi sono e cosa si propongono. Giuseppe Aiello


a cura di Veronica Cireneo 

Pubblichiamo questo articolo comparso sul blog (qui) di un amico,  Giuseppe Aiello, che ringraziamo di cuore e che parla dell'identità degli Alleati dell’Eucarestia e dello scopo della loro missione. Buona lettura e diffusione 

§§§

Questi sono tempi difficili per tutti i fedeli cattolici che desiderano accostarsi degnamente alla “Santa Eucarestia“. 

Lo scopo della nascita del movimento denominato “Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo“, di cui faccio parte da molto tempo è quello di sensibilizzare i fedeli circa la “corretta” modalità di ricevere l’Ostia durante la comunione (in bocca e in ginocchio).

I fondatori del movimento, nato nel febbraio 2023 e presente ormai su vari social, fu fondato ( Qui ) da Valter Tuninetti  e Veronica Cireneo (qui per seguirla su Telegram). 

Come anticipato sopra, lo scopo principale che ha portato alla nascita di questa iniziativa è quello di difendere il Santissimo Sacramento e di denunciare i tanti abusi liturgici che si verificano quotidianamente.

È innegabile come, soprattutto dopo la “pandemia”, si sia cercato di imporre ai fedeli un “modus operandi” del tutto scorretto e non rispettoso nei confronti di “Gesù Eucarestia”. Obbligare i sacerdoti, perchè in fondo di questo si è trattato, a comunicare i fedeli sulle mani è stata un’azione orribile.

Purtroppo non tutti i fedeli hanno percepito la gravità di questa imposizione e pochi sono stati quelli che hanno cercato di correre ai ripari. C’è da dire che la prassi di “comunicare sulle mani” , anche prima della presunta pandemia, ha iniziato ad essere piuttosto diffusa, ma in pratica dopo il Covid è diventata una “moda”.

A prescindere da quelli che possono essere tra i fedeli i vari modi di pensarla riguardo alla maniera più rispettosa e degna di ricevere il “Corpo di Cristo”, il dato rilevante è che dentro la Chiesa qualche cosa di grave si sta verificando.

Chi di dovere non dice nulla riguardo a uno degli abusi liturgici più gravi degli ultimi tempi e questo basta per capire che la direzione presa è quella di distruggere il vero culto che Nostro Signore Gesù Cristo si merita...

Detto questo, ognuno è libero di esercitare la propria fede nella maniera che personalmente ritiene più giusta, ma tacere e non evidenziare certe nefandezze è ancora più grave.

Chi volesse aderire all’iniziativa non deve fare altro che iscriversi al nostro canale ( Qui ) e per farlo basta avere un account Telegram attivo.

Essere un “Alleato dell’Eucarestia” significa adoperarsi attivamente per evitare che Nostro Signore Gesù Cristo venga oltraggiato e calpestato ogni giorno. 

Sia lodato Gesù Cristo 

Giuseppe Aiello, Catania

Lunedì 3 marzo 2025

Fonte qui

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