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lunedì, settembre 15, 2025

QUEL CHE DOVREBBE FARE UN PAPA. Suggerimenti ed aspettative di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa.


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi lettori, nella speranza di fare cosa utile e gradita riportiamo oggi il pensiero di Sant' Alfonso Maria De Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, vissuto nel Settecento, circa i provvedimenti che avrebbe dovuto prendere il nuovo Pontefice, per opporsi alla confusione, alla corruzione e al generale rilassamento nella Chiesa. Alla richiesta di esprimersi su questo tema, che gli pervenne da un amico Cardinale per l' occasione del Conclave, che seguì alla morte di papa Clemente XIV (1769-1774), il Santo rispose con una lettera che integralmente di seguito riportiamo. Buona lettura e diffusione.

§§§

Dopo la morte di papa Clemente XIV (1769-1774), quando si stava preparando il Conclave, (...) Alfonso Maria de Liguori, allora vescovo di Sant’Agata dei Goti e già molto stimato negli ambienti della Curia romana (...) venne contattato dal suo amico Cardinal Castelli, che gli chiese di scrivere una lettera al riguardo dei provvedimenti che avrebbe dovuto prendere il nuovo Papa, per riformare la Chiesa afflitta dal rilassamento generale.

Riportiamo qui di seguito la lettera alfonsiana.

«Amico mio e Signore, circa il sentimento che si desidera da me intorno agli affari presenti della Chiesa e circa l’elezione del Papa, che sentimento voglio dar io miserabile ignorante, e di tanto poco spirito qual sono? Dico solo che vi bisognano orazioni e grandi orazioni, mentre, per sollevare la Chiesa dallo stato di rilassamento e confusione in cui si trovano universalmente tutti i ceti, non può darvi rimedio tutta la scienza e prudenza umana, ma vi bisogna il braccio onnipotente di Dio.

Tra i vescovi, pochi sono quelli che hanno vero zelo delle anime. Le comunità religiose quasi tutte, e senza quasi, sono rilassate; poiché nelle religioni, nella presente confusione delle cose, l’osservanza è mancata e l’ubbidienza è perduta.

Nel clero secolare vi è di peggio: onde vi è necessità precisa di una riforma generale per tutti gli ecclesiastici, per indi dar riparo alla grande corruzione de’ costumi, che vi è ne’ secolari. 

E perciò bisogna pregar Gesù Cristo che ci dia un Capo della Chiesa, il quale, più che di dottrina e di prudenza umana, sia dotato di spirito e di zelo per l’Onore di Dio, e sia totalmente distaccato da ogni partito e rispetto umano; perché se mai, per nostra disgrazia, succede un Papa che non ha solamente la Gloria di Dio avanti gli occhi, il Signore poco l’assisterà, e le cose, come stanno nelle presenti circostanze, andranno di male in peggio. Sicché le orazioni possono dar rimedio a tanto male, con ottenere da Dio che Egli vi metta la Sua Mano e dia riparo…

Aggiungo: Amico, anch’io desidererei, come V. S. Ill.ma, vedere riformati tanti sconcerti presenti; e sappia che su questa materia mi girano mille pensieri nella mente, che bramerei di farli noti a tutti; ma rimirando poi la mia meschinità, non ho animo di farli comparire in pubblico, per non parere ch’io volessi riformare il mondo. 

Le partecipo (...) i miei desideri.

- Bramerei primieramente che il Papa venturo (...) scegliesse, fra quelli che gli verranno proposti, più dotti e zelanti del bene della Chiesa, ed intimasse preventivamente ai Principi, nella prima lettera in cui darà loro parte della sua esaltazione, che, quando gli domanderanno il Cardinalato per qualche loro favorito, non gli proponessero se non soggetti di provata pietà e dottrina; perché altrimenti non potrà ammetterli in buona coscienza.

- Bramerei, inoltre, che usasse fortezza in negare più benefizi a coloro che stanno già provveduti de’ beni della Chiesa, per quanto basta al loro mantenimento, secondo quel che conviene al loro stato. Ed in ciò si usasse tutta la fortezza avverso gl’impegni che s’affacciano.

- Bramerei, di più, che s’impedisse il lusso nei prelati, e perciò si determinasse per tutti (altrimenti a niente si rimedierà) si determinasse, dico, il numero della gente di servizio, giusta ciò che compete a ciascun ceto de’ prelati: tanti camerieri e non più; tanti servitori e non più; tanti cavalli e non più; per non dare più a parlare agli eretici. Di più, che si usasse maggior diligenza nel conferire i benefizi solamente a coloro che han servito la Chiesa, non già alle persone particolari.

- Di più, che si usasse tutta la diligenza nell’eleggere i vescovi (da’ quali principalmente dipende il culto divino e la salute dell’anime) con prendersi da più parti le informazioni della loro buona vita e dottrina necessaria a governare le diocesi; e che, anche per quelli che siedono nelle loro chiese, si esigesse da’ metropolitani e da altri, segretamente, la notizia di quei vescovi, che poco attendono al bene delle lor pecorelle.

- Bramerei ancora che si facesse intendere da per tutto che i vescovi trascurati, e che difettano o nella residenza o nel lusso della gente che tengono al loro servizio, o nelle soverchie spese di arredi, conviti e simili, saranno puniti colla sospensione o con mandar vicari apostolici a riparare i loro difetti; con darne l’esempio da quando in quando, secondo bisogna.

Ogni esempio di questa sorta farebbe stare attenti a moderarsi tutti gli altri prelati trascurati. Bramerei ancora che il Papa futuro fosse molto riserbato nel concedere certe grazie che guastano la buona disciplina; come sarebbe il concedere alle monache l’uscir dalla clausura per mera curiosità di vedere le cose del secolo, il concedere facilmente a’ religiosi la licenza di secolarizzarsi, per mille inconvenienti che ne vengono.

Sovra tutto desidererei che il Papa riducesse universalmente tutti i religiosi all’osservanza del loro primo Istituto, almeno nelle cose più principali. 

Or via, non voglio più tediarla. 

Altro non possiamo fare che pregare il Signore, che ci dia un Pastore pieno del suo Spirito, il quale sappia stabilir queste cose da me così accennate in breve, secondo come meglio converrà alla Gloria di Gesù Cristo».

15 settembre 2025

Fonte: Redazione (qui)

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sabato, luglio 19, 2025

GAZA: COLPITA LA CHIESA DELLA SACRA FAMIGLIA. COLLOQUIO TELEFONICO TRA PAPA LEONE E NETANYAHU



a cura di Veronica Cireneo

Il Papa a Castel Gandolfo è stato raggiunto da una telefonata del Primo Ministro israeliano Nethaniahu, dopo il bombardamento della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, dove spiegava che si è trattato di un errore. Esito dell'"errore": tre morti e diversi feriti tra cui il parroco Romanelli ( qui la sua testimonianza: Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!"). Mentre di questo "errore" il Segretario di Stato Vaticano, Cardinal Parolin non è molto persuaso, sui toni intercorsi nella telefonata di un'ora circolano  versioni contrastanti.


§§§

Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede: Colloquio telefonico del Santo Padre con il Primo Ministro di Israele. 18 luglio 2025

Nella mattinata, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto, nella residenza di Castel Gandolfo, una telefonata da parte di S.E. il Sig. Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele, in seguito all’attacco militare dell’esercito israeliano avvenuto ieri che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, causando la morte di tre persone e ferendone altre, tra cui alcune gravemente.

Durante il colloquio, il Santo Padre ha rinnovato il Suo appello affinché venga ridato slancio all’azione negoziale e si raggiunga un cessate il fuoco e la fine della guerra. Ha espresso nuovamente la Sua preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate.

Infine, il Santo Padre ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina ed Israele.

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Traduzione in lingua inglese

This morning, in his residence at Castel Gandolfo, His Holiness Pope Leo XIV spoke by telephone with His Excellency Benjamin Netanyahu, Prime Minister of Israel, following yesterday’s military attack by the Israeli army that struck the Church of the Holy Family in Gaza, killing three people and injuring others, including some seriously.

During the conversation, the Holy Father repeated his appeal for a renewed push for negotiations, a ceasefire and an end to the war. He again expressed his concern about the tragic humanitarian situation of the population in Gaza, whose children, elderly and sick are paying an agonizing price.

Finally, His Holiness reiterated the urgent need to protect places of worship and, especially, the faithful and all people in Palestine and Israel.


Fonte  qui

Sabato 19 luglio 2025

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mercoledì, giugno 04, 2025

COLLOQUIO TELEFONICO TRA LEONE XIV E V.PUTIN per una soluzione diplomatica.

 

a cura di Veronica Cireneo 
Nella telefonata odierna avvenuta tra Papa Leone e V. Putin, Sua Santità ha chiesto allo zar di fare un gesto che favorisca la pace. Cosa alla quale si sarebbe detto favorevole se non fosse che Kiev sta cercando l'escalation.

§§§

Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha confermato la telefonata avvenuta nel pomeriggio. Il Papa ha fatto un appello affinché la Russia faccia un gesto che favorisca la pace e ha sottolineato l’importanza del dialogo tra le parti per cercare soluzioni al conflitto

Oggi pomeriggio “c’è stata una conversazione telefonica tra Papa Leone XIV e il Presidente Putin”. Lo ha confermato in serata il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. “Nel corso della telefonata, oltre alle questioni di mutuo interesse - ha riferito Bruni - è stata prestata particolare attenzione alla situazione in Ucraina e alla pace. Il Papa ha fatto un appello affinché la Russia faccia un gesto che favorisca la pace, ha sottolineato l’importanza del dialogo per la realizzazione di contatti positivi tra le parti e cercare soluzioni al conflitto”.

Si è parlato, inoltre, “della situazione umanitaria, della necessità di favorire gli aiuti dove necessario, degli sforzi continui per lo scambio dei prigionieri (...)”.

“Papa Leone - ha concluso Bruni - ha fatto riferimento al Patriarca Kirill, ringraziando per gli auguri ricevuti all’inizio del suo pontificato e ha sottolineato come i comuni valori cristiani possano essere una luce che aiuti a cercare la pace, difendere la vita e cercare un’autentica libertà religiosa”.

martedì 4 giugno 2025

 Fonte Qui


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