Visualizzazione post con etichetta Seminarista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Seminarista. Mostra tutti i post

martedì, settembre 29, 2026

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle.(2' parte). Un seminarista


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, ricevute dal nostro seminarista queste riflessioni sulla Mariologia, lavoro che consta di due parti (qui la prima ), offriamo alla vostra attenzione la seconda parte riguardante la parabola della Spiritualità Mariana a partire dal Concilio. Buona lettura.

§§§

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle.

(2' parte: La Mariologia nel post Concilio)

Come accennato nella prima parte del mio studio, la spiritualità mariana conobbe una grave inversione di marcia, nel periodo postconciliare: epoca intrisa di minimalismo mariano di “cattolicesimo  adulto” , oppositore delle “devozioni secondarie”, secondo il pensiero creativo dei neo-modernisti.

Quello dei neo-modernisti è un minimalismo mariano che non conosce freno nella sua corsa a spogliare Maria Santissima delle sue Glorie e dei santi Titoli con cui  la Tradizione e il Magistero L'hanno sempre onorata. Lo vediamo fin troppo bene, addirittura intensificarsi, anche nelle notizie della più recente cronaca.

Cosi andò che mentre la ricerca teologica e di approfondimento della spiritualità mariana interessava le grandi universita’ pontificie ed i seminari, la battaglia intestina del virus  neo-modernista era latente, ferveva ed avrebbe visto la sua piena manifestazione, e ahinoi!, il suo  successo durante il Concilio, con una clamorosa sconfitta per la sana spiritualità mariana e l’annesso impegno teologico di approfondimento del mistero di Maria e quindi di tutta la Teologia cattolica.

C'è da dire che il Concilio iniziò i suoi lavori nel modo piu benedetto possibile. In principio infatti la piega degli eventi sembrava molto favorevole alle attese dei massimalisti (tradizionalisti che che sulla scia dei precedenti Dogmi avrebbero voluto che alla Madonna venisse attribuito il titolo - 5' Dogma - di Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie) poi però  i fatti presero un'altra direzione, purtroppo.

Si verificò dapprima una serrata discussione, poi un feroce scontro ed infine una dolorosa spaccatura tra i Padri Conciliari  "massimalisti" e i modernisti, cosiddetti " minimalisti" che fecero naufragare la discussione.

“Un segno infausto per il Concilio” commentò a posteriori  il famoso Teologo Laurentin. Gli fece eco in qualche modo Papa Paolo VI con la nota espressione del: “ fumo di Satana nella Casa di Dio”, quando incalzando ebbe a dire:

 “ Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È invece venuta una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza” ( Paolo VI omelia 29 Giugno 1972)

Tuttavia la Provvidenza ha provato a mettere più volte delle grosse toppe, dopo che molti mariologi buoni avevano nominato il Post Concilio “l’ era glaciale mariana” tra cui il Laurentin che la dichiara “ridotta ad uno scheletro o ad un ectoplasma”(... )

Dal punto di vista dell’ approfondimento della Mariologia quello di Papa Wojtyla è stato un pontificato grandioso per la promozione della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, sia personale, che Mondiale ecc, sotto il motto leggendario: “Totus Tuus” - anche grazie alle indicazioni avute da Suor Lucia, veggente di Fatima. Anche Paolo VI ha dato segni di lucidità con la Marialis Cultus, ma gli anni posteriori al Concilio videro una grande disillusione circa gli ipotetici frutti del post-conciliari.

E se anche nella liturgia non furono registrati grandi risultati me lo spiego con  le parole pronunciate recentemente dal Cardinal Burke - parafrasandole: 

“I Papi sono uomini. A volte parlano e agiscono da uomini, a volte  parlano e agiscono da Papi”

Ossia, non sempre sono docili alle ispirazioni dello Spirito Santo, anche se non pretendiamo certamente di sapere la misura della corrispondenza dei singoli Papi con la Terza Persona della Santissima Trinità, perché non è un mestiere nostro giudicare come fa Dio.

Ma è ovvio che raffreddata la pietà, nel cuore della chiesa, anche lo studio nei seminari e nelle università pontificie ne risente, e quindi nei luoghi dove si formeranno i nostri attuali sacerdoti e Vescovi, viene meno questo slancio mariano.

Non possiamo fare altro che constatare, a fatti avvenuti, il grave declino e la grande ignoranza che serpeggia tra i prelati ed il clero riguardo la speculazione sulla loro Celeste Madre. Come diceva infatti padre Pio, riferendosi alle cause dei mali nella Chiesa:

“Quando il pesce puzza…. puzza dalla testa”.

La Provvidenza non rimase con le mani in mano: nel 1988 la Congregazione per l’ Educazione Cristiana emanò una lettera circolare per arginare la grave emorragia mariana, con la lettera:" La Vergine nella formazione intellettuale e spirituale" (qui)

La lettera affermava con veemenza che: 

“Lo studio della Mariologia tende come  sua ultima metà all ‘acquisto di una solida spiritualità mariana, aspetto essenziale della spiritualità cristiana. Nel suo cammino verso il raggiungimento della piena maturità di Cristo, il discepolo del Signore, consapevole della missione che Dio ha affidato alla Vergine nella storia della Salvezza e nella vita della Chiesa latina,  La assume come  “madre e maestra” di vita spirituale. Con Lei e come Lei, alla luce dell'Incarnazione e della Pasqua, imprime alla propria esistenza un deciso orientamento verso Dio, per  Cristo e nello Spirito, per vivere nella Chiesa la proposta radicale della buona novella e, in particolare il comandamento dell’ amore”( nr. 36, pag. 232)

Fu molto lodevole,  ma corrispose ad un timido tentativo di raddrizzare una situazione che ormai aveva preso una piega storta, se non addirittura diabolica, come oggi vediamo. Lo studio della sana Mariologia nei seminari ed Atenei pontifici, infatti, si rarificherà sempre più, come l' ossigeno ad alta quota, raggiungendo il “minimo sindacale”.

Parlare poi oggi di Spiritualità Mariana in  molti degli ambienti ecclesiali pare come parlare della peste nera agli occhi del “cattolicesimo adulto”  nemico di quelli che chiamano : i “devozionalismi esagerati”.

L' ideologia modernista ha spogliato di fatto l’ Augusta Madre dei Suoi piu bei Titoli e glorie. Degradare Maria dei suoi onori per dialogare coi protestanti e renderci simili a loro è l’iter  “della chiesa di oggi” che tradisce quella di Cristo. Ma dove è finito il grande insegnamento morale di “evitare le cattive compagnie?” Sembra, al contrario, che vogliano a tutti i costi portarci a rassomigliare al cattivo compagno...

Non più la:

“Sublimis inter Sidera”, la Regina, la Mediatrice-Corredentrice ed Avvocata, la “Tota Pulchra”,

ma la:

“donna feriale”, la “semplice discepola”, la “madre dubbiosa, ignorante e “sempliciotta”, che non conosce il Mistero della Divinità di Suo Figlio, “l’ umile  casalinga innamorata” di San Giuseppe, ecc..."

No! Tutte queste minimizzazioni e demitizzazioni rasentano la bestemmia, scoronando Maria e saccheggiandola di tutti gli onori che Le si devono e  che non saranno mai troppi,  riconoscendoLa Quale Ella è: Figlia del Suo Figlio, come diceva Dante,  e pur sempre umile e alta più che creatura.

Allo stesso modo, parallelamente, non più: Sant' Agostino, San Bonaventura, San Tommaso e Sant' Ambrogio. Padri e Dottori della Chiesa relegati nell’ oblio. 

Bensì ben vengano sul piedistallo: Karl Rahner, il Cardinal Martini,  Monsignor Don Tonino Bello e compagnia cantante, della squadra neo-modernista.

Resta il fatto che non c'è paragone tra il miele della pura e sana dottrina cattolica e la cera delle novità minimaliste mariane, che ci risultano davvero indigeste.

Un seminarista

martedì 29 settembre 2026

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.  

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

• MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)

                   
Continua a leggere »

martedì, settembre 15, 2026

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle. Un seminarista (1' parte)




a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, riceviamo dal nostro Seminarista queste riflessioni sulla Mariologia e volentieri le offriamo alla vostra attenzione. Composto di due parti, il lavoro si sviluppa su due fasce temporali consequenziali: il pre e il post Concilio. Qui, a seguire, la prima parte. Buona lettura

§§§

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle

(1' parte: La Mariologia prima del Concilio)

A seguito della diabolica Rivoluzione Francese - ancora oggi  fin troppo elogiata -  che fu molto  aggressiva contro la Santa Chiesa e la Santa Fede, non tardò ad arrivare la risposta del Cielo, manifestatasi con tre grandi apparizioni mariane, avvenute tutte intorno alla metà dell'800, una dopo l'altra, proprio in Francia. Le seguenti:

- a Parigi,  Rue du Bac nel 1830,

- a La Salette nel 1846 e

- a Lourdes nel 1858.

Non solo! Dello stesso periodo, ricordiamo anche:

- il ritrovamento - 150 anni dopo la sua morte - del famoso Trattato della vera devozione a Maria, di San Luigi Grignon di Montfort, nel 1842 e

- la Proclamazione del Dogma dell' Immacolata Concezione, nel 1854.

A questi grandi avvenimenti mariani si affianca anche la fioritura di molti Santi e Santi Fondatori di Movimenti ed Ordini religiosi che eressero Istituti, sempre consacrati a Maria Santissima, tra i quali:

-  Sant’Antonio Maria Claret, ( Clarettiani) 

- Jean Claude Marie Colin, ( Società di Maria) 

-Beato Guglielmo Chaminade (Figlie di Maria Immacolata)

- Beata Clelia Barbieri (Suore Minime dell’Addolorata) ed altri...

Insomma, il vigoroso nuovo impulso di metà '800 dette una grande spinta vitale alla Devozione ed alla Ricerca teologica riguardante il Mistero della Madre di Dio, dato che le due cose, da buone gemelle, camminano sempre insieme. Sovrabbondanza di Grazia che conoscerà sosta solo dopo il 1959, con la morte del Papa Pio XII, poi purtroppo una vera e propria inversione di rotta con l'avvento del Concilio Vaticano II.

Per queste ragioni, non ebbe nessuno scrupolo Padre Roschini a dichiarare il '900, il secolo Mariano per antonomasia.

In effetti, a livello ecclesiale, l’apice fu toccato con Papa Pacelli, quando nel ventennio del Suo pontificato,  la Chiesa vide diverse iniziative mirabili. Volendo rammentarne alcune, tra le più importanti, citeremo:

- La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, nel 1942

- La Proclamazione del Dogma dell'Assunzione, nel 1950

- La Proclamazione della Regalità Universale di Maria e l'anno Mariano del 1954 ( nel centenario della Proclamazione del dogma dell’ Immacolata Concezione).

- Il Centenario delle Apparizioni di Lourdes, 1958

- La Peregrinatio Mariae, ecc.

Ricchezze di Grazia quelle del Pontificato di Papa Pacelli, che andarono a sommarsi ai tre grandi frutti prodotti dal rigoroso risveglio della spiritualità Mariana, avvenuto a cavallo tra i secoli 8 e 900, tra cui:

- un più forte impulso missionario,

- un nuovo, sano, slancio ecumenico legato a Maria Mater Universalis e

- un incremento delle vocazioni sacerdotali e religiose ( ne sono prova i mastodontici seminari oggi purtroppo vuoti,  spesso “ riqualificati” a case di riposo di lusso, alberghi,  centri di accoglienza per migranti, che si possono rintracciare un po' ovunque)

Non possiamo infine trascurare il dato che per arrivare a questa ricchezza di grazia e diffusione della Pietà Mariana, grande impulso lo si ottenne dagli eventi delle mariofanie, in particolare da quella di Fatima, la forte influenza della quale si estese fino al 1960, anno entro cui, secondo la Volontà della Madonna, si sarebbe dovuto rendere pubblico e per intero il Terzo Segreto. Cosa che però ad oggi sembra non essere mai stata fatta da alcun Papa. 

Vedremo invece nella prossima parte, l'involuzione che la mariologia, in termini di approfondimento e devozione, conobbe a seguito del Concilio VII

(fine prima parte di 2...)

Un seminarista

Martedi 15 settembre 2026

•••

Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.  

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)

                   

© 2026. All rights reserved.

Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.


 






 




Continua a leggere »

venerdì, aprile 10, 2026

La Riforma liturgica e quelle deformità da evitare. Un seminarista




a cura di Veronica Cireneo 

Cosa c'è di male nel sognare che la chiesa, i suoi Ministri e i suoi riti tornino al lustro e al sublime che gli appartiene e che la Riforma invece, che sarebbe meglio chiamare "deforma", ha violato? Le Messe Tridentine, scrigno e deposito della nostra santa religione, vivono nell'anima dei fedeli per la bellezza e la profondità che da quel rito promana. Sia onore a tutti coloro che si prestano per tenere in sella la sana Fede Cattolica, nonostante l'ora presente. Grazie anche  al nostro seminarista, così attento a che nulla offenda Nostro Signore Gesù Cristo, che adoriamo. Buona lettura 

§§§

Tra le molte cose ambigue o,  diciamolo pure, sbagliate presenti nel Messale e nelle Rubriche del Novus Ordo Missae, vorrei soffermarmi su ciò che la riforma liturgica, più che riformare, rivoluziona, se non proprio deforma.

E metterò l’ accento su alcuni particolari momenti e gesti rituali fondamentali a cui andrebbe prestata la massima attenzione e che invece sono troppo spesso trascurati. Ci occuperemo quindi in questa sede:
- Del corporale: modalità dell' apertura e sue funzioni.
- Di come il sacerdote dovrebbe tenere le mani dopo la Consacrazione.
- Della purificazione dei frammenti sulla patena .
- Del piattino per la Comunione.




• Il Corporale: molto spesso durante la Messa si vede, e non va bene, il sacerdote o il sagrestano di turno che, sistemando l’altare in vista della Santa Messa, apre il Corporale sventolandolo come fosse una tovaglia qualsiasi. Magari ripetendo il gesto più e più volte per distenderlo meglio, dimenticando o proprio ignorando che lì potrebbero essere presenti dei frammenti di Eucaristia che ovviamente si disperderebbero ovunque, annullando in un colpo solo le funzioni stesse del Corporale, che sono due: la prima che è appunto, quella di raccogliere eventuali frammenti di Eucaristia caduti su di esso durante la celebrazione e la seconda che è quella di delimitare lo spazio nel quale le Sacre Specie saranno consacrate. (Per approfondire vedasi: Tutorial per il corretto uso del Corporale)

• Di come il sacerdote dovrebbe tenere le mani dopo la consacrazione.
Anche se molti non vi si attengono più,  Fede, Dottrina e Tradizione insegnano che, il sacerdote, dopo la Consacrazione, dove ha preso fra i suoi indici e pollici il Verbo Incarnato nascosto sotto le sembianze/accidenti del Pane (e del Vino), per amore e reverenza all' Augusto Sacramento e per evitare la dispersione di frammenti, dovrebbe tenere i pollici e gli indici uniti, finché non purificherà le sue mani con l' acqua, dopo il rito della Comunione ai fedeli.

• La purificazione dei frammenti su patena.
Il messale Novus Ordo nelle Rubriche dice di purificare la patena rivolgendola sopra il Calice, usando il purificatoio per spingere nel Calice eventuali frammenti.

Invece, tradizionalmente i sacerdoti hanno sempre usato le dita soprattutto pollice ed indice, magari aiutandosi con un po' di acqua per bagnare un pochino la patena,  facilitando la santa operazione.
Mi sembrerebbe ancora molto meglio l' insegnamento tradizionale, che la novità!

Ci facciamo in quattro, giustamente, per dire di ricevere la Comunione in bocca ed in ginocchio col piattino ecc. per non disperdere frammenti, quando forse bisognerebbe partire da quello che omettono, per ignoranza o noncuranza, i Ministri dell’ Altare!

Infatti il Corporale, normalmente in lino, usato nel gesto di “purificare” la patena, secondo il Messale Novus Ordo, non fa altro che catturare potenzialmente, nelle sue fibre, alcuni frammenti di Gesù Eucaristia!

Per non parlare poi delle acrobazie, che tutto sono tranne atti di Fede, che certi sacerdoti fanno fare al purificatoio, girandolo e rigirandolo sull'Altare ed anche in Sagrestia, facendo svolazzare qua e là chissà quanti frammenti...lo sa Dio! Miserere

• Il piattino per la Comunione:
Concludendo,  brevemente dirò che in una Messa partecipata da una ventina di fedeli che facciano la Comunione, vengono raccolti in media nel piattino non meno di tre frammenti.

E se l’istruzione [93] della “Redemptionis Sacramentum” in merito al piattino recita così:
[93.] "È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada..." 

..mi congedo con qualche domanda che volutamente lascerò aperta, per suscitare nel lettore le proprie personali riflessioni. Mi chiedo:

- Come mai il piattino è caduto così in disuso?

- In quante chiese si usa ancora?

- Quanti sono i fedeli che si comunicano?

- Dove vanno a finire tutti quei frammenti del Corpo di Cristo in ogni Messa?

- Ed infine: è ancora la Fede il motore degli atti liturgici?

A voi le risposte e le ardue sentenze. 

Un seminarista
10 aprile 2026

•••
Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social. Grazie 

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti agli Alleati cliccando sui seguenti link:

•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi e cenacoli domestici in presenza)

        

          


Continua a leggere »

mercoledì, febbraio 25, 2026

Sulla materia delle sacre specie. Quale pane e quale vino per la Consacrazione? Un seminarista


Quello per la Messa non deve essere un vino qualsiasi 

a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di un seminarista, che in passato ha già condiviso con noi diverse sue riflessioni. Oggi ci accompagna dentro la conoscenza delle caratteristiche specifiche che devono avere il pane e il vino, da utilizzare nella Consacrazione, affinché nella Santa Messa la Transustanziazione avvenga. Buona lettura.

§§§

L' argomento che tratterò questa volta riguarda l' importanza della materia del Sacramento della Santissima Eucaristia e mi è stato suscitato quando, in un viaggio in giro per l' Italia, partecipando ad una Santa Messa, mi sono imbattuto in un serio problema che, tramite vie secondarie, stiamo cercando di risolvere: vorremmo avere infatti la certezza di partecipare ad una Messa sicuramente valida, con la Presenza Reale di Cristo certa, dopo la Consacrazione. Cosa invece al momento molto dubbia.

È accaduto che nella Solennità di Ognissanti mi fermassi in una chiesa per fare un po' di adorazione, dopo la Santa Messa, quando ad un certo punto vidi uscire dalla sacrestia il chierichetto che aveva servito Messa. Aveva in mano il vuoto della bottiglia di vino che era stato usato per la consacrazione. Al primo impatto mi è sembrato un vino bianco qualsiasi, come quelli che vendono al supermercato. E visto che la bottiglia stava per essere gettata, ho chiesto di poterla avere.

Avutala ho potuto constatare che il vino usato durante la Messa era  davvero un vino comprato al supermercato, con tanto di nota denominazione, buono certamente con le bistecche, ma certamente non idoneo per la Messa, dato che la dubbia genuinità e la mancata derivazione naturale rischiano di invalidare il Sacramento.       

Ho voluto approfondire l'argomento e desidero condividere con voi qualche estratto magisteriale fondamentale. Segue un breve elenco sulla tematica: Cos’è  la materia di un Sacramento ?

• Padre Dragone in un commento al catechismo di San Pio X :

"Materia del Sacramento è l’elemento sensibile che si richiede per farlo come l' acqua per il battesimo, il Sacro Crisma nella Confermazione, così nel nostro caso il pane di frumento ed il vino d' uva senza aggiunte di altri componenti" .

• Eugenio IV al Concilio di Firenze nel decreto agli  Armeni insegna che:

“Tutti i Sacramenti constano di materia, di parole, di forma e dell' azione di una persona (il  ministro) che unisce la materia alla forma con l' intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. Se manca anche uno di questi elementi non vi è Sacramento” (Db 695).,.

• Dal catechismo di San Pio X al numero 317

317. Quale è  la materia dell Eucaristia?

Materia dell Eucaristia è il pane di frumento ed il vino d’uva.

Quale pane e quale vino? ( ulteriore approfondimento di Padre Dragone

• Per la validità della materia il pane deve essere:

- impastato con acqua naturale ( non altro)

- cotto al fuoco  ( non fritto o al sole) 

- incorrotto ( marcio è invalido, ammuffito è illecito, quindi valido, ma sarebbe una mancanza di riverenza usarlo)

- presso i latini è senza lievito ( azzimo) presso gli orientali è  fermentato.

• Per la validità della materia per il vino deve essere.

- esclusivamente di uva

-  di uva matura

- deve essere incorrotto ( l'aceto è materia invalida)

- privo di solfiti 

- bevibile e fermentato ( il mosto è concesso ma con indulto del Vescovo in certi casi, per sacerdoti  e fedeli con problemi di alcolismo e simili come  specifica il documento del 15 Giugno 2017 della Congregazione del Culto  Divino e della Disciplina dei Sacramenti)

Al vino nella celebrazione è uso antichissimo aggiungere un po' di acqua per indicare l' unione dei fedeli a Cristo (cfr. CONC. TRID., SESSIONE 22, CAP 7; DB 939)

• Lo stesso Codice di Diritto Canonico  conferma: 

Can. 924 - §1. Il sacrosanto Sacrificio eucaristico deve essere offerto con pane e vino, cui va aggiunta un po' d'acqua.

§2. Il pane deve essere solo di frumento e confezionato di recente, in modo che non ci sia alcun pericolo di alterazione.

§3. Il vino deve essere naturale, del frutto della vite e non alterato.

Anche aggiungendo che:

Can. 925 – La sacra comunione venga data sotto la sola specie del pane o, a norma delle leggi liturgiche, sotto le due specie; però, in caso di necessità, anche sotto la sola specie del vino. 

 Questo canone 925 e’ chiaramente rivolto ai celiaci e simili, qualora il pane a causa del glutine possa danneggiare la salute del fedele.


• Infine, l’Istruzione “Redemptionis Sacramentum” specifica escludendo qualsiasi dubbio sulla materia del vino . (Capitolo III, paragrafo 50):

“Il vino utilizzato nella celebrazione del santo sacrificio eucaristico deve essere naturale, del frutto della vite, genuino, non alterato, né commisto a sostanze estranee. Nella stessa celebrazione della Messa va mescolata ad esso una modica quantità di acqua. Con la massima cura si badi che il vino destinato all’Eucaristia sia conservato in perfetto stato e non diventi aceto. È assolutamente vietato usare del vino, sulla cui genuinità e provenienza ci sia dubbio: la Chiesa esige, infatti, certezza rispetto alle condizioni necessarie per la validità dei sacramenti. Non si ammetta, poi, nessun pretesto a favore di altre bevande di qualsiasi genere, che non costituiscono materia valida.”

Infine per riassumere e per completezza di informazione si legga questa  lettera sulle sacre specie del Cardinale Sarah

• Concludo dicendo che vorrei tanto che fosse accaduto solo in quella chiesa un fatto simile, ma purtroppo non credo che sia così . Data dunque l'importanza del tema invitiamo innanzitutto i sacerdoti ad usare la massima prudenza nella scelta della materia per il Santissimo Sacramento e ricordiamo che ciascun fedele, che si trovasse in situazione dubbia,  ha il diritto-dovere di verificare ed eventualmente industriarsi in modo discreto, affinché vengano usati il pane e soprattutto il vino giusto per la Consacrazione, garanzia di transustanziazione, quindi della validità della Santa Messa e della Presenza Reale di Cristo nel Tabernacolo. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato! 

Lodiamo ed adoriamo il Signore
 Un seminarista

25 febbraio 2026

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social. Grazie 

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti agli Alleati cliccando sui seguenti link:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  1

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

•  MAIL MESSA/CENACOLI (per offrire disponibilità a Messe, catechesi e cenacoli domestici in presenza)

        

          



Continua a leggere »

martedì, novembre 11, 2025

Il sacerdote che vorrei essere: meditazioni di un seminarista.



a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi,  offriamo alla vostra attenzione questo testo di un seminarista che, in attesa dell' ordinazione, si è soffermato a riflettere sul significato più intimo del ministero sacerdotale, delineando per sè il profilo del modello ideale di sacerdote che vorrebbe incarnare.  Lo affidiamo alle vostre preghiere, augurandovi  buona lettura.  

§§§

Ave o Maria piena di grazia….

Dedico questo breve scritto al Sacro Cuore di Gesù che ha tanto amato quegli uomini, dai quali non riceve che disprezzi.

L' idea del sacerdote che vorrei essere è la più conforme a ciò che Dio e la sua Immacolata Madre vogliono. O meglio, rubando il motto episcopale del molto Reverendissimo Card. Burke, vorrei essere un pastore... “secundum cor tuum”.

Ciò che un seminarista deve capire e sperimentare è che un sacerdote non è mai sacerdote per se stesso, ma esiste in ordine al servizio dei fedeli: "(…..) non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. (Gal 2, 20).

L’amor proprio si spera che negli anni di seminario sia stato completamente o in gran parte sepolto o bene addomesticato, perché è: "un nemico che ogni tanto, come erba cattiva, ricresce e va sradicato". (cit. di  San Bernardo)

Il sacerdozio non è mai un obiettivo di prestigio o di carrierismo. È infatti un onore,  ma anche un grave onere, e più che un onore è una grande Grazia essere sacerdote.

Giungere alla Grazia di ricevere il Sacramento dell' Ordine dovrebbe essere strettamente parallelo all'' ascesa dell' anima, giunta al più completo rinnegamento del proprio io. Il ministero sacerdotale è un servizio di carità e piena dedizione alla Chiesa. Il maggior svuotamento di sé, equivale ad un maggiore frutto per le anime.

Sempre in servizio per il Signore vive per dargli gloria e per aumentare i cittadini del cielo. 

Dare gloria a Dio e salvare anime è ciò che deve permeare l'opera di un ministro, possibilmente con la stessa ansiosa avidità che divorava il Cuore di Cristo,  affinché anche la pecorella smarrita (Lc 15, 1-7 ) possa essere ritrovata ed il figliol prodigo tornare dal padre (Lc 15,11-32). 

Ma per esprimere nel dettaglio il sacerdote che vorrei essere mi rifarò alle caratteristiche dell'apostolato di qualche Santo tra i miei preferiti.

Ecco allora che:

- vorrei avere lo Zelo di San Martino: monaco e Vescovo che lavoro' indefessamente fino all ultimo respiro tant’è che stremato dalle fatiche apostoliche giunse a dire al Signore:“Signore se sono ancora utile al tuo popolo non ricuso la fatica, altrimenti giunga la morte”.

- vorrei avere la carità e lo spirito di penitenza del Santo Curato d’Ars che riduceva le necessità corporali al minimo per donarsi interamente alle anime, stazionando per almeno dieci/dodici ore e anche di più nel confessionale quotidianamente , col caldo, col freddo e in ogni stagione.

- vorrei avere la dedizione allo studio di San Bonaventura e San Tommaso che non cercavano la la scienza che gonfia (1 Cor 8, 2), ma quella finalizzata a conoscere meglio Cristo, per amarlo di più e per farlo conoscere ed amare di più anche dagli altri.

- vorrei avere la diligenza e la responsabilità, nell' adempiere al ministero ricevuto, di un San Francesco di Sales che ben comprendeva, che il suo ufficio di Vescovo lo obbligava al buono e responsabile governo del suo gregge, al punto che  pur di arrivare in visita pastorale, in tutte le parrocchie, senza saltarne una, giungeva a compiere veri propri gesti da acrobata. Come quando in varie occasioni dovette superare il letto dei fiumi a cavalcioni su dei tronchi o fare percorsi assai impervi in pieno inverno ed in montagna nonostante la non giovanissima età.

- vorrei avere la paternità e la sobria e sana allegria di un San Giovanni Bosco e di un San Filippo Neri,

- l' idea fissa di conquistare ogni cuore all’ Immacolata di San Massimiliano Kolbe

- la dolce devozione alla Rosario di San Pio da Pietrelcina o del Beato Gabriele Allegra.

- la fiducia nella Provvidenza di San Giuseppe Benedetto Cottolengo che asseriva, sepolto dai debiti e dalle preoccupazioni: " Bisogna prima soffrire, poi arriva la Provvidenza".

Vorrei impiegare ogni momento libero, dal confessionale e dall'insegnare la Dottrina Cattolica, ai piedi del Tabernacolo a pregare Rosari su Rosari.

- vorrei, come diceva don Dolindo parafrasando San Pietro andare in giro come leone ruggente,  “alter Leone di Giuda” Gesù Cristo, cercando di fare il bene e spazzare la strada del mio cammino con fiumi di Ave Maria. Seminare ovunque le Ave Maria e invogliare altri con l' esempio a pregare inginocchiati o camminando o negli spostamenti di ogni genere. Pregare sempre!

Sì. Vorrei essere un benefattore dell' umanità perpetuamente e ogni attimo della mia vita, fino al mio ultimo respiro, allo stesso modo di come ben descrive l'Arciprete Luigi Martini nel suo: "Il seminarista che medita sopra il sacerdozio" dedicato al clero di Mantova:

“Ogni giorno, anzi ogni ora, ogni momento e ogni luogo presenta l' occasione al sacerdote di operare , essendo egli un‘ Ostia perpetua di espiazione, un mediatore assiduo, un apostolo di continuata beneficenza e d' indefettibile carità . 

Che dimori in casa il Sacerdote, o che eserciti le sue funzioni in Chiesa, che corra per le strade, o sieda al circolo sociale , egli è sempre il maestro  intorno al quale volge attento lo sguardo il fedele e l’incredulo, il vecchio ed il giovane, lo scienziato e l'idiota".

San Francesco di Sales era solito, prima di compiere ogni ufficio o azione, di prepararsi come se avesse dovuto celebrare la santa Messa! E questo il modo più serio di considerare e vivere il  sacro ministero! Il sacerdozio deve essere visto come una serie continuata di atti liturgici, per far sì che tutta la vita sia una perpetua liturgia che trova il suo culmine  propriamente nella celebrazione dei Sacri misteri e in primis nella Santa Messa.

Lavori dunque prima il cuore nella preghiera, dopodiche' siano le gambe e le mani a darsi da fare e quando queste hanno adempiuto il loro dovere, sia la mente ad entrare in azione con lo studio della sacra dottrina e nell'apostolato.  

Il nostro essere sacerdoti di Cristo non conosca riposo, ma alterni la preghiera alle opere e queste allo studio, per illuminare e nutrire nella predicazione il gregge affidatoci e così sia. 

Domine fac mihi secundum Cor tuum.

Un seminarista

11 novembre 2025

      

San Martino di Tours:
"Soldato per forza, vescovo per dovere, monaco per scelta".

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto: condividilo e lascia un commento. 

Per aggiornamenti seguici qui:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)

          












Continua a leggere »

venerdì, ottobre 03, 2025

ROSARIO, ADORAZIONE E DIGIUNO: I "LIBRI" PREFERITI DEI SANTI. Riflessioni di un seminarista (II parte di 2).


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, offriamo alla vostra spirituale attenzione le riflessioni di un seminarista, che abbiamo l'onore di enumerare tra le fila degli Alleati e che avete già avuto modo di conoscere ed apprezzare ( qui  e qui ). In questa seconda ed ultima parte delle sue riflessioni sulla preghiera ci parla dell'importanza del Santo Rosario, dell'Adorazione Eucaristica  e del Digiuno nella vita dei Santi. Lo ringraziamo di cuore per l'ottimo spunto di meditazione che ha voluto offrirci per ottobre, mese tradizionalmente dedicato al Santo Rosario. Buona lettura e diffusione.

§§§

Dicevamo, nella prima parte, che....:"Tu preghi e le grazie piovono" . Sì! Ci sono gli angeli che si attivano! 

La preghiera è come un bombardamento fatto dall' Alto dei Cieli: prima di fare l' avanzata contro il male, monta in aeroplano, sale in alto e da lì fa cadere le bombe, che sconvolgono il piano di satana...

San Bonaventura da Bagnoregio, il doctor Seraphicus, ci insegna che tutte le difficoltà di ogni tipo le vinceremo solo pregando.  Afferma:

"Se vuoi soffrire con pazienza le avversità e le miserie della vita, sii un uomo di orazione. 

Se vuoi raggiungere la virtù e la fortezza per vincere le tentazioni del Nemico, sii un uomo di orazione. 

 Se vuoi mortificare la tua propria volontà con tutte le sue affezioni ed appetiti, sii un uomo di orazione". 

L' elenco continuava. L' ho abbreviato, ma nello specifico, per la fecondità della propria fede ed apostolato, ecco qui qualche dritta che arriva da altri Santi.

•••

San Domenico riceve il Santo Rosario dall'Immacolata.

1) Il Santo Rosario 

Sono famosi  alcuni episodi miracolosi che riguardano l'Apostolo per eccellenza del Santo Rosario: San Domenico.

Un giorno aveva già preparato  la predica della Domenica e  prima della Messa era solito raccogliersi e pregare il Santo Rosario. Così fece anche quella volta. Al termine della recita del Rosario la Madonna gli apparve e gli consegnò un foglio con una predica diversa da quella che aveva lui stesso preparato. Predica che ovviamente produsse  grandi frutti spirituali.

In un'altra occasione constatando, San Domenico, che i peccati degli uomini erano di ostacolo alla conversione degli Albigesi, si ritirò in una foresta presso Tolosa e vi restò tre giorni e tre notti in continua preghiera e penitenza. Tali furono i suoi gemiti e i suoi pianti, le sue penitenze a colpi di disciplina per placare la collera di Dio che cadde svenuto. La Vergine Santa, allora gli apparve accompagnata da tre principesse del cielo e gli disse: 

“Sai tu, caro Domenico, di quale arma si servì la SS. Trinità per riformare il mondo?”

Rispose il santo:

“Signora mia, voi lo sapete meglio di me. Dopo il Figliolo vostro Gesù voi foste lo strumento principale della nostra salvezza”. 

Ella soggiunse: 

“Sappi che l'arma più efficace è stato il Salterio angelico (ossia il Santo Rosario), che è il fondamento della Nuova Alleanza. Perciò se tu vuoi conquistare a Dio quei cuori induriti, predica (e prega) il Mio Salterio”.

Dunque pregare e far conoscere agli altri il Santo Rosario è dovere di ogni buon cristiano.

•••

2) L' Adorazione Eucaristica 

• In qualche modo fa da gemello a San Domenico, il monito del Santo Apostolo dell' Eucaristia San Pier Giuliano Eymard che trovava tutta la sua ispirazione ed ardore dall' Adorazione davanti al Tabernacolo. Diceva: 

"Se vuoi  il fuoco della parola, lo troverai innanzi al Santissimo Sacramento".

La filosofia ci viene incontro insegnando che nessuno può dare ciò che non ha e la teologia ci ammaestra che anche nella vita spirituale è  cosi. Dunque, in poche parole, un sacerdote che “predica bene, ma razzola male” non trasmetterà mai la Grazia della Fede alle anime, anche se parlerà di cose eccelse, perché non ne ha esperienza. Per un apostolato efficace necessitiamo di una vera Riforma del cuore: la più importante riforma che dobbiamo fare. 

• San Francesco Caracciolo ci indica la terapia migliore per guarire il nostro cuore ferito dalla macchia originale e da tanti peccati personali, dicendo che:  “Le riforme non iniziano nei palazzi,  ma ai piedi del Tabernacolo”. Ecco dunque dove possiamo trovare ciò che ci occorre: tutta l’ ispirazione nel Santo Rosario, e tutto l’ardore per riformare in primis il nostro cuore, e poi quello degli altri,  nell' Adorazione del Santissimo Sacramento. 

• San Bernardo lo conferma con queste parole: “Non è possibile separare il sole dalla luce dal sole, altrettanto non è possibile separare Gesù da Maria”.  Non conviene dunque separare il santo Rosario dall' Adorazione Eucaristica. Ogni Santo, infatti,  dottore o ignorante che fosse, ha fatto del Tabernacolo il suo libro vivo prediletto e del Rosario la sua spada infallibile. La Madonna Stessa rivelò a suor Lucia nel monastero di Coimbra che : “Il Santo Rosario davanti al Santissimo Sacramento è la preghiera più potente che si possa  fare”.

•••

3) Il digiuno

Facciamo infine un breve cenno, giusto per completare il quadro, anche sulla necessità della penitenza da affiancare alla preghiera, necessario perché “…questo tipo di demoni non si cacciano se non con la preghiera ed il digiuno”, dice Gesù.

Il Santo Curato d'Ars

Il Santo Curato di Ars offri  una gran lezione ad un parroco che si recò da lui per chiedergli consiglio. Disse: “Padre io prego molto, predico a lungo, mi do da fare, ma i miei parrocchiani non si convertono!"  Rispose il Curato: “Se vuoi che si convertano i tuoi parrocchiani prova a dormire sulle assi di legno, a digiunare e a flagellarti. Vedrai come cambieranno le cose”. Non si può infatti sperare nel frutto della preghiera senza mortificare le proprie disordinate tendenze e senza praticare la temperanza e la sobrietà in ogni aspetto e momento della nostra vita. 

Sia il sacerdote, che il muratore, che la madre di famiglia o chi per essi,  tutti siamo tenuti per giungere alla santità, all' unione col Signore e alla mortificazione della carne, mai concedendole più del necessario. Nulla di buono possiamo se siamo lontani da Lui e dai Suoi Comandamenti e se non irroriamo le nostre opere con le Ave Maria e col Sole Eucaristico. E quando non ci si riesce, per via degli impegni e dei doveri di stato, compensi almeno l'affetto del Cuore, l'adesione a Dio della volontà. Se le chiese, quando abbiamo tempo sono chiuse, nulla ci vieta di adorare la Presenza Reale di Gesù nel Tabernacolo dalle finestre delle nostre case o dalle strade. Oltre il muro della chiesa e magari di lontano recitare il Rosario guardando il campanile.

Il Signore sa. Il Signore vede. Il Signore ascolta. Il Suo Amore trapasserà i muri, le porte ed ogni altro ostacolo per raggiungere il cuore che Lo cerca, da qualunque angolo della terra, Gli giunga la sua preghiera. 

Facciamo lavorare alacremente i nostri angeli custodi presso Dio, affinché bombardino dal più alto dei Cieli i piani del Maligno, a vantaggio della salute delle anime nostre. Così sia

Ad majorem gloriae Dei et Mariae

Un seminarista

Venerdì 3 ottobre 2025

•••

Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social. Grazie 

Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti agli Alleati cliccando sui seguenti link:

• CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA  

• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO

• CANALE YOUTUBE

• SITO INTERNET

• MAIL  (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli e riflessioni personali)

          

Benvenuti

***






Continua a leggere »

Post in evidenza

Roma sparita. Usi, costumi e quella fede che non c'è più. Ciro Mauriello

a cura di Veronica Cireneo  Carissimi lettori, a seguito del paradossale gran rifiuto di Roma, riservato per il tramite di barricate ad un p...