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lunedì, luglio 27, 2026

Santità, è ora di dire basta! Papa Leone ascolti i cardinali Burke e Sarah. Stefano Fontana



a cura di Veronica Cireneo 

Tra sperimentazioni sinodali, omosessualismo, lotta al celibato e Messe arcobaleno i processi avviati da Francesco sono andati fuori controllo ed è ora di fermarli. I due porporati si rivolgono a Leone XIV auspicando una correzione di rotta per il bene della Chiesa. Un articolo di  Stefano Fontana. 

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Nei giorni scorsi i cardinali Robert Sarah e Raymond Burke hanno reso pubbliche alcune loro valutazioni sulle necessità della Chiesa di oggi, chiedendo a papa Leone XIV di fare alcuni necessari interventi.

Non è la prima volta che i due cardinali intervengono sulla situazione e il futuro della Chiesa, ma in questa occasione si è potuto percepire un tono di maggiore urgenza e, implicitamente, la valutazione che su alcuni punti importanti si stia procedendo a rilento.

Se alcuni nodi non vengono affrontati con decisione, i processi a loro sottostanti continueranno e la correzione di rotta in itinere diventerà impossibile. Con questi due loro interventi è come se i due cardinali avessero invitato il Papa a dire qualche “basta!”.

Il cardinale Burke, in una intervista rilasciata a The College of Cardinals Report il 28 giugno scorso, ha detto che: «dobbiamo insistere affinché tutta questa storia della sinodalità si fermi» e ha asupicato «che venga condotto uno studio molto serio sull'intera questione, perché stiamo parlando della vita stessa della Chiesa e della salvezza delle anime».

Burke aveva già espresso la sua contrarietà alla nuova sinodalità, ma questo recente appello ha assunto un tono decisamente più insistente. Il cardinale ha ricordato quanto gli stessi documenti sinodali riconoscono, ossia che la nuova sinodalità non ha basi teologiche ma è un’avventura sperimentale: «Non esiste una definizione di sinodalità. Non c'è una sua storia nella Chiesa», il percorso sinodale intende piuttosto far emergere la nozione di sinodalità dalla prassi sinodale stessa.

Durante questo inizio di nuovo pontificato il processo iniziato da Francesco è proseguito indisturbato: gli ultimi due concistori ne hanno assunto la forma, il rapporto del Gruppo 9 al sinodo ha evidenziato a cosa conduce la nuova prassi sinodale, Fiducia supplicans, uno dei frutti più negativi della nuova sinodalità, è stata di fatto confermata mediante la capziosa distinzione benedizioni formali no, benedizioni informali sì.

Anche il cardinale Robert Sarah ha avuto parole dure verso la nuova sinodalità in una intervista a Diane Montagna del 29 luglio scorso.

La sinodalità secondo lui non è presente nella tradizione della Chiesa, non se ne capisce il senso, anzi si era sempre impedito che il sinodo dei vescovi si trasformasse in una assemblea come sembra accadere oggi.

Come Burke, anche lui sostiene che non esiste una definizione di sinodalità e la stessa parola non è traducibile in molte lingue africane anche perché definirla come “Chiesa che cammina” non ha nessun significato, la Chiesa infatti è missionaria.

Con riferimento al rapporto del Gruppo 9 del sinodo, il cardinale Sarah ha anche chiesto a Leone di esaminarlo personalmente, di non permettere la sua diffusione nelle diocesi del mondo senza un adeguato esame, di chiarire la posizione della Chiesa sull’omosessualità e di non ripetere i danni seguiti alla pubblicazione di Fiducia supplicans.

Molto duro è stato il discorso del cardinale a proposito della Pachamama, rimasta esposta durante tutto il Sinodo dell’Amazzonia del 2019. Egli si è chiesto perché non fosse stata scelta un’immagine della Vergine venerata in Ispanoamerica, come Nostra Signora di Guadalupe. Al suo posto, sostiene, «hanno portato un idolo inca» che è entrato nella basilica di San Pietro ed è stato portato in processione fino all’Aula Paolo VI. Da qui la richiesta di preservare la Chiesa dalle infiltrazioni pagane, sia quelle delle religioni primitive, sia quelle delle culture occidentali sviluppate che pensano ad una sinodalità democratica

In sintesi, i due cardinali hanno chiesto al Papa di dire alcuni “basta!”:

-alla nuova sinodalità per prendersi una pausa di riflessione,

-all’omosessualismo cattolico,

-a Fiducia supplicans e anche

-a Traditionis custodes che Sarah si augura che venga cancellato o almeno tacitato e reso innocuo. Non si sono spinti fino ad Amoris laetitia.

Se esaminiamo anche brevemente gli eventi nella Chiesa nello stesso periodo dei due interventi ora visti, dobbiamo riscontrare come di qualche “basta!” ci sia veramente bisogno:

-Erio Castellucci, vescovo di Modena, propone di far presiedere ad una donna la liturgia della Parola della Messa;

-il vescovo di Bruxelles, a nome dei vescovi del Belgio, spinge per i preti sposati che sarebbero un arricchimento per la Chiesa;

-padre James Martin chiede che anche un omosessuale possa essere ordinato sacerdote;

-Il cardinale Timothy Radcliffe presiede una celebrazione in chiesa per l’anniversario di una coppia omosex;

-a Los Angeles si è tenuta la “Misa Azteca” con danze pagane;

-la cattedrale di san Diego celebra una Messa “aperta a tutti” a tema LGBT;

-è stato nominato vescovo di Eichstätt Christian Würtz favorevole al cammino sinodale tedesco e alle benedizioni delle coppie omosessuali in chiesa; 

-Vatican News sdogana la fecondazione artificiale e 

-L’Osservatore Romano nega il peccato originale e Satana … mentre

-il cardinale Mauro Gambetti apre un ristorante/bistrot sulla terrazza della basilica di san Pietro.

Si comprende molto bene l’urgenza dei perentori interventi di Burke e Sarah.


Stefano Fontana

27 Luglio 2026

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martedì, giugno 30, 2026

Lettera del Santo Padre alla FSSPX: non lo fate!


a cura di Veronica Cireneo 

Qualche giorno fa gli Alleati dell'Eucarestia   pubblicavano la lettera che Monsignor Bux aveva indirizzato al Santo Padre circa la questione delle Consacrazione Episcopali. Torniamo oggi doverosamente sull'argomento per riportare integralmente la lettera aperta redatta dal Santo Padre e indirizzata al Superiore Generale della Fraternità don Davide Pagliarani. Lettera in cui Leone XIV afferma di apprezzare della Fraternità Sacerdotale San Pio X: l' attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di  fedeltà alla Tradizione, ma, stridente come un paradosso , non li autorizza a procedere alle imminenti nomine vescovili previste per domani 1 luglio ad Econe. Auxilium christianorum, ora pro nobis!

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LETTERA INTEGRALE DEL SANTO PADRE LEONE XIV

Papa Leone XIV

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Al Reverendo

Don Davide Pagliarani

Superiore Generale

della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Don Davide Pagliarani

Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro.

La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato.

Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione.

La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo.

Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio.

LEONE PP. XIV

29 giugno 2026: Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

Copyright © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana

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30 giugno 2026

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sabato, maggio 24, 2025

PERCHÉ MI CHIAMATE SIGNORE, SE NON FATE QUELLO CHE DICO? TRA IL DIRE E IL FARE.. Note dolenti sulle prime nomine del papato leonino. Mons. C. M.Viganò


a cura di Veronica Cireneo 

Pubblichiamo questa riflessione di S.E.R.  Monsignor Carlo Maria Viganò, probabilmente la prima in assoluto sul nuovo Pontefice. Anche se forse è un po' presto per trarre conclusioni definitive, di certo non a pochi è sfuggito il contrasto, tra il pensiero che Papa Leone XIV così chiaramente esprime nei suoi interventi pubblici sulla dottrina e la logica della Fede con continue citazioni dei Padri della Chiesa e le sue scelte amministrative: quelle riguardanti in particolar modo le recenti nomine di Suor Merletti e di p. Grogli.  

Non siamo a conoscenza se tali decisioni siano libere o indotte, volontarie o obbligate. Di certo appaiono davvero molto discutibili. Vien la voglia di chiedersi che fine abbiano fatto quei branchi di lupi per affrontare i quali Papa Benedetto XVI chiedeva ferventi preghiere. Se non siano per caso ancora nei paraggi a dettar legge con le zanne al vento...e se trovandosi di fronte ad essi, in questo tempo di apostasia, Papa Leone preferirebbe  consegnare al martirio se stesso per difendere il cattolicesimo o viceversa. Sono tempi difficili! Pater Noster, libera nos a malo.

Oremus pro Pontefice nostro Leone XIV. Auxilium christianorum, ora pro nobis

§§§

È normale e umanamente comprensibile che oltre un decennio di aperta persecuzione dei cattolici da parte di colui che si è presentato come il loro Papa abbia portato molti di noi a desiderare una tregua, sperando che Nostro Signore doni alla Sua Chiesa – se non un nuovo Pio X – almeno un altro Benedetto XVI.

Ma questo legittimo desiderio – certamente animato da buoni sentimenti e amore per la Chiesa – non può trasformarsi in una realtà virtuale in cui, anche contro ogni evidenza, tutto deve necessariamente essere letto come una conferma di ciò che vorremmo, e non di ciò che sta realmente accadendo. 

Non possiamo costruirci una "Chiesa virtuale" con un "papato virtuale" che amiamo e serviamo in una finzione consolante, ma irreale. 

La conferma di un noto eretico alla Cattedra di San Gallo in Svizzera; la nomina di una suora a Segretaria del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, in linea con la nomina di una Prefettrice da parte di Bergoglio; i ripetuti riferimenti ai documenti eretici del suo predecessore e al Concilio Vaticano II; le dichiarazioni sull'ecumenismo e la sinodalità, e infine l'accettazione della frode climatica: tutto ciò pone Robert Francis Prevost in evidente e inquietante continuità con il suo predecessore, e non saranno certo la stola e la mozzetta a cambiare la realtà.

Che guardare la realtà con occhi soprannaturali ci aiuti a riconoscere gli inganni del Maligno e ci spinga, oggi più che mai, a riporre tutta la nostra speranza in Cristo Re e Pontefice, affinché aiuti e protegga la sua Chiesa. 

Che Lui che è la Via, la Verità e la Vita sia la nostra guida in un mondo ribelle destinato alla perdizione, alla menzogna e alla morte.

Arcivescovo Carlo Maria Viganò

Fonte Twitter

Sabato 24 maggio 2025

Auxilium christianorum, ora pro nobis

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mercoledì, maggio 21, 2025

L'EREDITÀ DI BERGOGLIO E IL NUOVO PONTIFICATO LEONINO. "L’Echo di Bruxelles" e il "Vaso di Pandora" intervistano Marco Tosatti


Il Vicario di Cristo.
Sua Santità Papa Leone XIV 

a cura di Veronica Cireneo 

Cari lettori, tra i tanti articoli che si susseguono, circa gli eventi di portata mondiale che hanno interessato la Santa Sede nei mesi di aprile/ maggio 2025, non poteva mancare anche sul nostro blog l'intervento del vaticanista Marco Tosatti del quale riportiamo oggi una doppia intervista. La prima, che è un testo scritto, realizzata dal giornale belga: "L'Echo di Bruxelles",  fa un bilancio dell'era e dell'eredità bergogliana; la seconda -  un video realizzato dal "Vaso di Pandora" - analizza  speranze e  attese suscitate dal nuovo pontificato. Buona lettura e ascolto.

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Da: "L'Echo di Bruxelles" 
 
Da 45 anni Marco Tosatti racconta luci e ombre del Vaticano. Di base a Roma, fino al 2008 è stato vaticanista del quotidiano nazionale La Stampa. All’indomani della morte di Papa Francesco, analizza per L’ECHO gli scenari che attendono una Chiesa cattolica in subbuglio e fortemente disorientata.


• Che tipo di Chiesa lascia Papa Francesco?
L’eredità del Santo Padre è una comunità cattolica in tutto il mondo e un Vaticano molto confuso e frammentato, con visioni antagoniste e persino inconciliabili. Il suo pontificato non ha certo rappresentato un periodo di unificazione. In un certo senso, ha esacerbato le divisioni e le rivalità dottrinali e politiche all’interno della Chiesa.

• A cosa pensa in particolare?

Potrei citare diversi documenti importanti che ha firmato e che hanno suscitato polemiche molto virulente all’interno del mondo cattolico. L’esortazione apostolica post-sinodale Amoris leatitia del 2016, ad esempio, ha aperto la strada all’accesso ai sacramenti per i divorziati coinvolti in una nuova unione. Diversi cardinali hanno quindi scritto a Francesco per esprimere le loro perplessità. Egli non ha mai risposto.
Le stesse reazioni violente hanno seguito la sua dichiarazione Fiducia supplicans del 2023, in cui prevedeva di benedire le coppie considerate dalla Chiesa “in situazione irregolare”, in particolare le coppie omosessuali. La reticenza dei vescovi africani fu immediata e molto violenta…

Tuttavia, è stato un pontefice che ha fatto di tutto per promuovere l’apertura e il dialogo in tutto il mondo…
Sì, ma anche in questo caso è stato accusato di aver distorto i precetti dei Vangeli. Penso, ad esempio, alla Dichiarazione di Abu Dhabi, co-firmata nel 2019 con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb. Ha aperto la strada al pluralismo religioso. Eppure nei Vangeli leggiamo che “Cristo è l’unico Salvatore”. Gli impulsi e le decisioni di Francesco hanno profondamente destabilizzato la Chiesa. E ora dobbiamo fare i conti con le conseguenze del suo pontificato.

• È per questo che viene spesso descritto come un Papa “rivoluzionario”?

Sì, alcuni ammirano il suo lato “rivoluzionario”, altri lo accusano semplicemente di essere stato un “eretico”. Personalmente, penso che il suo pontificato sia stato costellato da importanti dichiarazioni di intenti in termini di riforma, ma i cambiamenti strutturali sono stati molto rari. Penso in particolare al posto delle donne nella Chiesa, alla lotta contro gli abusi sessuali e la corruzione, e alla crociata abortita, promessa già nel 2013, per ripulire le finanze vaticane.

• In altre parole?
Questa riforma economica, fortemente voluta da Francesco, si è rapidamente impantanata. Il cardinale George Pell, incaricato dal Papa di guidare questa grande “pulizia”, aveva spesso espresso il suo disappunto. Anzi, a volte è stato disconosciuto dallo stesso pontefice. Francesco sta quindi lasciando questo importante compito a chi sarà nominato come suo successore.

• Alla luce di tutte queste divisioni, quale sarà l’esito del prossimo conclave?
Mi piacerebbe saperlo io stesso! Ricordiamo quello che diciamo prima di ogni elezione papale: “Chi entra in conclave come papa esce come cardinale”. In effetti, l’esito di questa elezione secolare molto spesso smentisce le previsioni. Forse tra quindici giorni, nel corso delle prossime votazioni, prevarrà un candidato capace di conciliare le anime progressiste e tradizionaliste del Vaticano. Un candidato che sia una sorta di punto di equilibrio e di mediazione, capace di far uscire la Chiesa dalla grave crisi dottrinale, spirituale, politica e vocazionale di cui soffre da diversi anni.

• Molti cardinali stranieri sono stati accostati alla successione di Francesco…

Sì, ed è importante sottolineare che il pontificato di Francesco coincide con un calo molto significativo delle vocazioni. Ma il successo di un papa si misura proprio dal numero di nuovi sacerdoti ordinati: giovani ispirati dal carisma e dalla forza spirituale del pontefice che governa da Roma. Oggi la maggior parte delle vocazioni nasce in Africa, Asia e America Latina. Potremmo quindi prevedere, o addirittura auspicare, l’elezione di un Papa africano o asiatico… Sarebbe un simbolo di slancio vitale, di rinascita della Chiesa. Ma non è così che si fanno le scelte in conclave.

• Quale logica prevarrà dunque in questa prossima elezione?
Un conclave è un processo eminentemente politico, influenzato dal peso di interazioni segrete, giochi di potere e misteriosi equilibri di potere. Francesco ha creato 108 dei 135 cardinali elettori. Potremmo quindi immaginare l’elezione di un pontefice progressista, capace di seguire la direzione indicata durante l’ultimo pontificato. Ma i cardinali creati dal Papa spesso non si conoscono tra loro. Questo renderà più difficile il lavoro delle prossime “congregazioni generali”, così come l’individuazione del successore al soglio di Pietro.
Marco Tosatti 

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Qui il video realizzato da: "Il Vaso di Pandora".
Intervista sulle attese del nuovo papato, dal titolo:  Il tabù infranto. Leone XIV: ritorno alla tradizione? Buon ascolto 




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venerdì, maggio 09, 2025

SULL'ELEZIONE DI LEONE XIV. Monsignor Strickland, Vescovo emerito


a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo e volentieri diffondiamo queste sobrie ed essenziali considerazioni sul neo eletto pontefice, Cardinal Prevost, di Monsignor Strickland, il vescovo emerito texano fervente antiabortista, rimosso dal defunto Bergoglio dall'incarico di guidare la Diocesi. Rimozione   avvenuta senza alcun processo, al di fuori delle norme canoniche, quindi contrario alla carità e alla giustizia naturale, come spiegava san Giovanni Paolo II e come riportava un articolo della Nuova Bussola Quotidiana (Qui). Voglia Dio, solo Lui sa come e quando, che situazioni simili a questa - purtroppo non è l'unica - possano essere presto sanate, per riportare ordine e serenità nei cuori dei chierici fedeli alla dottrina e alla morale Cattolica, eppur vittime di una scellerata ingiustizia umana . Buona lettura. Oremus 

§§§

Con l'elezione di Sua Santità Papa Leone XIV, la Chiesa entra in un nuovo capitolo del suo pellegrinaggio attraverso la storia. 

Affidiamo il Santo Padre alla guida dello Spirito Santo e alla protezione della Beata Vergine Maria, pregando affinché custodisca fedelmente il Deposito della Fede e confermi i suoi fratelli nella Verità. 

In questi tempi difficili, possiamo tutti noi – clero e laici – rimanere saldi nel nostro amore per Cristo, la Sua Chiesa e le Sacre Tradizioni tramandate attraverso i secoli.

Monsignor Strickland, Vescovo emerito 

9 maggio a.D. 2025

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