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venerdì, aprile 17, 2026

Il catechismo del buon esempio (4). L'eresia del "sacerdozio universale" e il momento del Padre Nostro. Mauro Bonaita



a cura di Veronica Cireneo 

Se i fedeli in chiesa tenessero le mani al loro posto, cioè giunte dall'inizio alla fine della celebrazione eucaristica  - in chiesa si va per pregare e quando si prega bisogna tenere le mani giunte - tanti problemi irrituali e sacrileghi decadrebbero da sé: come il prendersi per mano al Padre nostro, spalancarle verso il Cielo, stringerle per la pace a destra e a manca  e soprattutto afferrare l'Ostia con le mani. Tanto premesso approfondiremo in questa sede cosa si intenda con l'affermazione, sempre più ricorrente: "Siamo tutti sacerdoti"   e quale sia appunto il modo più virtuoso di tenere le mani al momento della recita del Padre Nostro. Argomenti interessanti, affrontati dall'amico Mauro Bonaita in questa quarta puntata della Rubrica: "Il catechismo del buon esempio" . Buona lettura, stampa e diffusione del volantino in PDF in calce.

§§§


SACERDOZIO DELL’ORDINE E SACERDOZIO COMUNE: IL MOMENTO DEL PADRE NOSTRO"


La lex orandi non si può scostare dalla lex credendi. Assieme si manifestano nella lex vivendi.

• La gestualità del corpo è espressione e immagine della nostra fede; è quindi di grande importanza assimilare la corretta gestualità durante la preghiera e la liturgia per educarci alla vera fede cattolica che ci invita a coltivare quell’amore divino che si distingue da quello puramente umano e filantropico: la Caritas e non il Philia, la Carità e non la fratellanza umana.

Tra i vari momenti dove è richiesta una particolare gestualità, vi è il momento del Padre Nostro. Nella sezione “Precisazioni” del Messale Romano, circa la recita del Padre Nostro, è scritto:

escludendo gesti non rispondenti all’orientamento specifico della preghiera rivolta a Dio Padre, si possono tenere le braccia allargate”. 

Oltre a gesti non previsti e non consoni alla preghiera rivolta a Dio Padre, che sono da abolire, in una lettura intellettualmente onesta si capisce che: le braccia allargate “si possono” tenere, non sta scritto “si devono” (...)

Pur non essendo esplicitamente proibite, le mani allargate non corrispondono a una verace partecipazione liturgica.

I fedeli non devono ripetere: né con le parole, né con le azioni ciò che dice e fa il sacerdote, la cui “singolare” funzione è reiterare il Sacrificio incruento in Nome e per Cristo Unico Salvatore applicando all’umanità intera i frutti dell’unico Sacrificio cruento. Il Messale infatti scrive e ripete: 

il sacerdote, con le braccia allargate (…)” e ancora “solo il sacerdote, con le mani allargate:(…)”. [2]

Le braccia allargate sarebbero più adatte in una preghiera privata, ma non nell’occasione della Messa dove siamo chiamati ad esprimere sentimenti di “filiale” comunione, in uno stato che anticipa la “Comunione dei Santi” col Corpo Mistico: la Chiesa gerarchica, in comunione con gli Angeli, i Santi, i diaconi, col presbitero, il Vescovo e il Papa, che fra le altre cose vengono nominati nella celebrazione per esprimere maggiormente una unione personale e intima con loro; quindi, una preghiera “verticalizzata” verso l’alto, che tende a Cristo.

Sono certamente da aborrire anche alcuni atteggiamenti di preghiera “orizzontale”, come le “catene umane”, mano nella mano, che sono gesti camerateschi che nulla hanno a che fare col Sacrificio del Calvario (...)

Purtroppo, però è da constatare che spesso in alcune parrocchie anche questo momento diventa espressione di una fede protestantizzata: protestantesimo che ha tra i capisaldi l’eresia del “sacerdozio universale” attraverso cui ogni fedele avrebbe accesso diretto a Dio senza necessità di alcun intermediario, come invece lo è necessariamente il sacerdote.

Noi cattolici ci discostiamo nettamente da questo concetto riconoscendo la distinzione che c'è tra: “sacerdozio comune dei battezzati” e “sacerdozio dell’ordine”.

Il primo, il sacerdozio dei battezzati, è accessibile col sacramento del battesimo, il secondo, quello dei consacrati, è distintivo dei soli sacerdoti e si assume attraverso il Sacramento dell’Ordine.

Fu Sant’Agostino a formulare la celebre espressione:

Per voi infatti sono Vescovo, con voi sono cristiano. Quel nome (Vescovo – ndr) è segno dell'incarico ricevuto, questo (cristiano – ndr) della grazia; quello è occasione di pericolo, questo di salvezza.” [3]

È necessario comprendere bene cosa volesse dire Sant’Agostino riferendosi al suo essere Vescovo. Egli, infatti, sentiva il peso del suo incarico messo a servizio dei fedeli, disponendo loro i Sacramenti di Cristo per la salvezza eterna. A llo stesso tempo definiva il suo essere cristiano uno stato di grazia per la salvezza che anch’egli aveva ricevuto col Battesimo, al pari dei fedeli a lui affidati.

È in questo sentire e vivere il nostro “sacerdozio comune” dei battezzati e il “sacerdozio dell’ordine” dei nostri Pastori che si dovrebbero differire le posture dei fedeli e dei Sacerdoti:

- i primi con le mani giunte in segno di affidamento ai Pastori e

- i secondi con le braccia allargate in segno di offerta a Dio Padre delle preghiere e delle sofferenze del popolo che si uniscono al Sacrificio dell’Unico Pastore che è il Figlio: Cristo Gesù.

Non importa quanto giudichiamo buono o cattivo il tal celebrante.

La Messa è un rito soprannaturale dove Cristo è Sommo Sacerdote e il Sacramento agisce, tecnicamente parlando, “ex opere operato”, cioè “per il fatto stesso di aver fatto la cosa”.

Non a caso tale tecnicismo fu definito durante il Concilio di Trento (1547) per combattere le eresie Luterane che avevano in odio la gerarchia ecclesiastica.


Guardiamo allora e imitiamo Maria SS., nostra Maestra di Vita, che durante le orazioni teneva sempre le Sue Mani umilmente giunte.

 

 Mauro Bonaita, Alleati di Reggio Emilia 

17 aprile a.D. 2026

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LINK AL PDF:

Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[1] – “Messale Romano” [precisazioni - 8.]
[2] – Ibidem [Terza parte: Santa Comunione]
[3] – Discorso 340 – Sant’Agostino

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giovedì, giugno 05, 2025

LA TENEREZZA della COMUNIONE con le MANI GIUNTE. Come era, come sta diventando e la Comunione Spirituale. (parte I/VII)

La tenerezza della Comunione con le mani giunte – Parte Prima
di Veronica Cireneo 

Questo è il primo di una serie di sette articoli sull'Eucarestia che la sottoscritta elaborò nell' anno 2022 in piena crisi socio-sanitaria quando la Comunione sulla mano divenne un obbligo. Non per la scrivente che mai toccò un'Ostia consacrata, con il risultato di sentirsi attribuire molti epiteti tra cui quello di: pazza fanatica, retrograda che furono tra gli altri i più simpatici. E solo quando un giorno, un sacerdote iperinoculato nel vedermi inginocchiata al momento della Comunione, paonazzo perse le staffe (ne parleremo nella V parte) , anche tentando una colluttazione che cadde nel vuoto a causa della mia assoluta mancata reazione, capii che quello che stavo facendo non avrei mai dovuto smettere di farlo. Capii che il mondo si era davvero dimenticato della Presenza Reale di Cristo nell'Ostia e che ci voleva qualcuno , molti qualcuno, che si offrissero per darne testimonianza. Nacquero così nel 2023 gli Alleati dell'Eucarestia: oggi circa 4000 membri sparsi in tutt'Italia che molto hanno sensibilizzato il popolo di Dio dando ovunque esempio di devozione e genuflessione di fronte al Corpus Domini, contro il trand e nonostante i detrattori laici e consacrati . Alta sarà la ricompensa celeste. Lodiamo il Signore
Grazie a tutti. Buona lettura.

§§§

Prenderò in prestito l’incipit con cui il dottor Angelicus, San Tommaso D’Aquino, iniziava le Sue lezioni: “Questa è una mela. Chi non è d’accordo può andare via” per dire che alla fine ce l’hanno fatta! Sì!
Ci hanno cacciato dalle chiese!
   

Ci fu un tempo in cui lo Stato, la Chiesa e gli abitanti della Nazione sembravano costituire un’unica Famiglia. Era il tempo in cui qualsiasi problema capitasse, si sapeva di potersi vantaggiosamente recare in un luogo intimo ed anche fisico, in cui andare a riversare i propri affanni. Dove? Come dove? Lì, davanti al Tabernacolo! Sempre posto in bella vista al centro dell’Altare Maggiore (“Non separate il tabernacolo dall’altare” ebbe a dire Papa Pio XII), con tanto di fiammella laterale attiva ad indicare la Presenza Viva, Attenta, Generosa e Amorosa del nostro Redentore, in attesa di noi.

Non era difficile, allora, intravedere in talare - quell’abito che come il suono delle campane ricorda al mondo che non crede, che non spera e che non ama, che: Dio esiste! -  sacerdoti inginocchiati in preghiera, rosario in mano, interrompere volentieri il santo dialogo, per disporsi su richiesta, ad eseguire quelle corpose e limpide confessioni, che colpivano chiaramente e duramente il peccato, mentre il peccatore veniva preso a cuore, seguito, accompagnato e indirizzato sulla via sicura della salvezza.

Com’era bello sapere di avere una guida competente nella sfera spirituale e un esempio a cui fare riferimento nel momento del bisogno! Veniva facile obbedire a quei pastori, anche quando essi ci ordinavano atteggiamenti e stili di vita, contrari ai viziati usi e costumi che in confessione avevamo manifestato, accusandoci.

E, la Domenica, la celebrazione della Santa Messa in cui il sacerdote spezzava la Parola di Dio e il Suo Corpo, per nutrirci di ciò che non transita giacché eterno, veniva eseguita con tale regolarità e devozione da sentirsi diventare, al parteciparvi, stabili come sulla roccia, anche rientrando a casa.

Rivolto ad oriente, spalle al popolo, il Ministro del Sole si immolava sul Calvario, Ipse Christus, come canale di Grazia del Sacrificio Perpetuo a beneficio proprio, del mondo intero e trapassato, a cui ci faceva partecipi comunicandoci, in ginocchio e sulla lingua, il Santissimo Sacramento, dopo averci nutrito di corpose e cristocentriche omelie, piene d’amore e di dettagli teologici e pratici sulla Persona e Divinità di Gesù Cristo. Il catechismo, e non la politica, la faceva da padrone.

In quelle occasioni alle donne era permesso anche di versare senza imbarazzo qualche lacrima, dato che l’uso diffuso e consueto del velo muliebre, segno di sottomissione allo Spirito Santo, si faceva difensore e custode di quelle lacrime che, lateralmente, come barriera ad indiscrezioni altrui, segretava. 

Tutto era così intimo, delicato, riservato, profumato di incenso e di sacro e così è ancora oggi nelle Messe Antiche, che si avviano ad abolire! Ma non ci riusciranno mai e in futuro ne vedremo le ragioni.

Nelle Messe riformate, invece, alla sopravvivenza delle quali la gerarchia ecclesiastica tiene molto, accade di tutto: accade tutto tranne quello che ha a che fare con la Volontà Dio.

È diventato quasi impossibile ormai riconoscersi in questa chiesa moderna che sembra una navicella alla deriva, guidata più da Caronti che da Santi! Piuttosto è evidente che questa chiesa così come appare, non è utile. Che è dannosa, quando non traumatizzante, per la fede. Dispiace evidentemente a Cielo e Terra la rarefazione delle presenze, quasi desertificazione delle chiese.

Ma come si poteva soprassedere alla violenza esercitata sulle anime nostre (“Quando avrete modernizzato la Chiesa, chi era dentro uscirà e chi era fuori non entrerà”, affermò Papa Pio X), che condisce senza tregua le moderne Celebrazioni Eucaristiche dove, contro ogni diritto di Dio e della Sua creatura, i più dei consacrati impongono pratiche sanitarie al posto delle pie, come conditio sine qua non per la partecipazione al sacro rito?

E l’abominevole pratica della Comunione sulle mani? Sì: impongono la comunione sulle mani, quindi obbligano il fedele ad oltraggiare Cristo Stesso e ad infrangere il 1° Comandamento. (Eppure l’Aquinate disse che solo le cose consacrate possono toccare l’ostia e che le cose consacrate sono: il calice, il corporale e le mani del sacerdote).

Non solo. Vietano di inginocchiarsi in chiesa: in certi casi con tanto di cartello esplicativo, appeso sui portoni, o ben visibile alle pareti, recante la dicitura: “VIETATO INGINOCCHIARSI”. 
Alcune volte, nei casi di resistenza o recidiva, i guardiani del “sars bau-bau”, allo scopo di risultare più persuasivi agli occhi dei detrattori psico-pandemici, cercano ausilio nella minaccia di appellarsi alla forza pubblica. In certe chiese il problema viene risolto alla radice, attraverso l’eliminazione dei banchi, a loro volta sostituiti con sedie, sistemate a quella “perfetta distanza di sicurezza” che sappiamo: il mitico metro.

Ma chi sono veramente questi ecclesiastici che stabiliscono ed impongono che in chiesa si faccia ciò che non si deve fare, che non si è mai fatto e che è contrario alla Volontà di Dio, degli Angeli, di Maria SS e di tutti i Santi?

Chi sono veramente costoro? Non hanno sentito essi la vocazione? E da chi è stata giudicata valida? Non hanno frequentato i seminari? Chi li ha istruiti? Su quali testi si sono preparati? Non sono stati consacrati? E allora come è possibile che questo clero del III millennio non sappia: che la chiesa è l’ospedale dell’anima; 
che il Direttore Sanitario è Gesù Cristo; che esiste un Catechismo; che la confessione è la condizione assoluta per lo stato minimo di dignità; che in chiesa si sta in ginocchio, come Maria sotto la Croce; e che la Comunione va data sulla lingua, fatto salvo l’indulto nei casi eccezionali come stabilito?

Come sia possibile non lo sappiamo, ma sappiamo che non prenderemo ordini incondizionatamente, da questo clero ambiguo, in certi casi palesemente prostituito.

Ma i sacerdoti rimasti fedeli al Maestro e alla Missione ci sono? 
Certo, che ci sono! Come potrebbe Gesù l’Altissimo, l’Onnipotente, Re della Carità, Freccero d’Amore, sempre intento nel Tabernacolo a costruire dardi, mancare il bersaglio dei cuori dei Suoi Ministri che diffonderanno il Suo Verbo e consacreranno il Suo Corpo e il Suo Sangue Preziosissimo fino alla fine dei tempi come da Lui stabilito con il concorso e l’approvazione del Padre e dello Spirito Santo? (e anche se c’è qualche autorevole incompetente in materia che sostiene che le Persone della SS Trinità sono in lite tra loro, si sappia che è falso come il cinghiale bianco!).

Certo che ci sono, ma sono così in contraddizione con la moda dei tempi che sono malvisti: alcuni addirittura scomunicati, sospesi a divinis come pericolosi eretici!

Ma che valore possono avere queste sospensioni? Sarebbe come se Schettino, comandante della nave tristemente nota per essersi schiantata sugli scogli, bocciasse Amerigo Vespucci all’esame di nautica. (mi scuso, se viene da ridere!).

Ai sacerdoti che Gesù vede già nella Gloria, Egli si manifesta all’improvviso, come un ladro di notte, per recuperarli, ristabilire in loro l’ordine della Fede, della Speranza e della Carità, e liberarli dalla dittatura della menzogna, che li vorrebbe, quali primizie, prede e vittime.

Avete saputo, ad esempio, come si è comportato Gesù col don colombiano di Bogotà, del quartiere di Claret? Ve lo racconto: è accaduto, intorno alla metà del febbraio appena trascorso, che il 33enne padre Fredy Leonardo Herrera Fuentes, durante la celebrazione della Santa Messa, un attimo prima di iniziare l’omelia, ebbe all’improvviso la visione di Gesù calpestato dai fedeli che prendono la comunione in piedi e sulle mani, provando sul suo corpo il dolore dello schiacciamento e nel cuore quello dell’offesa da piegarsi in due di fronte all’ambone, singhiozzante e in lacrime. Risollevatosi a fatica, mentre la platea versava in un silenzio interrogativo assordante, sempre singhiozzando, dal microfono proclamò: “Da oggi in poi in questa chiesa la Comunione verrà distribuita solo sulla lingua e in nessun altro modo. Perché Dio è vivo nell’ostia”. Vedete su YouTube quello splendido miracolo di consapevolezza divina e folgorazione [QUI].

Sono interventi del Salvatore, lanciati in quelle occasioni in cui non si abbia tempo di fare calcoli. Egli confida evidentemente nel fatto che un numero sempre più ampio di anime sappia che la Comunione sulle mani non corrisponde alla Sua Volontà, anche se la permette. 
Ma chi Lo ama non può non sapere che: un conto è ciò che Dio permette. Un conto è la Sua Volontà.

Ci sono anime, tra voi che leggete, che intendano quanto deve soffrire Gesù di vedersi oltraggiato nell’abominio della Comunione in mano, se cadono inevitabilmente frammenti di particole, regolarmente calpestati dai fedeli in coda, da portarli da sotto le scarpe chissà dove? 

Si sappia che su questo barbaro costume Gesù confidò alla mistica tedesca Justine Klotz le seguenti parole di minaccia: “Se non interromperete questo abominio, permetterò che la terra non produca mai più alcun frutto”.

Mentre, tra le parole dei santi, colpiscono su tutte quelle di Madre Teresa di Calcutta: “Fra i tanti mali presenti nel mondo, nessuno mi rende tanto triste, come vedere la Comunione afferrata con le mani”.

Oh, anime che avete saputo: astenetevi dal toccare l’Ostia Santa con le vostre mani! Preferite la Comunione Spirituale, che salvò la fede dei nipponici, quando in Giappone vennero vietate le Messe per due o tre secoli e che spesso nei monasteri i frati recitano ogni quarto d’ora. È in uso la seguente:

COMUNIONE SPIRITUALE

Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’ anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.

Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separarmi da te.

Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto dei miei peccati, in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia”.


Proseguiremo l’argomento, a Dio piacendo, in un futuro prossimo, con qualche altro intervento di approfondimento sull’Eucarestia.

Intanto teniamo a mente, fratelli che qui siete, che su questo tema si gioca la salvezza dell’anima propria e che la salvezza dell’anima è indipendente dalle mode! A presto!

Cordialmente in Gesù e Maria

Veronica Cireneo ( nel 2022)
co-fondatrice e referente degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo)

Giovedì 5 giugno 2025

*Prima di una serie di sette riflessioni sull'Eucarestia, scritte in epoca pandemica che pubblicheremo via via, e che a posteriori si sono rivelate germe e motivo propulsore della nascita del movimento degli Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo. 

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