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mercoledì, giugno 24, 2026

M@schio e F7mmina Dio li creo'. Resoconto e replica del Rosario di riparazione in San Pietro. Ma l'AI non Io sa...



a cura di Veronica Cireneo

Carissimi, riceviamo e condividiamo questo breve resoconto riguardante lo svolgimento, in piazza San Pietro, del Santo Rosario di riparazione, che gli Alleati dell' Eucarestia  avevano qui annunciato, svoltosi  Domenica 21 giugno, nonostante il caldo torrido. Lo facciamo anche per informare gli interessati che: l'evento si ripeterà ogni fine mese a partire da Settembre. In calce una nota curiosa. Buona lettura.

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Piazza San Pietro. Domenica 21 giugno 2026

"Domenica 21 giugno, il giorno dopo il g@y Pr7de  di Roma, un gruppetto di una trentina di persone si è riunita a piazza San Pietro, per recitare il Santo Rosario.
Sentivamo il bisogno di testimoniare in un luogo simbolico la Verità della natura umana, così come voluta dall' Eterno Padre, Uno e Trino Creatore.

 
É stata una vera e propria impresa, perché in piazza facevano 41 gradi, cosa che ha scoraggiato molti altri ben intenzionati. Con il sole a picco è stato per puro miracolo se siamo riusciti a portare a compimento la missione. Un sacerdote si è avvicinato benedicendo tutti e ciascuno.

La recita del rosario si è svolta con il Pater Noster in latino, onde evitare i problemi che con la nuova dizione si sono generati tra rosarianti e con l'Ave Maria in italiano, per agevolare la partecipazione di tutti i presenti. 

Molto edificanti le meditazioni pronunciate, che abbiamo volentieri ascoltato in un'atmosfera di profonda commozione.

L'esperienza del Rosario pubblico comunitario in Piazza San Pietro, culla del cristianesimo (Qui un breve video relativo all'evento) ci è apparsa così spiritualmente efficace e significativa che vorremmo diventasse un appuntamento fisso.

Ci ritroveremo nello stesso luogo, dove vi aspettiamo numerosi, ogni ultima domenica del mese, Dio sa se ce n'è bisogno, a partire da settembre, quando il caldo torrido sarà solo un ricordo. A presto, dunque. Lodiamo il Signore".

Dina Nerozzi

Mercoledì 24 giugno 2026

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domenica, giugno 14, 2026

Maschio e Femmina, Dio li creò: nessuno si senta offeso. Rosario di riparazione in San Pietro. Domenica 21 giugno

 

a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo e doverosamente pubblichiamo questo comunicato contenente un invito alla preghiera pubblica,  che si terrà in piazza San Pietro, la mattina di Domenica prossima 21 giugno, alle ore 10,45: ritrovo presso l'obelisco. Il gruppo dei rosarianti sarà, molto probabilmente , accompagnato dallo striscione con la scritta "Maschio e Femmina li creo' ". Sarà una preghiera di riparazione pubblica, come pubblico è l'oltraggio al pudore, nelle sfilate che osannano il peccato mortale contro natura - miserere! - e che a Roma si ripeterà sabato prossimo. Invitiamo gli amici romani a diffondere sentitamente e a partecipare con la famiglia, possibilmente  con i bambini, a questo pio appuntamento promosso da Liberi in Veritate, sezione di Roma, a cui gli  Alleati dell'Eucarestia e Militia Christi hanno certamente aderito insieme a diverse altre sigle di associazioni cattoliche, presenti sul territorio. Ci vediamo numerosi. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Viva Maria

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 Rosario di riparazione in piazza San Pietro. Perché?

• Premessa. Se ci guardiamo attorno, non possiamo non prendere atto del fatto che il mondo intero è in subbuglio: dalla guerra che sconvolge il cuore dell’Europa, a quella che sta devastando il Medio Oriente; dal massacro dei cristiani in Nigeria, alle rivolte popolari che accendono le piazze di mezzo mondo!  Sembra di assistere al tragico spettacolo di un campo di battaglia globalizzato.

Al di là delle guerre vere e proprie, di cui siamo testimoni, non bisogna dimenticare la guerra culturale in atto, ormai da decenni, in ogni angolo della terra.

E’ la guerra contro il principio di realtà, di chi non accetta il fatto che questo mondo sia governato da un ordine naturale, a cui ogni essere umano è sottoposto. È la visione del mondo di chi ha sposato la sfida dell’angelo ribelle con il suo “non serviam”, secondo cui non esiste una regola che l'uomo non possa violare, giacché presuppone che: “io sono il dio di me stesso”.

Niente di nuovo sotto il sole!  Tutto già visto.

Davanti allo sconforto, di assistere a un’umanità che ha dichiarato guerra alla ragione e che sta programmando la sua autodistruzione, non resta altro da fare che chiedere l’aiuto di Nostro Signore e della Madonna, perché è chiaro che con le sole nostre forze la battaglia è perduta.

• Quando? La recita del Santo Rosario è prevista per la mattina di Domenica prossima 21 giugno: il giorno successivo a quello del g@y pride che si svolgerà a Roma il sabato 20. Sponsorizzato con fondi pubblici a livello istituzionale internazionale, sostiene la rivoluzione globale in atto puntando alla  libertà ed eguaglianza per tutti/tutte/tutt* , naturalmente e sempre, sotto l’egida dei fratelli m@ssoni.

In questa "rivoluzione francese a livello mondiale"   noi vestiamo i panni della Vandea: quella che resiste con l’aiuto di Dio.

E proprio perché la guerra, in corso in ogni ambito e ad ogni livello, è una guerra contro l’ordine naturale e contro chi cerca di preservarlo, bisogna abbandonare le armi materiali e tirare fuori i Rosari, perché solo Dio può porre fine al clima di irrazionalità che pervade il pianeta. Non esistono alternative.

• Chi parteciperà? A questa nostra iniziativa spirituale hanno aderito diverse sigle cattoliche presenti sul territorio: ci saranno quindi esponenti di Liberi in Veritate, di Alleati dell' Eucarestia e del Vangelo,  di Militia Christi ed altri.

• Come nasce l'iniziativa? Il Rosario del 21 giugno nasce come "manifestazione una tantum" , ma vuole anche essere l' inizio di una collaborazione, concreta e spirituale,  tra quanti hanno capito che, per tutelare la verità dell’essere umano, è necessario mettere da parte gli egocentrismi e collaborare per il bene delle future generazioni, a cui non possiamo lasciare un mondo in preda della follia.

• L'illusione di una vittoria senza Cristo. Infine, ci sembra opportuno tornare a far presente quanto segue: coloro che pensano che per abbattere il Cristianesimo e il Cattolicesimo basti infiltrare la Chiesa e le chiese, non hanno capito che lo Sfidante Ultimo e Vero che si troveranno davanti alla fine del percorso è Nostro Signore Gesù Cristo: Colui che ha già vinto la guerra, alla morte, con la Sua Resurrezione. 

Sarà Lui ad avere l’ultima parola e sarà Lui che vincerà la guerra, ancora una volta - non praevalebunt - e definitivamente. 

Dina Nerozzi

Domenica 14 giugno 2026 

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domenica, aprile 12, 2026

Spezzare col Rosario il ciclo demoniaco del male. Veglia in Vaticano con Leone XIV


a cura di Veronica Cireneo 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo della giornalista Diane Montagna che riferisce della Veglia di preghiera per la Pace, tenuta nel pomeriggio di sabato 11 aprile, in Vaticano, con e per volontà di Papa Leone XIV. Buona lettura. Oremus 

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CITTÀ DEL VATICANO, 11 aprile 2026 — Papa Leone XIV ha esortato questa sera i cristiani a resistere a quello che ha definito il “ciclo demoniaco del male”, sollecitando un rinnovato impegno nella preghiera, nell’umiltà e nella pace, mentre persistono le tensioni legate alla guerra con l’Iran e si intensificano gli sforzi diplomatici.

Intervenendo alla Veglia del Rosario per la Pace, svoltasi alle 18:00 nella Basilica di San Pietro, il Papa ha messo in guardia contro la manipolazione della religione per giustificare la violenza.

"Anche il santo Nome di Dio, il Dio della vita, viene trascinato in discorsi di morte", ha affermato.

E sottolineando la responsabilità morale dei credenti, ha proseguito:

«Chi prega conosce i propri limiti; non uccide né minaccia di morte. La morte, invece, rende schiavi coloro che hanno voltato le spalle al Dio vivente, trasformando se stessi e la propria forza in un idolo muto, cieco e sordo (cfr. Sal 115,4-8), al quale sacrificano ogni valore, pretendendo che il mondo intero si inginocchi».

Con un accorato appello, Papa Leone ha condannato la ricerca del potere e la violenza, dichiarando:

«Basta con l'idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l'ostentazione del potere! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita».

La veglia di preghiera per la pace si è svolta mentre il vicepresidente statunitense J.D. Vance si trovava a Islamabad, in Pakistan, per colloqui con funzionari iraniani volti a estendere il fragile cessate il fuoco e trasformarlo in un accordo più ampio, dopo i recenti scontri. Nel frattempo, sabato le forze israeliane hanno lanciato nuovi raid aerei nel Libano meridionale, con almeno dieci-tredici vittime negli ultimi attacchi.

• Qui di seguito il testo ufficiale del discorso pronunciato da Papa Leone XIV durante la Veglia di preghiera per la pace.

Cari fratelli e sorelle,

la vostra preghiera è espressione di quella fede che, secondo le parole di Gesù, smuove le montagne (cfr. Mt 17,20). Grazie per aver accettato questo invito a riunirci qui, presso la tomba di San Pietro e in tanti altri luoghi del mondo, per pregare per la pace.

La guerra divide; la speranza unisce. L'arroganza calpesta gli altri; l'amore eleva. L'idolatria ci acceca; il Dio vivente illumina.

Carissimi amici, basta un po' di fede, una semplice "briciola" di fede, per affrontare insieme questo momento drammatico della storia, come umanità e al fianco dell'umanità.

La preghiera non è un rifugio in cui nascondersi dalle proprie responsabilità, né un anestetico per lenire il dolore provocato da tanta ingiustizia. Piuttosto, è la risposta più altruistica, universale e trasformativa alla morte: siamo un popolo che è già risorto!

Dentro ognuno di noi, dentro ogni essere umano, il Maestro interiore insegna la Pace, ci spinge all'incontro e ci ispira a supplicare.

Risorgiamo dalle macerie! Nulla può confinarci a un destino predeterminato, neanche in questo mondo dove sembra non ci siano mai abbastanza tombe, perché gli uomini continuano a crocifiggersi a vicenda e a sopprimere la vita, senza alcun riguardo per la giustizia e la misericordia.

Nel contesto della crisi bellica in Iraq del 2003, San Giovanni Paolo II, instancabile sostenitore della pace, disse con profonda emozione:

«Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale e, grazie a Dio, ne è uscita indenne. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a coloro che sono più giovani di me, che non hanno vissuto questa esperienza: "Basta guerre", come disse San Paolo VI durante la sua prima visita alle Nazioni Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile. Sappiamo bene che la pace non è possibile a qualsiasi prezzo. Ma sappiamo tutti quanto grande sia questa responsabilità» ( Angelus , 16 marzo 2003).

Faccio mio questo appello questa sera, tanto attuale quanto lo è oggi.

La preghiera ci insegna come agire. Nella preghiera, le nostre limitate possibilità umane si uniscono alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e azioni spezzano così il ciclo demoniaco del male e vengono posti al servizio del Regno di Dio. Un Regno in cui non c'è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né profitto ingiusto, ma solo dignità, comprensione e perdono. È qui che troviamo un baluardo contro quell' illusione di onnipotenza che ci circonda e che sta diventando sempre più imprevedibile e aggressiva.

L'equilibrio all'interno della famiglia umana è stato gravemente destabilizzato. Persino il santo Nome di Dio, il Dio della vita, viene trascinato in discorsi di morte. Un mondo di fratelli e sorelle con un unico Padre celeste svanisce, come in un incubo, lasciando il posto a una realtà popolata da nemici. Veniamo accolti da minacce, anziché dall'invito ad ascoltare e a stare insieme. Fratelli e sorelle, coloro che pregano sono consapevoli dei propri limiti; non uccidono né minacciano di morte. La morte, invece, rende schiavi coloro che hanno voltato le spalle al Dio vivente, trasformando se stessi e il proprio potere in un idolo muto, cieco e sordo (cfr. Sal 115,4-8), al quale sacrificano ogni valore, pretendendo che il mondo intero si inginocchi davanti a loro.

Basta con l'idolatria di se stessi e del denaro!

Basta con l'ostentazione del potere! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. Con semplicità evangelica, san Giovanni XXIII scrisse:

«I benefici della pace si faranno sentire ovunque, dai singoli, dalle famiglie, dalle nazioni, dall'intera umanità». E, riecheggiando le parole incisive di Pio XII, aggiunse: «Nulla si perde con la pace; tutto si può perdere con la guerra» (Enciclica Pacem in Terris , 116).

Uniamo dunque la forza morale e spirituale dei milioni e miliardi di uomini e donne, giovani e anziani, che oggi scelgono di credere nella pace, curando le ferite e riparando i danni lasciati dalla follia della guerra.

Ricevo innumerevoli lettere da bambini che vivono in zone di conflitto. Leggendole, si percepisce, attraverso la lente dell'innocenza, tutto l'orrore e la disumanità di azioni di cui alcuni adulti si vantano con orgoglio. Ascoltiamo la voce dei bambini!

Cari fratelli e sorelle, certamente i leader delle nazioni hanno delle responsabilità inderogabili. A loro gridiamo: Fermatevi! È tempo di pace! Sedetevi al tavolo del dialogo e della mediazione, non al tavolo dove si pianifica il riarmo e si decidono azioni mortali! Eppure, una responsabilità altrettanto significativa ricade su tutti noi – uomini e donne di tutto il mondo.

Siamo un'immensa moltitudine che rifiuta la guerra non solo a parole, ma anche nei fatti. La preghiera ci invita ad abbandonare ogni forma di violenza che ancora alberga nei nostri cuori e nelle nostre menti. Rivolgiamoci a un Regno di pace che si costruisce giorno dopo giorno – nelle nostre case, nelle nostre scuole, nei nostri quartieri e nelle nostre comunità civili e religiose.

Un Regno che contrasti le polemiche e la rassegnazione attraverso l'amicizia e una cultura dell'incontro. Ritroviamo la fede nell'amore, nella moderazione e nella buona politica. Dobbiamo formarci e impegnarci personalmente, ognuno seguendo la propria vocazione. Ognuno ha un posto nel mosaico della pace!

Il Rosario, come altre antiche forme di preghiera, ci ha uniti questa sera nel suo ritmo costante, costruito sulla ripetizione. La pace si afferma allo stesso modo: parola dopo parola, azione dopo azione, proprio come una roccia si scava goccia dopo goccia, o un tessuto si tesse punto dopo punto. Questi sono i ritmi lenti della vita, segno della pazienza di Dio.

Non dobbiamo lasciarci sopraffare dal ritmo di un mondo che non sa cosa sta inseguendo. Dobbiamo invece tornare a servire il ritmo della vita, l'armonia del creato e a guarirne le ferite. Come ci ha insegnato Papa Francesco, «C'è bisogno anche di operatori di pace, uomini e donne pronti a lavorare con audacia e creatività per avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro» (Lettera enciclica Fratelli Tutti , 225). Esiste, infatti, «un'architettura della pace, alla quale contribuiscono diverse istituzioni della società, ciascuna secondo la propria area di competenza, ma esiste anche un'arte della pace che ci coinvolge tutti» ( ibid ., 231).

Cari fratelli e sorelle, torniamo a casa con l'impegno di pregare incessantemente e senza stancarci, un impegno per una profonda conversione del cuore. La Chiesa è un grande popolo al servizio della riconciliazione e della pace. Avanza senza esitazione, anche quando il rifiuto della logica della guerra può portare a incomprensioni e scherno. Annuncia il Vangelo della pace e infonde l'obbedienza a Dio piuttosto che a qualsiasi autorità umana, specialmente quando la dignità intrinseca degli altri esseri umani è minacciata da continue violazioni del diritto internazionale. «In tutto il mondo, è auspicabile che ogni comunità diventi una "casa di pace", dove si impari a disinnescare l'ostilità attraverso il dialogo, dove si pratichi la giustizia e si custodisca il perdono. Ora più che mai, dobbiamo dimostrare che la pace non è un'utopia» ( Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace , 1 gennaio 2026).

"Fratelli e sorelle di ogni lingua, popolo e nazione: siamo un'unica famiglia che piange, spera e si rialza. Basta guerre, un viaggio senza ritorno; basta guerre, un circolo vizioso di dolore e violenza» (San Giovanni Paolo II, Preghiera per la Pace , 2 febbraio 1991).

Cari amici, la pace sia con tutti voi! È la pace di Cristo Risorto, frutto del suo sacrificio d'amore sulla Croce.

Per questo motivo, eleviamo a Lui la nostra preghiera:

Signore Gesù,

Hai sconfitto la morte senza armi né violenza;

Hai infranto il suo potere con la forza della pace.

Concedici la tua pace, come hai fatto alle donne piene di dubbi la mattina di Pasqua e come hai fatto con i discepoli che si nascondevano per paura.

Invia il tuo Spirito, il respiro che dà vita e riconcilia.Che trasforma avversari e nemici in fratelli e sorelle.

Ispira in noi la fiducia in Maria, Tua madre, che stava ai piedi della tua Croce con il cuore spezzato,

Saldi nella fede che risorgerete, possa la follia della guerra cessare e la Terra sia curata e coltivata da coloro che ancora sanno dare alla luce, proteggere e amare la vita.

Ascoltaci, Signore della vita!

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12 aprile 2026 / Domenica in Albis


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