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mercoledì, novembre 12, 2025

La tiepidezza spirituale. Investigatore Biblico




a cura di Veronica Cireneo 

Con molto piacere diffondiamo questo studio condotto e ricevuto dal sacerdote che si fa chiamare: Investigatore Biblico, che affronta il tema della tiepidezza spirituale, argomento mai sufficientemente approfondito. Buona lettura. 

§§§

LA TIEPIDEZZA SPIRITUALE

• NATURA E DEFINIZIONE

La tiepidezza spirituale costituisce uno stato intermedio in cui l’anima non è “né fredda né calda” (Ap 3,15), caratterizzato dall’assenza simultanea di zelo per il bene e di odio efficace del male. Distinto dalla semplice aridità spirituale, questo stato segna un rifiuto volontario di progredire nella perfezione cristiana.

- Differenze con l’aridità

L’aridità, stato legittimo e persino santificante provato dai santi nel loro cammino spirituale, si distingue essenzialmente dalla tiepidezza per la fedeltà perseverante al dovere. Nell’aridità, l’anima prova disgusto e ripugnanza a compiere i comandamenti, ma rimane fedele e compie la volontà divina nonostante la pena sentita. Il tiepido, al contrario, cede al disgusto, trascura i suoi doveri e resta soddisfatto di sé nella sua indifferenza colpevole.

- Essenza teologica

La tiepidezza rappresenta la mancanza al comandamento assoluto: «Siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5,48). La perfezione cristiana non ha che un solo limite: quello di non averne. Rifiutare di progredire nella carità verso Dio e il prossimo costituisce già un peccato, poiché nessuno stato di vita dispensa dalla perfezione.

FONDAMENTO SCRITTURISTICO

- L’Apocalisse di san Giovanni

La settima lettera alle Chiese (Ap 3,14-22) costituisce il testo magistrale sulla tiepidezza. L’Angelo di Laodicea trasmette queste parole di Cristo: (Ap 3,15-16).Questa minaccia rivela la gravità eccezionale della tiepidezza: Cri«Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.» sto preferirebbe persino lo stato di peccatore manifesto (freddo) a quello del tiepido, poiché il peccatore, conscio della sua miseria, conserva la vergogna che può condurlo alla conversione, mentre il tiepido si illude sul suo vero stato.

- L’accecamento del tiepido

«Tu dici: “Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla”, ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo.» (Ap 3,17). Questo accecamento procede dalla compiacenza in sé stessi e dal paragone agli altri piuttosto che alla santità di Dio. Il tiepido conserva alcune abitudini pie esteriori, ma vuote di merito interiore, il che nutre la sua illusione.

DOTTRINA DELLA PERFEZIONE OBBLIGATORIA

- Comandamento universale

“Siate perfetti” (Mt 5,48) costituisce un imperativo, non un semplice consiglio evangelico. Contrariamente ai voti di religione che rimangono consigli, la perfezione obbliga universalmente, qualunque siano lo stato, il rango, l’età, la salute o i mezzi. I fanciulli martiri (sant’Agnese, santa Maria Goretti, san Domenico Savio) attestano che nessuno ne è dispensato.

- Insegnamento paolino

San Paolo esorta: «E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quei frutti di giustizia che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.» (Fil 1,9-11). Questa progressione continua nella carità costituisce il mezzo ordinario della santificazione.

- Dottrina conciliare

Il Concilio di Trento, sessione VI, canone 26 sulla giustificazione, scaglia l’anatema contro colui che negasse che “i giusti non debbono aspettare e sperare una retribuzione eterna da parte di Dio in ragione della sua misericordia e dei meriti di Gesù Cristo, se perseverano sino alla fine a fare il bene e ad osservare i comandamenti divini».

GRAVITÀ E CONSEGUENZE

- Prossimità alla dannazione

La Tradizione insegna che “la tiepidezza è prossima all’inferno.” Benché la tiepidezza non costituisca immediatamente un peccato mortale, essa rappresenta un grave disordine procedente dall’orgoglio, che conduce rapidamente alla perdita definitiva. San Gregorio di Nissa afferma nelle sue Omelie sul Cantico dei Cantici: Colui che sale non cessa mai di andare di inizio in inizio per mezzo di inizi che non hanno mai fine. Mai colui che sale cessa di desiderare ciò che già conosce.

- L’impossibilità della guarigione

Il castigo proprio del tiepido consiste precisamente nel suo accecamento spirituale: si crede in buona salute spirituale mentre è gravemente malato. Ora, nessuno può guarire colui che non si riconosce malato. Questa illusione perniciosa proviene dalla conservazione di pratiche esteriori prive di spirito interiore e dal paragone orizzontale agli altri uomini piuttosto che alla santità perfetta di Dio.

RIMEDIO E VIA DI GUARIGIONE

- Il triplice consiglio cristico

Cristo stesso indica il rimedio: «Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista.» (Ap 3,18).

L’oro purificato dal fuoco significa gli atti di virtù autentica, sostanzialmente puri, procedenti veramente dalla carità verso Dio per Dio solo, non per motivi mondani. Questi atti richiedono la violenza contro sé stessi e il sacrificio, prova dolorosa paragonabile al fuoco purificatore.

Le vesti bianche rappresentano i meriti veri acquisiti mediante l’unione a Cristo crocifisso, la vita di obbedienza, di mortificazione e di penitenza che nasconde il nostro nulla mediante la partecipazione al sacrificio redentore.

Il collirio simbolizza i lumi della fede per mezzo dei quali l’intelligenza si nutre delle verità divine. La contemplazione di Cristo crocifisso diventa necessaria per portare la propria croce: […] «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. […]» (Mt 16,24).

- La necessità dell’ascesi

Il progresso spirituale implica necessariamente l’ascesi. Mediante la ripetizione di atti virtuosi, la virtù diventa una seconda natura. Questa mortificazione contraddice le passioni cattive e conduce progressivamente alla pace e alla beatitudine: per mezzo della croce si giunge alla beatitudine.

- L’appello divino

«Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono» (Ap 3,20-21). La promessa divina rimane: partecipare alla gloria di Cristo secondo il grado della nostra conformazione alla sua Passione.

CONCLUSIONE DOGMATICA

La tiepidezza rappresenta il rifiuto pratico della vocazione universale alla santità. Grave disordine della vita spirituale, essa minaccia direttamente la salvezza eterna mediante l’illusione che genera. 

Il rimedio esige un ritorno radicale all’imitazione di Cristo per mezzo della croce, illuminata dalla contemplazione dei misteri della fede. 

«Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 3,22).

Investigatore Biblico

Fonte (qui )

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12 novembre 2025

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venerdì, novembre 07, 2025

La Madonna è Corredentrice e non c'è revisore che tenga. Investigatore Biblico.



a cura di Veronica Cireneo 

Siamo stati bombardati in questi giorni da tutta una seria di contributi di amici che ci condividevano documenti storici, affermazioni di santi e di Papi a favore del ruolo di Maria Santissima come Corredentrice del genere umano. Li ringraziamo di cuore. Quasi una levata di scudi suscitata dalle ultime banali ed inesatte affermazioni che vorrebbero ridurre il Suo ruolo, retaggio di bergogliana memoria che impunemente ardi' etichettarla come: "postina, meticcia,  donna della porta accanto...ecc"

Anche a rischio di diventare antipatici - cose che capitano- non per essere polemici, ma proprio per condannare queste insensate e immotivate ingerenze comminate all'interno del cuore della dottrina non possiamo non notare che i nemici della Chiesa, fatti da lupi travestiti da agnelli, ma anche da gatti travestiti da leoni, nel bel mezzo della battaglia tra la Donna Vestita di Sole e il Dragone infernale , così ben spiegata da don Federico Bortoli , già anni ed anni fa, quando si tratta di offendere Gesù Cristo non badano a spese, ma se si tratta di diminuire la Madonna sono disposti pure a spezzare una lancia in favore del Redentore. Ipocriti!

Tra tutti i contributi ricevuti volentieri pubblichiamo l'analisi n.352 di Investigatore Biblico dove si può vedere chiaramente come la Madonna è e resta Corredentrice indipendentemente dai revisori di turno. Sarà il quinto dogma. Prima o poi se ne dovranno pur fare una ragione! Viva Maria: Mediatrice di tutte le Grazie e Creatura più amata e più amante della Santissima Trinità, tenga protetti i suoi figli sotto il Suo Manto Santo. Così sia. Buona lettura e meditazione.

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mercoledì, maggio 07, 2025

CONCLAVE 2025: "Un amico Cardinale mi chiede preghiere". Investigatore Biblico


a cura di Veronica Cireneo 

Diffondiamo volentieri la richiesta di preghiera ricevuta in questi giorni dal sacerdote, noto a tutti  col nome di Investigatore Biblico, da parte di un suo amico Cardinale, che oggi in data 7 maggio 2025, entrerà in Conclave. Accompagniamoli nelle  odierne sante attività a partire dalla Santa Messa "Pro eligendo Pontefice" delle ore 10. Il Conclave inizierà nel pomeriggio alle 16,30, con l'Extra omnes, mentre nella serata di oggi è prevista la Prima Fumata. Oremus....Buona lettura.

§§§

Un amico, un fratello nella fede, un uomo che porta sulle spalle il rosso silenzioso della responsabilità e della testimonianza, mi ha confidato un desiderio semplice e diretto: "Chiedi preghiere per me". 

È un Cardinale, domani entrerà in conclave. Non è tra quelli che vengono indicati con il termine, un po' terreno, di “papabili”.

Ma proprio per questo, forse, la sua richiesta mi ha colpito nel modo più profondo. Non cerca consensi, non guarda agli sguardi del mondo. Chiede lo Spirito Santo.

Mi ha detto: "Preghiera, perché possiamo ascoltare e riconoscere lo Spirito Santo che è discreto, che non si impone. Dobbiamo farGli spazio, lasciare che illumini ciò che siamo chiamati a vedere". 

E io, ora, rivolgo a voi questa richiesta, che non è soltanto per lui, ma per tutti i Cardinali e per tutta la Chiesa, perché a prevalere sia il discernimento, non l'ambizione; la luce, non la strategia. Il Regno di Dio e non il potere umano.

Mi pare che il momento ci chieda silenzio e Adorazione: davanti all'Eucaristia (...) ogni parola superflua si spegne e la preghiera si fa più facilmente attesa e offerta. 

Chi può, chi sente il bisogno, trascorra un tempo di Adorazione davanti al Signore: non serve dire molto. Basta restare.

Risuona in me una frase del Vangelo, che il mio amico Cardinale stesso ha citato: «Quando verrà lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 16,13). 

È una promessa questa ed anche la nostra speranza. Accompagniamoli con fiducia e affetto. E accompagniamoci tutti gli uni, gli altri.

Investigatore Biblico (I.B) 

Mercoledì 7 maggio 2025


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