a cura di Veronica Cireneo
Ci avviamo verso la conclusione della rubrica: "Il Catechismo del buon esempio" dell'amico Mauro Bonaita che, in questa ottava parte, la penultima, ci parla dell' importanza della Messa: Sacrificio d'Amore Estremo di Dio e dell'obbligo di parteciparvi per l'ottenimento della salvezza eterna dell' anima. Trovate qui le sette parti precedenti e in calce ìl link al PDF per chi desideri stampare e diffondere ìl volantino relativo. Buona lettura.
§§§
“Il catechismo del Buon esempio: il più virtuoso”
NON SCANDALIZZIAMO I “PICCOLI” DEL CATECHISMO: EDUCHIAMOLI COL BUON ESEMPIO
8. Il PRIMO PRECETTO
• L'obbligo di partecipare alla Messa è il primo dei cinque precetti generali della Chiesa [1]. Questo precetto soddisfa, per i cattolici, il terzo Comandamento che, secondo la formula catechistica, recita così:
«Ricordati di santificare le feste». [2]
Il Codice di Diritto Canonico [1247.] dice che:
“La domenica e le altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all'obbligo di partecipare alla Messa”.
In questi tempi secolarizzati, in cui si invoca un falso concetto di “libertà” incondizionata, non è facile accettare un obbligo; eppure, se desideriamo essere veramente liberi, dobbiamo accettarlo per la liberazione dalla schiavitù dei peccati.
“La partecipazione alla celebrazione comunitaria dell'Eucaristia domenicale è una testimonianza di appartenenza e di fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. In questo modo i fedeli attestano la loro comunione nella fede e nella carità.” [3]
In tal senso, “coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave”. [4]
Il catechismo, di questo sacramento che è l’eucarestia, recita che:
“Il nostro Salvatore nell'ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare così alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e risurrezione (…) [5]
Da qui si capisce che celebriamo un sacrificio d’Amore Estremo, l’offerta incondizionata del nostro Dio nella persona del Figlio che, per Amore del Padre e per Amore dell’umanità, si offre di salvarci pagando il prezzo dei nostri peccati col Suo Corpo e il suo Sangue, immolati sulla croce e ripresentati sull’altare: ciò che cambia di questo sacrificio è solo il “modo” di essere presentato (CCC 1377).
• Il fatto che la Messa venga definita “memoriale”, non significa che è una semplice rappresentazione teatrale, ma essa “ripresenta (rende presente) il sacrificio della croce” perché “ne applica il frutto (…) applicando la sua efficacia salvifica alla remissione dei nostri peccati quotidiani”.[6]
Questa potenza salvifica che elargisce i beni e i frutti della messa (in aggiunta ai frutti della Santa Comunione) viene promanata durante l’epiclesi alle parole transustanziatrici:
“questo è il Mio Corpo” e “questo è il Mio Sangue”.
• I destinatari di tali frutti sono: l’umanità intera, il sacerdote, i fedeli presenti e coloro a cui è intenzionato il suffragio della messa (che sia un’anima viva o defunta [7]). Tale potenza è la stessa che venne elargita all’umanità quando Gesù spirò sopra la croce: Mc [15,38]
”Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso.”
• Il Sacrificio di Cristo, dal valore infinito, deve perpetuarsi nei secoli, perché gli effetti che esso produce in noi sono invece finiti. La limitatezza dei frutti è dovuta alla nostra fede imperfetta, che ci rende simili a vetri opachi che impediscono di lasciar passare tutta la luce della Grazia.
Per questo Dio ci chiede di mantenere sempre acceso il lume della fede, della speranza e della carità, attraverso una partecipazione costante ai Suoi Sacramenti.
Viviamo in un mondo ferito dal peccato, soggetto a leggi quantitative e qualitative: proprio per questo la Chiesa raccomanda la partecipazione, quando possibile, anche alla Messa quotidiana, vissuta con fede ardente e obbedienza ai precetti e alle istruzioni.
Lo scopo è raccogliere frutti abbondanti per la nostra santificazione e per quella del mondo, custodendo con pazienza la lampada della fede fino all’ultimo giorno.
Si capisce, così, perché la messa ha valore anche se il sacerdote, che è chiamato a celebrare quotidianamente [8], celebra solo senza il popolo (solo per giusta causa [9]): non è una semplice preghiera comunitaria, non è un momento conviviale per stare assieme, ma ha una sua efficacia universale (cattolica) dovuta alla ripresentazione della morte e risurrezione di Cristo per tutta l’umanità: è Sacramento di Pace per tutto il mondo.
• Così come nutriamo quotidianamente il corpo mortale con cibi e bevande, o come innaffiamo piante e fiori perché non appassiscano, allo stesso modo la nostra anima, che si nutre di realtà celesti, ha bisogno di essere vivificata. Essa torna alla vita l’ottavo giorno, alla Messa domenicale durante l’epiclesi. Senza questo nutrimento, l’anima si indebolisce fino a morire.
Ma come comprendere questa morte, se nessuno ha mai visto spirare qualcuno semplicemente perché non è andato a Messa?
Anche se abbiamo l’impressione di essere immobili, in realtà siamo proiettati nello spazio e nel tempo ad una velocità di migliaia di chilometri al secondo: una velocità supersonica, frutto dei moti della Terra, del sistema solare, della galassia e dell’intero universo in espansione.
Il nostro corpo non è un punto in movimento, ma è come la bobina di un film che scorre a questa super velocità, imprimendo nello spazio e nel tempo i nostri atti di vita, come un gessetto che traccia una linea sulla lavagna.
• Solo l’anima vive nell’attimo presente. Dio non cancella nulla di ciò che crea, in nessun tempo e nessuno spazio: il nostro passato non è solo un ricordo, ma esiste concretamente nell’eternità; il catechismo della chiesa cattolica al n. 1039, afferma infatti che “a loro insaputa tutto è registrato”.
Nulla è lasciato al caso: questo espediente è stato disposto da Dio per farci fuggire dai peccati, che restano sempre un passo dietro da noi, come un’ombra che insegue la nostra anima ancorata nell’attimo presente.
Alla nostra morte corporale, il cadavere (il corpo mortale privo dell’anima) continua la sua “corsa” nel tempo presente fino al suo naturale deperimento. L’anima invece entra nell’eternità, rimanendo unita al corpo “integrale”, cioè l’insieme di tutti gli atti della nostra vita, che esiste già nell’eternità dal nostro concepimento fino all’ultimo “fotogramma” della nostra vita. E’ frutto della secolarizzazione il falso pensiero che l’anima si stacca dal corpo per “fluttuare” separata dalla nostra duplice natura; in questo modo non saremmo più uomini, ma angeli.
• È qui che si affronta il “giudizio particolare”: l’anima viene come “flagellata” dai peccati non rimessi come da pietre lanciate dalle nostre stesse mani nel corso della nostra vita ed essa viene privata di alcune, o tutte le facoltà “preternaturali” a causa delle infermità subite.
Questo è il primo verdetto: per il Premio (con eventuale purificazione dalle infermità dei peccati) o per la Condanna [10], in attesa del “Giudizio Universale” [11].
• Alla fine dei tempi, dopo che tutte le anime purganti si saranno purificate, ci sarà la seconda venuta di Cristo che compirà la resurrezione di tutti i morti e, «dei giusti e degli ingiusti» (At 24,15); i primi riceveranno la vita eterna, in cui l’anima potrà trasferirsi nel nuovo corpo risorto e glorificato; i secondi invece subiranno il giudizio di condanna con “la seconda morte” (Ap 21-8). Questa morte sarà una vera e seconda morte anche corporale. Le anime dannate, unite al corpo risorto, intaccheranno anche la nuova carne coi peccati e moriranno una seconda volta. I loro corpi, privati dei poteri “preternaturali”, rimarranno intrappolati in uno spazio-tempo di eterna condanna dove subiranno le pene del “senso” (la separazione da Dio) e le pene del “danno” (pene temporali).
I danni inferti dai peccati saranno causa di malattie che intaccheranno il DNA umano, soprattutto negli organi con cui più si è peccato (pene del contrappasso – Santa Faustina Kowaska), deformando l’aspetto in mostruosità e sottoponendo l’essere umano ad un eterno supplizio di dolore, disperazione e tormento da parte dei dèmoni.
• I peccati mortali sono quindi causa di morte seppur differita, (ritardata dalla Misericordia di Dio rispetto al momento stesso del peccato) per lasciarci il tempo di convertirci e redimerci. Non è la prima morte a cui tutti siamo soggetti che ci dovrebbe turbare, bensì è la seconda morte che ci dovrebbe destare timore e conversione.
• Non aspettiamo altro tempo: le campane suonano, è l’ora della Salvezza! Corriamo a Messa, lì ci attende il Salvatore pronto a Liberarci dal peso dei peccati e donarci la Vita Eterna nell’ottavo giorno.
Mauro Bonaita Reggio Emilia
martedi 14 luglio 2026
Per approfondire, consultare i seguenti documenti:
[1] – Catechismo della Chiesa Cattolica [2042.]
[2] – Catechismo della Chiesa Cattolica [i dieci comandamenti]
[3] – Catechismo della Chiesa Cattolica [2182.]
[4] – Catechismo della Chiesa Cattolica [2181.]
[5] – Catechismo della Chiesa Cattolica [1323.]
[6] – Catechismo della Chiesa Cattolica [1366.]
[7] – Bolla “LAETENTUR CAELI” 6.07.1439 – P.P Eugenio IV
[8] – Codice di Diritto Canonico [CDC 276-§1 e -§2]
[9] – Codice di Diritto Canonico [CDC 904 e 906]
[10] – Catechismo della Chiesa Cattolica [1021. e 1022.]
[11] – Catechismo della Chiesa Cattolica [1038. e 1039.]
LINK DEL VOLANTINO PDF (per chi voglia stampare e diffondere) https://drive.google.com/file/d/17zu4CeIGo4SErdSMq_xaaFlJlK6K5MFb/view?
•••
Si rende noto che questo articolo, come tutti gli altri, è udibile. Basta cliccare sul triangolino, in alto a destra.
•••
Grazie per aver letto questo articolo. Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti e su altri social.
Puoi lasciare un commento e, per restare aggiornato, unirti (benvenuto!) agli Alleati cliccando sui seguenti link:
•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL'EUCARESTIA
• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO
• MAIL (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, riflessioni personali, invio articoli e per proporsi come collaboratori)
• MAIL MESSA/CENACOLI (per disponibilità Messe, catechesi, cenacoli domestici in presenza e rosari pubblici)
%20(1).jpg)
© 2026. All rights reserved.
Il sito degli Alleati dell'Eucarestia non può essere considerato una testata giornalistica (legge 7.3.2001 n. 62) a motivo del fatto che viene aggiornato liberamente, senza cadenza fissa. Alcune immagini inserite in questo sito sono tratte dal web e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email in modo da permetterne la pronta rimozione.












