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martedì, settembre 29, 2026

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle.(2' parte). Un seminarista


a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, ricevute dal nostro seminarista queste riflessioni sulla Mariologia, lavoro che consta di due parti (qui la prima ), offriamo alla vostra attenzione la seconda parte riguardante la parabola della Spiritualità Mariana a partire dal Concilio. Buona lettura.

§§§

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle.

(2' parte: La Mariologia nel post Concilio)

Come accennato nella prima parte del mio studio, la spiritualità mariana conobbe una grave inversione di marcia, nel periodo postconciliare: epoca intrisa di minimalismo mariano di “cattolicesimo  adulto” , oppositore delle “devozioni secondarie”, secondo il pensiero creativo dei neo-modernisti.

Quello dei neo-modernisti è un minimalismo mariano che non conosce freno nella sua corsa a spogliare Maria Santissima delle sue Glorie e dei santi Titoli con cui  la Tradizione e il Magistero L'hanno sempre onorata. Lo vediamo fin troppo bene, addirittura intensificarsi, anche nelle notizie della più recente cronaca.

Cosi andò che mentre la ricerca teologica e di approfondimento della spiritualità mariana interessava le grandi universita’ pontificie ed i seminari, la battaglia intestina del virus  neo-modernista era latente, ferveva ed avrebbe visto la sua piena manifestazione, e ahinoi!, il suo  successo durante il Concilio, con una clamorosa sconfitta per la sana spiritualità mariana e l’annesso impegno teologico di approfondimento del mistero di Maria e quindi di tutta la Teologia cattolica.

C'è da dire che il Concilio iniziò i suoi lavori nel modo piu benedetto possibile. In principio infatti la piega degli eventi sembrava molto favorevole alle attese dei massimalisti (tradizionalisti che che sulla scia dei precedenti Dogmi avrebbero voluto che alla Madonna venisse attribuito il titolo - 5' Dogma - di Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie) poi però  i fatti presero un'altra direzione, purtroppo.

Si verificò dapprima una serrata discussione, poi un feroce scontro ed infine una dolorosa spaccatura tra i Padri Conciliari  "massimalisti" e i modernisti, cosiddetti " minimalisti" che fecero naufragare la discussione.

“Un segno infausto per il Concilio” commentò a posteriori  il famoso Teologo Laurentin. Gli fece eco in qualche modo Papa Paolo VI con la nota espressione del: “ fumo di Satana nella Casa di Dio”, quando incalzando ebbe a dire:

 “ Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È invece venuta una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza” ( Paolo VI omelia 29 Giugno 1972)

Tuttavia la Provvidenza ha provato a mettere più volte delle grosse toppe, dopo che molti mariologi buoni avevano nominato il Post Concilio “l’ era glaciale mariana” tra cui il Laurentin che la dichiara “ridotta ad uno scheletro o ad un ectoplasma”(... )

Dal punto di vista dell’ approfondimento della Mariologia quello di Papa Wojtyla è stato un pontificato grandioso per la promozione della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, sia personale, che Mondiale ecc, sotto il motto leggendario: “Totus Tuus” - anche grazie alle indicazioni avute da Suor Lucia, veggente di Fatima. Anche Paolo VI ha dato segni di lucidità con la Marialis Cultus, ma gli anni posteriori al Concilio videro una grande disillusione circa gli ipotetici frutti del post-conciliari.

E se anche nella liturgia non furono registrati grandi risultati me lo spiego con  le parole pronunciate recentemente dal Cardinal Burke - parafrasandole: 

“I Papi sono uomini. A volte parlano e agiscono da uomini, a volte  parlano e agiscono da Papi”

Ossia, non sempre sono docili alle ispirazioni dello Spirito Santo, anche se non pretendiamo certamente di sapere la misura della corrispondenza dei singoli Papi con la Terza Persona della Santissima Trinità, perché non è un mestiere nostro giudicare come fa Dio.

Ma è ovvio che raffreddata la pietà, nel cuore della chiesa, anche lo studio nei seminari e nelle università pontificie ne risente, e quindi nei luoghi dove si formeranno i nostri attuali sacerdoti e Vescovi, viene meno questo slancio mariano.

Non possiamo fare altro che constatare, a fatti avvenuti, il grave declino e la grande ignoranza che serpeggia tra i prelati ed il clero riguardo la speculazione sulla loro Celeste Madre. Come diceva infatti padre Pio, riferendosi alle cause dei mali nella Chiesa:

“Quando il pesce puzza…. puzza dalla testa”.

La Provvidenza non rimase con le mani in mano: nel 1988 la Congregazione per l’ Educazione Cristiana emanò una lettera circolare per arginare la grave emorragia mariana, con la lettera:" La Vergine nella formazione intellettuale e spirituale" (qui)

La lettera affermava con veemenza che: 

“Lo studio della Mariologia tende come  sua ultima metà all ‘acquisto di una solida spiritualità mariana, aspetto essenziale della spiritualità cristiana. Nel suo cammino verso il raggiungimento della piena maturità di Cristo, il discepolo del Signore, consapevole della missione che Dio ha affidato alla Vergine nella storia della Salvezza e nella vita della Chiesa latina,  La assume come  “madre e maestra” di vita spirituale. Con Lei e come Lei, alla luce dell'Incarnazione e della Pasqua, imprime alla propria esistenza un deciso orientamento verso Dio, per  Cristo e nello Spirito, per vivere nella Chiesa la proposta radicale della buona novella e, in particolare il comandamento dell’ amore”( nr. 36, pag. 232)

Fu molto lodevole,  ma corrispose ad un timido tentativo di raddrizzare una situazione che ormai aveva preso una piega storta, se non addirittura diabolica, come oggi vediamo. Lo studio della sana Mariologia nei seminari ed Atenei pontifici, infatti, si rarificherà sempre più, come l' ossigeno ad alta quota, raggiungendo il “minimo sindacale”.

Parlare poi oggi di Spiritualità Mariana in  molti degli ambienti ecclesiali pare come parlare della peste nera agli occhi del “cattolicesimo adulto”  nemico di quelli che chiamano : i “devozionalismi esagerati”.

L' ideologia modernista ha spogliato di fatto l’ Augusta Madre dei Suoi piu bei Titoli e glorie. Degradare Maria dei suoi onori per dialogare coi protestanti e renderci simili a loro è l’iter  “della chiesa di oggi” che tradisce quella di Cristo. Ma dove è finito il grande insegnamento morale di “evitare le cattive compagnie?” Sembra, al contrario, che vogliano a tutti i costi portarci a rassomigliare al cattivo compagno...

Non più la:

“Sublimis inter Sidera”, la Regina, la Mediatrice-Corredentrice ed Avvocata, la “Tota Pulchra”,

ma la:

“donna feriale”, la “semplice discepola”, la “madre dubbiosa, ignorante e “sempliciotta”, che non conosce il Mistero della Divinità di Suo Figlio, “l’ umile  casalinga innamorata” di San Giuseppe, ecc..."

No! Tutte queste minimizzazioni e demitizzazioni rasentano la bestemmia, scoronando Maria e saccheggiandola di tutti gli onori che Le si devono e  che non saranno mai troppi,  riconoscendoLa Quale Ella è: Figlia del Suo Figlio, come diceva Dante,  e pur sempre umile e alta più che creatura.

Allo stesso modo, parallelamente, non più: Sant' Agostino, San Bonaventura, San Tommaso e Sant' Ambrogio. Padri e Dottori della Chiesa relegati nell’ oblio. 

Bensì ben vengano sul piedistallo: Karl Rahner, il Cardinal Martini,  Monsignor Don Tonino Bello e compagnia cantante, della squadra neo-modernista.

Resta il fatto che non c'è paragone tra il miele della pura e sana dottrina cattolica e la cera delle novità minimaliste mariane, che ci risultano davvero indigeste.

Un seminarista

martedì 29 settembre 2026

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martedì, settembre 15, 2026

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle. Un seminarista (1' parte)




a cura di Veronica Cireneo 

Carissimi amici cattolici, riceviamo dal nostro Seminarista queste riflessioni sulla Mariologia e volentieri le offriamo alla vostra attenzione. Composto di due parti, il lavoro si sviluppa su due fasce temporali consequenziali: il pre e il post Concilio. Qui, a seguire, la prima parte. Buona lettura

§§§

La Spiritualità Mariana prima e dopo il Concilio: dalle stelle alle stalle

(1' parte: La Mariologia prima del Concilio)

A seguito della diabolica Rivoluzione Francese - ancora oggi  fin troppo elogiata -  che fu molto  aggressiva contro la Santa Chiesa e la Santa Fede, non tardò ad arrivare la risposta del Cielo, manifestatasi con tre grandi apparizioni mariane, avvenute tutte intorno alla metà dell'800, una dopo l'altra, proprio in Francia. Le seguenti:

- a Parigi,  Rue du Bac nel 1830,

- a La Salette nel 1846 e

- a Lourdes nel 1858.

Non solo! Dello stesso periodo, ricordiamo anche:

- il ritrovamento - 150 anni dopo la sua morte - del famoso Trattato della vera devozione a Maria, di San Luigi Grignon di Montfort, nel 1842 e

- la Proclamazione del Dogma dell' Immacolata Concezione, nel 1854.

A questi grandi avvenimenti mariani si affianca anche la fioritura di molti Santi e Santi Fondatori di Movimenti ed Ordini religiosi che eressero Istituti, sempre consacrati a Maria Santissima, tra i quali:

-  Sant’Antonio Maria Claret, ( Clarettiani) 

- Jean Claude Marie Colin, ( Società di Maria) 

-Beato Guglielmo Chaminade (Figlie di Maria Immacolata)

- Beata Clelia Barbieri (Suore Minime dell’Addolorata) ed altri...

Insomma, il vigoroso nuovo impulso di metà '800 dette una grande spinta vitale alla Devozione ed alla Ricerca teologica riguardante il Mistero della Madre di Dio, dato che le due cose, da buone gemelle, camminano sempre insieme. Sovrabbondanza di Grazia che conoscerà sosta solo dopo il 1959, con la morte del Papa Pio XII, poi purtroppo una vera e propria inversione di rotta con l'avvento del Concilio Vaticano II.

Per queste ragioni, non ebbe nessuno scrupolo Padre Roschini a dichiarare il '900, il secolo Mariano per antonomasia.

In effetti, a livello ecclesiale, l’apice fu toccato con Papa Pacelli, quando nel ventennio del Suo pontificato,  la Chiesa vide diverse iniziative mirabili. Volendo rammentarne alcune, tra le più importanti, citeremo:

- La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, nel 1942

- La Proclamazione del Dogma dell'Assunzione, nel 1950

- La Proclamazione della Regalità Universale di Maria e l'anno Mariano del 1954 ( nel centenario della Proclamazione del dogma dell’ Immacolata Concezione).

- Il Centenario delle Apparizioni di Lourdes, 1958

- La Peregrinatio Mariae, ecc.

Ricchezze di Grazia quelle del Pontificato di Papa Pacelli, che andarono a sommarsi ai tre grandi frutti prodotti dal rigoroso risveglio della spiritualità Mariana, avvenuto a cavallo tra i secoli 8 e 900, tra cui:

- un più forte impulso missionario,

- un nuovo, sano, slancio ecumenico legato a Maria Mater Universalis e

- un incremento delle vocazioni sacerdotali e religiose ( ne sono prova i mastodontici seminari oggi purtroppo vuoti,  spesso “ riqualificati” a case di riposo di lusso, alberghi,  centri di accoglienza per migranti, che si possono rintracciare un po' ovunque)

Non possiamo infine trascurare il dato che per arrivare a questa ricchezza di grazia e diffusione della Pietà Mariana, grande impulso lo si ottenne dagli eventi delle mariofanie, in particolare da quella di Fatima, la forte influenza della quale si estese fino al 1960, anno entro cui, secondo la Volontà della Madonna, si sarebbe dovuto rendere pubblico e per intero il Terzo Segreto. Cosa che però ad oggi sembra non essere mai stata fatta da alcun Papa. 

Vedremo invece nella prossima parte, l'involuzione che la mariologia, in termini di approfondimento e devozione, conobbe a seguito del Concilio VII

(fine prima parte di 2...)

Un seminarista

Martedi 15 settembre 2026

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